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Vi presento..la mia parola dell’anno

Quest’anno, per la prima volta, ho deciso di scegliere anche io una Parola guida che mi accompagni per tutto l’anno.

È una tendenza in atto da molti anni ma che ho sempre un po’ snobbato credendola limitante.

Dopo l’anno passato, sentito, ricco di riflessioni e conseguenti e inevitabili rivelazioni, ho deciso che la Parola dell’anno, sarebbe stato un monito per non dimenticare la consapevolezza raggiunta e portarla sempre con me nel mio percorso.

Ecco perché la parola dell’anno è EPIFANIA – RIVELAZIONE!

Un anno che ha canalato le mie attenzioni su scelte concrete, al netto di chiacchere e fronzoli; un anno in cui abbia dovuto fare out-out e scegliere velocemente ciò che era veramente importante per noi.

Ecco che ho pensato che il modo migliore e concreto in cui poteva dare il mio contributo era proprio parlarvi di me, delle scelte architettoniche fatte, dei fallimenti incontrati, delle vittorie ottenute.

Un intero anno di Rivelazioni, …da condividere!

Iniziamo con qualche chicca sull’ORGANIZZAZIONE e sulla SCELTA degli Arredi

  • Organizzazione

Quando dobbiamo organizzare e mettere a posto, innanzi tutto valutiamo se abbiamo veramente bisogno di tutto ciò che possediamo o se possiamo lasciare andare qualcosa. Questa valutazione ci permetterà di avere a portata di mano solo ciò di cui abbiamo veramente bisogno, evitando che le cose veramente importanti finiscano in fondo, soffocate e difficili da raggiungere ed utilizzare con comodità.

Scegliere le tre dimensioni del contenitore, altezza, larghezza e profondità, in base a ciò che andra a contenere: se per giacche e cappotti si ha bisongo di armadi alti non meno di 145 cm e profondi 60 cm, per riporre tazze e bicchieri possono andare bene armadietti anche più stretti di 20 cm. Posizionare oggetti piccoli e di uso quotidiano in mobili sporporzionati, sia in eccesso che in difetto, ne complica l’utilizzo e ci fa perdere tempo inutilmente.

  • Progettare gli spazi e quindi scegliere gli arredi

Prima di scegliere quali arredi inserire in un ambiente bisogna capire cosa andranno a contenere. Quindi il contenuto influenzerà il contenitore. Essere coscienti di questo ci permetterà di non eccedere con il mobili, né in eccesso e né in difetto, con evidente risparmio di tempo e denaro e la possibilità di godere della maggior parte dello spazio disposizione.

Riutilizzare prima di comprare nuovo. L’edilizia purtroppo è responsabile di una grande quantità di rifiuti ed inquinamento. Gli arredi economici hanno permesso a tutti di avere casa arredata completamente in fretta e con pochi soldi, ma a quale prezzo? Sono spesso infatti mobili che durano poco e che non possono essere riparati, a differenze di quelli tradizionali in legno massello o ferro battuto. Spesso un nuovo uso può portare a soluzioni originali, inaspettate e molto piacevoli. Piacevolezza amplificata da tutto il vissuto che il mobile porta con se e che inevitabilmente ci scalda sempre il cuore.

E voi l’avete scelta la vostra Parola dell’anno?

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Autunno…a tutto Colore (astenersi gray-addict)

Quest’anno, come mai prima, abbiamo bisogno di un Autunno a tutto Colore!

Se l’accorciarsi delle giornate e lo scemare del caldo (scemerà prima o poi, ve lo assicuro) accendono in noi, sempre più forte, il desiderio di ambienti caldi e rilassanti, che accolgono anche l’inevitabile stanchezza da cambio di stagione; è anche vero che quest’anno, in piena tensione da Covid e tristissimi fatti di cronaca, abbiamo bisogno dell’effetto benefico ed energizzante del colore.

E in particolar modo dei colori vivaci e pieni di significato dei tessuti africani.

Sarà per il legame più o meno profondo che si è creato con Willy e la sua Comunità tutta, sarà che i miei figli mi tirano per mano, ogni giorno di più, stagione che sia, verso lo spensierato mondo dei colori, ma per me quest’anno sarà a tutto colore e saranno colori e decori africani, per non dimenticare ma anche per prendere dalla loro infinita energia e positività, tutta la grinta di cui abbiamo bisogno.

Il colore infatti influenza fortemente il nostro stato d’animo. Ce lo raccontano ormai numerosi trattati in merito, che da un po di anni a questa parte, approfondiscono il tema.

