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Rosso… Architettura

Sono sempre rimasta affascinata dal Rosso Valentino!

D’altronde Valentino e il SUO ROSSO, è da sempre una icona!

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Questo magico giorno un cui si festeggia l’AMORE mi ha riportato alla mente una questione troppo spesso sorvolata con un “ma no, è troppo!”

Eh sì, perché se un vestito ‘Rosso Valentino’, è un sogno, un po’ per tutte le donne, architetto o meno,…uno spazio ‘Rosso SAN VALENTINO’ inizia a diventare un po’ più azzardato!

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La stessa sfilata di Valentino all’ara pacia mostra il forte contrasto tra questo famoso colore e la classicità, da sempre simbolo di perfezione!

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Un po’ di anni fa, ancora non avevo iniziato a studiare Architettura, (quindi…almeno più di 15 anni fa) il rosso è entrato prepotentemente nelle case di tutti: cucine, divano, intere pareti, armadi… C’è stato un vero ‘red addict’!

Tutto questo eccesso mi aveva fatto davvero creare una certa antipatia per il rosso in architettura! Il rosso infatti è un colore molto energetico, e se è vero che aiuta la convivialità, è anche fin troppo eccitante, mentre io ho sempre sognato una architettura confortevole, rilassante,…mai come in questa era ne abbiamo bisogno!

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E allora ho preso l’occasione, ispirata da tutto questo Rosso SAN VALENTINO, per riprendere in mano il colore rosso e vedere come e quando è possibile usarlo in architettura!

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Nei centri storici, nelle piccole case di campagna, soprattutto fuori dall’Italia, di esempi di edifici Total Red ce ne sono tanti…molto più di quello che immaginavo!

Se confinato al colore di una porta, di una casetta di campagna, è davvero molto dolce e affascinante. Diverso è il caso in cui è astato usato per ricoprire interi edifici moderni, dove risulta veramente eccessivo e stanca presto!

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Le vernici scrostate mostrano come nel tempo anche il colore rosso ha avuto la sua importanza.

È un colore deciso, che colpisce ma che stanca presto! Può essere usato per i dettagli, per dei vezzosi decori,…e, preferibilmente di uno tono spento, che lo rende più simile al rosso terra di Siena piuttosto che il rosso brillante!

Gli interni era la parte che mi preoccupava di più, ancora scottata da quel periodo in cui ho visto ogni ambiente ricoprirsi di questo Rosso eccessivo, lucido e ingombrante!

Oggi giorno è bastato, tristemente soppiantato dal grigio. Il grigio ormai è un po’ in tutte le case nuove. Anche questo è un colore che verrà presto soppiantato perché davvero TROPPO triste e poco confortevole!

Ma d’altronde dopo tutto quel rosso, eccessivo, ci voleva un forte ‘turn round’!!!

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Ho scoperto con piacere che il rosso, negli interni, si può utilizzare con OTTIMI RISULTATI!

Già in antichità è stato utilizzato con grande sapienza espressiva in ritratti ma anche negli interni!

Il segreto sta nel dosare la giusta tonalità e i dettagli dove metterlo.

Non è mai un totale Red, soprattutto quando si usa il rosso ciliegia!

Il massimo del comfort si ottiene con un tono su tono con il rosa carne, o con il colore oro.

Difficile gestirlo invece con colori contrastanti come il bianco o il blu, che lo rendono troppo ‘presente’ e poco elegante. E alla lunga, stanca presto!

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E il vostro rosso… com’è?!

BUON SAN VALENTINO a Tutti! ❤️

Ph. da Pinterest

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Ieri ho smontato l’Albero…delle riflessioni!

Ieri ho smontato l’Albero…

No, non quello di casa… È ancora lì, con tutti i suoi addobbi! Quello lo toglierò insieme ai bimbi e a mia mamma, e alla loro infinita energia..

Ieri ho smontato l’Albero delle Riflessioni,

L’Albero delle Riflessioni sul Natale,

L’Albero realizzato insieme alla mia amica e collega Elisa per le luminari di Cori!

Ed una riflessione mi è arrivata subito, mentre, togliendo pezzo a pezzo, per riportarli tutti a casa, ripensavo ai momenti della sua composizione; …

“Signorí, so state fatte un po’ di critiche! Tutto sto nero!!!!”

Così genuinamente e con il sorriso, mi ha colto, un signore dai capelli bianchi e il fisico ben piazzato!

Caspita…che riflessione!!! Questa è la riflessione che abbiamo ispirato?

Il tema delle luminarie di Cori era sul riuso!

Abbiamo deciso quindi di realizzare una riproposizione dell’albero di Natale utilizzando materiali naturali e collant!

