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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 13) BASTA Plastica! Benvenuta BIOplastica!

Calendario dell’avvento de La Buona Architettura

16 dicembre 2017

13) BASTA Plastica! Benvenuta BIOplastica!

La plastica è inquinante, fa male all’ambiente ma anche all’essere umano rilasciando costantemente materia nociva per la nostra salute, eppure non riusciamo a farne a meno! Perché?

Perché gli oggetti in plastica, al contrario di quelli più sostenibili in legno, vetro o ceramica, se cadono non si rompono, al limite rimbalzano; perché durevoli, flessibili e permettono di realizzare quasi tutto!

Come non rinunciare a tutti i comfort della plastica eliminando per sempre petrolio e derivati!? Grazie alla BIOplastica!

“La bioplastica è un tipo di plastica biodegradabile in quanto derivante da materie prime vegetali rinnovabili annualmente. Il tempo di decomposizione è di qualche mese in compostaggio, contro i 1000 anni richiesti dalle materie plastiche sintetiche derivate dal petrolio. Le bioplastiche attualmente sul mercato sono composte principalmente da farina o amido di maisgrano o altri cereali. Oltre ad essere biodegradabili, in accordo con la Norma Europea En 13432 e con i programmi di certificazione rilasciati da primari enti internazionali, hanno il pregio di rendere fertile il terreno sul quale vengono depositate. La bioplastica, dopo l’uso, consente di ricavare concime fertilizzante dai prodotti realizzati, come biopiatti, biobicchieri, bioposate, e di impiegarlo per l’agricoltura”

E per chi ha paura che la BIOplastica non sia all’altezza, sappiate che oltre alle classiche buste per l’immondizia, le bottiglie e i contenitori, in bio plastica già sono stati realizzati giochi per bambini, elementi di design, sedie, gioielli, lampade,…

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È arrivato forse il momento di mandare la plastica finalmente in pensione?! Io credo di si, ma ci vuole l’impegno di tutti, rinunciando agli oggeti in plastica a favore della BIOplastica e facendo molta più attenzione a ciò che compriamo pensando già a quale fine farà quando dovremmo smaltirla!

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Fototo da Pinterest

Citazione “…” da Wikipedia

 

 

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Calendario dell’avvento de la Buona Architettura – 11) la casa come la seconda pelle

Calendario dell’avvento de la Buona Architettura

14 dicembre 2017

11- la casa come la seconda pelle

Avete mai pensato al perimetro esterno della vostra abitazione come una seconda pelle?
È proprio così: le pareti (verticali e orizzontali) proprio come la pelle, oltre a isolare termicamente, regolano il passaggio di aria ed umidità, respirando!!!
Si, la casa respira e, proprio come la pelle, lo fa bene solo quando è composta da materiali esclusivamente naturali!
Se siete in procinto di ristrutturare casa, non sottovalutate le potenzialità del legno, per strutture e finiture, della paglia per isolare, della canapa per regolare clima ed umidità in maniera naturale e salutare!
Sono prodotti a cui l’edilizia moderna non ci ha abituato, ma sono stati utilizzati fin dall’antichità con successo!
Le nuove tecnologie poi rendono tutto ancora più duraturo e sicuro!
Per qualsiasi nuovo intervento quindi non accontentatevi di “quello che passa il convento” ma cercate la soluzione davvero migliore per vivere bene!!!

Gli infiniti usi della Canapa, Design Week:

 

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Foto da Pinterest

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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 6) …meglio il #legno !!! Riportare la #natura nel #costruito: il caso dei luoghi #terremotati!

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9 dicembre 2017

6 – …meglio il #legno !!!

Riportare la #natura nel #costruito: il caso dei luoghi #terremotati!

“Meglio il legno. Che è un materiale leggero, flessibile, riciclabile, rinnovabi­le, sicuro. Si tagliano gli alberi per co­struire quelle case temporanee e se ne piantano tre volte tanti. E quando, dopo quattro o cinque anni, si buttano giù le case, al loro posto si fa nascere un bo­sco e si ricicla il legno usato. Si lavora, insomma, sulla natura. Meglio dimenti­carsi quel cemento armato che rende tutto meno elastico e più vulnerabile».
Intervista a Renzo Piano – Corriere della Sera, 9 aprile 2009”

Meglio il legno…e ancora meglio gli #alberi..

