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Autunno…a tutto Colore (astenersi gray-addict)

Quest’anno, come mai prima, abbiamo bisogno di un Autunno a tutto Colore!

Se l’accorciarsi delle giornate e lo scemare del caldo (scemerà prima o poi, ve lo assicuro) accendono in noi, sempre più forte, il desiderio di ambienti caldi e rilassanti, che accolgono anche l’inevitabile stanchezza da cambio di stagione; è anche vero che quest’anno, in piena tensione da Covid e tristissimi fatti di cronaca, abbiamo bisogno dell’effetto benefico ed energizzante del colore.

E in particolar modo dei colori vivaci e pieni di significato dei tessuti africani.

Sarà per il legame più o meno profondo che si è creato con Willy e la sua Comunità tutta, sarà che i miei figli mi tirano per mano, ogni giorno di più, stagione che sia, verso lo spensierato mondo dei colori, ma per me quest’anno sarà a tutto colore e saranno colori e decori africani, per non dimenticare ma anche per prendere dalla loro infinita energia e positività, tutta la grinta di cui abbiamo bisogno.

Il colore infatti influenza fortemente il nostro stato d’animo. Ce lo raccontano ormai numerosi trattati in merito, che da un po di anni a questa parte, approfondiscono il tema.

Una delle mie ultime letture, che consiglio, è il libro molto fresco e immediato di Karen Haller, ‘Il piccolo libro del colore. Come i colori possono cambiarti la vita’; di cui sono venuta a conoscenza durante uno dei live dell’ artista e illustratrice Francesca Quatraro, nel suo gruppo facebook ‘Disegna con me’.

E ho scoperto, anzi confermato, che il colore davvero ti cambia la vita!

Ho capito perché al liceo ero una vera e propria nero dipendente, da neo mamma amavo solo i colori pastello e adesso, da vivace mamma e professionista, sono sempre più aperta ai colori e ai decori.

In autunno generalmente la natura ci consiglia e ci consola con i suoi colori più caldi e confortevoli, e così anche i tessili della mia casa e/o dei miei clienti, da luminosi e sgargianti, diventano pastosi e avvolgenti.

Quest’anno però è diverso….

Non riesco proprio a staccarmi dalla grinta del blu elettrico accostato al rosso aragosta, o al dorato senape, che sta bene un pò non tutto,.. bianco caldo, rosso corallo, verde bosco, verde salvia…

Insomma sembra che non riesca a staccarmi dalla potenza dell’Estate!

Perché succede questo? Perché il colore è nutrimento puro per la natura anima.

Sapete per esempio che il colore blu fa passare la fame? Perché non esiste al mondo cibo blu. Al contrario, il rosso, sprigionando tutta la nostra energia, ci smuove tutte le papille gustative.

Quest’anno ci aspetta con una infinità di sorprese, e purtroppo non necessariamente belle, quest’anno ci accoglie con l’ombra di ciò che è stato senza darci la certezza che non ritornerà.

Quest’anno abbiamo tutti la fifa addosso, ben nascosta sotto la mascherina.

Ma quest’anno è anche l’anno della resa dei conti, di mostrare che dopo tutto ce la facciamo, di essere comunque propositivi ed ottimisti.

Ed ecco che mi sono tornati in mente i miei figli e la loro voglia di cancellare tutte le parti bianche di casa ( e sono tante) per ricoprirle con tutti i colori dell’arcobaleno; e poi i sorrisi giganti delle popolazioni nere, sempre avvolti da gioiosi e sgargianti colori…e ho capito che era proprio quello di cui avevo bisogno; di cui tutti abbiamo bisogno.

L’african style ha preso piede in Italia da molto tempo. All’inizio solo arredi e sculture in legno e paglia, oggi possiamo acquistare vestiti, stoffe, arredi, … veramente ovunque.

Come dimenticare le collezioni a tema, limited edition, di Ikea o i tessuti ripresi anche dai più famosi stilisti italiani.

Ne troviamo davvero per tutti i gusti.

IL CONSIGLIO

Siamo pur sempre in autunno, quindi, tra le tante fantasie, scegliere quelle che contengono un pò di colori caldi come il rosso aragosta, o il giallo senape.

Evitare assolutamente colori fosforescenti, da riservare solo all’Estate.

Per un effetto super energizzante, accostare colori caldi e freddi tra di loro, in modo che uno sia preponderante rispetto all’altro e il secondo si ritrovi nei dettagli.

Anche la vostra casa ha bisogno di tanto colore?

Se lo riserviamo solo ai tessili, abbiamo modo di cambiarlo con facilità e realizzare sempre ambientazioni diverse e soprattutto in linea con il nostro mood del momento.

Articolo dedicato a Willy e alla sua ammirevole comunità Capoverdiana.

Ph. da Pinterest

E che la ripresa abbia inizio….

Buon rinizio a tutti…in sicurezza….e soprattutto

TANTA SERENITÀ

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Una Favola di Carnevale…

Questa Favola nasce da un gruppo di genitori che amano pazzamente i loro figli e da una maestra illuminata che ama i suoi alunni come figli.