Un Albero che, per sua stessa natura e composizione, “Accendesse riflessioni sul Natale”, essendo anche una luminaria!

I collant spesso usati sono neri o color  carne e così anche la natura invernale…

I colori giusti per invitare all’introspezione, al silenzio, anche visivo, e all’ascolto della parte più interiore di noi stessi!

Illuminare quindi la parte più spirituale di questa festa santa, il suo significato più profondo, e l’unico modo era entrare nel buio della nostra anima, dove il nero può essere illuminato dalla presa di coscienza.

Banditi quindi i colori e il chiasso dei loro contrasti, così come sono stati banditi tutti gli sprechi e gli eccessi di tutta la parte più consumistica di questa festa, la parte che gli è stata costruita intorno, da abili commercianti d’anime.

Vi siete mai chiesti il significato dell’Albero di Natale? E degli addobbi? Che significato ha riempirsi casa di decori di plastica? A ricordarci che anche la nostra anima lo è un po’?

L’albero è simbolo di vita…la plastica no!

E l’albero di plastica cosa simboleggia?

Vi siete mai chiesti il significato di riempirci di cibo e oggetti, a Natale?

Ecco un po’ di foto del work in progress…

L’albero-luminaria è stato realizzato con:

– rami da potatura di alberi di prugno ornamentale (di piazza Gaucci a Colleferro…lasciati abbandonati sul prato)

– collant di riuso

– noci e nocciole scadute

– fili di luci da esterno ikea di riuso

– elementi di arredo di riuso (specchio, e due teli arredo)

– pallet per tenere incastrati i rami

 

Prima di iniziare con le foto però un infinito grazie a Carla Marafini e Anna Rita Del Ferraro, che hanno organizzato questo grande evento a Cori il 13 e 14 Dicembre 2019 e ci hanno permesso di partecipare. Complimenti!

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Ph. di Francesca Ianni arch. ed Elisa Fiorini Pdh

“Ridi ridi, che a me viene da star male! Testa o croce non esiste se decide il cuore!” (Testa o croce – Modà)

 

 

 

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Perché decorare la casa a Natale!? (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 21/12/2019)

Natale…tempo di sogni e speranze, di buoni propositi e gigantesche e irraggiungibili aspettative!

A Natale dovremmo essere tutti più buoni ma non tutti, a Natale, possono permettersi di essere spensierati e sereni, …ed è per tutti loro che ho deciso di silenziare il calendario dell’avvento per una settimana e più…per prendere del tempo per riflettere sul vero significato di tutto questo e cercare di regalare a tutti, ma proprio tutti, la magia del Natale!

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Per fare questo bisogna andare alle origini… Alle origini di tutto!

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Quelle che conosciamo bene, si, ma che ci sfuggono, proprio nel periodo più magico dell’anno…presi dalla frenesia di eventi e regali!

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Sapete che fino al 1800 il Natale quasi non si festeggiava e la gente lavorava come fosse un giorno qualsiasi?. E l’usanza dell’albero di Natale si è sviluppata solo nel dopoguerra!

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Cosa ha a che fare, quindi, tutto questo consumismo con il Natale? Addobbi, luci, statuine, e chi più ne ha e più ne metta!

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L’Abete, in quanto simbolo, ha radici lontanissime, dato che per il fatto di essere robusto e sempreverde è stato da subito associato alla vita eterna.

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Addobbare gli alberi, cosa che anticamente veniva fatta con frutta di stagione, soprattutto mele, aveva la finalità di evocare il paradiso di Adamo ed Eva e l’abbondanza che la primavera avrebbe regalato di li a poco!

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La scelta di riempire l’albero, sintetico, per giunta, di una infinità di oggetti di plastica è davvero recente…ed è una scelta che ha perso ogni contatto con le origini del Natale!

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Ogni anno i negozi si riempiono, sempre prima, di una infinità di addobbi preconfezionati, di plastica (poco sostenibile) e ci costringono a fare a gara a chi ha l’albero più abbondante e vistoso! Facebook ne è la prova con la sfilata di foto che si fa sempre più copiosa e non fa altro che alimentare il consumismo che c’è dietro!

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Andare alle origini significa capire il perché di ogni gesto e farlo con piena consapevolezza!

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Da architetto non posso non parlare del Natale e dei suoi addobbi, come resistergli!?

Ma da architetto coscienzioso ho scelto di parlare di addobbi sostenibili!

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Perché se i decori, a Natale, devono accompagnare la gioia e l’entusiasmo di questa festa religiosa e devono evocare vita e grazia, di sicuro non possono essere acquistati al volo in un supermercato e soprattutto non possono ulteriormente alimentare il business del  consumismo e del rifiuto sconsiderato.

