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Un tuffo nel Natale del passato per migliorare quello futuro! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 04/12/2019)

Quando mia mamma era piccola mio nonno era solito a Natale tagliare un piccolo abete nel bosco e poi caricarselo a spalla fino al paese e quindi a casa.

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La tradizione è rimasta intatta per anni, tant’è che quando a Natale andavamo da Nonno e zia, trovavo sempre questo strano albero ‘pizzicoso’ e mi chiedevo come facessero ad addobbarlo se faceva così male!

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Che darei oggi per poter avere a casa un albero pizzicoso come quello…e di sicuro, se trovo il luogo dove ripiantarlo, sostituirò quello in plastica con uno vero!

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Ho sempre trovato l’albero già al suo posto e tutto addobbato; cosa ne potevo sapere di tutto il lavoro che c’era dietro!

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Oggi ripenso a mio nonno come un Babbo Natale che per la gioia dei suoi figli prima e dei suoi nipoti poi si caricava di tutta quella fatica, per un solo fine: donare felicità!

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Ogni epoca ha cercato di donarla a modo suo! Per mia mamma non esistevano i regali di Natale, qualcosina di gustoso lo portava la Befana; mio papà riceveva anche giochi, ma sempre dalla Befana!

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Parliamo solo di una cinquantina di anni fa eppure era l’epoca in cui non esisteva la spazzatura, il cibo di avanzo si portava agli animali o serviva a concimare la terra, tutto, ma proprio tutto si riutilizzava!

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A distanza di anni, cresciuta tra negozi sempre pieni di orpelli di ogni tipo per rimpizzare le case Natalizie, e con un Babbo Natale sempre molto generoso, cerco di capire come sia avvenuto questo salto!

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Cosa è successo, per farci passare da un Natale umile e pieno di senso a un Natale frenetico e consumistico, alla fine…senza senso?

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La mia cara amica architetto, Francesca Romana, di MBR Studio, scrive spesso nel suo sito http://www.casaminimalista.it quanto si viva meglio se ci si alleggerisce dai troppi oggetti inutili!

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Pensando a lei ,questi giorni,osservavo gli infiniti sovrammobili natalizi in vendita nei negozi; pensavo a quante persone andranno in regalo come “pensierino”, e quanti li compreranno presi da stimolo di tenerezza per poi doverli spostare, spolverare, riporre, riposizionare, ecc…

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Ma ci servono davvero? È Natale solo se abbiamo la casa addobbata?

E se quest’anno gli addobbi fossero naturali, e fatti a mano? Avrebbero un carico emotivo così forte che davvero darebbero un forte senso all’atmosfera Natalizia!

Addobbi utili, come crostatine, ciambelloni, messi in bella mostra dentro la vetrinetta e pronti ad essere gustati con i primi ospiti di passaggio!

Addobbi fatti con fogli e rami di potatura, con le bucce della frutta secca, ma anche alcune di quella fresca.

Addobbi in pasta di sale, di stoffa, …disegnati su di un foglio con tanta dedizione, magari dai più piccoli!

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La casa diventa così un vero regno dell’accoglienza, in pieno stile Natale!

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Preparare addobbi e dolci fatti in casa poi, regala momenti di rilassamento e riflessione che aiutano a godere a pieno della festa!

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Avete anche voi qualche addobbo fai da te? Magari di quelli antichi, fatti dai nonni o dai genitori quando erano piccoli? Quegli addobbi che ogni anno escono dalla scatola per evocare ricordi ed emozioni?

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Il tempo….per riflettere! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 03/12/2019)

Il tempo…chi ne ha sempre tanto e chi non ne ha mai abbastanza!

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Sta diventando più prezioso dell’oro!

E se a Natale regalassimo il nostro tempo? Il tempo di preparare un dolce, di aiutare ad addobbare casa, ma anche a fare la spesa,…il tempo di dedicarsi a qualcuno, ascoltarlo, condividere del tempo insieme!

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Forse qualcuno se n’è accorto…molti sicuramente no…ma ieri, per mancanza di tempo, non ho potuto fare l’articolo del calendario dell’avvento per il 2 dicembre! Bene, ottimo! Prima ero tentata di mettermi al lavoro alle 11 di sera, per rispettare gli impegni presi. Poi ho pensato che in fondo anche questo è parte della vita e che era una ottima occasione per rifletterci sopra e capire quanto tempo e denaro sprechiamo inutilmente durante le festività natalizie!

E quanto di quel tempo è giusto restituire indietro alla nostra vita!

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“La consapevolezza dell’insostenibilità ambientale di molte festività, Natale in primis, sta crescendo. Questo avviene perché, ormai, i protagonisti degli eventi sono gli sprechi che hanno trasformato il Natale da festa religiosa a festa consumistica. Dai dati di Waste Watcher, presentati in occasione della consegna dei premi Vivere a Spreco Zero, è emerso che a Natale sprechiamo soprattutto denaro (43%) e cibo (41%), ma anche carta, imballaggi (11%) e tempo (5%). Non è difficile da credere se ragioniamo un attimo sui nostri programmi dicembrini. Tutto questo spreco si traduce in un impatto ambientale inutile che, come se non bastasse, si va ad aggiungere alla già grande impronta ecologica di questa festività (sovraproduzione di oggetti inutili, spreco energetico di negozi e case, traffico costante, cibo spazzatura, scarso o nullo riciclo dei rifiuti)…. Sembra che non ci sia felicità o realizzazione senza il possesso”…o senza l’ostentazione, aggiungerei io!