Un interessante progetto, #Nature, dell’associazione VIVIAMOLaq, interviene nelle aree colpite dal sisma del 2009 per riportare speranza agli abitanti di quei luoghi con interventi di rigenerazione urbana nel costruito!

“I luoghi che abitiamo e la qualità degli stessi, influiscono sulla qualità della vita, vivere nei container senza avere luoghi di aggregazione al coperto o piazze di ritrovo e svago, non può che rendere ancor più difficile la vita in questi posti.

Per questo VIVIAMOLaq si impegna a progettare interventi dal forte carattere sociale, cercando di realizzare spazi all’aperto di qualità che possano rendere migliore la vita di chi vi abita.

Il progetto si pone come obiettivo quello di integrare le soluzioni di emergenza con la Natura. Uno spazio verde in cui 50 alberi verranno piantati e prenderanno il posto dell’attuale parcheggio asfaltato, andando così a creare un vero e proprio polmone verde.

Bisogna ricordare, inoltre, che il verde ha anche un altro importante ruolo, ha un effetto notevole sul benessere psicofisico di chi fruisce dei luoghi. Il colore, gli odori, il cambiamento stagionale delle chiome, rendono sicuramente più vivibile e rilassante l’ambiente, favorendo la concentrazione e aumentando anche la creatività.

Riportare la natura nel costruito è un importante esempio progettuale e sociale che ricorda quanto sia fondamentale integrarla al fine di non avere luoghi fatti di solo cemento, ma in cui l’artificio umano si incontra con la natura generando spazi di qualità.”

Foto e testo: http://www.architetturaecosostenibile.it

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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 5) Diébédo Francis Kéré Architetto

Calendario dell’avvento de La Buona Architettura

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7 dicembre 2017

5 – Diébédo Francis Kéré Architetto2a9aa7c9b7d70ba474fc494b22e6625b--adobe-architecture-vernacular-architecture

“Ritorno a casa per aiutare il mio popolo”

Una storia emozionante quella dell’architetto Kéré, costretto a lasciare il suo paese, #Gando, in Burkina Faso, all’età di 7 anni per poter #studiare!

Grazie ad una borsa di studio vola in Germania dove studia fino a diventare #architetto e la prima cosa che fa è tornare nel suo paese per costruire una #scuola!

Quando Kéré, dopo le vacanze, lasciava il suo villaggio per tornare a studiare, ogni donna gli donava tutti i soldi che gli erano rimasti; Kéré stupito chiese alla mamma il motivo di tanto affetto; la mamma gli rispose che loro stavano contribuendo alla sua istruzione sperando che poi sarebbe tornato nel suo paese per aiutarli a vivere meglio!

Così fece! Nel corso degli studi cercó di raccimolare fondi e poi voló a casa per iniziare la realizzazione di una scuola in #terra #cruda, istruendo la popolazione del luogo e donando loro tutte le informazioni affinché potessero continuare a costruire altri edifici anche da soli!

«Se dai un pesce a un uomo, si nutrirà una volta. Se gli insegni a pescare, mangerà tutta la vita».

Godetevi il suo emozionante intervento in questo video:

Foto di James Morris, Moschea Kossa, Niger

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Natale a rifiuti zero

Natale a rifiuti zero è possibile?

Affrontiamo oggi la sfida dei decori natalizi!

Chi, in questi giorni, non ha avuto il “piacere” di andare a fare la spesa trovandosi poi sommerso da decori e dolci natalizi di tutte le forme e materiali, stesi per tutto il negozio, compreso il banco della frutta?!!

Subito dopo la famosa domanda “che fine ha fatto il senso vero del Natale”, mi sorge un’altra domanda “dove andranno a finire tutti quegli oggetti, quegli incarti (tecnicamente imballaggi), quei dolciumi con tutto il loro carico eccessivo di zuccheri, ecc.. Cosa succederà agli addobbi una volta smontato l’albero e chiuso il periodo festivo?

