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All I want for Christmas is… Sparkle! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 06/12/2019)

Tutto quello che vorrei per Natale è Brillare!!!

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Brillare dentro e fuori!!! Chi non lo vorrebbe?

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Essere radiosi, splendenti, come le vetrine dei negozi in questi giorni, come i più belli addobbi delle riviste patinate, come le pubblicità in televisione, ecc…

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Tutto sembra brillare meno che noi, che pur trovandoci nel bel mezzo dell’Avvento, non riusciamo a liberarci dei soliti impegni, dei doveri quotidiani, della routine!!!

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Si… perché mentre lo spirito entra subito nel vivo, la vita rimane quella di sempre…e subito ci assale la malinconia, il senso di impotenza e ci buttiamo sui soliti acquisti veloci, per riempire quel vuoto, per riempire la casa, di un senso che non ha niente a che fare con la materialità!

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I 24 giorni che precedono il Natale purtroppo non sono liberi dagli impegni quotidiani, la vita di oggi non ce lo permette; il lavoro, la scuola, gli impegni di ogni genere.

Come fare allora?

C’è chi rinuncia a fare l’albero, chi minaccia di ridurre drasticamente i regali…io invece ho sempre pensato che Natale sia tutta un’altra storia!

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C’è un modo per vivere l’Avvento con serenità pur non stravolgendo le nostre vite e la soluzione è inserirlo a punta di piedi con semplicità tra le attività quotidiane e i doveri di tutti i giorni!

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1.  Iniziamo, per esempio, scegliendo di decorare casa in compagnia di amici e parenti, facendolo diventare un evento, un’occasione per stare insieme. Non sarà solo un dovere ma una buona occasione per condividere dei momenti con le persone care. Ogni giorno la nostra casa ci ricorderà della bella giornata trascorsa.

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2. Realizziamo dei decori fatti in casa, coinvolgendo i figli, il partner, e tutti quelli che hanno piacere o competenze per collaborare. Approfittiamo ogni anno per imparare qualcosa di nuovo. Un anno proviamo a fare i decori in pasta di sale, un altro anno di lana, di stoffa, ecc… L’importante che siano sempre materiali sostenibili e non inquinanti e in questo i migliori sono quelli naturali.

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3. Se il tempo da dedicare ai cari è poco, approfittiamo per passare del tempo insieme facendo dolci, sperimentando ricette Natalizie, scrivendo dediche a chi vogliamo bene.

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4. Se il tempo che avete poi è davvero pochissimo, accontentatevi anche di quel poco e fatene tesoro. Progettando bene il da farsi potrete comunque comporre tante belle cose per decorare la casa, magari più semplici, ma di grande effetto comunque. Non disperate perché tutto è possibile!

Si perde più tempo a girare per negozi in cerca di addobbi e regali…

È molto più piacevole e gratificante passare del tempo a costruire un regalo o ad inventarsi un addobbo piuttosto che tuffarsi nel traffico e nel caos dei negozi in questo periodo.

Riscopriamo la lentezza della preparazione …la calma della semplicità… Il piacere del fatto in casa, con amore!

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Nei prossimi post cercherò di farvi vedere cosa si può fare, anche solo con quello che abbiamo in casa, …prendendo un po’ anche spunto dall’infinito mondo del web!

 

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Un tuffo nel Natale del passato per migliorare quello futuro! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 04/12/2019)

Quando mia mamma era piccola mio nonno era solito a Natale tagliare un piccolo abete nel bosco e poi caricarselo a spalla fino al paese e quindi a casa.

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La tradizione è rimasta intatta per anni, tant’è che quando a Natale andavamo da Nonno e zia, trovavo sempre questo strano albero ‘pizzicoso’ e mi chiedevo come facessero ad addobbarlo se faceva così male!

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Che darei oggi per poter avere a casa un albero pizzicoso come quello…e di sicuro, se trovo il luogo dove ripiantarlo, sostituirò quello in plastica con uno vero!

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Ho sempre trovato l’albero già al suo posto e tutto addobbato; cosa ne potevo sapere di tutto il lavoro che c’era dietro!

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Oggi ripenso a mio nonno come un Babbo Natale che per la gioia dei suoi figli prima e dei suoi nipoti poi si caricava di tutta quella fatica, per un solo fine: donare felicità!

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Ogni epoca ha cercato di donarla a modo suo! Per mia mamma non esistevano i regali di Natale, qualcosina di gustoso lo portava la Befana; mio papà riceveva anche giochi, ma sempre dalla Befana!

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Parliamo solo di una cinquantina di anni fa eppure era l’epoca in cui non esisteva la spazzatura, il cibo di avanzo si portava agli animali o serviva a concimare la terra, tutto, ma proprio tutto si riutilizzava!