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E se a Natale regalassimo la nostra gratificazione?

“Niente stelle luminose e comete che attraversano le strade da un lato all’altro, niente luci colorate e alberelli in piazza. Per il trentesimo anno Cesara – paese del Cusio sulle alture del Lago d’Orta – rinuncia alle luminarie che caratterizzano le festività natalizie, preferendo solo piccoli lumini alle finestre delle case accesi nei fine settimana. Una scelta radicale voluta a suo tempo dal parroco don Renato Sacco che ha chiesto alla comunità di «spegnere le luci» e di accendere la solidarietà. Una decisione che ha trovato l’appoggio della popolazione e anche delle amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni alla guida del piccolo centro cusiano.

«Risparmiamo per donare»

«Con i soldi risparmiati abbiamo fatto investimenti a favore dei poveri e bisognosi in Italia e nel resto del mondo perché solo donando gratuitamente, come ha fatto il Signore con noi, possiamo dirci pienamente cristiani – afferma don Renato Sacco -. Nei precedenti 29 anni sono stati raccolti, anche grazie alle tante offerte che ci sono giunte, oltre 133 mila euro. Nel nostro Natale non è cambiato nulla, ma abbiamo donato un sorriso a migliaia di bambini in Italia, un buon numero pure nel nostro territorio. Abbiamo aiutato famiglie colpite da terremoti e da alluvioni, sostenuto opere nella ricostruzioni di villaggi distrutti dalle guerre in Iraq a Mosul e ad Aleppo in Siria».

Sguardo sul mondo: quest’anno si aiutano i bimbi dello Yemen

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Una generosità che va dal Medio Oriente all’Africa sino al Pakistan, ma che non ha dimenticato chi ha problemi e fa fatica ad arrivare a fine mese anche nel Cusio, nel Vco e nel Novarese. Sarà così anche quest’anno. «Chiediamo a tutti di rinunciare alle luminarie, segno esterno non del Natale, ma del consumismo senza freni legato alla festività – prosegue il parroco -. Vogliamo fare una scelta “illuminante” perché sia davvero il giorno più bello dell’anno ponendo un segno alternativo in un mondo dominato dalla guerra. Riduciamo i consumi e gli sprechi e poniamo attenzione a chi vive in difficoltà. Quanto raccoglieremo quest’anno lo faremo avere ai bambini dello Yemen, Paese colpito da una crisi umanitaria inaccettabile e disumana, che viene bombardato anche con armi prodotte in Italia».

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Altra parte di quanto raccoglieremo andrà all’associazione «Salvamamme» che sostiene madri e bambini con problemi socio-economici. «A questo proposito – conclude don Sacco – chiediamo alle nostre famiglie, di donare giocattoli, anche usati, da regalare ai bambini di questa associazione. Sarà un regalo che parte dal cuore»

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Le “luci” naturali sono mistiche ed emozionanti e di gran lunga più belle delle loro brutte copie che sono le luminarie.

L’usanza delle luminarie è recente, risale ai primi anni del ‘900. Con il tempo sono diventate motivo di sfide tra città e cittadini, di lavoro sull’apparenza e sulla superficialità! Ma se il vero senso del Natale è tutta un’altra cosa, non sarebbe bello spegnere le luci e accendere il cuore?

Non sarebbe bello spegnere il consumismo e accendere la riflessione, l’altruismo? Partiamo da qui, il 3 dicembre, con il giusto tempo per riflettere ed arrivare al Natale in piena sostenibilità!

Approfondiremo come fare, nei prossimi giorni!

Fonti:

https://www.imperialbulldog.com/2018/12/10/natale-insostenibile/

https://www.lastampa.it/verbano-cusio-ossola/2018/12/06/news/il-paese-del-cusio-da-trent-anni-senza-luminarie-di-natale-noi-aiutiamo-i-bimbi-poveri-del-mondo-1.34065467

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La Natura: Compagnia gentile delle nostre giornate in città!

C’è una compagnia gentile che avvolge le nostre frenetiche giornate cittadine, con statica parsimonia ed ineguagliabile eleganza: la natura!

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Alberi e arbusti, foglie e fiori, frutti, bacche , terra, prato,…decorano la città di asfalto e cemento come orecchini e collane sul viso di una donna!

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Accarezza i vialetti, si spinge a volte fino all’asfalto,strade sulle carrabili, impavida; altre volte ricopre tutto, in grande fretta, prima che l’uomo arrivi a tranciare ogni cosa!

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Si erge alta e coraggiosa e si preoccupa come prima cosa di proteggere; ripara dal sole e dal vento e canta piacevoli melodie sotto l’azione della pioggia e dell’aria!

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Ma è in autunno che la nostra amica silenziosa dà il meglio di sé regalandoci emozioni per tutti i sensi!

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Le foglie quasi blu degli abeti diventano  brillanti, sotto l’effetto della rugiada; gli alberi caducifoglie, mostrano tutta la loro personalità, cambiando colore a seconda del tipo: rosse accese sono le foglie dell’acero, ma anche del cachi; gialle quelle del ginko biloba, screziate di vari colori quelle della quercia, ma anche di molti altri,…giallo oro quelle del noce americano, ecc .. (Grazie a Lori Bai che mi ha permesso di conoscerlo), ecc…

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Fanno parte delle nostre giornate, in maniera silenziosa, le illuminano senza chiedere niente in cambio, ma ci siamo mai chiesti quanto fanno per la nostra vita?