Dato che tutti vogliamo una casa che respiri aria di festa, e quindi calda e decorata e allo stesso tempo amiamo cambiare ogni anno dando un tocco originale (io stessa non resisto a pensare, ogni volta, un decoro a tema diverso per le feste di Natale), allora ho pensato di darvi qualche consiglio su come decorare la vostra casa per le feste senza produrre rifiuti:

1) Rami e rametti, foglie secche

Passeggiando in un parco o in un bosco, raccogliete rami e rametti caduti per terra, legateli con lana, cotone, spago, creando diverse forme, come questo a stella; oppure riunite tutti i rami in un vaso e decorateli!

Fate ATTENZIONE ad comporre tutto a secco, senza colla, così che una volta stanchindinquesti decori possiamo smontarlo e riusarli per altre decorazioni o restituire i rami alla natura e riporre i fili per utilizzi futuri

2) Avanzi da potature

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Intrecciando rami freschi, appena potati, si possono ottenere delle sinuose composizioni; a seconda della pianta, le foglie si mantengono verdi per molto tempo;

3) Pigne

Le pigne possono essere raccolte in un cesto, con delle lucine, oppure legate con una corda; mai usare la colla, perché poi saremmo costretti a buttare il tutto come rifiuto non riciclabile;

4) Bucce della frutta

La frutta e la sua buccia, essiccata, oltre ad essere bella e originale, è un decoro profumatissimo!!!

5) Pasta di sale

Ma quanto possiamo sbizzarrirci con la pasta di sale? Acqua, sale e farina e il gioco è fatto: non è pericolosa per i bambini perché completamente commestibile e non è dannosa per l’ambiente perché fatta con ingredienti naturali;

6) decori con carta e cartoncino

Decorare con la carta, sempre tagliata e ricomposta a secco, è un gioco per tutte le età; e una volta smontata, la si può sempre riciclare o riutilizzare per nuovi progetti;

7) Dolci fatti in casa

I dolci fatti in casa sono salutari, buoni e pieni d’amore; sbizzarrirsi nella realizzazione e composizione vi permetterà di avere elementi di decor non solo belli ma anche buoni!!!

8) centrotavola piante perenni

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Ma perché per il centro tavola spesso si usano fiori recisi, necessariamente usa e getta?

Qualche Natale fa ho deciso di realizzare un centrotavola con piantine di agrifoglio, che a fine pranzo ho regalato ai miei commensali mentre una l’ho lasciata per me, l’ho piantata in vaso e ancora è lì che cresce bella e rigogliosa!

Questo è un sunto di quanto si può fare di bello senza sprecare o inquinare…nelle prossime settimane, come per un nostro calendario dell’avvento delle buone pratiche, scopriremo nel dettaglio qualcosa di più su queste idee decor e su come realizzarle!

E voi avete altre idee rifiuti zero da proporre?

Foto tutte da Pinterest, tranne l’ultima che è del mio archivio privato

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Perché sostenibilità e cementificazione non andranno mai d’accordo

#Sostenibilità e #cementificazione non andranno mai d’accordo!

Perché se si parla di #architettura #sostenibile è assurdo citare il #cemento?
Niente contro a tutti gli sforzi che le aziende produttive stanno facendo per renderlo meno deleterio di quello che è, ma dove c’è la colata di cemento, anche se è drenante, anche se è antismog, non cresce più il prato,…e dove manca il prato, manca la possibilità di far crescere una #rigogliosa #vegetazione che è l’unica strada per avere città veramente belle, vivibili e pulite dallo smog!

Se è vero che esiste il cemento autopulente che sfrutta la luce del sole per abbattere gli inquinanti, trasformandoli in sostanze meno nocive, è anche vero che rimarrà sempre grigio, non sarà bello e colorato come gli alberi e , per contribuire a ridurre lo smog, ne occorre una grande quantità: 1000 mq di cemento infatti assorbono gli stessi inquinanti di 80 piante sempreverdi, eliminando l’inquinamento provocato da 30 veicoli a benzina.