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A distanza di anni, cresciuta tra negozi sempre pieni di orpelli di ogni tipo per rimpizzare le case Natalizie, e con un Babbo Natale sempre molto generoso, cerco di capire come sia avvenuto questo salto!

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Cosa è successo, per farci passare da un Natale umile e pieno di senso a un Natale frenetico e consumistico, alla fine…senza senso?

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La mia cara amica architetto, Francesca Romana, di MBR Studio, scrive spesso nel suo sito http://www.casaminimalista.it quanto si viva meglio se ci si alleggerisce dai troppi oggetti inutili!

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Pensando a lei ,questi giorni,osservavo gli infiniti sovrammobili natalizi in vendita nei negozi; pensavo a quante persone andranno in regalo come “pensierino”, e quanti li compreranno presi da stimolo di tenerezza per poi doverli spostare, spolverare, riporre, riposizionare, ecc…

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Ma ci servono davvero? È Natale solo se abbiamo la casa addobbata?

E se quest’anno gli addobbi fossero naturali, e fatti a mano? Avrebbero un carico emotivo così forte che davvero darebbero un forte senso all’atmosfera Natalizia!

Addobbi utili, come crostatine, ciambelloni, messi in bella mostra dentro la vetrinetta e pronti ad essere gustati con i primi ospiti di passaggio!

Addobbi fatti con fogli e rami di potatura, con le bucce della frutta secca, ma anche alcune di quella fresca.

Addobbi in pasta di sale, di stoffa, …disegnati su di un foglio con tanta dedizione, magari dai più piccoli!

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La casa diventa così un vero regno dell’accoglienza, in pieno stile Natale!

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Preparare addobbi e dolci fatti in casa poi, regala momenti di rilassamento e riflessione che aiutano a godere a pieno della festa!

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Avete anche voi qualche addobbo fai da te? Magari di quelli antichi, fatti dai nonni o dai genitori quando erano piccoli? Quegli addobbi che ogni anno escono dalla scatola per evocare ricordi ed emozioni?

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Calendario dell’Avvento della Buona Architettura – 1 Dicembre 2019 – “Organizzazione”

A Natale siamo tutti più buoni, e così abbiamo deciso, anche quest’anno, di approfittare della preparazione all’Avvento per regalarvi quotidianamente consigli preziosi per un ottimo rapporto con l’architettura che vi circonda!

Viviamo immersi nell’architettura, ci relazioniamo con lei con una sfrontata sicurezza, la usiamo, la bistrattiamo, la adoriamo, ecc …tutto in modo così naturale che mai ve ne sareste resi conto se non fossi stata qui a raccontarvelo!

L’architettura è nelle case che abitiamo, nelle strade che percorriamo, nei servizi e negli spazi pubblici che utilizziamo, nel dettaglio delle lampade degli autobus, nel materiale con cui vengono realizzate le strade, tutte uguali tra l’altro… C’è un significato e una motivazione per ogni cosa, per ogni dettaglio, eppure non ce la siamo mai chiesta!

Malgrado il rapporto con l’architettura che ci circonda sia apparentemente casuale, una buona architettura può influenzare molto lo stile di vita!

Abbiamo deciso quindi, io ed Elisa, di raccontarvi qualche segreto per vivere meglio con La Buona Architettura!

Partiamo dalla casa, dal nido, dal nostro porto sicuro. Tutto inizia li e finisce lì!

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Case, gioie e dolori!

Costruiamo con fatica il nostro nido, di sicuro molta più di quella che fanno gli uccellini; quante case abbiamo visitato prima di trovare quella che ci calza a pennello?

E quanti negozi di mobili, con altrettanti operatori al nostro servizio, ci hanno visto impazzire tra mille scelte di piastrelle, di divani, di tende, di posate e piumoni, ecc..

Eppure, poi a viverla è sempre un’altra cosa!

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La motivazione c’è ed è legata alla sequenza con cui scegliamo le varie cose, gli elementi d’arredo…e ciò che andranno a contenere.

Il grande errore sta nello scegliere prima il contenitore, i mobili, gli arredi, e poi il contenuto, tutto ciò per cui servono.

Il vero protagonista è il contenuto, che giustifica la presenza dei mobili (contenitori appunto), il loro numero e la loro dimensione.