Una delle mie ultime letture, che consiglio, è il libro molto fresco e immediato di Karen Haller, ‘Il piccolo libro del colore. Come i colori possono cambiarti la vita’; di cui sono venuta a conoscenza durante uno dei live dell’ artista e illustratrice Francesca Quatraro, nel suo gruppo facebook ‘Disegna con me’.

E ho scoperto, anzi confermato, che il colore davvero ti cambia la vita!

Ho capito perché al liceo ero una vera e propria nero dipendente, da neo mamma amavo solo i colori pastello e adesso, da vivace mamma e professionista, sono sempre più aperta ai colori e ai decori.

In autunno generalmente la natura ci consiglia e ci consola con i suoi colori più caldi e confortevoli, e così anche i tessili della mia casa e/o dei miei clienti, da luminosi e sgargianti, diventano pastosi e avvolgenti.

Quest’anno però è diverso….

Non riesco proprio a staccarmi dalla grinta del blu elettrico accostato al rosso aragosta, o al dorato senape, che sta bene un pò non tutto,.. bianco caldo, rosso corallo, verde bosco, verde salvia…

Insomma sembra che non riesca a staccarmi dalla potenza dell’Estate!

Perché succede questo? Perché il colore è nutrimento puro per la natura anima.

Sapete per esempio che il colore blu fa passare la fame? Perché non esiste al mondo cibo blu. Al contrario, il rosso, sprigionando tutta la nostra energia, ci smuove tutte le papille gustative.

Quest’anno ci aspetta con una infinità di sorprese, e purtroppo non necessariamente belle, quest’anno ci accoglie con l’ombra di ciò che è stato senza darci la certezza che non ritornerà.

Quest’anno abbiamo tutti la fifa addosso, ben nascosta sotto la mascherina.

Ma quest’anno è anche l’anno della resa dei conti, di mostrare che dopo tutto ce la facciamo, di essere comunque propositivi ed ottimisti.

Ed ecco che mi sono tornati in mente i miei figli e la loro voglia di cancellare tutte le parti bianche di casa ( e sono tante) per ricoprirle con tutti i colori dell’arcobaleno; e poi i sorrisi giganti delle popolazioni nere, sempre avvolti da gioiosi e sgargianti colori…e ho capito che era proprio quello di cui avevo bisogno; di cui tutti abbiamo bisogno.

L’african style ha preso piede in Italia da molto tempo. All’inizio solo arredi e sculture in legno e paglia, oggi possiamo acquistare vestiti, stoffe, arredi, … veramente ovunque.

Come dimenticare le collezioni a tema, limited edition, di Ikea o i tessuti ripresi anche dai più famosi stilisti italiani.

Ne troviamo davvero per tutti i gusti.

IL CONSIGLIO

Siamo pur sempre in autunno, quindi, tra le tante fantasie, scegliere quelle che contengono un pò di colori caldi come il rosso aragosta, o il giallo senape.

Evitare assolutamente colori fosforescenti, da riservare solo all’Estate.

Per un effetto super energizzante, accostare colori caldi e freddi tra di loro, in modo che uno sia preponderante rispetto all’altro e il secondo si ritrovi nei dettagli.

Anche la vostra casa ha bisogno di tanto colore?

Se lo riserviamo solo ai tessili, abbiamo modo di cambiarlo con facilità e realizzare sempre ambientazioni diverse e soprattutto in linea con il nostro mood del momento.

Articolo dedicato a Willy e alla sua ammirevole comunità Capoverdiana.

Ph. da Pinterest

E che la ripresa abbia inizio….

Buon rinizio a tutti…in sicurezza….e soprattutto

TANTA SERENITÀ

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Finalmente fuori….dal Computer!

“…Poi, ieri, sono uscita… Ed è stato come uscire improvvisamente fuori, dopo essere stati chiusi a lungo dentro una prigione!”

Eh sì… Ci conviviamo da molti anni con la tecnologia: accende la luce, è la sveglia della mattina e l’unica possibilità per essere in contatto continuamente, ma siamo talmente assuefatti da non farci più caso.

Eppure c’è stato un tempo in cui non avevamo il cellulare, non c’era il computer a casa, …la TV era un lusso..

C’era un tempo in cui più famiglie si dividevano un telefono….

Ops….forse sto andando troppo indietro!.

….C’era un tempo….

E poi ….la tecnologia è diventata tutto per noi e senza non avremmo potuto vivere… Il tempo della Quarantena!