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E ci si divide tra chi persino odia decorare casa per le feste perché lo sente più come un dovere e chi si fa in quattro per trovare gli addobbi sempre più nuovi e sorprendenti!

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La giusta via, come sempre, sta nel mezzo:

Gli addobbi, in quanto simbolo di gioia e di festa, sono sacrosanti. In antichità, addobbare le case, spesso povere ed umili, significava portare all’esterno la gioia che si provava dentro. Ma gli addobbi non erano certo acquistati, ma bensì venivano realizzati a mano utilizzando quello che la natura offriva: rami, bacche, frutta di stagione. Ci si dedicava con molto entusiasmo, andando prima a raccogliere il materiale in mezzo alla natura, spesso assai vicina a casa, e poi liberando la fantasia. Tutta la famiglia partecipava, maschi e femmina,  dai più grandi ai più piccoli!

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Acquistare in tutta fretta addobbi preconfezionati, peggio ancora, in materiali artificiali, e riversarli in casa, senza viverli, senza dedicarvici, non alimenta lo spirito natalizio ma solo la superficie utile per raccogliere la polvere!

Ed ecco che arriva la fine delle feste e liberarsi dei decori è quasi un piacere!

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La verità è che, se gli addobbi fossero fatti in casa, diventerebbero ricordi preziosi da tramandare da generazione in generazione; se fossero fatti di natura ritornerebbero come concime alla terra

Se fossero fatti con il riuso di ciò che abbiamo in casa, sarebbero più piacevoli, vissuti ed originali.

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Avete mai pensato che una sciarpa che non usate più o che usate solo in estate può diventare una calda ghirlanda?

Vestiti inutilizzati, maglioni fuori moda, calze e calzini bucati,..ma anche riviste, …tutto può diventare un incantevole decoro, o una confezione regalo, basta solo un po’ di fantasia e spirito natalizio!

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Ph. da Pinterest

 

 

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Natale …con i bambini! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 08/12/2019)

Per coinvolgere i bimbi negli addobbi Natalizi….evitando isterismi tipo “Nooo quello non lo toccare”,… “No no, quello lo posso fare solo io!!”… ecc, bisogna accettare di lavorare con materiali che siano adatti alla loro età!

Ricordo ancora Alessandro, il mio primogenito, al suo primo Natale! Buttava giù l’albero un giorno si e l’altro pure, distruggendo ad una ad una tutte le palline di vetro di Ikea che avevo appeso! 😥

Colpa dei bimbi o colpa nostra?

‘La seconda che hai detto’ 😁

A quei tempi Ale non aveva neanche 1 anni,…la sorellina, dopo di lui, è stata meno irruenta ma anche io più cauta!

Quando si hanno dei bimbi per casa tutto si adatta ai loro ritmi e alle loro necessita e se vogliamo goderci il momento insieme a loro dobbiamo assolutamente prendere coscienza di questo e, dopo aver fatto un profondo respiro, tuffarci velocemente indietro nel tempo, quando piccoli scolari, avevamo un rapporto quotidiano con carta e cartoncino, pastelli e forbicette!

Tutti materiali che i bambini possono maneggiare con facilità, divertendosi,non devono essere tossici e tanto meno inquinanti e che si possano riciclare con facilità. Bisognerà evitare colle chimiche e prediligere quelle naturali fatte in casa!

Tra i materiali consigliati, c’è la carta, magari di riciclo da riviste e giornali, che ai può piegare a formare origami; lavoretti/formine in pasta di sale, foglie e rametti da unire insieme con spago o lana!

Per info su come fare la colla fatta in casa, non tossica, perché si sa che i bimbi senza colla non vivono, potete seguire i consigli al seguente sito web:

https://www.ambientebio.it/alimentazione-biologica/colle-naturali-atossiche-fai-da-te/

E se avete trovato un po’ di tempo per decorare con i vostri bimbi, condividete con noi i vostri lavoretti! Li pubblicheremo, se avete piacere, nei prossimi post!

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All I want for Christmas is… Sparkle! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 06/12/2019)

Tutto quello che vorrei per Natale è Brillare!!!

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Brillare dentro e fuori!!! Chi non lo vorrebbe?

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Essere radiosi, splendenti, come le vetrine dei negozi in questi giorni, come i più belli addobbi delle riviste patinate, come le pubblicità in televisione, ecc…

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Tutto sembra brillare meno che noi, che pur trovandoci nel bel mezzo dell’Avvento, non riusciamo a liberarci dei soliti impegni, dei doveri quotidiani, della routine!!!