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Il problema si innesca quando non c’è coerenza tra la forma e le proporzioni del contenitore e del contenuto. Pensiamo alle basi profondissime delle cucine, dove spesso ci infiliamo a fatica a impilare pentole e padelle, o ai pensili sempre troppo profondi per ospitare tutti a vista bicchiere, tazze, ecc…

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Le chiamano misure standard…. Non per niente tutti gli armadi e le basi della cucina sono profondi come minimo 60 cm, le libreria tra i 30 e i 40 cm, e le ante sono sempre un multiplo di 30 o di 60, ecc…

Sono misure standard che sono state stabilite in concomitanza dell’evolversi dell’architettura razionalista e la necessità di misurare, definire, dare una risposta raziomale ad ogni cosa. Sono nati anche i concetti di camera minima per uno, due persone; altezza minima dei locali d’abitazione, ecc…

 

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Oggi giorno questi standard sono fallimentari perché non ci permettono di gestire lo spazio e soprattutto il suo contenuto nella maniera migliore!

Ritorniamo all’esempio della cucina: per avere sempre a portata di mano bicchieri, tazze e tazzine, sarebbe più comodo che non si perdessero nella profondità dei 36 cm, essendo loro non più grandi di 10 cm, ma che piuttosto fossero contenuti in armadi molto stretti!

Se per il piano di appoggio, più è grande e profondo è meglio è, lo stesso non vale per le basi. Pentole e padelle hanno una dimensione massima intorno ai 30 cm… Difficilmente di più. Eppure le basi sono da 60 cm, costringendoci a mettere cose avanti e dietro e a spostare tutto continuamente, con non poco carico di stress!

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Lo stesso dicasi per gli armadi delle camere da letto. Se i 60 cm si profondità sono comodi per i vestiti appesi, sono eccessivi per magliette e maglioni e ancora più per le cose più piccole come l’intimo. Servirebbero elementi a profondità diverse, così da ottimizzare al massimo lo spazio disponibile.

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Ricordiamoci che la casa è fatta in parte  da spazio da vivere e in parte da spazio  per contenere. Il giusto equilibrio permette di ottenere uno spazio davvero vivibile.

Le case sofferenti spesso hanno uno squilibrio e una mancata corretta distribuzione degli oggi e dei contenitori.

Le case piacevoli hanno una maggior percentuali di spazi per vivere che luoghi per contenere (Casaminimalista.it di Francesca Romana architetto, docet! Andate a curiosare tutti i suoi consigli utili per vivere la casa al meglio!

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Nei prossimi giorni vedremo nel dettaglio lo no spazio dell’architettura e quali sono le insidie che non ci permettono di viverlo bene! Quali i consigli e le soluzioni, secondo noi!

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Per adesso buon inizio di Avvento….che questo momento magico di riflessione e preghiera, sia anche un modo per riscoprire il vero senso dell’abitazione per le nostre vite!

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La casa dei sogni…

…..esiste?

La casa ci rappresenta, parla di noi al mondo, riflette quello che siamo a scala più grande…

Ma è proprio vero?

Questo simulacro, tempio sacro della nostra persona, può essere messo in seria discussione quando inizia ad essere uno spazio condiviso!

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Se il vestito infatti è solo sopra di noi, la casa, è come un abito più grande, che ci protegge e ci rappresenta, ma che non indossiamo da soli!

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La nostra prima esperienza è la casa condivisa: con i genitori, i fratelli, con i nonni, ..! Da piccolissimi non subiamo le necessità altrui e tutt’al più le invadiamo!

Piano piano, crescendo impariamo a dare valore al nostro spazio privato, la famosa cameretta, che gestiamo a modo nostro, così tanto nostro che non capiamo perché i nostri genitori non la condividano! 😅

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Crescendo sentiamo sempre di più la necessità di mettere la nostra impronta agli spazi che abitiamo, scriviamo sui muri, sui mobili, li decoriamo con fogli e foglietti, li vogliamo fortemente nostri. Una creatività adolescenziale, estremamente spontanea, che non ritroveremo mai più!

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Il grande passo avviene quando ci si sente pronti a vivere da soli,…..il momento in cui sentiamo di poter tirare fuori tutto noi stessi e realizzare uno spazio a nostra completa immagine e somiglianza!

È un momento di grande energia, in cui ci impegniamo con serietà a fare gli interior design fai da te, visitiamo negozi di cui non conoscevamo neanche l’esistenza, ci riempiamo la testa di mille nuovi materiali, scegliamo, alla fine, convinti che il meglio sia nelle nostre mani!

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Ancora non siamo coscienti di quanto una casa sia uno spazio tutto meno che statico.

Una volta sistemata di tutto punto, soddisfatti del bel quadro realizzato, ci sediamo a rimirala! 🙂

Gli sposini fanno vedere la nuova casa a tutti i parenti, invitiamo gli amici più cari nella nostra dimora, diamo il meglio di noi nell’organizzazione di pranzi e pranzetti per i più svariati ospiti!

