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A cosa serve un Albero!

Decorano e rendono più belle strade e piazze, sono fonte di ristoro nei parchi cittadini grazie alla loro ombra, ma gli alberi sono tutto questo e molto di più!

Sono con noi da sempre, e come tutte le cose più belle ma gratuite le diamo per scontate!

Vi siete mai chiesti quanto lavoro ha fatto madre natura per tirar su questi capolavori? Oppure avete mai ragionato su come potrebbe essere una città senza la loro linfa vitale?

Con troppa facilità e presunzione ci sentiamo liberi di decidere sulle sorti di questi capolavori, esempi ineguagliati di bellezza, di design, di robustezza ed originalità; capolavori che ci fanno bene e ci rigenerano anche solo con la loro presenza!

Quello che l’uomo butta giù in pochi minuti la natura lo ha costruito in anni!

Quasi sempre, le cose che contano, hanno bisogno di tempo!

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Quante cose fa un albero quindi?

1. È un compagno, che grazie alla sua essenza vitale, nutre il nostro corpo e il nostro spirito; provate a immaginare un prato, una strada, una piazza ,senza alberi! Manca qualcosa, come quando manca un amico caro!

2. È un sostegno, per il relax, per lo svago, per nuove costruzioni. Quante volte, con leggerezza abbiamo approfittato di un ramo particolarmente vicino al terreno, per giocare all’arrampicata o per dondolare giù come una scimmietta!

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3. È la luce nel buio che non ti aspettavi

4. È il riparo dai venti freddi invernali e dai caldi raggi solari estivi. Una casa trova enorme giovamento nell’essere circondata dagli alberi; questi possono indirizzare i venti oppure con le loro folte chiome bloccare i raggi solari estivi e mantenere tutto l’edificio più fresco. Da un punto di vista architettonico l’albero ha un ruolo fondamentale!

5. È il nutrimento per eccellenza…

…per il corpo e per la mente!

6. Nelle città combatte l’inquinamento atmosferico, restituendoci in cambio tanto ossigeno; riduce l’effetto isola di calore ed è un vero e proprio punto di ristoro durante le calde giornate estive

7. La loro presenza rende tutto più bello!

Proviamo a immaginare i parchi senza alberi, le strade, le piazze: l’aria sarebbe meno pulita, le piazze e le strade roventi in estate e ghiacciate in inverno; i parchi sarebbero una landa brulla e desolata senza la protezione che danno gli alberi al terreno, ecc..

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Quando abbiamo voglia di buttare giù un albero, perché le radici iniziano a sollevare parti di marciapiede, o perché le fronde sembra ci ostacolino la vista, o ancora perché proprio lì bisogna pavimentare o ancora costruire una nuova abitazione; quando pensiamo con leggerezza che ciò che ci è stato dovuto lo sarà sempre; ricordiamoci che andiamo a distruggere un lavoro checha impiegato anni e che  nessuno potrà ridarci, proprio come quando si perde una persona e che con quel taglio, non risolviamo i nostri apparenti bisogni ma bensì rinunciamo ad un amico, ad un sostegno, all’aria buona, ad un riparo sicuro, ecc..

Spero che a quel punto avrete capito bene se ne vale veramente la pena!

Ph. da Pinterest

 

Questo post è dedicato a mio fratello Mauro, ingegnere informatico e artista del legno che realizza le sue opere solo con rami caduti o secchi!

Non c’è arte che non possa piegarsi alle necessità della natura!

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Al di là del Sogno…la Realtà!

Quante volte avanti alle brutture del mondo ci verrebbe voglia di chiudere gli occhi?

Chiuderli e riaprirli in una favola, in un sogno, dove tutto funziona bene!

Questo vale ancora e tanto in Architettura dove anche un piccolo errore può lasciare traccia di se per sempre, dove scelte sbagliate diventano chilometri di angoscia e male di vivere!

Eppure il sogno è già realtà, basta saperlo riconoscere!

 

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La natura è la nostra favola!

Piante e fiori sono sempre belli, anche senza alcuna cura, ovviamente a patto che siano con le radici ben piantate a terra!

Avete mai visto qualcuno che cura i boschi?

