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Un lungo silenzio ..per ascoltare (…e riportare la bellezza a casa)

Le vacanze sono ufficialmente finite, ottobre è alle porte, ormai si può iniziare serenamente a pensare alla stagione fredda, e ai magici momenti che anche lei ci riserverà!

Un lungo silenzio per ascoltare, per ascoltarvi!

Un grande filosofo greco, Zenone di Cizio (ma di sicuro non solo lui) ha detto: “La ragione per cui abbiamo due orecchie ed una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno”

Il web è sempre più un fiume in piena, non riusciamo a stargli dietro, qualcuno ne fa quasi un lavoro a tempo pieno, altri, senza dare troppo peso alle conseguenze, si accontentano del titolo ma poi si dedicano con solerzia a commentare, dedicando il loro prezioso tempo ad una causa tutta sua perché manca la base del dialogo che è l’ascolto.

Senza farla troppo lunga, vi ho osservato ed ascoltato, seguendovi, con affetto, nei racconti, in prima persona, delle vostre belle vacanze, per capirvi ancora di più, ancora meglio! Per aiutarvi poi e seguirvi nelle scelte, per riportare la bellezza a casa!

Cosa ho capito quindi?

La bella stagione ci ha fatto presto riscoprire il nostro ancestrale rapporto con la natura, siamo corsi al mare ai primi caldi e in montagna quando il caldo era insostenibile!

In entrambi i casi la natura è venuta in nostro soccorso incantandoci con i suoi giochi di luce a contatto con il caldo sole o ammaliandoci con le melodie note, ma sempre inaspettate!

Ne abbiamo approfittato per visitare le bellezze dell’architettura e dell’urbanistica, tutte concentrate nei centri storici, piccoli o grandi, l’attenzione ai dettagli sta solo lì!

Ci siamo inebriati di bellezza, guastandoci ogni dettaglio, dai decorati frontini, agli articolati capitelli, dai colori caldi e delicati, alla perfetta articolazione dei pieni vuoti, che possiamo trovare solo negli edifici tradizionali.

Le dimensioni contenute degli spazi storici hanno favorito il traffico pedonale a discapito di quello carrabile permettendoci di gustare un buon caffè e un dolcetto proprio fronte strada, così come ci piace, a contatto stretto con la vita!

Ci piace infatti farci travolgere dal traffico di persone e non di macchine!

Ci piace vedere sguardi e sorrisi, in un complesso articolato fatto di dettagli a scala umana.

Abbiamo apprezzato i colori dei centri storici e delle città turistiche, sempre caldi, corposi, e allo stesso tempo delicati ed eleganti.

I luoghi turistici sanno che l’individualità è importante, e che nella scelta di ogni dettagli si evince la cura per ogni persona.

Il fatto in serie ci avvilisce, l’originalità e l’unicità del fatto a mano ci onora e ci gratifica.

Ecco perché le più belle piazze hanno arredi particolari, studiati nel dettaglio e per quell’ambiente.

Ecco perché la bellezza, la comodità e la cura continua ne fanno una costante attrazione per i turisti.

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Siamo andati alla ricerca del bello e del curato, abbiamo scelto luoghi accuditi, in cui l’attenzione all’oggetto è anche attenzione alla persona e alla sua anima!

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Potendo, si è preferito soggiornare in case tradizionali, dove respirare tanta storia e tante esperienze uniche. I palazzi storici, le case tradizionali, fino alle masserie o fienili e monasteri ristrutturati, respirano vita, vita passata, ma esperienze sempre presenti! È il contributo corale, succedutosi negli anni,  che spesso rende un luogo davvero magico.

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Il sud d’Italia vi ha incantato con i suoi infiniti decori, il nord con le belle montagne e l’efficienza impeccabile.

Il grande assente?