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Ma cosa succede quando la famiglia aumenta, la casa si riempie, la condivisione si riaccende?

Abbiamo perso l’ingenuità della fanciullezza, la flessibile fantasia adolescenziale, ci siamo irrigiditi su un’immagine che crediamo sia l’unica che dobbiamo al mondo su noi stessi!

e8d4e44f90f354a6f1b5c4ba4ee35d33Ecco che inizia la contesa sulla gestione dello spazio, chi ordinato, chi disordinato, chi preciso, chi distratto, chi frettoloso, chi meticoloso e pignolo, ecc….chi troppo piccolo per vivere lo spazio con consapevolezza ma bensì con strepitosa spontaneità!c918aca5c7474af68b83b44c392aacf3Ed è così, che se iniziamo a condividere la nostra casa, specchio di noi verso l’esterno, con dei piccolini, abbiamo finalmente l’opportunità di capirne la sua dinamicità; la stessa che abbiamo sperimentato da piccoli ma che abbiamo troppo presto dimenticato!

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Condividere la casa con i figli è una straordinaria opportunità per capire quanto sia un oggetto in continuo divenire, proprio come la nostra vita, la nostra crescita  personale e come famiglia!

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Il segreto per gestire l’apparente caos di cui si nutrono i nostri piccolino, è creare uno sfondo il più neutro e semplice possibile.

Una casa piena di gingilli, peggio se delicati, non è a misura di famiglia! I bambini giocano con tutto e toccheranno e manipoleranno, qualsiasi oggetto abbastanza leggero da poter essere sollevato da loro!

I bambini hanno bisogno di spazi liberi, dove poter mettere in pratica i più fantasiosi giochi; limitare quindi al necessario vasi e vasetti, alzatine e mobiletti un po’ ovunque.

Non abbiate paura se vogliono fare i cuochi proprio in cucina, se non si fanno problemi a spargere la loro fantasia su ogni superficie, se il divano non ospita con parsomonia solo cuscini in perfetto ordine, ma bambole e bamboline, costruzioni, e macchinine, libri, penne e briciole… Non nascondo che ogni sera mi tocca sgombrare il tutto e rimettere i cuscini in decoroso ordine!

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Se avete dei bambini in giro per casa, e volete che siano felici, non ostinatevi a lottare contro la loro voglia di invadere tutto e sperimentare ogni cosa. Ceste e cestini aiuteranno a gestire meglio le loro cose, a insegnargli le prime regole dell’ordine,…ma non bloccheranno il loro dinamismo, il loro bisogno di vivere gli spazi piuttosto che osservarli e basta!

Dobbiamo imparare quindi a realizzare spazi da vivere e non solo da guardare!

Per noi e per i nostri figli! ♥️

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Dal fallimento di un Architetto al Successo di una MammArchitetto!

“Prego, prego! Scusa il disordine….” parole a cui  seguono una infinità di scuse quando qualcuno entra nella nostra abitazione; perchè la nostra casa non ci rappresenta mai abbastanza, agli occhi degli altri!

La casa perfetta, la casa vetrina, è parte di una cultura tutta italiana!

Mia mamma dice sempre che far trovare una casa ordinata e a posto è segno di rispetto verso l’ospite!

Ma quanto ci pesa questa casa sempre ordinata!?

È davvero questo una casa? Una vetrina?

E cosa succede quando questa vetrina ospita  due persone e più ? Quando inizia a popolarsi di bambini, di nipotini, …?

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Accade che anche un architetto può trovarsi impreparato! Perché la vetrina spesso è il luogo dove non si fanno mai avvicinare i bambini, è il luogo dove con le loro manine lasciano le impronte, dove con un attimo sanno fare crollare manichini e tendoni!

Ed è così che la casa, come immagine di noi stessi verso l’esterno, diventa l’incubo di qualsiasi genitore, intento a destreggiarsi tra la sua volontà e la libera sperimentazione dei più piccoli, ma anche l’incubo tra chi, condividendo gli spazi, li usa a modo proprio, invadendo i desideri dell’altro!

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Ricordo bene quando ero piccola e condividevo la camera con i miei fratelli e la gioia, quando cambiando casa, ho avuto la cameretta tutta per me, sempre perfetta, sempre ordinata,..ma a lungo andare anche sempre vuota!

Condividere gli spazi è una scelta non di immagine ma di piacere!

Condividere gli spazi significa anche condividere le esigenze: scegliersi, rispettarsi, liberarsi a vicenda!