Ci siamo incontrati sullo schermo, abbiamo fatto i compiti on line, gli ordini on line, la lista della spesa on line! Siamo stati davanti a computer, cellulari, tablet, talmente tanto tempo da sentirli quasi una parte del nostro corpo.

Poi, ieri, sono uscita… Ed è stato come uscire improvvisamente fuori, dopo essere stati chiusi a lungo dentro una prigione!

Ieri sono uscita dal computer dopo tanto tempo!

E la prima cosa che ho fatto, è stato osservare e apprezzare il bello e il valore di ciò che abbiamo… già!

Difficile non associare ad un architetto il termine stravolgimento! Tutti penso a noi come a quegli esseri pericolosi che ti mettono sottosopra casa.

Si, siamo noi, la categoria più temuta! E pur di fuggire alla nostra ‘furia ribaltatrice’ si sono inventati le peggio figure professionali, (e non me ne vogliano tutti quei bravi e seri professionisti) dai titoli più bizzarri, per spezzettare il più possibile quello che in generale fa una persona sola!

Cosa farebbe quindi un architetto, davanti ad un giardino abbandonato da mesi? (Molto più di quelli che ci ha imposto la quarantena)

Secondo la teoria, l’architetto, rade al suolo tutto per disegnare nuovi sentieri, inserire nuove piante, cespugli, profumi e colori, ….

Ma dato che io sono un architetto un po’ pazzo e un po’ curioso, molto mamma e sensibile assai…mi sono tuffata in un viaggio bellissimo dentro a un giardino, abbandonato, e l’ho sorvolato proprio come un’ape, soffermandomi con attenzione, nutrendomi di fiore in fiore, delle loro forme e dei loro colori!

Un giardino così va conservato proprio com’è.

È una esperienza unica e irripetibile, come irripetibile è l’opera che fa madre natura.

E così, anche l’architettura, il design, gli spazi interni ed i materiali, possono essere conservati, valorizzati, apprezzati per quello che sono.

In un periodo come questo, in cui siamo stati per molto tempo chiusi negli spazi confinati e ora usciamo, quasi volando, buttandoci per le strade, con voglia di sole e di vita, abbiamo avuto l’opportunità di osservare con molta attenzione sia lo spazio chiuso che quello esterno, che testeremo ancora meglio ora.

Ci siamo interrogati, indignati, difficilmente entusiasmati, …davanti agli spazi in cui viviamo, tanto da sentirci in dovete, appena possibile, di riempire tutti i più famosi negozi di arredamento sperando di portare un po’ di pace a casa nostra.

Ora le città ci aspettando a braccia aperte, con i loro prati un po’ più alti del solito, gli intonaci scrostati, le vetrine vecchio style…

Il SEGRETO non è cercare di CAMBIARE tutto, ma di VALORIZZARE ciò che già c’è, perché, ad osservare con attenzione, abbiamo tanto, ma tanto, per cui essere felici!

Ho deciso allora di associare le numerose immagini dei fiori e delle piante, che ho raccolto ieri, ad ambienti vintage o che hanno saputo valorizzare gli elementi storici presenti, ottenendo un ambiente nuovo, originale, ma unico e prezioso.

Quindi l’imperativo è…ripartiamo da quello che abbiamo…

Ripartiamo dalla valorizzazione di quello che abbiamo!

Ph. dei fiori – di Francesca Ianni architetto

Ph. di interni, esterni e modelle – da Pinterest

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Ristrutturare casa con i bambini…. naturalmente!

“Mamma, come è possibile che a noi bambini piacciono i colori vivaci e a voi adulti colori così tristi!?”

Così ha esordito stamattina mio figlio Alessandro (8anni), quando ha visto i colori che avevo preparato, per pitturare i mobili in giardino!

Glielo avevo promesso da tanti giorni…ma, evidentemente, mentre io studiavo come fare in casa i colori naturali, per un restauro Super-Sostenibile, nella loro testa si accavallavano luminosi arcobaleni da stendere ovunque!

“Mamma, il tavolo lo voglio fare arcobaleno”

Ribatte ancora Alessandro, mentre Arianna (quasi 6 anni) ha già in mano un pennarello! 😳

“Bimbi, mamma ha preparato tutti i colori che hanno varie sfumature di marrone perché quello è il colore dei mobili in giardino!”

Ribatto io…  🤞😙

“Intanto proviamo queste varie sfumature e vediamo come viene!”

Si lasciano convincere; prendono in mano i pennelli come fosse tutto l’armamentario per una grande avventura e ascoltano curiosi!