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Provate a guardare la vostra città e immaginare che spariscano tutte le piante, tutto il verde. Che le coperte di foglie che ora ricoprono prati e viottoli non ci siano mai state, che le cangianti trasformazioni del paesaggio urbano, al passare delle stagioni non siano mai esistite, che sia tutto asfalto e cemento…

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Il paesaggio che diamo per scontato non è così scontato:

C’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa” ….diceva Warren Buffet

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Allo stesso tempo la natura che ci circonda e che coccola il nostro spirito e le nostre emozioni, grazie alla sua sempre nuova bellezza, non è un oggetto che si può vendere o comprare, non si può far crescere in un battito di ciglia, non si può comandare…

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La natura è un progetto che cresce con noi, che fa parte della nostra vita per scelta, nostra e di chi prima di noi!

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Quando decidiamo di pavimentare per pigrizia, perché non abbiamo tempo di curare il prato; quando tagliamo un albero per fare spazio a nuova edificazione; quando diciamo “ma no, io ho il pollice nero”, ecc …rinneghiamo tutto quello che fa parte della nostra vita di tutti i giorni, silenziosamente! Rinneghiamo tutto ciò che ci rende felice, perché è lí e dà contorno! Un contorno così bello e naturale che sembra scontato, …ma senza il riconoscimento del suo valore da parte nostra è un contorno che viene messo a rischio ogni giorno!

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Alberi vengono capitozzati, ampi prati, cementificati, cespugli tagliati (per dare spazio, magari, a tavolinetti di attività commerciali all’aperto 😏), l’orto viene dimenticato, ecc..

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Tutto ciò che di bello abbiamo oggi ha impiegato decenni per crescere, per esserci; potremmo distruggerlo in un secondo se non prendiamo coscienza del suo valore!

La magia dell’autunno, che stiamo sperimentando in questi giorni, con le foglie che si accendono di mille colori per riscaldare le giornate più corte e più fredde, i prati rumorosi e scricchiolanti sotto le scarpe, la danza emozionate delle foglie che prendono il volo verso il basso e passandoci vicino si lanciano in una sfacciata carezza, potrebbe svanire per sempre sotto una coltre di seghe e ignoranza!

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Riscoprite il valore di questa compagnia gentile, e ricambiatela con gentilezza!

Oggi è la giornata mondiale della gentilezza, un’occasione in più per rifletterci sopra!

Cosa è la natura per voi? Quanta felicità porta nelle vostre vite? Cosa sarebbe una vita senza natura?

Avete mai pensato di fare un selfie con la vostra gentile amica? Potrebbe essere arrivato il momento!

C’è chi abbraccia gli alberi, chi sceglie di non raccogliere fiori per lasciarli lì per tutti, chi….

Tu cosa fai con e per la natura? Quanto valore ha nella tua vita?

(Questo articolo è dedicato a Sansone, cane gentile!)

Ph. Francesca Ianni architetto

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La magia del legno sotto la pioggia

Quando al parco di piazza Gauccia, a Colleferro, abbiamo deciso di inserire arredi in legno massello di castagno, progettati e realizzati in esclusiva per il parco, non potevamo immaginare quante emozioni ci avrebbero dato con il passare del tempo, grazie alla loro incredibile vitalità!

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Gli arredi da esterno sono mobili ‘immobili’, perché per evitare di subire furti o gravi danneggiamenti, devono essere ben saldati a terra; e così abbiamo fatto. Ogni panchina, ogni tavolo, ogni gioco, sono stati inseriti per decine di centimetri nel terreno e dal suo peso bloccate. Un abbondante strato di ghiaia tra legno e terra ha permesso il costante e preferibile drenaggio. Il castagno infatti è un legno che resiste molto bene all’umidità, ma assicurare un buon drenaggio evitando il ristagno d’acqua è un principio che si deve tenere sempre a mente in qualsiasi progetto, anche il più piccolo, il più umile.

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Il legno non ha subito alcun trattamento se non quello della pioggia e del vento, del sole e del freddo…

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Col tempo ha iniziato ad evolversi, con un fascino paragonabile solo alle foglie cangianti dell’autunno.

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Il sole lo ha reso caldo, morbido e luminoso, il vento lo ha levigato, la neve lo ha protetto, per un po’, poi lo ha lavato e rinfrescato! È stata la pioggia, però, la più benefica, perché unendosi con lui sono diventati una cosa sola, regalandogli la vita eterna che gli era stata tolta al momento del taglio.

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L’acqua lo ha modellato, lo ha pulito, lo ha levigato; l’ha pitturato, lo ha sfumato, l’ha reso unico in ogni suo punto.

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Ogni oggetto che subisce il passare del tempo si arricchisce di una storia, una storia che lo rende unico ed emozionante!

Gli arredi in materiale naturale più invecchiano e più diventano affascinanti, divenendo il teatro di amori e amicizie, di confronti e scontri.

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Gli arredi cittadini, le piazze, i parchi, sono tutto meno che immobili. Fremono sotto l’azione della vita che gli gira intorno, l’accolgono e la facilitano, o almeno ci provano.

E così, anche gli arredi di piazza Gaucci sono diventati presto l’occasione per molti giovani o meno giovani di ritrovarsi intorno ad un tavolo, per fare merenda, per parlare, per una pausa pranzo come si deve; la panchina delle casette, nata come panchina/gioco per i bimbi, oltre che seduta per gli adulti, con lo sfondo di un paesaggio di casette, dove giocare e inventare storie su un paeselli fantastici, è oggi anche un continuo e piacevole affaccio privilegiato su tutto il parco; e ancora, la tenda degli indiani, le arrampicate in legno, i tronchi per l’equilibrio, a volte originali sedute per gruppi di adolescenti, a volte, impervie montagne per bimbi piccolissimi, altre volte ancora, adeguati supporti ginnici, ecc..