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Questo gruppo, sensibile ai problemi ambientali, accoglie ben volentieri la proposta della maestra di vestire i bambini, per l’annuale sfilata scolastica di carnevale, da insetti utili all’ambiente!

Un messaggio per il mondo a tutelare chi ci tutela.

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Gli insettici sono guerrieri pericolosi: ‘dovrebbero’ proteggere le piante, ma uccidono anche tutti gli insetti, senza selezione, tra cui quelli buoni come le coccinelle, i bombi, le lucciole, le cavallette, ecc, che invece sono i primi veri e salutari difensori della natura!

“SIAMO VOSTRI AMICI, AIUTATECI!”

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Una scelta di sensibilizzazione forte, invitando a prendersi cura della natura, con prodotti naturali, come il bicarbonato, il sapone di marsiglia, … sufficienti a risolvere quasi tutti i problemi.

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La natura sopravvive da sempre in un circolo virtuoso. Interromperlo può diventare pericoloso!

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Quindi “aiutateci ad aiutare”, urlano a gran voce bimbi e famiglie;

“Aiutateci ad aiutare gli insetti buoni, i guerrieri silenziosi, che hanno reso la natura bella e rigogliosa, fino ad oggi”

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L’impegno era così sentito che non solo si è scelto il tema della maschera ma anche di non consumare per realizzarla.

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Quindi via al riuso: Reinventando gonne e calze come ali di farfalla, maglioni, pantaloni e vestiti verdi, come steli dei fiori giganti, carta e tulle di riuso, foulard, cappelli, spago, …e tanta tanta fantasia, si sono realizzati vestiti a costo e a rifiuto quasi zero!

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I coriandoli e alcuni decori, con foglie secche di alloro, conservate dalla potatura.

A Carnevale ci si può divertire e svagare rispettando e accudendo il mondo che ci circonda!

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La favola di carnevale non ha salvato solo il mondo e i piccoli insetti, ma anche il cuore di tante mamme e papà, che si sono buttati  a capofitto e senza remore, nell’impresa di costruire i costumi e quindi un messaggio, nella maniera più sostenibile possibile, mettendo ognuno del proprio e dimostrando che la collaborazione è la strada migliore per il successo!

Questa favola continua…

Intanto godetevi il tutorial a cui ci siamo ispirati per realizzare i fiori con le tovaglie di carta e la carta crespa:

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Questa storia… è dedicata

A tutti i genitori della II A della Scuola Giovanni Paolo II

Alla Maestra Luciana, maestra illuminata della scuola primaria e insegnante di vita

 

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Ph. di Francesca Ianni arch.

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Ieri ho smontato l’Albero…delle riflessioni!

Ieri ho smontato l’Albero…

No, non quello di casa… È ancora lì, con tutti i suoi addobbi! Quello lo toglierò insieme ai bimbi e a mia mamma, e alla loro infinita energia..

Ieri ho smontato l’Albero delle Riflessioni,

L’Albero delle Riflessioni sul Natale,

L’Albero realizzato insieme alla mia amica e collega Elisa per le luminari di Cori!

Ed una riflessione mi è arrivata subito, mentre, togliendo pezzo a pezzo, per riportarli tutti a casa, ripensavo ai momenti della sua composizione; …

“Signorí, so state fatte un po’ di critiche! Tutto sto nero!!!!”

Così genuinamente e con il sorriso, mi ha colto, un signore dai capelli bianchi e il fisico ben piazzato!

Caspita…che riflessione!!! Questa è la riflessione che abbiamo ispirato?

Il tema delle luminarie di Cori era sul riuso!

Abbiamo deciso quindi di realizzare una riproposizione dell’albero di Natale utilizzando materiali naturali e collant!

Un Albero che, per sua stessa natura e composizione, “Accendesse riflessioni sul Natale”, essendo anche una luminaria!

I collant spesso usati sono neri o color  carne e così anche la natura invernale…

I colori giusti per invitare all’introspezione, al silenzio, anche visivo, e all’ascolto della parte più interiore di noi stessi!

Illuminare quindi la parte più spirituale di questa festa santa, il suo significato più profondo, e l’unico modo era entrare nel buio della nostra anima, dove il nero può essere illuminato dalla presa di coscienza.

Banditi quindi i colori e il chiasso dei loro contrasti, così come sono stati banditi tutti gli sprechi e gli eccessi di tutta la parte più consumistica di questa festa, la parte che gli è stata costruita intorno, da abili commercianti d’anime.

Vi siete mai chiesti il significato dell’Albero di Natale? E degli addobbi? Che significato ha riempirsi casa di decori di plastica? A ricordarci che anche la nostra anima lo è un po’?

L’albero è simbolo di vita…la plastica no!

E l’albero di plastica cosa simboleggia?

Vi siete mai chiesti il significato di riempirci di cibo e oggetti, a Natale?