Ed è così che se un Architetto può concepire una casa come una semplice immagine, una MammArchitetto deve fare i conti con l’infinita energia creativa dei bambini… esperienza stupenda, che costringe a mettersi in discussione, a concepire gli ambienti non più come immagini di bellezza, ma come luoghi del vivere, spazi come contenitori di vita, di esperienza! Ed è così che la casa da immagine di se stesso verso l’esterno, diventa contenitore della vita all’interno della famiglia! Un contenitore che deve innanzitutto far stare bene chi lo vive! Gli spazi quindi vengono gestiti in base alla funzione che andranno a soddisfare, in base alle persone che li andranno ad abitare!

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La comodità è l’imperativo di ogni ambiente; qualsiasi cosa troppo macchinosa alla fine viene abbandonata: le chiavi vengono lanciate sul primo comò disponibile, il cappotto su una sedia o un divano e così anche la borsa. Il tutto se non si crea uno spazio comodo, vicino all’ingresso, ad accogliere tutto questo. E vale ancora di più per i bambini ! Un attaccapanni vicino all’ingresso, altezza bambini, gli permetterà di imparare presto questo rito senza dover andare a cercare scarpe e cappotti in giro per casa al momento dell’uscita!

I bambini si divertono ad aiutare a riordinare, ma più sono piccoli e meno sono selettivi. Da piccolissimi delle grandi ceste in soggiorno gli permetteranno di giocare vicino agli altri membri della famiglia e di imparare a mettere tutto a posto con facilità! Da più grandi, dividendo i giochi per categorie, ma sempre in cestoni, potranno scegliere e selezionare e imparare a mettere a posto con più attenzione. Non si potrà mai pretendere che mettano le Barbie esposte come in una vetrina o che smontino tutte le costruzioni per rimetterle a posto, però possiamo innamorarci del loro modo personale di posizionare le cose, del loro modo di decorare lo spazio, della vita che ci mettono dentro! Ed ecco che un progetto diventa di colpo incredibilmente vivo ed il controllo sempre più effimero!

E fu così che un architetto diventato mamma,  si  trasformò in MammArchitetto, grazie alla consulenza e all’ispirazione costante che viene dai suoi figli!

Da una mamma per tutte le mamme! 💖

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Da grande voglio fare la Persona Felice..anche a Settembre! (….e come può aiutarmi un architetto)

Lo so che siete stanchi di leggere continui articoli online, soprattutto questi giorni in cui la ripresa del normale tram tram vi cade addosso come se lo dovesse fare per la prima volta nella vita e non avete voglia di altro peso, di altre chiacchere a vanvera!

Cercherò di essere breve, brevissima oggi, perché credo che quello che sto per dirvi è importante:

– una casa ben progettata, nella giusta distribuzione degli spazi e collazione delle funzioni, in una sapiente gestione e distribuzione dell’illuminazione naturale e artificiale, ecc…

– una città ben gestita, con la giusta distribuzione dei servizi in base alle necessità degli abitanti, con la adeguata accessibilità in base al flusso di traffico, ecc…

– un luogo di lavoro, di studio, di svago, ecc …ben pensato in base alle necessità che deve andare a soddisfare, ecc ….

… può renderci la vita più facile, soprattutto a Settembre, quando la città, ma anche la nostra vita, si riempie di nuovo, di impegni serrati, di doveri, di nuove aspettative…

Settembre è un mese che ho odiato per tanto tempo, perché mi portava via l’estate, le lunghe passeggiate all’aperto, al sole, al mare, o nel mio amato Collepardo; mi costringeva a richiudermi in città, dove difficilmente ci si sposta a piedi e si riesce ad avere quel relazionarsi quotidiano tipico dei luoghi di vacanza, dove tutto è più lento, soprattutto perché è a misura d’uomo!

Come ripromesso non mi perdo in chiacchere perché sui punti accennati sopra ci sarebbe un mondo da aprire… Se siete curiosi magari troveremo il tempo di approfondire punto per punto…

Quello che voglio regalarvi oggi è uno spunto per iniziare a semplificarvi la vita, soprattutto in casa:

Una casa funziona bene, sì certo, anche grazie all’aiuto di un esperto, come può essere un architetto, ma anche e soprattutto se segue i vostri riti! Si sì, avete capito bene, i vostri riti quotidiani!

È quello che dovete capire e studiare ed assecondare; perché una persona che spontaneamente ama fare chilometri per percorrere tutto il corridoio e posizionare cappotto e borse nell’armadio a muro non riuscirai a convincerla a mettere un più pratico appendi abiti vicino alla porta d’ingresso;

Chi ama lasciare i vestiti del giorno prima sul divano, tanto poi li sistema il giorno dopo, non vorrà mai un appendiabiti in camera;…

… I vostri riti sono un dato importante per voi, ma anche per l’architetto che vi aiuterà, (aggiungendo esperienza e conoscenza), perché sono la strada per fare una casa a vostra immagine e somiglianza, che può farvi veramente felici!