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Lavorare per gli spazi pubblici è una emozione senza fine, perché significa lavorare con la vita. Presto l’uomo ha messo la sua impronta sul legno che abbiamo ‘piantato’, ha iniziato a relazionarcisi, ad apprezzare il suo calore e la sua costante morbidezza. La relazione più vitale, tra due esseri in continua evoluzione che si stimolano e si influenzano a vicenda!

L’esperienza più bella, è progettare con materiali sempre vivi!

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Ph. di Francesca Ianni architetto

Per il progetto di piazza Gaucci ringrazio Elisa Fiorini, mia amica e collega che ha collaborato al progetto, Nando Bianchi che, in quanto capo del Comitato di Quartiere ci ha permesso di realizzarlo e la ditta di Gianluca Savo che ci ha sopportato ed assecondato nella nostra personale ricerca.

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Tutto intorno a te è Architettura! (…e cosa c’entra l’architetto..)

Mi hanno chiesto tante volte:

“Perché Mammarchitetto, piuttosto che più semplicemente Architetto?!”

A qualcuno è suonato strano , così strano quasi da non associarlo all’architettura ma piuttosto all’assistenza all’infanzia!

In realtà nella scelta di questo appellattivo così inusuale c’è un significato molto più profondo che è la base del mio operato: l’attenzione alla persona, la stessa infinita, amorevole, quasi ossessiva, attenzione, che solo le mamme sanno avere verso i figli!

L’architettura infatti non è altro che lo sfondo dove si muove la vita delle persone; ma non uno sfondo passivo bensì uno sfondo attivo che influenza i nostri stati d’animo con i suoi colori, i nostri movimenti in base alla diversa disposizione degli spazi e degli oggetti nello spazio, le nostre percezioni a seconda dei diversi materiali, ecc…, ci fa compagnia nei momenti più belli e piu brutti della nostra vita ed entra a gamba tesa in tutti i nostri ricordi!

Non per niente spesso una scelta “architettonica”, per i non addetti ai lavori, si basa su ricordi ed esperienze, su sensazioni positive o negative, ispirate ad eventi passati o su consigli appassionati di chi dice di averle provate tutte e aver trovato la soluzione miracolosa!

Innanzi tutto vi svelo un primo grande segreto: la soluzione miracolosa non esiste perché ogni caso è a se, come ogni persona è unica! Ci sono soluzioni tecniche più valide di altre ma le necessità che deve soddisfare un ambiente architettonico, per essere a misura d’uomo, deve essere calato sulla persona che ne usufruirà che, solo così,l sentirà veramente suo!

Inutile dire che l’architettura preconfezionata di certe catene di arredamento a prezzi bassi, ha contribuito a creare ambienti tutti uguali spesso sterili e privi di personalità!

Spesso, prima di entrare in casa, soprattutto di ragazzi giovani, so già cosa aspettarmi!

La ragione di tutto questo è legata ad un appiattimento culturale, da parte soprattutto degli operatori del settore, che, dimenticando l’amore e l’attenzione al dettaglio e la vastità di scelte stilistiche, che i tempi passati ci hanno tralasciato, si sono inariditi nelle limitazioni della produzione di massa!

Allo stesso tempo la crisi imperversa e non si può pensare di spendere ancora miliardi per l’architettura! Non lo so si può chiedere alla gente e non lo so si può pretendere dai Comuni e dalle Nazioni!

La soluzione quindi è il degrado e la massificazione a cui ci stanno lentamente assuefacendo?

NO! La Soluzione è l’Architetto!

L’Architetto oggi deve impegnarsi ed ingegnarsi più che in ogni altra epoca storica perché deve riuscire ad ottere il massimo in termini di qualità e risultati dal minimo delle risorse; deve riconquistare la fiducia del popolo deriso e deluso dalla delirante architettura moderna e contemporanea; deve essere empatico, fortemente empatico, e mettere il suo cuore al servizio delle persone, …anche quando le persone lo vedono solo come un tecnico! Per fare questo ci sono dei tempi tecnici che non sono quelli della ‘fast architecture’ o dei grandi segni delle archistar; per fare questo c’è bisogno di riprendersi il tempo per pensare, per riflettere, per capire e farai capire, per una architettura ‘slow’, più consapevole!

Un architetto è una persona, al servizio delle persone, che si prende cura del loro animo e del loro vissuto! L’architettura è tutta intorno a noi e solo attraverso l’aiuto di un esperto può aiutarci a vivere come veramente vogliamo!

E il vostro architetto di fiducia cosa ha fatto per voi?

Raccontatecelo nei commenti sotto!

 

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“La casa si trova dove è il tuo cuore” (Ilse Crafort)

Ai miei clienti, presenti passati e futuri, e alle relative ditte che mi sopportano, agli amici e colleghi a cui dico sempre la mia, anche quando non me lo chiedono, alla mia famiglia, che vive da sempre con me questa mia storia d’amore con l’architettura, a mio marito che mi sostiene giorno e notte e ai miei figli che quando progettano con me rendono tutto più magico ed entusiasmante!

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Qualche riflessione sulla buona architettura, che a Natale deve essere ancora più buona!