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Si… perché mentre lo spirito entra subito nel vivo, la vita rimane quella di sempre…e subito ci assale la malinconia, il senso di impotenza e ci buttiamo sui soliti acquisti veloci, per riempire quel vuoto, per riempire la casa, di un senso che non ha niente a che fare con la materialità!

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I 24 giorni che precedono il Natale purtroppo non sono liberi dagli impegni quotidiani, la vita di oggi non ce lo permette; il lavoro, la scuola, gli impegni di ogni genere.

Come fare allora?

C’è chi rinuncia a fare l’albero, chi minaccia di ridurre drasticamente i regali…io invece ho sempre pensato che Natale sia tutta un’altra storia!

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C’è un modo per vivere l’Avvento con serenità pur non stravolgendo le nostre vite e la soluzione è inserirlo a punta di piedi con semplicità tra le attività quotidiane e i doveri di tutti i giorni!

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1.  Iniziamo, per esempio, scegliendo di decorare casa in compagnia di amici e parenti, facendolo diventare un evento, un’occasione per stare insieme. Non sarà solo un dovere ma una buona occasione per condividere dei momenti con le persone care. Ogni giorno la nostra casa ci ricorderà della bella giornata trascorsa.

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2. Realizziamo dei decori fatti in casa, coinvolgendo i figli, il partner, e tutti quelli che hanno piacere o competenze per collaborare. Approfittiamo ogni anno per imparare qualcosa di nuovo. Un anno proviamo a fare i decori in pasta di sale, un altro anno di lana, di stoffa, ecc… L’importante che siano sempre materiali sostenibili e non inquinanti e in questo i migliori sono quelli naturali.

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3. Se il tempo da dedicare ai cari è poco, approfittiamo per passare del tempo insieme facendo dolci, sperimentando ricette Natalizie, scrivendo dediche a chi vogliamo bene.

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4. Se il tempo che avete poi è davvero pochissimo, accontentatevi anche di quel poco e fatene tesoro. Progettando bene il da farsi potrete comunque comporre tante belle cose per decorare la casa, magari più semplici, ma di grande effetto comunque. Non disperate perché tutto è possibile!

Si perde più tempo a girare per negozi in cerca di addobbi e regali…

È molto più piacevole e gratificante passare del tempo a costruire un regalo o ad inventarsi un addobbo piuttosto che tuffarsi nel traffico e nel caos dei negozi in questo periodo.

Riscopriamo la lentezza della preparazione …la calma della semplicità… Il piacere del fatto in casa, con amore!

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Nei prossimi post cercherò di farvi vedere cosa si può fare, anche solo con quello che abbiamo in casa, …prendendo un po’ anche spunto dall’infinito mondo del web!

 

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Un tuffo nel Natale del passato per migliorare quello futuro! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 04/12/2019)

Quando mia mamma era piccola mio nonno era solito a Natale tagliare un piccolo abete nel bosco e poi caricarselo a spalla fino al paese e quindi a casa.

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La tradizione è rimasta intatta per anni, tant’è che quando a Natale andavamo da Nonno e zia, trovavo sempre questo strano albero ‘pizzicoso’ e mi chiedevo come facessero ad addobbarlo se faceva così male!

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Che darei oggi per poter avere a casa un albero pizzicoso come quello…e di sicuro, se trovo il luogo dove ripiantarlo, sostituirò quello in plastica con uno vero!

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Ho sempre trovato l’albero già al suo posto e tutto addobbato; cosa ne potevo sapere di tutto il lavoro che c’era dietro!

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Oggi ripenso a mio nonno come un Babbo Natale che per la gioia dei suoi figli prima e dei suoi nipoti poi si caricava di tutta quella fatica, per un solo fine: donare felicità!

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Ogni epoca ha cercato di donarla a modo suo! Per mia mamma non esistevano i regali di Natale, qualcosina di gustoso lo portava la Befana; mio papà riceveva anche giochi, ma sempre dalla Befana!

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Parliamo solo di una cinquantina di anni fa eppure era l’epoca in cui non esisteva la spazzatura, il cibo di avanzo si portava agli animali o serviva a concimare la terra, tutto, ma proprio tutto si riutilizzava!

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A distanza di anni, cresciuta tra negozi sempre pieni di orpelli di ogni tipo per rimpizzare le case Natalizie, e con un Babbo Natale sempre molto generoso, cerco di capire come sia avvenuto questo salto!

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Cosa è successo, per farci passare da un Natale umile e pieno di senso a un Natale frenetico e consumistico, alla fine…senza senso?

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La mia cara amica architetto, Francesca Romana, di MBR Studio, scrive spesso nel suo sito http://www.casaminimalista.it quanto si viva meglio se ci si alleggerisce dai troppi oggetti inutili!

