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I Cangianti ….Colori Pastello!

I colori pastello fanno subito primavera, ….ma non solo!

I colori pastello vengono associati ai bambini appena nati, alle camerette dei più piccolini, alle prime luci calde di marzo e aprile.

Pastello sono i decori Pasquali, le bomboniere del battesimo, i dolci più zuccherosi delle fiere.

Dopo tutto il colore pastello da una sensazione di rilassamento e spensieratezza ed è utile per i genitori con figli molto piccoli perché aiuta a rilassarli in un momento molto intenso della loro vita. I dolci celeste e rosa, ma anche verde, violetto, non sono per i bimbi piccoli, che per molti mesi dalla nascita non distinguono che pochi colori, ma per i loro genitori e per sostenere il loro stato d’animo.

Lo sapevate?

Ma i colori pastello, molto luminosi se associati al bianco o al nero, associati a colori scuri e polverosi, o forti e fosforescenti, riescono a regalare atmosfere inaspettate, riuscendo a diventare i compagni ideali per decorare tutti i momenti e gli eventi dell’anno!

Provare per credere…

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Tanti esempi da cui prendere ispirazione!

E voi…avete delle colori pastello in casa! Dove?

 

 

 

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Rosso… Architettura

Sono sempre rimasta affascinata dal Rosso Valentino!

D’altronde Valentino e il SUO ROSSO, è da sempre una icona!

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Questo magico giorno un cui si festeggia l’AMORE mi ha riportato alla mente una questione troppo spesso sorvolata con un “ma no, è troppo!”

Eh sì, perché se un vestito ‘Rosso Valentino’, è un sogno, un po’ per tutte le donne, architetto o meno,…uno spazio ‘Rosso SAN VALENTINO’ inizia a diventare un po’ più azzardato!

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La stessa sfilata di Valentino all’ara pacia mostra il forte contrasto tra questo famoso colore e la classicità, da sempre simbolo di perfezione!

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Un po’ di anni fa, ancora non avevo iniziato a studiare Architettura, (quindi…almeno più di 15 anni fa) il rosso è entrato prepotentemente nelle case di tutti: cucine, divano, intere pareti, armadi… C’è stato un vero ‘red addict’!

Tutto questo eccesso mi aveva fatto davvero creare una certa antipatia per il rosso in architettura! Il rosso infatti è un colore molto energetico, e se è vero che aiuta la convivialità, è anche fin troppo eccitante, mentre io ho sempre sognato una architettura confortevole, rilassante,…mai come in questa era ne abbiamo bisogno!

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E allora ho preso l’occasione, ispirata da tutto questo Rosso SAN VALENTINO, per riprendere in mano il colore rosso e vedere come e quando è possibile usarlo in architettura!

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Nei centri storici, nelle piccole case di campagna, soprattutto fuori dall’Italia, di esempi di edifici Total Red ce ne sono tanti…molto più di quello che immaginavo!

Se confinato al colore di una porta, di una casetta di campagna, è davvero molto dolce e affascinante. Diverso è il caso in cui è astato usato per ricoprire interi edifici moderni, dove risulta veramente eccessivo e stanca presto!

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Le vernici scrostate mostrano come nel tempo anche il colore rosso ha avuto la sua importanza.

È un colore deciso, che colpisce ma che stanca presto! Può essere usato per i dettagli, per dei vezzosi decori,…e, preferibilmente di uno tono spento, che lo rende più simile al rosso terra di Siena piuttosto che il rosso brillante!

Gli interni era la parte che mi preoccupava di più, ancora scottata da quel periodo in cui ho visto ogni ambiente ricoprirsi di questo Rosso eccessivo, lucido e ingombrante!

Oggi giorno è bastato, tristemente soppiantato dal grigio. Il grigio ormai è un po’ in tutte le case nuove. Anche questo è un colore che verrà presto soppiantato perché davvero TROPPO triste e poco confortevole!

Ma d’altronde dopo tutto quel rosso, eccessivo, ci voleva un forte ‘turn round’!!!

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Ho scoperto con piacere che il rosso, negli interni, si può utilizzare con OTTIMI RISULTATI!

Già in antichità è stato utilizzato con grande sapienza espressiva in ritratti ma anche negli interni!

Il segreto sta nel dosare la giusta tonalità e i dettagli dove metterlo.

Non è mai un totale Red, soprattutto quando si usa il rosso ciliegia!