Non sarà più semplice aumentare la dotazione di #spazi #verdi, magari anche facendo #parcheggi a #prato, come si spiega nell’articolo e #favorendo #parchi piuttosto che #fredde #piazze cittadine?

Foto da Pinterest: dettaglio della serra dei reali del #Belgio a #Laeken

Un interessante articolo che parla di come realizzare un parcheggio a prato:

http://www.lastampa.it/2015/09/14/italia/cronache/un-semplice-ed-economico-prato-cos-si-eliminano-asfalto-e-cemento-jC1MUBtVMx7HAcsZzmiqoO/premium.html

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Qual’è la progettazione più bella e più difficile?

Qual’è la #progettazione più #bella e più #difficile?

#Progettare per i #bambini!!!

E’ #bello perchè nell’#immedesimarsi (#necessità di ogni #progettazione) si respira un pò della loro #spensieratezza;

E’ #difficile perchè per quanto siamo stati anche noi bambini, da adulti proprio non possiamo capirli!

L’unica #soluzione è #ASCOLTARLI, con un #ascolto #attivo e #COINVOLGERLI nelle #decisioni attraverso la #progettazione #partecipata!

Può sembrare tutto ovvio o scontato, ma già quando avete scelto la cameretta dei vostri figli avete mai pensato di interrogarli, di includerli, di capire di cosa avessero bisogno loro? O vi siete fatti coinvincere a incastrare qua e la scaffali chiusi e aperti come se le energie infinite dei bambini si potessero incasellare?

Di cosa hanno bisogno i bambini quindi? Vi svelo un primo segreto: I BAMBINI hanno bisogno di SPAZIO, spazio per giocare, spazio per sperimentare, spazio per vivere!!! Hanno bisogno di spazio per spostare le sedie e i tavoli e creare un castello, spazio dove fare le capriole, spazio dove costruire una torre con i giochi ma anche con altro… E allora perchè le camerette esco tutte già belle e composte latsciando ai bambini solo la libertà di sedersi o sdraiarsi! Ricordo che quando con i miei ci eravamo trasferiti nella casa nuova, e ancora non avevamo tutti i mobili, io e mio fratello, ogni sera, ci divertivamo a cambiare posto ai letti apribili!

Anche gli #spazi #pubblici non sono da meno nel rispetto del #diritto dei bambini alla #città: la progettazione è relegata a pochi “esperti” e tra questi mai figura neanche un bambino!

I bambini subiscono le scelte degli adulti:

“Come tutti sanno l’unico contributo della scuola al processo decisionale pubblico avviene periodicamente quando i locali scolastici vengono usati come seggi elettorali. I bambini hanno un giorno di vacanza. I riti di civismo non devono essere esposti ai loro occhi ironici e curiosi” (L.Moretti, V. Petrucci, Il gioco non si arresta; gangemi editore)

Mentre i centri storici ancora sono i luoghi del gioco diffuso e della sperimentazione, nelle città moderne, tra parcheggi e strade carrabili, sono stati occupati tutti gli spazi liberi per il gioco e i bambini sono costretti in aree delimitate e con giochi monotematici che stancano preso l’animo dinamico dei piu piccoli; questo perchè l acittà dei bambini è decisa dagli adulti; un pò come se venisse uno sconosciuto a decidere per noi come vestire o quale divano mettere in casa!

Per chi volesse saperne di più sulla progettazione partecipata con i bambini vi consiglio il libro “Il gioco non si arresta, pratiche di progettazione partecipata per il diritto alla città di bambini e di ragazzi” a cura dell’architetto Viviana Petrucci e dell’educatrice interculturale Laura Moretti

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Foto: illustrazione di Gemma Capdevila

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Chi ha paura dei colori scuri?

Chi ha paura dei colori scuri?

Io ne ho avuta per un po’, forse perché ho conosciuto solo ambienti interamente cupi, sia per la scelta dei toni che per la mancanza di luce naturale o di una cattiva gestione di quella artificiale

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Ho iniziato a familiarizzare con i colori scuri grazie ad un libro dal titolo “le conseguenze del colore” di Hans Blomquist, che mi ha fatto riflettere su come spesso possano contribuire a realizzare un ambiente rilassante e silenzioso, un po’ come quando scende la notte e ci ricorda che è arrivato il momento di riposare

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Anche per le camere da letto, come per le aree riservate al riposino pomeridiano dei bimbi nelle scuole, i colori scuri, simulano la notte e inducono più facilmente il sonno!