Li dove non c’è la mano dell’uomo la natura è più bella e perfetta!

E non c’è quadro o carta da parati, scultura o installazione, ecc, che può eguagliare le emozioni che solo la natura, quella vera è autentica, può regalare!

Chiudete gli occhi e riapriteli nel sogno…

..grazie ad una serie di installazioni, a cui l’interior design non può rimanere indifferente, che mostrano come la favola può essere molto più reale di quanto sembra!

Ed ecco a voi….La natura dentro!

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Ph. da Pinterest

Questo post è dedicato ad Elisa, mia amica e collega nonché co-amministratrice di questo blog, che oggi compie gli anni!

Elisa è regina nell’amore della natura e del decoro attraverso di essa; quale scritto migliore poteva rappresentarti?

Buon compleanno amica mia!

 

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Il vostro balcone è pronto per accogliervi nella stagione più bella dell’anno?

Le giornate si fanno più lunghe e più calde, il sole invita ad uscire, e le ore in ufficio sembrano non finire mai; con la testa si e già al mare, ma con il corpo non si può fare a meno di vivere tra luoghi di lavoro spesso poco confortevoli e città trascurate!

Come assaporare quindi un po’ di vacanza nel periodo più bello dell’anno? Come approfittare dell’aria più mite e del sole carico di vitamina D, per rigenerarsi dalle piu lunghe giornate primaverili?

È possibile grazie al Balcone di casa!

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Il balcone o terrazzo, grande o piccolo che sia, può diventare il vostro piccolo Eden, grazie ad un piccolo accorgimento: farvi aiutare dalla natura!

Molte ricerche hanno dimostrato come stare a contatto con la natura sia antistress, rigenerante e curativo. I giardini e orti terapeutici sono una realtà e il nostro bisogno ancestrale della natura è ormai dimostrato su più campi, dalla biofilia alla biourbanistica;

Varie società hanno installato orti sui terrazzi degli uffici per permettere ai dipendenti di svagarsi e ricaricare le batterie!

Prendersi cura della natura poi, aiuta a rilassarsi e a concentrarsi meglio!

In questa vita in cui l’imperativo è ”stress’ non si può perdere l’occasione di inverdire quei fazzoletti d’aria che abbiamo!

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Come fare?

Intanto vi raccomando di affidarvi ad architetti professionisti perché nell’inserire piante sul balcone c’è bisogno di competenze di statica, di design, di storia dell’architettura (assolutamente in edifici storici) di illuminazione e insolazione, e non ultimo di piante!

Non c’è quindi vivaio o interior design che possa fare un progetto completo; un architetto si e vi può far risparmiare tempo e denaro!

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La natura sul balcone può fare davvero la differenza; può schermare dalle viste meno allettanti, può proteggere da sguardi indiscreti regalandoci la sensazione di stare davvero in una isola tropicale sperduta, può, proteggere l’abitazione dai raggi solari che in estate la infuocherebbero!

Non è importante la dimensione del vostro spazio aperto quanto piuttosto l’orientamento e la struttura portante; se esposto a nord o a sud avrà bisogno di essere schermato in maniera diversa e anche le piante stesse saranno scelte per far filtrare più o meno luce, ecc!

Un piccolo orto sul balcone, poi, può regalarvi cibo sempre fresco e a km 0, con davvero poca fatica, ma di questo nel parleremo in un altro post!

Il legno poi è il materiale del comfort per eccellenza e se si ha un pavimento vecchio o poco piacevole si può pensare di coprirlo con una soluzione galleggiante  in tavolati di legno da esterno; esistono ormai molte ditte che hanno realizzato prodotti dalla polvere di scarto della lavorazione del legno, resistenti e abbastanza economici!

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Le piante devono essere poi scelte in base alle loro esigenze di luce e di acqua, ma anche per l’effetto estetico che comporranno una volta messe insieme: essenziale evitare la monotonia di piante tutte uguali, come per gli essere umani, infatti, hanno bisogno di tanta compagnia, buona e varia! Si Si progettano le piante come per un bel vestito, componendo colori e forme che più si abbiano e si valorizzano!