Gli spiego che ho preparato tre colori fatti in casa; uno è il caffè ristretto classico fatto con la moka; un’altro è te nero aromatizzato al limone e un altro è caffè d’orzo. Poi c’è l’aceto invecchiato, ma quello è un prezioso regalo di mio fratello Mauro, dato che ci vuole un po’ di tempo e pazienza per prepararlo! 💪😁

Il profumo migliore lo emana il barattolino contenente il tè! È piacevolissimo anche stenderlo perché l’odore si spande nell’aria!

Per rendere il lavoro più semplice ed evitare di sprecare, metto a mano a mano, le varie tipologie di pittura, in dei piccolissimi barattolini di vetro che avevo riposto dai tempi degli omogenizzati (quando ancora non sapevo niente della filosofia Zero Waste) e li distribuisco.

Il vetro per i bimbi non è il materiale più sicuro, ma è igienico, facilmente lavabile e riutilizzabile. E questo si è dimostrato anche abbastanza resistente, dato che ha superato indenne anche i continui ‘scivoloni’ di Ari! 😅

Una mattinata simpatica, sicura per l’ambiente ma anche per i bimbi, e da cui abbiamo imparato tante cose!

Come prima cosa, che si può restaurare un mobile, di legno, con due bambini di 6 e 8 anni, con serenità e in sicurezza! Ricordo ancora con angoscia, quando, un po’ di anni fa, ho deciso di pitturare le ringhiere arrugginite, e il continuo dover discutere con i bimbi, che volevano curiosare e toccare tutto e non potevano perché era pericoloso per via dei prodotti usati!

Il prodotto che scurisce di più e più velocemente è in assoluto l’aceto invecchiato. E diventa proprio nero nero, come la cenere, quando si passa una seconda mano di caffè. Me lo aveva accennato mio fratello Mauro, l’esperto, 😁 che reagiscono tra di noi per via della presenza di tannino nel caffè, ma non credevo così tanto!

Il tè è profumatissimo, ma lascia una velatura marrone nerastro che non amo molto!

Tutti questi odori, compreso quello dolce del te, non piacciono comunque ai bambini. Ma si sono presto abituati e non ci hanno fatto molto caso

Proverò ad utilizzare anche il cacao, per vedere se li incanta anche per il profumo!

Il caffè colora poco, ma con più passate diventa più coprente. L’orzo è in assoluto il colore più bello!

Non sono colori coprenti, ma molto stimolanti e materici!

Domani sapremo qualcosa di più sui risultati ottenuti.

Intanto godetevi le foto di oggi!

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Ph. Francesca Ianni architetto

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Una Favola di Carnevale…

Questa Favola nasce da un gruppo di genitori che amano pazzamente i loro figli e da una maestra illuminata che ama i suoi alunni come figli.

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Questo gruppo, sensibile ai problemi ambientali, accoglie ben volentieri la proposta della maestra di vestire i bambini, per l’annuale sfilata scolastica di carnevale, da insetti utili all’ambiente!

Un messaggio per il mondo a tutelare chi ci tutela.

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Gli insettici sono guerrieri pericolosi: ‘dovrebbero’ proteggere le piante, ma uccidono anche tutti gli insetti, senza selezione, tra cui quelli buoni come le coccinelle, i bombi, le lucciole, le cavallette, ecc, che invece sono i primi veri e salutari difensori della natura!

“SIAMO VOSTRI AMICI, AIUTATECI!”

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Una scelta di sensibilizzazione forte, invitando a prendersi cura della natura, con prodotti naturali, come il bicarbonato, il sapone di marsiglia, … sufficienti a risolvere quasi tutti i problemi.

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La natura sopravvive da sempre in un circolo virtuoso. Interromperlo può diventare pericoloso!

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Quindi “aiutateci ad aiutare”, urlano a gran voce bimbi e famiglie;

“Aiutateci ad aiutare gli insetti buoni, i guerrieri silenziosi, che hanno reso la natura bella e rigogliosa, fino ad oggi”

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L’impegno era così sentito che non solo si è scelto il tema della maschera ma anche di non consumare per realizzarla.

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Quindi via al riuso: Reinventando gonne e calze come ali di farfalla, maglioni, pantaloni e vestiti verdi, come steli dei fiori giganti, carta e tulle di riuso, foulard, cappelli, spago, …e tanta tanta fantasia, si sono realizzati vestiti a costo e a rifiuto quasi zero!

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I coriandoli e alcuni decori, con foglie secche di alloro, conservate dalla potatura.