Chi mi conosce sa quanto questi capisaldi facciano parte del modo di operare mio e della mia amica, prima ancora che collega, Elisa Fiorini, ma è bello ripercorrerli INSIEME, per avere sempre un piccolo vademecum come promemoria!

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1) Passiamo gran parte della nostra giornata in luoghi chiusi. La maggior parte dei lavori infatti si svolgono in luoghi confinati, e i periodi usuali di vacanza sono nei momenti in cui il clima è più estremo, troppo caldo in estate e troppo freddo in inverno, per poter passare tante ore all’aria aperta. Se è importante riuscire a trovare il giusto tempo per stare fuori, meglio se a contatto con la natura, è allo stesso modo importante che i luoghi in cui viviamo siano pensati e curati fin nel dettaglio perché il modo in cui sono fatti influenza la vostra quotidianità, proprio come le persone e l’ambiente intorno.

E, al di là di alcuni concetti di base, non esiste una formula magica risolutrice, ogni ambiente va confezionato su misura per l’anima che l’abiterà!

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E in questo non posso fare a meno di pensarvi tutti, tutti voi che ci avete dato fiducia e che continuate a darcela, tutti voi a cui abbiamo dato un pezzo di cuore nel cercare di progettare il vostro spazio.

Perché un bravo architetto quando progetta per un altro essere umano, non può fare a meno di metterci il cuore, e proprio come un attore quando passa di film in film, di spettacolo in spettacolo, si immedesima in ogni ambiente, in ogni persona, nei gusti a lui più lontani, per trovargli il giusto verso, la corretta combinazione, nell’assoluto rispetto ed esaltazione delle necessità e delle richieste della persona che ha davanti. Ed è così che piano piano ti innamori anche di quel nuovo stile, di quella nuova situazione, a cui prima non avevi dato tanta importanza e scopri che, come le persone sono uniche, anche l’architettura deve essere sempre unica! Non esiste una architettura in serie perché ogni progetto è pensato per una determinata situazione in un determinato tempo!

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2) Osserva gli spazi che ti circondano attraverso tutti e cinque i sensi. E così che noi li viviamo è così che viviamo  la nostra casa, il luogo di lavoro, la palestra come anche qualsiasi luogo di svago o di degenza,.. . Anche quando pensiamo di giudicare solo con la vista o solo con il gusto, e simili, in realtà i sensi hanno lavorato tutti insieme.

Tante volte quando entro dentro allo spazio di un nuovo progetto non posso fare a meno di suonare una canzoncina nella testa oppure immaginare quale sia la più adatta.

I suoni ci accompagnano in ogni attimo della giornata e sono convinta che anche nell’assoluto silenzio, c’è sempre un po’ di musica dentro di noi!

Se in queste vacanze natalizie avete modo di essere fuori casa, osservate il vostro intorno scandagliandolo nei cinque sensi; cosa stuzzica l’olfatto? E cosa colpisce la vista? Cosa stimola il tatto e cosa il gusto? Quale dolce melodia o quale fastidioso rumore, arriva all’orecchio? Scoprirai un mondo inaspettato di dettagli a cui non avevi mai pensato!

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3) Scegli senpre materiali naturali, sono sempre belli e mutano nel tempo senza stancare mai.

I materiali naturali come il legno, le pietre, ..colpiscono tutti i nostri sensi; quando li tocchi senti che ti entrano dentro con la loro profonda vitalità!

I materiali naturali sono sempre vivi, mutano proprio come noi mutiamo negli anni, si arricchiscono di vita e mai un pezzo nuovo sarà uguale a quello vissuto in uno spazio tanti anni!

Decora con la frutta e la verdura, usa solo materiali riciclabili o biodegradabili. Non c’è bisogno di altra immondizia, ne fisica ne psicologica!

Quando acquisti un nuovo prodotto chiediti sempre quale sarà la sua fine.

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4) Gli spazi che ci circondano sono fatti della storia che hanno passato, si, proprio come le persone. Solo che le persone nascono già piene di vita, mentre i nuovi luoghi, soprattutto quelli moderni caratterizzati dal cemento, sono spesso freddi e disumani. Anche in questo i materiali naturali vengono in aiuto, perché un oggetto o uno spazio realizzato con legno massello non trattato, come si fa facilmente con il legno di castagno, è già pieno di vita, appena fatto, grazie a tutte le emozioni che si porta il legno con se! Questo è anche il motivo per cui siamo così coinvolti da alcune architetture antiche dove possiamo vederci scorrere tanta storia così in fretta e allo stesso tempo siamo riluttanti verso spazi familiari che ci portano alla mente brutti ricordi. Il design, il progetto delle architetture e  degli spazi fa anche questo. Non sono solo forme e colori, materiali e dimensioni, ma sono evocatori di ricordi o promotori di nuove emozioni, sono mediatori di sentimenti, tra cosa vogliamo e cosa vorremmo, tra quanto la nostra memoria ancestrale richiede e quanto il nostro bisogno di novità brama!

Abbiate pazienza quindi se i nostri progetti non sono belli e confezionati in poche ore, perché il progetto è un vero e pripruo percorso di conoscenza, che si fa a braccetto con il cliente, capendo meglio gli altri e se stessi.

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A Voi tutti, vicini e lontani, amici, parenti, conoscenti, amori, …a Voi tutti l’augurio di un Buon Natale 2018 e di un anno nuovo pieno di emozioni belle, di infinito amore di tante cose buone! 💝

 

A seguire 25 idee décor…

Immagini da Pinterest

 

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Un lungo silenzio ..per ascoltare (…e riportare la bellezza a casa)

Le vacanze sono ufficialmente finite, ottobre è alle porte, ormai si può iniziare serenamente a pensare alla stagione fredda, e ai magici momenti che anche lei ci riserverà!