Il cemento e le sue infinite distese senza soluzione di continuità;

La desolante architettura filo-razionalista, priva di decori e di dettagli e con essi spesso anche di attenzione

Il fatto in serie, troppe volte in maniera frettolosa e superficiale

Tornati a casa, le foto postate sui social sono crollate drasticamente, le nostre periferie grigie, piene di cemento ed asfalto, degradate ed anonime hanno presto spento i nostri sensi e il nostro entusiasmo e con essi la macchinetta fotografica!

Chi ha voglia di fotografare l’asfalto o il traffico delle macchine?

Almeno su internet risparmiamocelo!

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Non bisogna aspettare 12 mesi per ritrovare la serenità e i giusti stimoli perduti!

Si può imparare dai luoghi stupendi che hanno deliziato i nostri occhi e il nostro cuore e, consci delle scelte giuste, possiamo poi riapplicarle nelle case ma anche nelle piazze e negli spazi pubblici, fino alle facciate dei palazzi!

Molte teorie già esistono in merito, e l’esperienza diretta ce le può confermare!

L’attenzione al dettaglio è fondamentale, non bisogna avere paura di dedicare tempo ad un progetto di restauro o di progettazione, perché le più grandi opere hanno impiegato anni per essere realizzate. La fretta spesso si lega alla superficialità!

Bisogna scegliere con cura i materiali, preferendo quelli naturali e non tossici, e abbinarli con sapienza. I colori complementari si illuminano a vicenda, mentre le tonalità simili creano un’atmosfera più pacata.

Le sfumature sono migliaia e c’è una differenza infinita tra un colore pastoso, polveroso, corposo, luminoso, ecc… Questo si riflette sul risultato finale in maniera preponderante!

Il dettaglio e il decoro sono la nostra vita, non scegliamoli in base alla praticita ma alla bellezza.

Spesso gli elementi naturali hanno bisogno di molta meno manutenzione e invecchiano rimanendo sempre belli!

Abbandoniamo definitivamente il cemento, il razionalismo e il fatto in serie e torniamo a progettare a scala umana e con attenzione alla persona!

Ph. da Pinterest

 

 

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Pian dei Mucini: i dettagli (Riportare la bellezza a casa!)

Andare in vacanza per rilassarsi, rigenerarsi, ma anche imparare e riportare a casa quanto di buono si è appreso!

Il viaggio spezza la routine quotidiana e splanca gli occhi su paesaggi e modi di vivere inaspetti mentre nuove domande, in cerca di risposta, affollano la mente!

Per superare la malinconia da rientro la soluzione è riportare un po’ di vacanza in città, e il Birgo di Pian dei Mucini, in Toscana, è meglio di un Manuale in quanto ad esempi da replicare!

Le persone

A Pian dei Mucini chiunque ti accoglie con un sorriso! Nessuno ti passa vicino senza prima augurarti “buon giorno” o “buona sera”!

Sarà la buona educazione Toscana, la filosofia del resort, fatto sta che ti senti sempre a casa, circondato da una grande famiglia!

Se l’architettura ha delle responsabilità nel rendere un luogo piacevole e confortante, chi abita il luogo stesso, non può essere da meno e le regole della buona educazione e della felice convivenza sono facilmente applicabili ovunque!

Mi torna in mente il periodo in cui ho vissuto in un condominio a Roma e non sapevo nemmeno chi abitasse al mio stesso piano; nessuno salutava nessuno, tutti vicini fisicamente ma estremi e soli!

Al fronte opposto il paesello d’origine dei miei genitori, Collepardo (FR) dove anche chi non ti conosce ti saluta!

Forse vivere in luoghi a misura di persona ci mantiene piu umani!

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La forma

Negli anni novanta, quando è stato deciso di traformare e ampliare il primitivo nucleo per realizzare un luogo per l’ospitalità, la scelta di mantenere i caratteri tradizionali anche nelle nuove costruzioni sarebbe potuta sembrare anacronistica e inopportuna mentre invece si è rivelata la scelta vincente!