A Carnevale ci si può divertire e svagare rispettando e accudendo il mondo che ci circonda!

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La favola di carnevale non ha salvato solo il mondo e i piccoli insetti, ma anche il cuore di tante mamme e papà, che si sono buttati  a capofitto e senza remore, nell’impresa di costruire i costumi e quindi un messaggio, nella maniera più sostenibile possibile, mettendo ognuno del proprio e dimostrando che la collaborazione è la strada migliore per il successo!

Questa favola continua…

Intanto godetevi il tutorial a cui ci siamo ispirati per realizzare i fiori con le tovaglie di carta e la carta crespa:

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Questa storia… è dedicata

A tutti i genitori della II A della Scuola Giovanni Paolo II

Alla Maestra Luciana, maestra illuminata della scuola primaria e insegnante di vita

 

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Ph. di Francesca Ianni arch.

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Brrr…che freddo…fuori!!! E dentro casa?

Il nostro clima non è mai troppo rigido, ed è solo per pochi giorni all’anno, quando il termometro scende sotto lo zero, con tanto di raffiche di vento gelido, che la protezione della nostra casa viene messa a dura prova!

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Quando fa freddo ci compriamo di più, i maglioni sono più spessi, i cappotti più pesanti!

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Il corpo non ce la fa da solo a combattere la differenza di temperatura e ha bisogno quindi di ISOLARSI dall’esterno!

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Cosa succede invece alla nostra casa?

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Non gli si può certo mettere il maglioncino!

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E allora carichiamo con il riscaldamento, accendiamo i termosifoni alla massima potenza, consumiamo energia come non ci fosse un domani…senza pensare che il petrolio non è eterno e la scelta del consumo indiscriminato, tanto della caldaia in inverno quanto dei condizionatori in estate, non è una scelta sostenibile!

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La SOLUZIONE c’è e passa dalle scelte tecniche costruttive!

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È sufficiente infatti che casa sia correttamente isolata per poter evitare di riscaldare e raffrescare per gran parte dell’anno e limitare il suo impiego al minimo indispensabile.

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Pensiamo alle chiese romaniche e gotiche e alla loro introvabile frescura estiva. Il segreto è presto svelato: murature molto profonde e finestre piccole.

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L’isolamento termico infatti è tanto più efficace quanto più è profonda la parete perimetrale.

Inutile cercare il materiale miracoloso che in pochi millimetri risolve il problema, come impossibile è trovare un cappotto dallo spessore millimetrico che protegga dalla neve!

Quindi innanzi tutto puntare ad avere pareti perimetrali molto profonde, come succede negli edifici in muratura o in terra cruda.

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Quando siamo nel caso di edifici esistenti moderni, dagli spessori quasi sempre contenuti, si deve ripiegare su gli isolanti termici, da porre possibilmente all’esterno (eccezione fanno, per esempio, gli edifici dalle facciate pregiate che non possono essere modificate). Tra gli isolanti migliori c’è la fibra di cellulosa, naturale, economica ed ignifuga. I materiali naturali, come succede con i vestiti,  permettono di fare respirare la casa proprio come la stoffa giusta fa respirare la pelle! Immaginiamo la nostra casa come fosse un cappotto, un maglione. Se fossero di plastica non riusciremmo a respirare! E lo stesso succede con i materiali sintetici! Chiudono tutti i pori dell’abitazione con conseguenti fenomi di condensa e umidità!

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Se in questi giorni le vostre case sono fredde, la colpa non è del clima avverso, ma del fatto che non ci siamo coperti bene!

Usciremmo in costume a febbraio? Sì, solo se vivessimo in Australia!

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Perché la stessa attenzione non la riserviamo alle nostre abitazioni? È come se usciamo in costume quando fuori c’è la neve e beviamo tante camomille calde cercando di scaldarci! Impossibile…la nostra pelle farà continuamente uscire il calore verso l’esterno.

La soluzione è un bel cappotto pesante, con tanto di sciarpa e cappello di lana!

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E che sia integro… perché se il cappotto ha dei grossi buchi, il freddo passerà lo stesso.

Questi, per gli edifici, sono i famosi ponti termici. Delle vere e proprie vie preferenziali per far entrare il freddo invernale e il caldo estivo!

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Per capire come funzionano i ponti termici, immaginiamo che la casa sia un palloncino pieno d’acqua. Se ben isolata l’acqua rimane tutta all’interno.

Basta però anche un solo piccolo buchetto e l’acqua uscirà tutta fuori in pochissimo tempo.