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Pensando a lei ,questi giorni,osservavo gli infiniti sovrammobili natalizi in vendita nei negozi; pensavo a quante persone andranno in regalo come “pensierino”, e quanti li compreranno presi da stimolo di tenerezza per poi doverli spostare, spolverare, riporre, riposizionare, ecc…

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Ma ci servono davvero? È Natale solo se abbiamo la casa addobbata?

E se quest’anno gli addobbi fossero naturali, e fatti a mano? Avrebbero un carico emotivo così forte che davvero darebbero un forte senso all’atmosfera Natalizia!

Addobbi utili, come crostatine, ciambelloni, messi in bella mostra dentro la vetrinetta e pronti ad essere gustati con i primi ospiti di passaggio!

Addobbi fatti con fogli e rami di potatura, con le bucce della frutta secca, ma anche alcune di quella fresca.

Addobbi in pasta di sale, di stoffa, …disegnati su di un foglio con tanta dedizione, magari dai più piccoli!

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La casa diventa così un vero regno dell’accoglienza, in pieno stile Natale!

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Preparare addobbi e dolci fatti in casa poi, regala momenti di rilassamento e riflessione che aiutano a godere a pieno della festa!

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Avete anche voi qualche addobbo fai da te? Magari di quelli antichi, fatti dai nonni o dai genitori quando erano piccoli? Quegli addobbi che ogni anno escono dalla scatola per evocare ricordi ed emozioni?

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La casa dei sogni…

…..esiste?

La casa ci rappresenta, parla di noi al mondo, riflette quello che siamo a scala più grande…

Ma è proprio vero?

Questo simulacro, tempio sacro della nostra persona, può essere messo in seria discussione quando inizia ad essere uno spazio condiviso!

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Se il vestito infatti è solo sopra di noi, la casa, è come un abito più grande, che ci protegge e ci rappresenta, ma che non indossiamo da soli!

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La nostra prima esperienza è la casa condivisa: con i genitori, i fratelli, con i nonni, ..! Da piccolissimi non subiamo le necessità altrui e tutt’al più le invadiamo!

Piano piano, crescendo impariamo a dare valore al nostro spazio privato, la famosa cameretta, che gestiamo a modo nostro, così tanto nostro che non capiamo perché i nostri genitori non la condividano! 😅

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Crescendo sentiamo sempre di più la necessità di mettere la nostra impronta agli spazi che abitiamo, scriviamo sui muri, sui mobili, li decoriamo con fogli e foglietti, li vogliamo fortemente nostri. Una creatività adolescenziale, estremamente spontanea, che non ritroveremo mai più!

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Il grande passo avviene quando ci si sente pronti a vivere da soli,…..il momento in cui sentiamo di poter tirare fuori tutto noi stessi e realizzare uno spazio a nostra completa immagine e somiglianza!

È un momento di grande energia, in cui ci impegniamo con serietà a fare gli interior design fai da te, visitiamo negozi di cui non conoscevamo neanche l’esistenza, ci riempiamo la testa di mille nuovi materiali, scegliamo, alla fine, convinti che il meglio sia nelle nostre mani!

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Ancora non siamo coscienti di quanto una casa sia uno spazio tutto meno che statico.

Una volta sistemata di tutto punto, soddisfatti del bel quadro realizzato, ci sediamo a rimirala! 🙂

Gli sposini fanno vedere la nuova casa a tutti i parenti, invitiamo gli amici più cari nella nostra dimora, diamo il meglio di noi nell’organizzazione di pranzi e pranzetti per i più svariati ospiti!

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Ma cosa succede quando la famiglia aumenta, la casa si riempie, la condivisione si riaccende?

Abbiamo perso l’ingenuità della fanciullezza, la flessibile fantasia adolescenziale, ci siamo irrigiditi su un’immagine che crediamo sia l’unica che dobbiamo al mondo su noi stessi!

e8d4e44f90f354a6f1b5c4ba4ee35d33Ecco che inizia la contesa sulla gestione dello spazio, chi ordinato, chi disordinato, chi preciso, chi distratto, chi frettoloso, chi meticoloso e pignolo, ecc….chi troppo piccolo per vivere lo spazio con consapevolezza ma bensì con strepitosa spontaneità!c918aca5c7474af68b83b44c392aacf3Ed è così, che se iniziamo a condividere la nostra casa, specchio di noi verso l’esterno, con dei piccolini, abbiamo finalmente l’opportunità di capirne la sua dinamicità; la stessa che abbiamo sperimentato da piccoli ma che abbiamo troppo presto dimenticato!