Così facendo l’intero borgo ha mantenuto un carattere unitario  sembrando tutto originato stesso momento e con gli stessi intendi! Più o meno onestamente, ci riporta alla mente un momento storico in cui era popolato di gente che si muoveva a piedi, che usava quei luoghi per fini agricoli e che prendeva i migliori frutti da quelle terre! I tanti ulivi ed erbe aromatiche presenti ce lo ricordano!

Cosa sarebbe stato di quel luogo se il mito della modernità a tutti i costi avesse preso piede? Affianco a romantiche cascine tante Ville Savoye, panchine di alluminio e un ambiente privo di armonia!

Dopo tutto non prendiamoci in giro, ci sono luoghi che non passano mai di moda, che non stancano mai, e sono proprio i centri storici, le cascine, le fattorie; chi non si incanta a guardarle?

Perché perdere quindi l’occasione di riproporre le loro caratteristiche anche nelle nuove costruzioni non come mera copia ma come giusta e utile fonte di ispirazioni!?

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I materiali

La scelta dei materiali è strettamente legata alla forma e alla funzione che si vuole ottenere! Avete mai visto una cascina di alluminio, una masseria di cemento?

Avete, al contrario, mai trovato conforto tra quattro mura di calcestruzzo armato?

Si cerca la modernità nella sorpresa, nello stupore, nell’inaspettato, quando invece bisognerebbe fare come gli antichi e imparare da quanto è già stato fatto!

E quanto è già stato fatto ci mostra che i materiali più confortevoli sono quelli naturali come la pietra e il legno e il cotto (e / o la terra cruda) e gli antichi erano particolarmente abili nel comporli per creare decori unici!

Il cotto è un materiale sempre caldo e piacevole al tatto, il legno è morbido e confortevole, la pietra chiara come il travertino, o i blocchi calcarei, li rendono preziosi, bordandoli e illuminandoli!

Mai ho visto tanta alternanza di dettagli in così poco spazio!

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Unicità

A Pian dei Mucini c’è un bel Palazzo Liberty (Villa Moris), purtroppo eccessivamente restaurato a tal punto che pur essendo il primo ad essere costruito sembra l’ultimo!

Tutto intorno, però, c’è un interessante giardino costruito sempre a fine ‘800 ad uso della casa, estremamente originale e pieno di dettagli!

Panchine dalle forme particolari e ricercate, con mille dettagli dalle forme e materiali diversi!

Tavolinetti e infine un labirinto!

Oggi abbiamo perso completamente il concetto di l’unicità; nei parchi pubblici i giochi per bambini sono tutti uguali, gli arredi degli uffici, delle.case, degli spazi pubblici, …standardizzati!

Ci spiazza la noia!

Ciò che invece ancora ci attira a visitare città e siti di interesse è proprio l’unicità e l’eccezionalità di quell’intervento!

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Perché allora continuano ad affannarsi a realizzare città tutte uguali, case in serie con mobili uguali a se stessi, con tende della stessa marca, ecc… Perché non sentiamo il desiderio di andare oltre e fare le cose usando la testa?

‘Ai posteri l’ardua sentenza’

Ma voi intanto, avete riportato qualche buona pratica a casa?

Condividetela con noi con l’hastag #inviatobuonaarchitettura

Ph. da archivio personale Francesca Ianni architetto

 

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Al di là del Sogno…la Realtà!

Quante volte avanti alle brutture del mondo ci verrebbe voglia di chiudere gli occhi?

Chiuderli e riaprirli in una favola, in un sogno, dove tutto funziona bene!

Questo vale ancora e tanto in Architettura dove anche un piccolo errore può lasciare traccia di se per sempre, dove scelte sbagliate diventano chilometri di angoscia e male di vivere!

Eppure il sogno è già realtà, basta saperlo riconoscere!

 

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La natura è la nostra favola!

Piante e fiori sono sempre belli, anche senza alcuna cura, ovviamente a patto che siano con le radici ben piantate a terra!