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A seconda delle dimensioni poi si può osare con spazi dalle funzioni specifiche, o farsi aiutare da cuscini e  amache nel caso di dimensioni più contenute!

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L’imperativo è relax e la fonte di tutto è la natura e un buon architetto che vi aiuti a farli dialogare!

Quindi…cosa aspettate a preparare il vostro balcone per accogliervi al rientro dal vostro tram tram quotidiano?

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Buon weekend!

Ph. da Pinterest

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“Ciao, ho 12 anni, sono alto 1,70 m e ho ancora bisogno di giocare!” (ma dove?)

Gli adolescenti, cioè i ragazzi che hanno una età compresa tra gli 11 e i 18-20 anni, hanno ancora bisogno di giocare, eppure non ci sono parchi pubblici pensati per loro!

Ci si lamenta perché vandalizzano, perché sono maleducati, perché utilizzano e rompono i giochi dei “fratelli” più piccoli; ma cos’altro dovrebbero fare?

Sedersi a fare la calza come una nonna?

Sono un fermento di idee, nel pieno della loro potenza fisica e psichica; poi escono e si vedono sfrecciare davanti bimbi alti mezzo metro che saltano, dondolano, si arrampicano…e loro?

Quando vado ai giardinetti, pur in veste di mamma,  vorrei avere la bacchetta magica per rimpicciolirmi di molto e saltare su e giù; vorrei sperimentare tutte le avventure, salire sullo scivolo dal basso e fare l’altalena a testa in giù!

Non posso ma l’età che avanza e la bacchetta magica che non esiste (non lo sapevate?) mi aiuta a farmene una ragione!

Come può doversene fare una ragione un adolescente?

Come si può continuare a realizzare parchetti installando i soliti giochi preconfezionati, sempre al centro, sempre senza valutare percorsi, ombreggiature, e poi età e caratteristiche della popolazione che ne usufruirà?!

BASTA!

Si progetta con la testa e non con la mano in tasca (pensando solo a chi sarà l’amico “più caro” a cui affidare l’appalto)!

Quando si progetta ricordiamoci delle persone!

Per chi non avesse idea di ciò di cui sto parlando…

Esempi di parchi pensati per tutti ce ne sono….

Questi sono solo alcuni, accessibili anche agli adolescenti:

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Ph. da Pinterest

Foto di copertina dell’archivio privato di Francesca Ianni architetto

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Pasqua 2018: bella, brava e buona!

Pasqua, dall’ebraico pesah, “passaggio”!

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Archivio privato

Un passaggio a vita nuova, sotto tanti punti di vista, non solo religiosi!

Il design, nel suo piccolo, non può esserne indifferente e oltre a “bello”, deve pretendere di essere anche “bravo e buono”!

Per questo ho scelto, per questa Pasqua 2018, decori incredibilmente sostenibili!

Vediamoli nel dettaglio

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Archivio privato

In questi giorni spuntano margherite e fiori di campo un po’ ovunque, ricoprono i prati di una luce nuova, si insinuano con forza tra i mattoni di laterizio, decorano con eleganza il triste cemento!

La natura lotta per mostrare la sua supremazia e noi non possiamo che rimanere incantati davanti a tanta perseveranza!

I prescelti per i decori di Pasqua2018, quindi, sono i fiori e le foglie raccolte tra le fughe dei marciapiedi, lungo i bordi dell’asfalto, o sopra i prati fiori della città!

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Archivio privato
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Archivio privato
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Archivio privato

(Vi raccomando di indossare guanti per il giardinaggio e di portare con voi due buste così, mentre in una raccogliete i fiori e le foglie che saranno la base per i decori Pasquali, nell’altra busta, quella per l’organico, potrete riunire le infestanti che non amate e contribuire alla pulizia e decoro del vostro quartiere!)

Una Pasqua più buona e brava di così!!!?

Ma anche bella come non mai!

Guardate di seguito un po’ di esempi da Pinterest su come utilizzare piante e fiori spontanei ma anche vegetali che usiamo ogni giorno e che ci vengono in aiuto anche per i decori dell’ultimo minuto!