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I colori scuri inoltre sono ottimi per dare risalto solo ad alcuni elementi più chiari, facendone sparire altri sullo sfondo;

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Grazie ad una attenta gestione dei colori e dell’illuminazione possiamo decidere cosa porre in risalto e cosa no, un po’ come quando in una mostra d’arte s’impone una luce forte sull’opera in questione e tutto il resto è buoio

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Basta che un elemento sia chiaro, brillante come l’oro o illuminato, per poter risaltare su un contesto dai toni cupi!

Diverso è il caso in cui su uno sfondo dai colori chiari e luminosi si posiziona un elemento scuro; quest’ultimo, malgrado il contrasto, non risulterà ma apparirà come un buco, un vuoto della composizione!

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Non abbiate paura quindi di giocare con i colori, sono degli strumenti potenti che possono cambiare le sorti di uno spazio! Fate solo attenzione a calibrare e scegliere con cura ogni dettaglio perché è lì che si dedice se il risultato di Ale sarà piacevole e vivibile o no!

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Allora, di chi voi dopo questo post ha voglia di ricolorare il mondo intorno a sé?

 

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Perché Halloween attira?

Tra teschi e scheletri, ragni pendenti e zucche animate, non posso fare a meno di chiedermi come è possibile che attiri così tanto essere circondati di mostri e demoni spaventosi, che a me invece incutono ancora non poca paura!

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Da piccola i mostri erano un nemico da fuggire, …i film dove c’erano demoni e vampiri non si vedevano,… Eravamo protetti da un mondo che non aveva niente a che fare con la vita!

Ma perché invece oggi si accoglie con così tanto entusiasmo i simboli della non vita, della paura e della violenza…e soprattutto cosa ha a che fare tutto questo con l’architettura e l’interior design?

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Non mi attardo a spiegarvi il mistero….. Credo che il successo di Halloween sia dovuto al fatto che sia in fondo molto Hygge: con le candele, le luci soffuse, i toni scuri, … è tutto estremamente rilassante!

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Halloween incarna ciò che è in atto nelnpassaggio alla stagione fredda: la natura si riempie di arancione, tra zucche, mandarini e foglie secche; le giornate si accorciano ed è tutto rapidamente più cupo; il sole sempre più basso regala atmosfere rosate; ecc…

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I toni cupi poi, evocano il momento in cui si può andare a dormire, quando fa notte, motivo per cui spesso le camere da letto o gli ambienti dove si cerca un’atmosfera di relax, sono spesso sui toni che vanno dal blu notte all’azzurro!

In fondo quindi il festeggiare Halloween è solo un modo per esorcizzare questo passaggio verso l’inverno, cercando di prenderne il lato più piacevole e caldo;…se almeno ci fossero meno mostri e più calore umano … Più Hygge e meno Halloween…stessa iniziale nel nome ma finalità molto diverse!

 

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Il progetto esperienza

Il #progetto di #architettura è innanzi tutto una #esperienza!
Un’esperienza in cui confluisce ciò che hai accumulato nella vita fino a quel punto, ciò che puoi immaginare per il futuro, ciò che puoi imparare nel tuo rapporto di conoscenza dell’utente finale e del committente!
Il progetto è qualcosa che ti passa dentro e ti segna e te lo porterai con te nelle prossime avventure!
Il progetto è una esperienza sia che si tratti di una cantina che di un museo, di un giardino o di un piano urbanistico; il progetto è per le persone, parla di persone, è fatto dalle persone e non può prescindere da sentimenti, emozioni, riflessioni, perchè il viaggio attraverso la conoscenza degli utenti finali di un tuo qualsiasi gesto è qualcosa di cosi importante che non puoi fare a meno di metterci il cuore! Buon lavoro a tutti gli amici e colleghi architetti…

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