Il massimo del comfort si ottiene con un tono su tono con il rosa carne, o con il colore oro.

Difficile gestirlo invece con colori contrastanti come il bianco o il blu, che lo rendono troppo ‘presente’ e poco elegante. E alla lunga, stanca presto!

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E il vostro rosso… com’è?!

BUON SAN VALENTINO a Tutti! ❤️

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Ieri ho smontato l’Albero…delle riflessioni!

Ieri ho smontato l’Albero…

No, non quello di casa… È ancora lì, con tutti i suoi addobbi! Quello lo toglierò insieme ai bimbi e a mia mamma, e alla loro infinita energia..

Ieri ho smontato l’Albero delle Riflessioni,

L’Albero delle Riflessioni sul Natale,

L’Albero realizzato insieme alla mia amica e collega Elisa per le luminari di Cori!

Ed una riflessione mi è arrivata subito, mentre, togliendo pezzo a pezzo, per riportarli tutti a casa, ripensavo ai momenti della sua composizione; …

“Signorí, so state fatte un po’ di critiche! Tutto sto nero!!!!”

Così genuinamente e con il sorriso, mi ha colto, un signore dai capelli bianchi e il fisico ben piazzato!

Caspita…che riflessione!!! Questa è la riflessione che abbiamo ispirato?

Il tema delle luminarie di Cori era sul riuso!

Abbiamo deciso quindi di realizzare una riproposizione dell’albero di Natale utilizzando materiali naturali e collant!

Un Albero che, per sua stessa natura e composizione, “Accendesse riflessioni sul Natale”, essendo anche una luminaria!

I collant spesso usati sono neri o color  carne e così anche la natura invernale…

I colori giusti per invitare all’introspezione, al silenzio, anche visivo, e all’ascolto della parte più interiore di noi stessi!

Illuminare quindi la parte più spirituale di questa festa santa, il suo significato più profondo, e l’unico modo era entrare nel buio della nostra anima, dove il nero può essere illuminato dalla presa di coscienza.

Banditi quindi i colori e il chiasso dei loro contrasti, così come sono stati banditi tutti gli sprechi e gli eccessi di tutta la parte più consumistica di questa festa, la parte che gli è stata costruita intorno, da abili commercianti d’anime.

Vi siete mai chiesti il significato dell’Albero di Natale? E degli addobbi? Che significato ha riempirsi casa di decori di plastica? A ricordarci che anche la nostra anima lo è un po’?

L’albero è simbolo di vita…la plastica no!

E l’albero di plastica cosa simboleggia?

Vi siete mai chiesti il significato di riempirci di cibo e oggetti, a Natale?

Ecco un po’ di foto del work in progress…

L’albero-luminaria è stato realizzato con:

– rami da potatura di alberi di prugno ornamentale (di piazza Gaucci a Colleferro…lasciati abbandonati sul prato)

– collant di riuso

– noci e nocciole scadute

– fili di luci da esterno ikea di riuso

– elementi di arredo di riuso (specchio, e due teli arredo)

– pallet per tenere incastrati i rami

 

Prima di iniziare con le foto però un infinito grazie a Carla Marafini e Anna Rita Del Ferraro, che hanno organizzato questo grande evento a Cori il 13 e 14 Dicembre 2019 e ci hanno permesso di partecipare. Complimenti!

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Ph. di Francesca Ianni arch. ed Elisa Fiorini Pdh

“Ridi ridi, che a me viene da star male! Testa o croce non esiste se decide il cuore!” (Testa o croce – Modà)

 

 

 

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Il Colore del Natale… (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 09/12/2019)

“Rosso Coca Cola?”

“Bianco Natal?”

Di che colore è il Natale?

Secondo Alessandro, il mio primo genito di 7 anni, il Natale è arcobalenato!

In effetti, se è vero che i colori sono una spia dei nostri stati d’animo, è normale che l’entusiasmo con cui i bambini vivono questo periodo fatto di desideri ed emozionanti attese, non può che essere del colore dell’arcobaleno! Non c’è cosa che metta più allegri e fiducia dei colori dell’arcobaleno!

Qual’è quindi il colore del Natale?

Non vi stupisce come un bambino riesca a non farsi influenzare dalla pubblicità che da anni ci propone un Babbo Natale in rosso con tanto di decori in pendant?

Non ho potuto fare a meno di riflettere su quanto questa idea del Rosso Natale sia più una superfetazione che altro!