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Tutto intorno a te è Architettura! (…e cosa c’entra l’architetto..)

Mi hanno chiesto tante volte:

“Perché Mammarchitetto, piuttosto che più semplicemente Architetto?!”

A qualcuno è suonato strano , così strano quasi da non associarlo all’architettura ma piuttosto all’assistenza all’infanzia!

In realtà nella scelta di questo appellattivo così inusuale c’è un significato molto più profondo che è la base del mio operato: l’attenzione alla persona, la stessa infinita, amorevole, quasi ossessiva, attenzione, che solo le mamme sanno avere verso i figli!

L’architettura infatti non è altro che lo sfondo dove si muove la vita delle persone; ma non uno sfondo passivo bensì uno sfondo attivo che influenza i nostri stati d’animo con i suoi colori, i nostri movimenti in base alla diversa disposizione degli spazi e degli oggetti nello spazio, le nostre percezioni a seconda dei diversi materiali, ecc…, ci fa compagnia nei momenti più belli e piu brutti della nostra vita ed entra a gamba tesa in tutti i nostri ricordi!

Non per niente spesso una scelta “architettonica”, per i non addetti ai lavori, si basa su ricordi ed esperienze, su sensazioni positive o negative, ispirate ad eventi passati o su consigli appassionati di chi dice di averle provate tutte e aver trovato la soluzione miracolosa!

Innanzi tutto vi svelo un primo grande segreto: la soluzione miracolosa non esiste perché ogni caso è a se, come ogni persona è unica! Ci sono soluzioni tecniche più valide di altre ma le necessità che deve soddisfare un ambiente architettonico, per essere a misura d’uomo, deve essere calato sulla persona che ne usufruirà che, solo così,l sentirà veramente suo!

Inutile dire che l’architettura preconfezionata di certe catene di arredamento a prezzi bassi, ha contribuito a creare ambienti tutti uguali spesso sterili e privi di personalità!

Spesso, prima di entrare in casa, soprattutto di ragazzi giovani, so già cosa aspettarmi!

La ragione di tutto questo è legata ad un appiattimento culturale, da parte soprattutto degli operatori del settore, che, dimenticando l’amore e l’attenzione al dettaglio e la vastità di scelte stilistiche, che i tempi passati ci hanno tralasciato, si sono inariditi nelle limitazioni della produzione di massa!

Allo stesso tempo la crisi imperversa e non si può pensare di spendere ancora miliardi per l’architettura! Non lo so si può chiedere alla gente e non lo so si può pretendere dai Comuni e dalle Nazioni!

La soluzione quindi è il degrado e la massificazione a cui ci stanno lentamente assuefacendo?

NO! La Soluzione è l’Architetto!

L’Architetto oggi deve impegnarsi ed ingegnarsi più che in ogni altra epoca storica perché deve riuscire ad ottere il massimo in termini di qualità e risultati dal minimo delle risorse; deve riconquistare la fiducia del popolo deriso e deluso dalla delirante architettura moderna e contemporanea; deve essere empatico, fortemente empatico, e mettere il suo cuore al servizio delle persone, …anche quando le persone lo vedono solo come un tecnico! Per fare questo ci sono dei tempi tecnici che non sono quelli della ‘fast architecture’ o dei grandi segni delle archistar; per fare questo c’è bisogno di riprendersi il tempo per pensare, per riflettere, per capire e farai capire, per una architettura ‘slow’, più consapevole!

Un architetto è una persona, al servizio delle persone, che si prende cura del loro animo e del loro vissuto! L’architettura è tutta intorno a noi e solo attraverso l’aiuto di un esperto può aiutarci a vivere come veramente vogliamo!

E il vostro architetto di fiducia cosa ha fatto per voi?

Raccontatecelo nei commenti sotto!

 

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Artena città presepe! Un museo a cielo aperto che piace a grandi e piccini!

Vorrei farvi capire cosa significa visitare un luogo insieme a dei bambini…

Con il loro ineguagliabile entusiasmo corrono verso tutto, si fermano davanti ai dettagli più inaspettati e poi ripartono ancora più in fretta di prima…

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‘Artena citta presepe’ è stata così una vera e propria caccia al tesoro al “presepe”, nascosto tra le rocce, dentro una cantina, dietro ad un vicoletto!

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Una corsa su e giù per le infinite scalette, senza affanno ma pieni zeppi di curiosità!