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Condividere la casa con i figli è una straordinaria opportunità per capire quanto sia un oggetto in continuo divenire, proprio come la nostra vita, la nostra crescita  personale e come famiglia!

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Il segreto per gestire l’apparente caos di cui si nutrono i nostri piccolino, è creare uno sfondo il più neutro e semplice possibile.

Una casa piena di gingilli, peggio se delicati, non è a misura di famiglia! I bambini giocano con tutto e toccheranno e manipoleranno, qualsiasi oggetto abbastanza leggero da poter essere sollevato da loro!

I bambini hanno bisogno di spazi liberi, dove poter mettere in pratica i più fantasiosi giochi; limitare quindi al necessario vasi e vasetti, alzatine e mobiletti un po’ ovunque.

Non abbiate paura se vogliono fare i cuochi proprio in cucina, se non si fanno problemi a spargere la loro fantasia su ogni superficie, se il divano non ospita con parsomonia solo cuscini in perfetto ordine, ma bambole e bamboline, costruzioni, e macchinine, libri, penne e briciole… Non nascondo che ogni sera mi tocca sgombrare il tutto e rimettere i cuscini in decoroso ordine!

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Se avete dei bambini in giro per casa, e volete che siano felici, non ostinatevi a lottare contro la loro voglia di invadere tutto e sperimentare ogni cosa. Ceste e cestini aiuteranno a gestire meglio le loro cose, a insegnargli le prime regole dell’ordine,…ma non bloccheranno il loro dinamismo, il loro bisogno di vivere gli spazi piuttosto che osservarli e basta!

Dobbiamo imparare quindi a realizzare spazi da vivere e non solo da guardare!

Per noi e per i nostri figli! ♥️

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La Natura: Compagnia gentile delle nostre giornate in città!

C’è una compagnia gentile che avvolge le nostre frenetiche giornate cittadine, con statica parsimonia ed ineguagliabile eleganza: la natura!

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Alberi e arbusti, foglie e fiori, frutti, bacche , terra, prato,…decorano la città di asfalto e cemento come orecchini e collane sul viso di una donna!

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Accarezza i vialetti, si spinge a volte fino all’asfalto,strade sulle carrabili, impavida; altre volte ricopre tutto, in grande fretta, prima che l’uomo arrivi a tranciare ogni cosa!

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Si erge alta e coraggiosa e si preoccupa come prima cosa di proteggere; ripara dal sole e dal vento e canta piacevoli melodie sotto l’azione della pioggia e dell’aria!

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Ma è in autunno che la nostra amica silenziosa dà il meglio di sé regalandoci emozioni per tutti i sensi!

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Le foglie quasi blu degli abeti diventano  brillanti, sotto l’effetto della rugiada; gli alberi caducifoglie, mostrano tutta la loro personalità, cambiando colore a seconda del tipo: rosse accese sono le foglie dell’acero, ma anche del cachi; gialle quelle del ginko biloba, screziate di vari colori quelle della quercia, ma anche di molti altri,…giallo oro quelle del noce americano, ecc .. (Grazie a Lori Bai che mi ha permesso di conoscerlo), ecc…

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Fanno parte delle nostre giornate, in maniera silenziosa, le illuminano senza chiedere niente in cambio, ma ci siamo mai chiesti quanto fanno per la nostra vita?

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Provate a guardare la vostra città e immaginare che spariscano tutte le piante, tutto il verde. Che le coperte di foglie che ora ricoprono prati e viottoli non ci siano mai state, che le cangianti trasformazioni del paesaggio urbano, al passare delle stagioni non siano mai esistite, che sia tutto asfalto e cemento…

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Il paesaggio che diamo per scontato non è così scontato:

C’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa” ….diceva Warren Buffet

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Allo stesso tempo la natura che ci circonda e che coccola il nostro spirito e le nostre emozioni, grazie alla sua sempre nuova bellezza, non è un oggetto che si può vendere o comprare, non si può far crescere in un battito di ciglia, non si può comandare…

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La natura è un progetto che cresce con noi, che fa parte della nostra vita per scelta, nostra e di chi prima di noi!

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Quando decidiamo di pavimentare per pigrizia, perché non abbiamo tempo di curare il prato; quando tagliamo un albero per fare spazio a nuova edificazione; quando diciamo “ma no, io ho il pollice nero”, ecc …rinneghiamo tutto quello che fa parte della nostra vita di tutti i giorni, silenziosamente! Rinneghiamo tutto ciò che ci rende felice, perché è lí e dà contorno! Un contorno così bello e naturale che sembra scontato, …ma senza il riconoscimento del suo valore da parte nostra è un contorno che viene messo a rischio ogni giorno!