Ecco un po’ di foto del work in progress…

L’albero-luminaria è stato realizzato con:

– rami da potatura di alberi di prugno ornamentale (di piazza Gaucci a Colleferro…lasciati abbandonati sul prato)

– collant di riuso

– noci e nocciole scadute

– fili di luci da esterno ikea di riuso

– elementi di arredo di riuso (specchio, e due teli arredo)

– pallet per tenere incastrati i rami

 

Prima di iniziare con le foto però un infinito grazie a Carla Marafini e Anna Rita Del Ferraro, che hanno organizzato questo grande evento a Cori il 13 e 14 Dicembre 2019 e ci hanno permesso di partecipare. Complimenti!

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Ph. di Francesca Ianni arch. ed Elisa Fiorini Pdh

“Ridi ridi, che a me viene da star male! Testa o croce non esiste se decide il cuore!” (Testa o croce – Modà)

 

 

 

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Troppe chiacchere in architettura: il verde davvero sostenibile!

All’Università un professore ci spiegò un giorno: “le tavole di un architetto non dovrebbero mai avere testi perché dobbiamo essere bravi a comunicare anche solo con le immagini”

L’architettura infatti ha poco a che fare con le chiacchere e molto con i fatti e se è vero che della cultura non bisogna mai averne abbastanza è anche vero che l’architettura è cultura che si fa materia, che si fa funzione, che è custode di sentimenti e sensazioni!

Succede poi che a forza di parlare ci si scordi del fare e si finisce per interpretare le parole ognuno a modo suo, col rischio di incorrere in errori irrimediabili!

Questo è quello che sta avvenendo per l’architettura sostenibile, o green, o verde, o come preferite definirla!

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Dolce e Gabbana, 2014-2015

Non c’è progetto che non si vanti di essere sostenibile, verde, ma poi nella sostanza sono pochi gli esempi meritevoli di questo titolo e poche quindi le occasioni da cui imparare!

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Birgit Kos by Mario Testino for Vouge US August 2017

Difficile infatti spiegare a parole le diverse sensazioni che si provano a stare in uno scantinato o sopra una collina! Lo sappiamo tutti cosa si prova eppure se dovessimo raccontarlo a qualcuno che non lo ha mai vissuto dovremmo appellarci a sinonimi, improvvisare stati d’animo, fare esempi che si avvicinano, ma non sarebbe mai come sperimentarlo dal vivo!

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Succede così che a forza di raccontare che basta un po’ di verde per cambiare le sorti di un edificio o di una città, ci ritroviamo invasi da improbabili pareti verdi, che durano il tempo della fiera, piante e fiori che sbucano dal pavimento pur non avendo le giuste condizioni per fiorire, …grattacieli di cemento appellati come “biofilici” solo perché nel progetto sono stati inseriti tanti begli alberi, che sopravviveranno solo a patto di una INsostenibile e continua manutenzione!

49d2fddb96b4d17e7df865036f9a078cPer godere degli effetti benefici della natura, bisogna viverla, starci a stretto contatto, ma  con quella vera, quella che affonda le radici nella terra e da essa si nutre!

Non c’è wallpaper a tema o lampada-vaso che tenga che possano uguagliare la vista di un bel viale alberato o una passeggiata in un parco; non c’è vasca o piscina che regalino i benefici di un bagno nel mare d’agosto!

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Ho invoca l’aiuto del mondo della moda, e delle sue capacità di comunicazione, per  farvi capire, immedesimandovi nelle modelle, la differenza tra lo stare a contatto con la natura e illudersi di farlo!

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Queste immagini, quasi al limite della realtà, rendono bene la sensazione fresca e selvaggia della foresta, del bosco o di un folto giardino!

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Vouge Brazil, May 2017, Josephine Scrivere by Giampaolo Sgura

Scorrendo oltre potete invece vedere esempi in cui la natura c’è, ma sotto forma di rappresentazione o ispirazione e anche se i colori e le forme sono molto simili, l’ambiente, e di conseguenza le sensazioni, cambiano completamente!

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Vogue China August 2016 Vanessa Moody by Camilla Akrans

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Foto di Annie Leibovitz

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Alessandro Michele per Gucci

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Gucci, Spring 2016

 

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Gucci, Spring 2016

 

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Vouge Germano, october 2013, Codie Young by Giampaolo Sgura

Tutto è più statico, rigido e monotono!

Mancano le sfumature e l’imprevedibilità, l’aria umida e sana, ..manca la vita!

Non c’è la facciamo ad essere più bravi della natura, inutile intestardirsi! E allo stesso tempo non ne possiamo fare a meno, è un bisogno primario e ancestrale!

Quindi non fatevi intontare da chiacchere senza sostanza e fate di tutto per tutelare la natura, quella vera!

Non pavimentate un giardino solo perché il prato sporca e ha bisogno di manutenzione; non rinunciate ad un balcone o terrazzo pieno di verde, non accette che vengano abbattuti alberi senza poi piantarne di nuovi e a quantità!

Le sorti della città sono in mano a ogni singolo cittadino!

Ph. da Pinterest