Non c’è colore per il Natale se non quello che esprime meglio ciò che proviamo dentro!

Per me quest’anno sarebbe dovuto essere di tulle rossa e decori in cartone, ma i bimbi pretendono il loro albero tradizionale, con le lucine di tutti i colori e le palline classiche che più classiche non si può!

Evidentemente la tradizione è un forte pilastro per la stabilità personale, e di questa, i bambini, ne hanno tanto bisogno!

Proverò a tentarli con i miei consueti esperimenti natalizi; per me, mentre lo spirito del Natale rimane inalterato, la scelta del tema decorativo è sempre un momento di profonda ricerca comunicativa di emozioni e sentimenti! Per loro ripetere certi gesti, sempre uguali, è più rassicurante!

E per voi qual’è il colore del Natale?

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All I want for Christmas is… Sparkle! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 06/12/2019)

Tutto quello che vorrei per Natale è Brillare!!!

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Brillare dentro e fuori!!! Chi non lo vorrebbe?

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Essere radiosi, splendenti, come le vetrine dei negozi in questi giorni, come i più belli addobbi delle riviste patinate, come le pubblicità in televisione, ecc…

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Tutto sembra brillare meno che noi, che pur trovandoci nel bel mezzo dell’Avvento, non riusciamo a liberarci dei soliti impegni, dei doveri quotidiani, della routine!!!

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Si… perché mentre lo spirito entra subito nel vivo, la vita rimane quella di sempre…e subito ci assale la malinconia, il senso di impotenza e ci buttiamo sui soliti acquisti veloci, per riempire quel vuoto, per riempire la casa, di un senso che non ha niente a che fare con la materialità!

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I 24 giorni che precedono il Natale purtroppo non sono liberi dagli impegni quotidiani, la vita di oggi non ce lo permette; il lavoro, la scuola, gli impegni di ogni genere.

Come fare allora?

C’è chi rinuncia a fare l’albero, chi minaccia di ridurre drasticamente i regali…io invece ho sempre pensato che Natale sia tutta un’altra storia!

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C’è un modo per vivere l’Avvento con serenità pur non stravolgendo le nostre vite e la soluzione è inserirlo a punta di piedi con semplicità tra le attività quotidiane e i doveri di tutti i giorni!

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1.  Iniziamo, per esempio, scegliendo di decorare casa in compagnia di amici e parenti, facendolo diventare un evento, un’occasione per stare insieme. Non sarà solo un dovere ma una buona occasione per condividere dei momenti con le persone care. Ogni giorno la nostra casa ci ricorderà della bella giornata trascorsa.

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2. Realizziamo dei decori fatti in casa, coinvolgendo i figli, il partner, e tutti quelli che hanno piacere o competenze per collaborare. Approfittiamo ogni anno per imparare qualcosa di nuovo. Un anno proviamo a fare i decori in pasta di sale, un altro anno di lana, di stoffa, ecc… L’importante che siano sempre materiali sostenibili e non inquinanti e in questo i migliori sono quelli naturali.

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3. Se il tempo da dedicare ai cari è poco, approfittiamo per passare del tempo insieme facendo dolci, sperimentando ricette Natalizie, scrivendo dediche a chi vogliamo bene.

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4. Se il tempo che avete poi è davvero pochissimo, accontentatevi anche di quel poco e fatene tesoro. Progettando bene il da farsi potrete comunque comporre tante belle cose per decorare la casa, magari più semplici, ma di grande effetto comunque. Non disperate perché tutto è possibile!

Si perde più tempo a girare per negozi in cerca di addobbi e regali…

È molto più piacevole e gratificante passare del tempo a costruire un regalo o ad inventarsi un addobbo piuttosto che tuffarsi nel traffico e nel caos dei negozi in questo periodo.

Riscopriamo la lentezza della preparazione …la calma della semplicità… Il piacere del fatto in casa, con amore!

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Nei prossimi post cercherò di farvi vedere cosa si può fare, anche solo con quello che abbiamo in casa, …prendendo un po’ anche spunto dall’infinito mondo del web!

 

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Il tempo….per riflettere! (Calendario dell’Avvento de La Buona Architettura – 03/12/2019)

Il tempo…chi ne ha sempre tanto e chi non ne ha mai abbastanza!

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Sta diventando più prezioso dell’oro!