Lo stesso succede se l’isolamento, il cappotto, il maglioncino di lana, non gira e copre ogni angolo di casa. Isolarla ovunque meno che una parte, anche una piccola parte, rende inutile tutto il resto dell’isolamento.

Proprio come per il palloncino, possiamo continuare a riempirlo d’acqua all’infinito, ma continuerà ad uscire da quel piccolo buchino.

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Per evitare di continuare a riempire casa di calore senza mai riscaldarla veramente, proprio come il palloncino bucato, valutate di affidarvi ad un tecnico, ingegnere, architetto, che possano indicarvi il cappotto più idoneo per la vostra casa e per le vostre tasche. Perché chiudere finalmente quel rubinetto senza paura che il palloncino si svuoti rapidamente, è l’unico e vero risparmio a cui si può auspicare!

Ph. da Pinterest

 

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Ieri ho smontato l’Albero…delle riflessioni!

Ieri ho smontato l’Albero…

No, non quello di casa… È ancora lì, con tutti i suoi addobbi! Quello lo toglierò insieme ai bimbi e a mia mamma, e alla loro infinita energia..

Ieri ho smontato l’Albero delle Riflessioni,

L’Albero delle Riflessioni sul Natale,

L’Albero realizzato insieme alla mia amica e collega Elisa per le luminari di Cori!

Ed una riflessione mi è arrivata subito, mentre, togliendo pezzo a pezzo, per riportarli tutti a casa, ripensavo ai momenti della sua composizione; …

“Signorí, so state fatte un po’ di critiche! Tutto sto nero!!!!”

Così genuinamente e con il sorriso, mi ha colto, un signore dai capelli bianchi e il fisico ben piazzato!

Caspita…che riflessione!!! Questa è la riflessione che abbiamo ispirato?

Il tema delle luminarie di Cori era sul riuso!

Abbiamo deciso quindi di realizzare una riproposizione dell’albero di Natale utilizzando materiali naturali e collant!

Un Albero che, per sua stessa natura e composizione, “Accendesse riflessioni sul Natale”, essendo anche una luminaria!

I collant spesso usati sono neri o color  carne e così anche la natura invernale…

I colori giusti per invitare all’introspezione, al silenzio, anche visivo, e all’ascolto della parte più interiore di noi stessi!

Illuminare quindi la parte più spirituale di questa festa santa, il suo significato più profondo, e l’unico modo era entrare nel buio della nostra anima, dove il nero può essere illuminato dalla presa di coscienza.

Banditi quindi i colori e il chiasso dei loro contrasti, così come sono stati banditi tutti gli sprechi e gli eccessi di tutta la parte più consumistica di questa festa, la parte che gli è stata costruita intorno, da abili commercianti d’anime.

Vi siete mai chiesti il significato dell’Albero di Natale? E degli addobbi? Che significato ha riempirsi casa di decori di plastica? A ricordarci che anche la nostra anima lo è un po’?

L’albero è simbolo di vita…la plastica no!

E l’albero di plastica cosa simboleggia?

Vi siete mai chiesti il significato di riempirci di cibo e oggetti, a Natale?

Ecco un po’ di foto del work in progress…

L’albero-luminaria è stato realizzato con:

– rami da potatura di alberi di prugno ornamentale (di piazza Gaucci a Colleferro…lasciati abbandonati sul prato)

– collant di riuso

– noci e nocciole scadute

– fili di luci da esterno ikea di riuso

– elementi di arredo di riuso (specchio, e due teli arredo)

– pallet per tenere incastrati i rami

 

Prima di iniziare con le foto però un infinito grazie a Carla Marafini e Anna Rita Del Ferraro, che hanno organizzato questo grande evento a Cori il 13 e 14 Dicembre 2019 e ci hanno permesso di partecipare. Complimenti!

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Ph. di Francesca Ianni arch. ed Elisa Fiorini Pdh

“Ridi ridi, che a me viene da star male! Testa o croce non esiste se decide il cuore!” (Testa o croce – Modà)

 

 

 

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Perché decorare la casa a Natale!? (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 21/12/2019)

Natale…tempo di sogni e speranze, di buoni propositi e gigantesche e irraggiungibili aspettative!

A Natale dovremmo essere tutti più buoni ma non tutti, a Natale, possono permettersi di essere spensierati e sereni, …ed è per tutti loro che ho deciso di silenziare il calendario dell’avvento per una settimana e più…per prendere del tempo per riflettere sul vero significato di tutto questo e cercare di regalare a tutti, ma proprio tutti, la magia del Natale!