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Alberi vengono capitozzati, ampi prati, cementificati, cespugli tagliati (per dare spazio, magari, a tavolinetti di attività commerciali all’aperto 😏), l’orto viene dimenticato, ecc..

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Tutto ciò che di bello abbiamo oggi ha impiegato decenni per crescere, per esserci; potremmo distruggerlo in un secondo se non prendiamo coscienza del suo valore!

La magia dell’autunno, che stiamo sperimentando in questi giorni, con le foglie che si accendono di mille colori per riscaldare le giornate più corte e più fredde, i prati rumorosi e scricchiolanti sotto le scarpe, la danza emozionate delle foglie che prendono il volo verso il basso e passandoci vicino si lanciano in una sfacciata carezza, potrebbe svanire per sempre sotto una coltre di seghe e ignoranza!

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Riscoprite il valore di questa compagnia gentile, e ricambiatela con gentilezza!

Oggi è la giornata mondiale della gentilezza, un’occasione in più per rifletterci sopra!

Cosa è la natura per voi? Quanta felicità porta nelle vostre vite? Cosa sarebbe una vita senza natura?

Avete mai pensato di fare un selfie con la vostra gentile amica? Potrebbe essere arrivato il momento!

C’è chi abbraccia gli alberi, chi sceglie di non raccogliere fiori per lasciarli lì per tutti, chi….

Tu cosa fai con e per la natura? Quanto valore ha nella tua vita?

(Questo articolo è dedicato a Sansone, cane gentile!)

Ph. Francesca Ianni architetto

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La magia del legno sotto la pioggia

Quando al parco di piazza Gauccia, a Colleferro, abbiamo deciso di inserire arredi in legno massello di castagno, progettati e realizzati in esclusiva per il parco, non potevamo immaginare quante emozioni ci avrebbero dato con il passare del tempo, grazie alla loro incredibile vitalità!

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Gli arredi da esterno sono mobili ‘immobili’, perché per evitare di subire furti o gravi danneggiamenti, devono essere ben saldati a terra; e così abbiamo fatto. Ogni panchina, ogni tavolo, ogni gioco, sono stati inseriti per decine di centimetri nel terreno e dal suo peso bloccate. Un abbondante strato di ghiaia tra legno e terra ha permesso il costante e preferibile drenaggio. Il castagno infatti è un legno che resiste molto bene all’umidità, ma assicurare un buon drenaggio evitando il ristagno d’acqua è un principio che si deve tenere sempre a mente in qualsiasi progetto, anche il più piccolo, il più umile.

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Il legno non ha subito alcun trattamento se non quello della pioggia e del vento, del sole e del freddo…

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Col tempo ha iniziato ad evolversi, con un fascino paragonabile solo alle foglie cangianti dell’autunno.

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Il sole lo ha reso caldo, morbido e luminoso, il vento lo ha levigato, la neve lo ha protetto, per un po’, poi lo ha lavato e rinfrescato! È stata la pioggia, però, la più benefica, perché unendosi con lui sono diventati una cosa sola, regalandogli la vita eterna che gli era stata tolta al momento del taglio.

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L’acqua lo ha modellato, lo ha pulito, lo ha levigato; l’ha pitturato, lo ha sfumato, l’ha reso unico in ogni suo punto.

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Ogni oggetto che subisce il passare del tempo si arricchisce di una storia, una storia che lo rende unico ed emozionante!

Gli arredi in materiale naturale più invecchiano e più diventano affascinanti, divenendo il teatro di amori e amicizie, di confronti e scontri.

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Gli arredi cittadini, le piazze, i parchi, sono tutto meno che immobili. Fremono sotto l’azione della vita che gli gira intorno, l’accolgono e la facilitano, o almeno ci provano.

E così, anche gli arredi di piazza Gaucci sono diventati presto l’occasione per molti giovani o meno giovani di ritrovarsi intorno ad un tavolo, per fare merenda, per parlare, per una pausa pranzo come si deve; la panchina delle casette, nata come panchina/gioco per i bimbi, oltre che seduta per gli adulti, con lo sfondo di un paesaggio di casette, dove giocare e inventare storie su un paeselli fantastici, è oggi anche un continuo e piacevole affaccio privilegiato su tutto il parco; e ancora, la tenda degli indiani, le arrampicate in legno, i tronchi per l’equilibrio, a volte originali sedute per gruppi di adolescenti, a volte, impervie montagne per bimbi piccolissimi, altre volte ancora, adeguati supporti ginnici, ecc..