Appena smette di piovere, fate una passeggiata e fate incetta di fiori e piante; oppure riunite i vegetali in frigo che si stanno rovinando e reinventateli per una tavola di Pasqua completamente Green!

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E le piante che ho raccolto io tra strade e giardini di Colleferro…

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E come semplicemente hanno illuminato la festa di mio figlio!

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C’è Bosco e Bosco! Il caso delle Foreste Urbane.

Il 21 marzo 2018 è stata la giornata internazionale della Foreste Urbane, con il  tema dell’anno “Foreste e città sostenibili” !

Noi architetti non possiamo non sentirci chiamati in causa su un tema così importante! Piena di curiosità ho cercato su Google “Urban forest” e “foreste urbane” e cosa è apparso?  Il bosco verticale di Boeri ed esempi simili!!

MA COSA C’ENTRA un grattacielo di cemento con il concetto di foresta o bosco urbano?

Come è possibile che un tema così importante si riduca a mera campagna pubblicitaria?

Persino il video ufficiale dell’evento non ha disdegnato un esempio così Insostenibile per l’architettura

(Per approfondimenti leggere: http://www.aboutplants.eu/portal/cms/content-paesaggio/1849-il-verde-verticale-davvero-sostenibile.html)

 

È il momento di fare chiarezza…

Cosa dice la Fao in merito alle Foreste Urbane?

Definizione proposta dalla FAO e utilizzata nell’ultimo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi di Carbonio (INFC, 2005):

“Il bosco è un territorio con copertura arbo-
rea superiore al 10%, su un’estensione maggiore di 0,5 ettari e con alberi alti, a maturità, almeno 5 metri e una larghezza minima della tessera di 20 metri ”

Quali sono allora alcuni esempi noti che avrebbe dovuto mostrare Google in testa alle ricerche?

Central Park, New York, USA

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High Line, New York, USA – Piet Oufolf

(Trasformazione di una vecchia linea ferroviaria in parco pubblico)

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Jardin de Turia, Valencia, Spagna

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Bois de Boulogne, Parigi, Francia

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Villa Borghese, Roma, Italia

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Le foreste urbane sostenibili sono quelle con i piedi per terra, anzi, con le radici…!!

Ma anche…..

Le Foreste commestibili (Food Forest), …per combattere l’insicurezza alimentare!

(Approfondimento: http://laboa.org/index.php/food-forest-ovvero-foreste-di-cibo/ )

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Quanti altre foreste urbane si possono scovare nel mondo?

Seul…

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Berlino….

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Ecc..

Aiutatemi e aiutate architetti e politici ad evitare che incomprensioni verbali si traducano in errori madornali!

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Ph. da Pinterest

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Troppe chiacchere in architettura: il verde davvero sostenibile!

All’Università un professore ci spiegò un giorno: “le tavole di un architetto non dovrebbero mai avere testi perché dobbiamo essere bravi a comunicare anche solo con le immagini”

L’architettura infatti ha poco a che fare con le chiacchere e molto con i fatti e se è vero che della cultura non bisogna mai averne abbastanza è anche vero che l’architettura è cultura che si fa materia, che si fa funzione, che è custode di sentimenti e sensazioni!

Succede poi che a forza di parlare ci si scordi del fare e si finisce per interpretare le parole ognuno a modo suo, col rischio di incorrere in errori irrimediabili!

Questo è quello che sta avvenendo per l’architettura sostenibile, o green, o verde, o come preferite definirla!

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Dolce e Gabbana, 2014-2015

Non c’è progetto che non si vanti di essere sostenibile, verde, ma poi nella sostanza sono pochi gli esempi meritevoli di questo titolo e poche quindi le occasioni da cui imparare!

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Birgit Kos by Mario Testino for Vouge US August 2017

Difficile infatti spiegare a parole le diverse sensazioni che si provano a stare in uno scantinato o sopra una collina! Lo sappiamo tutti cosa si prova eppure se dovessimo raccontarlo a qualcuno che non lo ha mai vissuto dovremmo appellarci a sinonimi, improvvisare stati d’animo, fare esempi che si avvicinano, ma non sarebbe mai come sperimentarlo dal vivo!