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Per fare questo bisogna andare alle origini… Alle origini di tutto!

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Quelle che conosciamo bene, si, ma che ci sfuggono, proprio nel periodo più magico dell’anno…presi dalla frenesia di eventi e regali!

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Sapete che fino al 1800 il Natale quasi non si festeggiava e la gente lavorava come fosse un giorno qualsiasi?. E l’usanza dell’albero di Natale si è sviluppata solo nel dopoguerra!

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Cosa ha a che fare, quindi, tutto questo consumismo con il Natale? Addobbi, luci, statuine, e chi più ne ha e più ne metta!

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L’Abete, in quanto simbolo, ha radici lontanissime, dato che per il fatto di essere robusto e sempreverde è stato da subito associato alla vita eterna.

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Addobbare gli alberi, cosa che anticamente veniva fatta con frutta di stagione, soprattutto mele, aveva la finalità di evocare il paradiso di Adamo ed Eva e l’abbondanza che la primavera avrebbe regalato di li a poco!

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La scelta di riempire l’albero, sintetico, per giunta, di una infinità di oggetti di plastica è davvero recente…ed è una scelta che ha perso ogni contatto con le origini del Natale!

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Ogni anno i negozi si riempiono, sempre prima, di una infinità di addobbi preconfezionati, di plastica (poco sostenibile) e ci costringono a fare a gara a chi ha l’albero più abbondante e vistoso! Facebook ne è la prova con la sfilata di foto che si fa sempre più copiosa e non fa altro che alimentare il consumismo che c’è dietro!

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Andare alle origini significa capire il perché di ogni gesto e farlo con piena consapevolezza!

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Da architetto non posso non parlare del Natale e dei suoi addobbi, come resistergli!?

Ma da architetto coscienzioso ho scelto di parlare di addobbi sostenibili!

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Perché se i decori, a Natale, devono accompagnare la gioia e l’entusiasmo di questa festa religiosa e devono evocare vita e grazia, di sicuro non possono essere acquistati al volo in un supermercato e soprattutto non possono ulteriormente alimentare il business del  consumismo e del rifiuto sconsiderato.

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E ci si divide tra chi persino odia decorare casa per le feste perché lo sente più come un dovere e chi si fa in quattro per trovare gli addobbi sempre più nuovi e sorprendenti!

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La giusta via, come sempre, sta nel mezzo:

Gli addobbi, in quanto simbolo di gioia e di festa, sono sacrosanti. In antichità, addobbare le case, spesso povere ed umili, significava portare all’esterno la gioia che si provava dentro. Ma gli addobbi non erano certo acquistati, ma bensì venivano realizzati a mano utilizzando quello che la natura offriva: rami, bacche, frutta di stagione. Ci si dedicava con molto entusiasmo, andando prima a raccogliere il materiale in mezzo alla natura, spesso assai vicina a casa, e poi liberando la fantasia. Tutta la famiglia partecipava, maschi e femmina,  dai più grandi ai più piccoli!

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Acquistare in tutta fretta addobbi preconfezionati, peggio ancora, in materiali artificiali, e riversarli in casa, senza viverli, senza dedicarvici, non alimenta lo spirito natalizio ma solo la superficie utile per raccogliere la polvere!

Ed ecco che arriva la fine delle feste e liberarsi dei decori è quasi un piacere!

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La verità è che, se gli addobbi fossero fatti in casa, diventerebbero ricordi preziosi da tramandare da generazione in generazione; se fossero fatti di natura ritornerebbero come concime alla terra

Se fossero fatti con il riuso di ciò che abbiamo in casa, sarebbero più piacevoli, vissuti ed originali.

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Avete mai pensato che una sciarpa che non usate più o che usate solo in estate può diventare una calda ghirlanda?

Vestiti inutilizzati, maglioni fuori moda, calze e calzini bucati,..ma anche riviste, …tutto può diventare un incantevole decoro, o una confezione regalo, basta solo un po’ di fantasia e spirito natalizio!

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Ph. da Pinterest

 

 

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Il Colore del Natale… (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 09/12/2019)

“Rosso Coca Cola?”

“Bianco Natal?”

Di che colore è il Natale?

Secondo Alessandro, il mio primo genito di 7 anni, il Natale è arcobalenato!

In effetti, se è vero che i colori sono una spia dei nostri stati d’animo, è normale che l’entusiasmo con cui i bambini vivono questo periodo fatto di desideri ed emozionanti attese, non può che essere del colore dell’arcobaleno! Non c’è cosa che metta più allegri e fiducia dei colori dell’arcobaleno!