Avete mai visto qualcuno che cura i boschi?

Li dove non c’è la mano dell’uomo la natura è più bella e perfetta!

E non c’è quadro o carta da parati, scultura o installazione, ecc, che può eguagliare le emozioni che solo la natura, quella vera è autentica, può regalare!

Chiudete gli occhi e riapriteli nel sogno…

..grazie ad una serie di installazioni, a cui l’interior design non può rimanere indifferente, che mostrano come la favola può essere molto più reale di quanto sembra!

Ed ecco a voi….La natura dentro!

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Ph. da Pinterest

Questo post è dedicato ad Elisa, mia amica e collega nonché co-amministratrice di questo blog, che oggi compie gli anni!

Elisa è regina nell’amore della natura e del decoro attraverso di essa; quale scritto migliore poteva rappresentarti?

Buon compleanno amica mia!

 

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La malinconia del decluttering (riordinare). Serie: i sentimenti dell’architettura!

Le nonne le chiamano le “pulizie di Pasqua”, oggi sei cool solo se parli di ‘decluttering’; in sostanza si tratta di riordinare, mettere a posto, sistemare!

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Tutto facile quando si tratta di buttar via vecchie carte o risistemare cassetti ed armadi; diverso è quando devi mettere mano ai giochi dei bimbi che stanno crescendo e che, aimé, non usano più!

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Ho fatto la vaga per ben sei anni dalla nascita del primo figlio, ho permesso che nuovi giochi si sommassero ai vecchi …fino a che i limiti delle pareti di casa mi hanno imposto di affrontare la cosa!

Ed ecco che scopri che l’architettura e il design sono un enorme calderone di sentimenti e ricordi!

Sembra tutto solo un fattore di decori e colori, scelti con scientifica decisione e fredda teoria!

Non è così!

Mentre pulivo e riponevo (o peggio, buttavo), giochi ormai inutilizzati perché non più adatti alla loro età, rivedevo le loro manine piccole mentre li esploravano per la prima volta, i loro volti curiosi e sorpresi nel gestirli e usarli, vedevo momenti di vita correre davanti a me e scomparire in una scatola di cartone!

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Quanti ricordi ci sono nelle vostre case, che non stanno lì a fare design ma a fare storia?

Quanto quello che abbiamo vissuto può influenzare il nostro stato d’animo più della perfezione della composizione?

L’architettura e il design è un brano a quattro mani, suonato dall’architetto insieme agli utenti finali, e la sinfonia è tanto più bella quanto più ci ascolta e rispetta!

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Nella speranza che il prossimo decluttering dei miei bimbi se lo fanno loro, ormai diventati grandicelli, cosi mi evito lo strazio di veder sparire in un secondo le loro cose, cosi tanto preziose per me, vi lascio con qualche indicazione per la gestione dei giochi in uso!

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I bimbi non sono bravi a mettere a posto, anzi, sono molto bravi, ma dobbiamo semplificargli l’impegno!

Quindi evitiamo cassetti o cassettini, armadi e armadietti e forniamogli tanti bei cesti, di varie grandezze e decorati in diverso modo, che loro potranno trasportare dove voglio e giocare dove preferiscono! Poi dovranno solo raccogliere tutto e rimettere nei cesti, e la difficoltà di separare i giochi in base alle categorie, sarà data dal progredire dell’età!

All’inizio ci si potrà accontentare se raccolgono tutto e mettono dentro; poi piano sapranno anche dividere ogni oggetto nel cesto dedicato!

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I miei figli, oltre a vari cesti, hanno un grande baule di vimini in cui ho messo tutti i Lego: un vero contenitore di sogni, da cui attingere per creare sempre cose nuove!

Anche i libri da leggere è bene che siano in vista e usati, anche, come elementi decor!