Un lungo silenzio per ascoltare, per ascoltarvi!

Un grande filosofo greco, Zenone di Cizio (ma di sicuro non solo lui) ha detto: “La ragione per cui abbiamo due orecchie ed una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno”

Il web è sempre più un fiume in piena, non riusciamo a stargli dietro, qualcuno ne fa quasi un lavoro a tempo pieno, altri, senza dare troppo peso alle conseguenze, si accontentano del titolo ma poi si dedicano con solerzia a commentare, dedicando il loro prezioso tempo ad una causa tutta sua perché manca la base del dialogo che è l’ascolto.

Senza farla troppo lunga, vi ho osservato ed ascoltato, seguendovi, con affetto, nei racconti, in prima persona, delle vostre belle vacanze, per capirvi ancora di più, ancora meglio! Per aiutarvi poi e seguirvi nelle scelte, per riportare la bellezza a casa!

Cosa ho capito quindi?

La bella stagione ci ha fatto presto riscoprire il nostro ancestrale rapporto con la natura, siamo corsi al mare ai primi caldi e in montagna quando il caldo era insostenibile!

In entrambi i casi la natura è venuta in nostro soccorso incantandoci con i suoi giochi di luce a contatto con il caldo sole o ammaliandoci con le melodie note, ma sempre inaspettate!

Ne abbiamo approfittato per visitare le bellezze dell’architettura e dell’urbanistica, tutte concentrate nei centri storici, piccoli o grandi, l’attenzione ai dettagli sta solo lì!

Ci siamo inebriati di bellezza, guastandoci ogni dettaglio, dai decorati frontini, agli articolati capitelli, dai colori caldi e delicati, alla perfetta articolazione dei pieni vuoti, che possiamo trovare solo negli edifici tradizionali.

Le dimensioni contenute degli spazi storici hanno favorito il traffico pedonale a discapito di quello carrabile permettendoci di gustare un buon caffè e un dolcetto proprio fronte strada, così come ci piace, a contatto stretto con la vita!

Ci piace infatti farci travolgere dal traffico di persone e non di macchine!

Ci piace vedere sguardi e sorrisi, in un complesso articolato fatto di dettagli a scala umana.

Abbiamo apprezzato i colori dei centri storici e delle città turistiche, sempre caldi, corposi, e allo stesso tempo delicati ed eleganti.

I luoghi turistici sanno che l’individualità è importante, e che nella scelta di ogni dettagli si evince la cura per ogni persona.

Il fatto in serie ci avvilisce, l’originalità e l’unicità del fatto a mano ci onora e ci gratifica.

Ecco perché le più belle piazze hanno arredi particolari, studiati nel dettaglio e per quell’ambiente.

Ecco perché la bellezza, la comodità e la cura continua ne fanno una costante attrazione per i turisti.

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Siamo andati alla ricerca del bello e del curato, abbiamo scelto luoghi accuditi, in cui l’attenzione all’oggetto è anche attenzione alla persona e alla sua anima!

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Potendo, si è preferito soggiornare in case tradizionali, dove respirare tanta storia e tante esperienze uniche. I palazzi storici, le case tradizionali, fino alle masserie o fienili e monasteri ristrutturati, respirano vita, vita passata, ma esperienze sempre presenti! È il contributo corale, succedutosi negli anni,  che spesso rende un luogo davvero magico.

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Il sud d’Italia vi ha incantato con i suoi infiniti decori, il nord con le belle montagne e l’efficienza impeccabile.

Il grande assente?

Il cemento e le sue infinite distese senza soluzione di continuità;

La desolante architettura filo-razionalista, priva di decori e di dettagli e con essi spesso anche di attenzione

Il fatto in serie, troppe volte in maniera frettolosa e superficiale

Tornati a casa, le foto postate sui social sono crollate drasticamente, le nostre periferie grigie, piene di cemento ed asfalto, degradate ed anonime hanno presto spento i nostri sensi e il nostro entusiasmo e con essi la macchinetta fotografica!

Chi ha voglia di fotografare l’asfalto o il traffico delle macchine?

Almeno su internet risparmiamocelo!

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Non bisogna aspettare 12 mesi per ritrovare la serenità e i giusti stimoli perduti!

Si può imparare dai luoghi stupendi che hanno deliziato i nostri occhi e il nostro cuore e, consci delle scelte giuste, possiamo poi riapplicarle nelle case ma anche nelle piazze e negli spazi pubblici, fino alle facciate dei palazzi!

Molte teorie già esistono in merito, e l’esperienza diretta ce le può confermare!

L’attenzione al dettaglio è fondamentale, non bisogna avere paura di dedicare tempo ad un progetto di restauro o di progettazione, perché le più grandi opere hanno impiegato anni per essere realizzate. La fretta spesso si lega alla superficialità!

Bisogna scegliere con cura i materiali, preferendo quelli naturali e non tossici, e abbinarli con sapienza. I colori complementari si illuminano a vicenda, mentre le tonalità simili creano un’atmosfera più pacata.

Le sfumature sono migliaia e c’è una differenza infinita tra un colore pastoso, polveroso, corposo, luminoso, ecc… Questo si riflette sul risultato finale in maniera preponderante!

Il dettaglio e il decoro sono la nostra vita, non scegliamoli in base alla praticita ma alla bellezza.