Qual’è quindi il colore del Natale?

Non vi stupisce come un bambino riesca a non farsi influenzare dalla pubblicità che da anni ci propone un Babbo Natale in rosso con tanto di decori in pendant?

Non ho potuto fare a meno di riflettere su quanto questa idea del Rosso Natale sia più una superfetazione che altro!

Non c’è colore per il Natale se non quello che esprime meglio ciò che proviamo dentro!

Per me quest’anno sarebbe dovuto essere di tulle rossa e decori in cartone, ma i bimbi pretendono il loro albero tradizionale, con le lucine di tutti i colori e le palline classiche che più classiche non si può!

Evidentemente la tradizione è un forte pilastro per la stabilità personale, e di questa, i bambini, ne hanno tanto bisogno!

Proverò a tentarli con i miei consueti esperimenti natalizi; per me, mentre lo spirito del Natale rimane inalterato, la scelta del tema decorativo è sempre un momento di profonda ricerca comunicativa di emozioni e sentimenti! Per loro ripetere certi gesti, sempre uguali, è più rassicurante!

E per voi qual’è il colore del Natale?

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All I want for Christmas is… Sparkle! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 06/12/2019)

Tutto quello che vorrei per Natale è Brillare!!!

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Brillare dentro e fuori!!! Chi non lo vorrebbe?

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Essere radiosi, splendenti, come le vetrine dei negozi in questi giorni, come i più belli addobbi delle riviste patinate, come le pubblicità in televisione, ecc…

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Tutto sembra brillare meno che noi, che pur trovandoci nel bel mezzo dell’Avvento, non riusciamo a liberarci dei soliti impegni, dei doveri quotidiani, della routine!!!

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Si… perché mentre lo spirito entra subito nel vivo, la vita rimane quella di sempre…e subito ci assale la malinconia, il senso di impotenza e ci buttiamo sui soliti acquisti veloci, per riempire quel vuoto, per riempire la casa, di un senso che non ha niente a che fare con la materialità!

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I 24 giorni che precedono il Natale purtroppo non sono liberi dagli impegni quotidiani, la vita di oggi non ce lo permette; il lavoro, la scuola, gli impegni di ogni genere.

Come fare allora?

C’è chi rinuncia a fare l’albero, chi minaccia di ridurre drasticamente i regali…io invece ho sempre pensato che Natale sia tutta un’altra storia!

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C’è un modo per vivere l’Avvento con serenità pur non stravolgendo le nostre vite e la soluzione è inserirlo a punta di piedi con semplicità tra le attività quotidiane e i doveri di tutti i giorni!

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1.  Iniziamo, per esempio, scegliendo di decorare casa in compagnia di amici e parenti, facendolo diventare un evento, un’occasione per stare insieme. Non sarà solo un dovere ma una buona occasione per condividere dei momenti con le persone care. Ogni giorno la nostra casa ci ricorderà della bella giornata trascorsa.

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2. Realizziamo dei decori fatti in casa, coinvolgendo i figli, il partner, e tutti quelli che hanno piacere o competenze per collaborare. Approfittiamo ogni anno per imparare qualcosa di nuovo. Un anno proviamo a fare i decori in pasta di sale, un altro anno di lana, di stoffa, ecc… L’importante che siano sempre materiali sostenibili e non inquinanti e in questo i migliori sono quelli naturali.

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3. Se il tempo da dedicare ai cari è poco, approfittiamo per passare del tempo insieme facendo dolci, sperimentando ricette Natalizie, scrivendo dediche a chi vogliamo bene.

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4. Se il tempo che avete poi è davvero pochissimo, accontentatevi anche di quel poco e fatene tesoro. Progettando bene il da farsi potrete comunque comporre tante belle cose per decorare la casa, magari più semplici, ma di grande effetto comunque. Non disperate perché tutto è possibile!

Si perde più tempo a girare per negozi in cerca di addobbi e regali…

È molto più piacevole e gratificante passare del tempo a costruire un regalo o ad inventarsi un addobbo piuttosto che tuffarsi nel traffico e nel caos dei negozi in questo periodo.

Riscopriamo la lentezza della preparazione …la calma della semplicità… Il piacere del fatto in casa, con amore!

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Nei prossimi post cercherò di farvi vedere cosa si può fare, anche solo con quello che abbiamo in casa, …prendendo un po’ anche spunto dall’infinito mondo del web!

 

Ph. da Pinterest