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Archivio privato Francesca Ianni architetto

E voi, avete mai contato tutti i sentimenti che hanno raccolto le sedie, i tavoli, le pareti e i gingilli vari che girano per casa?

Ph. da Pinterest (tranne l’ultima)

 

 

 

 

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Piove…ed è tutta una esplosione di colori!

Piove …..

Le gocce d’acqua riflettono la luce in tutte le direzioni, potenziano i colori, creano un’atmosfera da fiaba…

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Per un po’ la città si trasforma, i colori sono più accesi, più vividi e gli architetti studiano a fondo causa ed effetto per ricreare, nelle loro opere, questa bellissima atmosfera di magia..

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Impossibile!

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La

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Natura

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è

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Insuperabile!

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Impossibile eguagliare la natura, ma la soluzione c’è ed è portare la natura in ogni cosa, in ogni progetto, in ogni intervento!

E se le piante da sole non sono sufficienti a creare l’atmosfera pioggia, possiamo aiutarci inserendo laghetti naturali e, dove possibile, piccole cascate, nei parchi pubblici ma anche privati!

L’acqua è vita… Non può mancare mai!

Ph. da Pinterest

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L’architetto secondo Vitruvio…ma anche secondo me!

“Vitruvio, già nel 15 sec. a.C dà all’architettura il titolo di scienza, ma non si limita a questo: anzi, la eleva al primato, in quanto contiene praticamente tutte le altre forme di conoscenza. Nella fattispecie, l’architetto deve avere nozioni di:

  • geometria: deve conoscere le forme con cui lavora
  • matematica: l’edificio deve stare in piedi, per questo vanno fatti dei calcoli specifici
  • anatomia e medicina: costruisce luoghi per la vita dell’uomo, per questo deve conoscere le proporzioni umane, deve fare attenzione a illuminazione, arieggiamento e salubrità di città ed edifici
  • ottica ed acustica: basti pensare ai teatri
  • legge: chiaramente, la costruzione deve seguire norme ben precise
  • teologia: nel caso di edificazione di templi, questi dovevano essere graditi agli Dei
  • astronomia: particolari tipologie di edifici, soprattutto luoghi di culto, dovevano tenere conto della posizione degli astri
  • meteorologia: il microclima del luogo di costruzione dell’edificio è fondamentale per le caratteristiche che deve avere.

L’architettura è imitazione della natura, l’edificio deve inserirsi armoniosamente nell’ambiente naturale. L’architetto deve possedere una vasta cultura generale, anche filosofica (il modello del De oratore di Cicerone è presente in Vitruvio), oltre alla conoscenza dell’acustica per la costruzione di teatri ed edifici simili, dell’ottica per l’illuminazione degli edifici, della medicina per l’igiene delle aree edificabili.

Vitruvio, nei proemi, mira anche a conferire all’architetto prestigio culturale e sociale solitamente negato ai tecnici antichi.” (Cit. Wikipedia)

Ecco perché non ci si improvvisa architetti, ecco perché un buon architetto non smette mai di studiare e di avere sete di conoscenza, ecco perché un coscienzioso architetto non può non farsi domande, sempre, ovunque, ecc.

L’architetto è il tuttologo che si occupa del bene delle persone e per fare questo deve conoscerne a fondo tutti gli aspetti!

Bisogna pretendere da un architetto preparazione e sensibilità e allo stesso tempo essere grati e riconoscenti per il suo lavoro che è innanzi tutto Amore!

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La Comunicazione del Design

Chi conosce il linguaggio del design?

L’ambiente che ci circonda parla di noi ma non solo, parla con noi! Ci ricorda ogni giorno chi siamo e come ci sentiamo! Per questo è importante saper padroneggiare il linguaggio del design per non rischiare di cadere in problemi di comunicazione!

Sembra tutto semplice: metto un quadro li, una lampada qui, le sedie le prendo bianche, le tende gialle, ecc…

Il risultato spesso però è simile allo scarabocchio di un bambino perché manca la maturità di linguaggio che trasforma un insieme di elementi in un ambiente che “parla”!