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Il freddo pungente non ha calmato l’entusiasmo ma anzi ha messo a tutti quei bei rossi sulle guance che ci rendono più belli! I bambini, in particolare, sembravano dei folletti, tra pacchetti appesi e decori natalizi di ogni tipo, unici, come unico è ogni dettaglio dentro ad un centro storico!

 

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Difficile non incantarsi davanti ai ricchi particolari; molti di questi portano alla mente ricordi di altri luoghi, posti in cui abbiamo vissuto esperienze personali, a cui siamo legati anche da un rapporto sentimentale. Perché tutti veniamo da un centro storico, tutti abbiamo un legame forte con almeno uno di questi!

Rivedo porte davanti alle quali giocavo da bambina, dietro cui si trovava la cantina di mio nonno o il negozio dove andavo a comprare le mummú!

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Tutto molto simile pur se a chilometri di distanza! Perché i centri storici sono fatti dalle persone e per le persone e in fondo le storie che viviamo si somigliano anche se viviamo in paesi diversi; in fondo le necessità sono le stesse anche se viviamo dall’altra parte del mondo!

Forse è per questo che il mio piccolo Alessandro appena entrati ad Artena mi ha detto “mamma mi sembra di stare a Collepardo!”

(Collepardo è il mio paese del cuore, in provincia di Frosinone)

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Ma Artena questi giorni, impreziosita da presepi di ogni tipo, è davvero unica nel suo genere!

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Ogni presepe è un lasciapassare per le case dei nostri nonni, dei bisnonni, alla scoperta di modi di arredare e di decorare antichi ma molti già di nuovo in voga, come le cementine o le carte da parati!

Riscoprire le cantine di un tempo, ma anche gli attrezzi e gli oggetti di uso comune e per un attimo sentirsi parte di quel periodo storico o di quell’altro e imparare, imparare da tutto quello che si incontra!

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Ho spiegato ogni dettaglio ai miei bimbi, gli ho raccontato ciò che ricordavo e ciò che ho studiato, e la piccola di casa, Arianna, non ha perso occasione di raccontare, a sua volta, storie e dettagli a modo suo, i centri storici sono anche questo, un grande teatro dove vivere bene!

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Grazie Artena! Anche oggi ci hai accolto con affetto e con tante ricchezze da donare!

 

A seguire foto varie di questa bella giornata ad Artena…

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Ph. Francesca Ianni architetto

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La casa perfetta ..per le vacanze!

Tempo di vacanze! C’e già un bel via vai di gente in viaggio, ma qual’e lo spazio perfetto per una vacanza indimenticabile?

I migliori alberghi sanno come non far mancare tutti i comfort di cui abbiamo bisogno, eppure troppo spesso, avendo camere con una sola apertura verso l’esterno, diventano dei covi di calore o di aria condizionata!

La casa delle vacanze ideale deve aprirsi alla natura!

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Viaggiare è il miglior modo per riallacciare il rapporto con l’ambiente che ci circonda, cosa che spesso non è possibile o agevole nei classici appartamenti cittadini!

Immersi nella natura, quindi, tutto il giorno, grazie ai salotti che si spostano all’esterno, alle docce in giardino e alle cucine sotto al sole!

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Le temperature lo permettono, la pelle brama aria e sole, le vacanze sono proprio il momento ideale per stare fuori più tempo possibile!

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Per la casa delle vacanze è meglio pensare ad un guardaroba aperto, smistando vestiti e oggetti vari, tra cestini di diverse dimensioni e stand aperti!

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Gli armadi spesso chiusi per molte settimane all’anno accumulano cattivi odori ed umidità; meglio preferire la praticità e la freschezza delle tende!

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Le tende possono essere delle valide sostitute anche delle porte di legno, che allo stesso modo degli armadi, possono soffrire la mancanza di aerazione.

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La zona doccia/bagno all’aperto non è solo suggestiva ma anche ampiamente funzionale; è risaputo i numerosi danni che provoca la sabbia alle tubature eppure ogni giorno miliardi di vacanzieri ne scaricano a valanghe nelle tubazioni cittadine. Sarebbe meglio una doccia esterna che scarica direttamente a terra, su un grigliato di pietre drenanti! Si riduce la sabbia in giro per la casa e l’eccessiva manutenzione alle tubazioni.

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Molte case al mare hanno uno spazio aperto, e non è complicato inserire un angolo per la propria pulizia e cura quotidiana!

Siete mai riusciti a pranzare o cenare dentro casa quando fuori c’è una bellissima giornata assolata o un indimenticabile tramonto?

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Io ho avuto la fortuna di crescere in una casa con un bellissimo affaccio sul castello di Colleferro, e un balcone spazioso!

Ai primi caldi gran parte della casa perdeva la sua funzione e facevamo a gara a stare fuori al balcone!