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Succede così che a forza di raccontare che basta un po’ di verde per cambiare le sorti di un edificio o di una città, ci ritroviamo invasi da improbabili pareti verdi, che durano il tempo della fiera, piante e fiori che sbucano dal pavimento pur non avendo le giuste condizioni per fiorire, …grattacieli di cemento appellati come “biofilici” solo perché nel progetto sono stati inseriti tanti begli alberi, che sopravviveranno solo a patto di una INsostenibile e continua manutenzione!

49d2fddb96b4d17e7df865036f9a078cPer godere degli effetti benefici della natura, bisogna viverla, starci a stretto contatto, ma  con quella vera, quella che affonda le radici nella terra e da essa si nutre!

Non c’è wallpaper a tema o lampada-vaso che tenga che possano uguagliare la vista di un bel viale alberato o una passeggiata in un parco; non c’è vasca o piscina che regalino i benefici di un bagno nel mare d’agosto!

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Ho invoca l’aiuto del mondo della moda, e delle sue capacità di comunicazione, per  farvi capire, immedesimandovi nelle modelle, la differenza tra lo stare a contatto con la natura e illudersi di farlo!

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Queste immagini, quasi al limite della realtà, rendono bene la sensazione fresca e selvaggia della foresta, del bosco o di un folto giardino!

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Vouge Brazil, May 2017, Josephine Scrivere by Giampaolo Sgura

Scorrendo oltre potete invece vedere esempi in cui la natura c’è, ma sotto forma di rappresentazione o ispirazione e anche se i colori e le forme sono molto simili, l’ambiente, e di conseguenza le sensazioni, cambiano completamente!

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Vogue China August 2016 Vanessa Moody by Camilla Akrans
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Foto di Annie Leibovitz
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Alessandro Michele per Gucci
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Gucci, Spring 2016

 

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Gucci, Spring 2016

 

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Vouge Germano, october 2013, Codie Young by Giampaolo Sgura

Tutto è più statico, rigido e monotono!

Mancano le sfumature e l’imprevedibilità, l’aria umida e sana, ..manca la vita!

Non c’è la facciamo ad essere più bravi della natura, inutile intestardirsi! E allo stesso tempo non ne possiamo fare a meno, è un bisogno primario e ancestrale!

Quindi non fatevi intontare da chiacchere senza sostanza e fate di tutto per tutelare la natura, quella vera!

Non pavimentate un giardino solo perché il prato sporca e ha bisogno di manutenzione; non rinunciate ad un balcone o terrazzo pieno di verde, non accette che vengano abbattuti alberi senza poi piantarne di nuovi e a quantità!

Le sorti della città sono in mano a ogni singolo cittadino!

Ph. da Pinterest

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Piove…ed è tutta una esplosione di colori!

Piove …..

Le gocce d’acqua riflettono la luce in tutte le direzioni, potenziano i colori, creano un’atmosfera da fiaba…

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Per un po’ la città si trasforma, i colori sono più accesi, più vividi e gli architetti studiano a fondo causa ed effetto per ricreare, nelle loro opere, questa bellissima atmosfera di magia..

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Impossibile!

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La

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Natura

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è

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Insuperabile!

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Impossibile eguagliare la natura, ma la soluzione c’è ed è portare la natura in ogni cosa, in ogni progetto, in ogni intervento!

E se le piante da sole non sono sufficienti a creare l’atmosfera pioggia, possiamo aiutarci inserendo laghetti naturali e, dove possibile, piccole cascate, nei parchi pubblici ma anche privati!

L’acqua è vita… Non può mancare mai!

Ph. da Pinterest

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Quando volevamo essere bambini..

Non siamo più bambini, eppure pensiamo di poterlo essere a piacimento quando vogliamo, basta un po’ di spensieratezza e nessuna responsabilità!

Ma non è sufficiente! Per essere bambini, ci vuole energia allo stato puro, vera spensieratezza, ingenuità, curiosità all’ennesima potenza!

Non siamo bambini e non lo saremo mai più! Proprio per questo è importante che i bambini possano vivere liberamente la voglia di sperimentare e la necessità di conoscenza, seguendo, senza remore, i propri istinti!