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Lavorare per gli spazi pubblici è una emozione senza fine, perché significa lavorare con la vita. Presto l’uomo ha messo la sua impronta sul legno che abbiamo ‘piantato’, ha iniziato a relazionarcisi, ad apprezzare il suo calore e la sua costante morbidezza. La relazione più vitale, tra due esseri in continua evoluzione che si stimolano e si influenzano a vicenda!

L’esperienza più bella, è progettare con materiali sempre vivi!

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Ph. di Francesca Ianni architetto

Per il progetto di piazza Gaucci ringrazio Elisa Fiorini, mia amica e collega che ha collaborato al progetto, Nando Bianchi che, in quanto capo del Comitato di Quartiere ci ha permesso di realizzarlo e la ditta di Gianluca Savo che ci ha sopportato ed assecondato nella nostra personale ricerca.

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Dal fallimento di un Architetto al Successo di una MammArchitetto!

“Prego, prego! Scusa il disordine….” parole a cui  seguono una infinità di scuse quando qualcuno entra nella nostra abitazione; perchè la nostra casa non ci rappresenta mai abbastanza, agli occhi degli altri!

La casa perfetta, la casa vetrina, è parte di una cultura tutta italiana!

Mia mamma dice sempre che far trovare una casa ordinata e a posto è segno di rispetto verso l’ospite!

Ma quanto ci pesa questa casa sempre ordinata!?

È davvero questo una casa? Una vetrina?

E cosa succede quando questa vetrina ospita  due persone e più ? Quando inizia a popolarsi di bambini, di nipotini, …?

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Accade che anche un architetto può trovarsi impreparato! Perché la vetrina spesso è il luogo dove non si fanno mai avvicinare i bambini, è il luogo dove con le loro manine lasciano le impronte, dove con un attimo sanno fare crollare manichini e tendoni!

Ed è così che la casa, come immagine di noi stessi verso l’esterno, diventa l’incubo di qualsiasi genitore, intento a destreggiarsi tra la sua volontà e la libera sperimentazione dei più piccoli, ma anche l’incubo tra chi, condividendo gli spazi, li usa a modo proprio, invadendo i desideri dell’altro!

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Ricordo bene quando ero piccola e condividevo la camera con i miei fratelli e la gioia, quando cambiando casa, ho avuto la cameretta tutta per me, sempre perfetta, sempre ordinata,..ma a lungo andare anche sempre vuota!

Condividere gli spazi è una scelta non di immagine ma di piacere!

Condividere gli spazi significa anche condividere le esigenze: scegliersi, rispettarsi, liberarsi a vicenda!

Ed è così che se un Architetto può concepire una casa come una semplice immagine, una MammArchitetto deve fare i conti con l’infinita energia creativa dei bambini… esperienza stupenda, che costringe a mettersi in discussione, a concepire gli ambienti non più come immagini di bellezza, ma come luoghi del vivere, spazi come contenitori di vita, di esperienza! Ed è così che la casa da immagine di se stesso verso l’esterno, diventa contenitore della vita all’interno della famiglia! Un contenitore che deve innanzitutto far stare bene chi lo vive! Gli spazi quindi vengono gestiti in base alla funzione che andranno a soddisfare, in base alle persone che li andranno ad abitare!

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La comodità è l’imperativo di ogni ambiente; qualsiasi cosa troppo macchinosa alla fine viene abbandonata: le chiavi vengono lanciate sul primo comò disponibile, il cappotto su una sedia o un divano e così anche la borsa. Il tutto se non si crea uno spazio comodo, vicino all’ingresso, ad accogliere tutto questo. E vale ancora di più per i bambini ! Un attaccapanni vicino all’ingresso, altezza bambini, gli permetterà di imparare presto questo rito senza dover andare a cercare scarpe e cappotti in giro per casa al momento dell’uscita!

I bambini si divertono ad aiutare a riordinare, ma più sono piccoli e meno sono selettivi. Da piccolissimi delle grandi ceste in soggiorno gli permetteranno di giocare vicino agli altri membri della famiglia e di imparare a mettere tutto a posto con facilità! Da più grandi, dividendo i giochi per categorie, ma sempre in cestoni, potranno scegliere e selezionare e imparare a mettere a posto con più attenzione. Non si potrà mai pretendere che mettano le Barbie esposte come in una vetrina o che smontino tutte le costruzioni per rimetterle a posto, però possiamo innamorarci del loro modo personale di posizionare le cose, del loro modo di decorare lo spazio, della vita che ci mettono dentro! Ed ecco che un progetto diventa di colpo incredibilmente vivo ed il controllo sempre più effimero!

E fu così che un architetto diventato mamma,  si  trasformò in MammArchitetto, grazie alla consulenza e all’ispirazione costante che viene dai suoi figli!

Da una mamma per tutte le mamme! 💖

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