La casa perfetta per le vacanze dovrebbe essere all’esterno e non ultima, dopo divani, amache, docce e bagni, con essa anche la cucina!

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Deve essere davvero più leggero preparare da mangiare mentre i raggi del sole al tramonto ci salutano!

È questo il nomento giusto per stare all’aperto, non dobbiamo aspettare altro!

Non dimenticate poi che per il nostro clima umido, l’ideale non è chiudere tutto e accendere i condizionatori, ma piuttosto vivere in ambienti con doppio affaccio, così da permettere una facile e frequente ventilazione naturale! La.differenza di temperatura tra i due lati dell’edificio infatti permette di far circolare sempre aria portando via continuamente l’umidità in eccesso!

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Se state pensando di comprare casa quindi o di affittarla, fate attenzione a tutti questi dettagli, per non rischiare di trasformare la vacanza in un incubo!

Un professionista preparato può aiutarvi anche in questo!

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Il vostro balcone è pronto per accogliervi nella stagione più bella dell’anno?

Le giornate si fanno più lunghe e più calde, il sole invita ad uscire, e le ore in ufficio sembrano non finire mai; con la testa si e già al mare, ma con il corpo non si può fare a meno di vivere tra luoghi di lavoro spesso poco confortevoli e città trascurate!

Come assaporare quindi un po’ di vacanza nel periodo più bello dell’anno? Come approfittare dell’aria più mite e del sole carico di vitamina D, per rigenerarsi dalle piu lunghe giornate primaverili?

È possibile grazie al Balcone di casa!

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Il balcone o terrazzo, grande o piccolo che sia, può diventare il vostro piccolo Eden, grazie ad un piccolo accorgimento: farvi aiutare dalla natura!

Molte ricerche hanno dimostrato come stare a contatto con la natura sia antistress, rigenerante e curativo. I giardini e orti terapeutici sono una realtà e il nostro bisogno ancestrale della natura è ormai dimostrato su più campi, dalla biofilia alla biourbanistica;

Varie società hanno installato orti sui terrazzi degli uffici per permettere ai dipendenti di svagarsi e ricaricare le batterie!

Prendersi cura della natura poi, aiuta a rilassarsi e a concentrarsi meglio!

In questa vita in cui l’imperativo è ”stress’ non si può perdere l’occasione di inverdire quei fazzoletti d’aria che abbiamo!

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Come fare?

Intanto vi raccomando di affidarvi ad architetti professionisti perché nell’inserire piante sul balcone c’è bisogno di competenze di statica, di design, di storia dell’architettura (assolutamente in edifici storici) di illuminazione e insolazione, e non ultimo di piante!

Non c’è quindi vivaio o interior design che possa fare un progetto completo; un architetto si e vi può far risparmiare tempo e denaro!

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La natura sul balcone può fare davvero la differenza; può schermare dalle viste meno allettanti, può proteggere da sguardi indiscreti regalandoci la sensazione di stare davvero in una isola tropicale sperduta, può, proteggere l’abitazione dai raggi solari che in estate la infuocherebbero!

Non è importante la dimensione del vostro spazio aperto quanto piuttosto l’orientamento e la struttura portante; se esposto a nord o a sud avrà bisogno di essere schermato in maniera diversa e anche le piante stesse saranno scelte per far filtrare più o meno luce, ecc!

Un piccolo orto sul balcone, poi, può regalarvi cibo sempre fresco e a km 0, con davvero poca fatica, ma di questo nel parleremo in un altro post!

Il legno poi è il materiale del comfort per eccellenza e se si ha un pavimento vecchio o poco piacevole si può pensare di coprirlo con una soluzione galleggiante  in tavolati di legno da esterno; esistono ormai molte ditte che hanno realizzato prodotti dalla polvere di scarto della lavorazione del legno, resistenti e abbastanza economici!

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Le piante devono essere poi scelte in base alle loro esigenze di luce e di acqua, ma anche per l’effetto estetico che comporranno una volta messe insieme: essenziale evitare la monotonia di piante tutte uguali, come per gli essere umani, infatti, hanno bisogno di tanta compagnia, buona e varia! Si Si progettano le piante come per un bel vestito, componendo colori e forme che più si abbiano e si valorizzano!

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A seconda delle dimensioni poi si può osare con spazi dalle funzioni specifiche, o farsi aiutare da cuscini e  amache nel caso di dimensioni più contenute!

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L’imperativo è relax e la fonte di tutto è la natura e un buon architetto che vi aiuti a farli dialogare!

Quindi…cosa aspettate a preparare il vostro balcone per accogliervi al rientro dal vostro tram tram quotidiano?

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Buon weekend!

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