Spesso gli elementi naturali hanno bisogno di molta meno manutenzione e invecchiano rimanendo sempre belli!

Abbandoniamo definitivamente il cemento, il razionalismo e il fatto in serie e torniamo a progettare a scala umana e con attenzione alla persona!

Ph. da Pinterest

 

 

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Pian dei Mucini: i dettagli (Riportare la bellezza a casa!)

Andare in vacanza per rilassarsi, rigenerarsi, ma anche imparare e riportare a casa quanto di buono si è appreso!

Il viaggio spezza la routine quotidiana e splanca gli occhi su paesaggi e modi di vivere inaspetti mentre nuove domande, in cerca di risposta, affollano la mente!

Per superare la malinconia da rientro la soluzione è riportare un po’ di vacanza in città, e il Birgo di Pian dei Mucini, in Toscana, è meglio di un Manuale in quanto ad esempi da replicare!

Le persone

A Pian dei Mucini chiunque ti accoglie con un sorriso! Nessuno ti passa vicino senza prima augurarti “buon giorno” o “buona sera”!

Sarà la buona educazione Toscana, la filosofia del resort, fatto sta che ti senti sempre a casa, circondato da una grande famiglia!

Se l’architettura ha delle responsabilità nel rendere un luogo piacevole e confortante, chi abita il luogo stesso, non può essere da meno e le regole della buona educazione e della felice convivenza sono facilmente applicabili ovunque!

Mi torna in mente il periodo in cui ho vissuto in un condominio a Roma e non sapevo nemmeno chi abitasse al mio stesso piano; nessuno salutava nessuno, tutti vicini fisicamente ma estremi e soli!

Al fronte opposto il paesello d’origine dei miei genitori, Collepardo (FR) dove anche chi non ti conosce ti saluta!

Forse vivere in luoghi a misura di persona ci mantiene piu umani!

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La forma

Negli anni novanta, quando è stato deciso di traformare e ampliare il primitivo nucleo per realizzare un luogo per l’ospitalità, la scelta di mantenere i caratteri tradizionali anche nelle nuove costruzioni sarebbe potuta sembrare anacronistica e inopportuna mentre invece si è rivelata la scelta vincente!

Così facendo l’intero borgo ha mantenuto un carattere unitario  sembrando tutto originato stesso momento e con gli stessi intendi! Più o meno onestamente, ci riporta alla mente un momento storico in cui era popolato di gente che si muoveva a piedi, che usava quei luoghi per fini agricoli e che prendeva i migliori frutti da quelle terre! I tanti ulivi ed erbe aromatiche presenti ce lo ricordano!

Cosa sarebbe stato di quel luogo se il mito della modernità a tutti i costi avesse preso piede? Affianco a romantiche cascine tante Ville Savoye, panchine di alluminio e un ambiente privo di armonia!

Dopo tutto non prendiamoci in giro, ci sono luoghi che non passano mai di moda, che non stancano mai, e sono proprio i centri storici, le cascine, le fattorie; chi non si incanta a guardarle?

Perché perdere quindi l’occasione di riproporre le loro caratteristiche anche nelle nuove costruzioni non come mera copia ma come giusta e utile fonte di ispirazioni!?

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I materiali

La scelta dei materiali è strettamente legata alla forma e alla funzione che si vuole ottenere! Avete mai visto una cascina di alluminio, una masseria di cemento?

Avete, al contrario, mai trovato conforto tra quattro mura di calcestruzzo armato?

Si cerca la modernità nella sorpresa, nello stupore, nell’inaspettato, quando invece bisognerebbe fare come gli antichi e imparare da quanto è già stato fatto!

E quanto è già stato fatto ci mostra che i materiali più confortevoli sono quelli naturali come la pietra e il legno e il cotto (e / o la terra cruda) e gli antichi erano particolarmente abili nel comporli per creare decori unici!

Il cotto è un materiale sempre caldo e piacevole al tatto, il legno è morbido e confortevole, la pietra chiara come il travertino, o i blocchi calcarei, li rendono preziosi, bordandoli e illuminandoli!

Mai ho visto tanta alternanza di dettagli in così poco spazio!

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Unicità

A Pian dei Mucini c’è un bel Palazzo Liberty (Villa Moris), purtroppo eccessivamente restaurato a tal punto che pur essendo il primo ad essere costruito sembra l’ultimo!

Tutto intorno, però, c’è un interessante giardino costruito sempre a fine ‘800 ad uso della casa, estremamente originale e pieno di dettagli!

Panchine dalle forme particolari e ricercate, con mille dettagli dalle forme e materiali diversi!

Tavolinetti e infine un labirinto!

Oggi abbiamo perso completamente il concetto di l’unicità; nei parchi pubblici i giochi per bambini sono tutti uguali, gli arredi degli uffici, delle.case, degli spazi pubblici, …standardizzati!

Ci spiazza la noia!

Ciò che invece ancora ci attira a visitare città e siti di interesse è proprio l’unicità e l’eccezionalità di quell’intervento!

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Perché allora continuano ad affannarsi a realizzare città tutte uguali, case in serie con mobili uguali a se stessi, con tende della stessa marca, ecc… Perché non sentiamo il desiderio di andare oltre e fare le cose usando la testa?

‘Ai posteri l’ardua sentenza’

Ma voi intanto, avete riportato qualche buona pratica a casa?

Condividetela con noi con l’hastag #inviatobuonaarchitettura

Ph. da archivio personale Francesca Ianni architetto

 

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L’Architettura..che fa risparmiare!