C’e differenza infatti tra quello che sentiamo e desideriamo e la sua realizzazione, come quando si rappresenta su un quadro un paesaggio o si ferma un momento su una foto!

Non basta mettere la carta da parati con disegnate piante e fiori per respirare un clima tropicale o colorare tutto di blu, celeste e bianco per sentire il rumore del mare! Il velluto é elegante, i materiali concreti e naturali caratterizzano spesso le abitazioni tradizionali mentre gli arredi moderni stridono in una casa di campagna, ecc..

Non per mettere limitazioni alla fantasia o alla voglia di osare, ma come Carnevale dura un tempo limitato anche per gli azzardi c’è il giusto tempo e il giusto luogo.

Se si vuole godere di ambienti piacevoli bisogna lavorare sull’armonia!

Tutto ciò che è universalmente bello si basa sull’armonia, l’armonia dei colori, delle dimensioni, delle proporzioni, delle simmetrie. Noterete che anche la composizione più bizzarra non apparirà confusa e disordinata se è basata su una elaborata armonia!

Ho scelto questo bellissimo video di Laura Pausini per farvi notare come certe scenografie, attentamente scelte, sanno parlare più di mille parole:

Gli specchi, posizionati sorprendente mente in mezzo alla natura, comunicano alla perfezione ciò che sentiamo quando c’è una persona nelle vicinanze, la percepiamo ma non la vediamo se non con il riflesso della mente! Un oggetto apparentemente fuori luogo quindi aiuta a rendere bene una situazione meglio di qualsiasi altra cosa. Quindi se volete un ambiente tropicale, riempitevi di piante, ma soprattutto scegliete una casa con ampi balconi e ancora meglio giardini e piscina; godetevi ciò che c’è di vero, di reale: il sole caldo e la fresca vegetazione! Se volete un ambiente elegante ed impostato non potete fare a meno del velluto; se sognate la casa al mare, trovate l’occasione di andarci davvero al mare: come è bella l’immagine della Pausini sdraiata sul tavolo mentre le onde fanno avanti e indietro?! Il nero è elegante ma non può essere imposto ad ogni situazione formale; l’illuminazione soffusa è ideale per atmosfere rilassanti, molto meno per feste dinamiche; osare con i colori o con i decori va bene solo se va fatto dentro uno schema controllato; ecc…

La grammatica del design è un mondo tutto da scoprire insieme all’aiuto di un architetto sensibile ed esperto!

Cosa aspettate a fare domande per saperne di più?

Intanto godetevi il video di Laura Pausini e di seguito una carrellata di esempi sul tema, da Pinterest

 

 

 

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Carnevale e Sicurezza

Carnevale e Sicurezza sono due termini che  non hanno niente a che fare e mi rimandano alla medesima controversia tra fantasia e architettura!

Il Carnevale è il simbolo per eccellenza della libertà: grazie alla maschera possiamo desiderare di essere chiunque altro; il colore ci fa assaporare il divertimento e lo svago ed entrambi, insieme, ci accompagnano attraverso quel processo di rigenerazione che ci permetterà di  affrontare, con energie rinnovate, il nuovo anno.

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L’ombra della Sicurezza pero è caduta anche su questa millenaria kermesse: quest’anno il limite di visitatori del volo dell’Angelo in piazza San Marco é stato ridotto ulteriormente a 20mila persone. La misura é stata presa in ottemperanza al cosiddetto decreto Minniti sulla sicurezza delle manifestazioni all’aperto, per assicurare ordine e facilitare la gestione e il controllo.

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Difficile immaginare Venezia, stretta tra le barricate, difficile vedere il suo eco mondiale di  arte e cultura diventare appannaggio di quei pochi che potranno goderla dal vivo. Questo spettacolare evento, nato circa mille anni fa dal desiderio di donare al popolo un periodo di  libertà e svago, livellando le differenze sociali grazie all’uso delle maschere, è stato piegato e sottomesso dal terrore. La stessa cosa è successa alla fantasia dell’architetto!