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

Ecco che questo asilo soddisfa a pieno l’esigenza di movimento, curiosità e sperimentazione, tipica di ogni bambino eelo fa  stretto contatto con la natura, nostro bisogno primario!

Così spiegano infatti i progettisti e coniugi Takaharu e Yui Tezuka: “Siamo stati determinati nel voler condurre il giardino esterno anche all’interno dell’edificio, attraverso i tre alberi di Zelkova, nei limiti del possibile; ed abbiamo voluto creare un edificio con spazi fluidi e continui, aperti verso l’interno grazie alla pianta circolare”

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

Il cerchio è una forma accogliente, simula il grembo materno e ci fa sentire tutti più sicuri.

Il rapporto costante con la natura è assicurato dalle grandi e continue vetrate, che permettono di godere della luce naturale per gran parte della giornata; la copertura, con pavimento in legno, è un grande spazio di gioco, che parte dal piano terra e sale idealmente verso il cielo. Non c’è separazione fisica come non c’è separazione nella mente dei bambini, che così sono sempre liberi di scegliere e sperimentare!

 

 

La presenza costante della natura raggiunge il massimo livello grazie al contatto giornaliero con sequoie centenarie che crescono proprio dentro gli spazi scolastici

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

 

I bambini sono liberi di salire e scendere dall’albero per puro gioco o per salire sul tetto o…..quello che la fantasia gli consiglia!

Ogni giorno crescono insieme alla natura che li li circonda imparando vicendevolmente che cosa è la vita!

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

Approfondimenti

https://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/progetti/nel-mondo/albero-asilo-fuji-kindergarten-403/

-https://it.tiny.ted.com/talks/takaharu_tezuka_the_best_kindergarten_you_ve_ever_seen

Ph. da Pinterest

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Il verde terapeutico

Non bisogna essere malati per ricevere gli effetti benefici derivanti dalla vicinanza della natura!

Numerosi studi hanno dimostrato che passeggiare nel bosco o in un parco, curare l’orto, ammirare i fiori e le piante, ha smisurate ripercussioni positive sulla nostra salute fisica e mentale!

La natura è un bisogno, di tutti!

Si fa un gran parlare di giardini terapeutici, orti didattici, orti d’ufficio, orti sociali, come se la natura si potesse scandagliare in scatolette e dividerla per funzione! La natura non è un oggetto che si può rigirare a nostro piacimento!

Si può invece riconoscerle il suo valore e l’importanza che riveste per la nostra esistenza e fare in modo che possa far parte della vita di tutti, e ancora più di chi è costretto per molto tempo tra quattro mura!

La natura quindi ci viene incontro li dove l’abbiamo dimenticata: negli uffici, nelle scuole, negli ospedali!

Per via del gran clamore che si sta facendo in questi mesi per il nuovo e attesissimo giardino terapeutico a firma Boeri voglio dedicare due righe al concetto di giardino terapeutico!

Giardino terapeutico è quasi un pleonasmo: la natura infatti è la cura per ogni cosa ed estenderla anche ai degenti negli ospedali non è un surplus ma un dovere! L’errore è a monte quando si è pensato di poter ammucchiare persone dentro a scatoloni vuoti, come si fa con le mucche dentro le stalle! Oggi si parla di giardini terapeutici come si fosse fatta una incredibile scoperta e ancora non si riconosce quanto sia invece importante per tutti i pazienti poter sopportare la malattia sentendosi a casa, o almeno in un luogo che sappia di casa!

A quel punto sarebbe naturale che affacciandosi da una finestra, preferibilmente di legno massello, materiale terapeutico per eccellenza, possano vedere prati fioriti, alberi, uccellini e bambini correre; che possano scegliere di indossare la tuta e uscire a godere di quel bel paesaggio!

Qualsiasi altro progetto, seppur super propagandato, che non si ponga come primo obiettivo di dare ai malati una casa piuttosto che una stalla, non ha motivo di esistere!

Di seguito una serie di esempi di ospedali ed ospizi presi da Pinterest dove si vede come il vero giardino terapeutico è quello quotidiano, che si può osservare dalle finestre, che borda le entrate, che decora e colora tutto!

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