Un mese “fuori dal mondo” per capire che la soluzione è al di là, al di là di tutto, di tutte le nostre convinzioni e certezze!

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Tutto il giorno a lavorare sognando quei 15-20 giorni di vacanza come fosse l’ora d’aria di un carcerato; sognando di fuggire via lontano, da questo mondo, da questa città, che non ci piace, non ci soddisfa e non ci appaga!

Il sogno di un’oasi naturale in cui rilassarsi e ricaricarsi sembra sempre più appannaggio di  pochi facoltosi… mentre tutti gli altri devono accontentarsi del grigio cemento e dell’asfalto gommoso!

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La verità e che quando stiamo in mezzo alla natura, che sia mare o montagna, bosco o parco cittadino, stiamo così bene che non pensiamo ad altro che a goderci il momento!

Anche l’impulso a comprare svanisce!

Avete mai pensato a nuovi acquisti mentre siete sdraiti sulla spiaggia!?

Avete mai ragionato su quel vestito che vi piace mentre camminavate in un bosco?

Il vostro impulso a comprare si attiva quando siete insoddisfatti, quando il grigio del cemento deprime il vostro sistema cognitivo, quando le fredde case moderne ammutoliscono i vostri stimoli!

Una vita in vacanza è possibile sempre se si vive in una città in cui l’architettura è cosciente e sensibile ai veri bisogni dell’uomo; una città che cura la natura, che preferisce i parchi alle piazze, che invece di tagliere alberi ne pianta di nuovi, che favorisce la vita pubblica grazie a spazi e di qualità!

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Allora, non bisognerebbe più sognare per 11 mesi all’anno, perché c’è una architettura cosciente del bene che sa fare la natura su di noi, dell’importanza di una vita sociale di qualità, che agisce, quindi, conservando gli spazi verdi e usando materiali confortevoli e a rifiuti zero! È l’architettura in cui crediamo, noi e altri saggi professionisti, e che perseguiamo!

Un’architettura così fa risparmiare tempo è denaro perché spesso tutto ciò che ci serve è sotto i nostri piedi!

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Per maggiori info non esitate a contattarci, anche solo per consigli o chiarimenti!

Ph. da Pinterest

 

 

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La casa perfetta ..per le vacanze!

Tempo di vacanze! C’e già un bel via vai di gente in viaggio, ma qual’e lo spazio perfetto per una vacanza indimenticabile?

I migliori alberghi sanno come non far mancare tutti i comfort di cui abbiamo bisogno, eppure troppo spesso, avendo camere con una sola apertura verso l’esterno, diventano dei covi di calore o di aria condizionata!

La casa delle vacanze ideale deve aprirsi alla natura!

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Viaggiare è il miglior modo per riallacciare il rapporto con l’ambiente che ci circonda, cosa che spesso non è possibile o agevole nei classici appartamenti cittadini!

Immersi nella natura, quindi, tutto il giorno, grazie ai salotti che si spostano all’esterno, alle docce in giardino e alle cucine sotto al sole!

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Le temperature lo permettono, la pelle brama aria e sole, le vacanze sono proprio il momento ideale per stare fuori più tempo possibile!

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Per la casa delle vacanze è meglio pensare ad un guardaroba aperto, smistando vestiti e oggetti vari, tra cestini di diverse dimensioni e stand aperti!

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Gli armadi spesso chiusi per molte settimane all’anno accumulano cattivi odori ed umidità; meglio preferire la praticità e la freschezza delle tende!

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Le tende possono essere delle valide sostitute anche delle porte di legno, che allo stesso modo degli armadi, possono soffrire la mancanza di aerazione.

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La zona doccia/bagno all’aperto non è solo suggestiva ma anche ampiamente funzionale; è risaputo i numerosi danni che provoca la sabbia alle tubature eppure ogni giorno miliardi di vacanzieri ne scaricano a valanghe nelle tubazioni cittadine. Sarebbe meglio una doccia esterna che scarica direttamente a terra, su un grigliato di pietre drenanti! Si riduce la sabbia in giro per la casa e l’eccessiva manutenzione alle tubazioni.

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Molte case al mare hanno uno spazio aperto, e non è complicato inserire un angolo per la propria pulizia e cura quotidiana!

Siete mai riusciti a pranzare o cenare dentro casa quando fuori c’è una bellissima giornata assolata o un indimenticabile tramonto?

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Io ho avuto la fortuna di crescere in una casa con un bellissimo affaccio sul castello di Colleferro, e un balcone spazioso!

Ai primi caldi gran parte della casa perdeva la sua funzione e facevamo a gara a stare fuori al balcone!

La casa perfetta per le vacanze dovrebbe essere all’esterno e non ultima, dopo divani, amache, docce e bagni, con essa anche la cucina!

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Deve essere davvero più leggero preparare da mangiare mentre i raggi del sole al tramonto ci salutano!

È questo il nomento giusto per stare all’aperto, non dobbiamo aspettare altro!

Non dimenticate poi che per il nostro clima umido, l’ideale non è chiudere tutto e accendere i condizionatori, ma piuttosto vivere in ambienti con doppio affaccio, così da permettere una facile e frequente ventilazione naturale! La.differenza di temperatura tra i due lati dell’edificio infatti permette di far circolare sempre aria portando via continuamente l’umidità in eccesso!

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Se state pensando di comprare casa quindi o di affittarla, fate attenzione a tutti questi dettagli, per non rischiare di trasformare la vacanza in un incubo!

Un professionista preparato può aiutarvi anche in questo!

Ph. da Pinterest