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Quante volte la fantasia e la creatività degli  architetti è stata violentata e maltrattata con la scusa della crisi, del tanto non si può fare? Nasciamo creativi e ci trasformano in disillusi.

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E invece la creatività, l’arte, è una caratteristica dell’essere umano che ci nutre, ci aiuta a trovare soluzioni, ci realizza!

Quale architetto non si incanta davanti al Carnevale di Venezia, per i suoi colori, gli infiniti decori, la compresenza di materiali solidi e millenari dei magnifici palazzi storici, la scenografia magia della laguna, i pizzi e merletti, gli infiniti decori e dettagli che si ritrovano tanto sulle maschere quanto sugli edifici

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A Venezia la magia è di casa e nei giorni del Carnevale trova la sua massima espressione!

Speriamo che la paura non privi mai Venezia di questo momento sociale dal forte potere terapeutico e rigenerante e che l’architetto, seguendo l’esempio, non faccia barricare la sua più potente arma che è la fantasia e non abbandoni mai la sua propensione ad elaborare nuove soluzioni per il bene della comunità.

Ph. da Pinterest

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Quando apri la porta!

Quando apri la porta di casa cosa vedi?

E quando passi da una stanza ad un’altra?

Quello che vediamo ci apparirà piacevole se gli arredi sono disposti come si dispongono gli elementi in un quadro, seguendo prospettive, punti di fuga, simmetrie! Un quadro o una foto  riescono a raffigurare un elemento tridimensionale rappresentandolo in due dimensioni, allo stesso modo, dalla soglia della porta, si dipana, davanti ai nostri occhi, un quadro a grandezza naturale!

Quando scegliamo la migliore posizione dei nostri elementi d’arredo quindi non possiamo solo tenere conto della loro funzione o della singola composizione ma dovremo fare attenzione a come appaiono entrando nella stanza o da altre angolazioni significative!

Sembra un concetto difficile, ma è molto più semplice di quello che appare! Molti di voi l’avranno già attuato, magari senza saperlo, quando avete deciso di mettere un bel vaso con i fiori sopra la consolle dell’ingresso o un grande specchio in fondo al corridoio! Progettare dal vivo poi rende questa operazione ancora più semplice e spontanea!

Riuscite a vedere il vostro quadro quando entrate in casa?

Condividete la vostra esperienza personale! Sarà la parte più interessante di questo articolo! Parliamone insieme nei commenti sotto!

Di seguito alcuni esempi da Pinterest che possono aiutarci a capire cosa si intende per quadro tridimensionale!

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Architetture mistiche · Magia · Natale · Stelle

Sognare!

Se c’è una cosa bella delle feste è che puoi stare un po’ lontano da cellulari, Facebook, WhatsApp,…un po’ di sana disintossicazione che ti permette di goderti il mondo con profonda attenzione, quella, che la tecnologia incessante, spesso ci nega!

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Questa ritrovata libertà mi ha permesso di riflettere su un decoro natalizio che non passa mai, che non segue le mode e che in fondo è sempre necessario e sono le stelle!!

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Le stelle sono il simbolo del mistero, della magia, della favola; grazie alle stelle possiamo sognare , possiamo rilassarci, possiamo sentirci brillanti!

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Il loro fascino incantevole non si limita solo al Natale ma dura per tutto l’anno essendo associate alla notte e quindi al sogno e alla magia; pendenti alla finestra o sparse per le pareti, tra i capelli o sopra i vestiti, ci riconnetto con la nostra parte più mistica regalandoci infinite sensazioni di benessere!

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E voi avete mai provato a decorare con le stelle?

Foto da Pinterest

Foto di copertina Cappella degli Scrovegni, dettaglio cielo stella, Giotto