E se a Natale regalassimo il nostro tempo? Il tempo di preparare un dolce, di aiutare ad addobbare casa, ma anche a fare la spesa,…il tempo di dedicarsi a qualcuno, ascoltarlo, condividere del tempo insieme!

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Forse qualcuno se n’è accorto…molti sicuramente no…ma ieri, per mancanza di tempo, non ho potuto fare l’articolo del calendario dell’avvento per il 2 dicembre! Bene, ottimo! Prima ero tentata di mettermi al lavoro alle 11 di sera, per rispettare gli impegni presi. Poi ho pensato che in fondo anche questo è parte della vita e che era una ottima occasione per rifletterci sopra e capire quanto tempo e denaro sprechiamo inutilmente durante le festività natalizie!

E quanto di quel tempo è giusto restituire indietro alla nostra vita!

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“La consapevolezza dell’insostenibilità ambientale di molte festività, Natale in primis, sta crescendo. Questo avviene perché, ormai, i protagonisti degli eventi sono gli sprechi che hanno trasformato il Natale da festa religiosa a festa consumistica. Dai dati di Waste Watcher, presentati in occasione della consegna dei premi Vivere a Spreco Zero, è emerso che a Natale sprechiamo soprattutto denaro (43%) e cibo (41%), ma anche carta, imballaggi (11%) e tempo (5%). Non è difficile da credere se ragioniamo un attimo sui nostri programmi dicembrini. Tutto questo spreco si traduce in un impatto ambientale inutile che, come se non bastasse, si va ad aggiungere alla già grande impronta ecologica di questa festività (sovraproduzione di oggetti inutili, spreco energetico di negozi e case, traffico costante, cibo spazzatura, scarso o nullo riciclo dei rifiuti)…. Sembra che non ci sia felicità o realizzazione senza il possesso”…o senza l’ostentazione, aggiungerei io!

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E se a Natale regalassimo la nostra gratificazione?

“Niente stelle luminose e comete che attraversano le strade da un lato all’altro, niente luci colorate e alberelli in piazza. Per il trentesimo anno Cesara – paese del Cusio sulle alture del Lago d’Orta – rinuncia alle luminarie che caratterizzano le festività natalizie, preferendo solo piccoli lumini alle finestre delle case accesi nei fine settimana. Una scelta radicale voluta a suo tempo dal parroco don Renato Sacco che ha chiesto alla comunità di «spegnere le luci» e di accendere la solidarietà. Una decisione che ha trovato l’appoggio della popolazione e anche delle amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni alla guida del piccolo centro cusiano.

«Risparmiamo per donare»

«Con i soldi risparmiati abbiamo fatto investimenti a favore dei poveri e bisognosi in Italia e nel resto del mondo perché solo donando gratuitamente, come ha fatto il Signore con noi, possiamo dirci pienamente cristiani – afferma don Renato Sacco -. Nei precedenti 29 anni sono stati raccolti, anche grazie alle tante offerte che ci sono giunte, oltre 133 mila euro. Nel nostro Natale non è cambiato nulla, ma abbiamo donato un sorriso a migliaia di bambini in Italia, un buon numero pure nel nostro territorio. Abbiamo aiutato famiglie colpite da terremoti e da alluvioni, sostenuto opere nella ricostruzioni di villaggi distrutti dalle guerre in Iraq a Mosul e ad Aleppo in Siria».

Sguardo sul mondo: quest’anno si aiutano i bimbi dello Yemen

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Una generosità che va dal Medio Oriente all’Africa sino al Pakistan, ma che non ha dimenticato chi ha problemi e fa fatica ad arrivare a fine mese anche nel Cusio, nel Vco e nel Novarese. Sarà così anche quest’anno. «Chiediamo a tutti di rinunciare alle luminarie, segno esterno non del Natale, ma del consumismo senza freni legato alla festività – prosegue il parroco -. Vogliamo fare una scelta “illuminante” perché sia davvero il giorno più bello dell’anno ponendo un segno alternativo in un mondo dominato dalla guerra. Riduciamo i consumi e gli sprechi e poniamo attenzione a chi vive in difficoltà. Quanto raccoglieremo quest’anno lo faremo avere ai bambini dello Yemen, Paese colpito da una crisi umanitaria inaccettabile e disumana, che viene bombardato anche con armi prodotte in Italia».

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Altra parte di quanto raccoglieremo andrà all’associazione «Salvamamme» che sostiene madri e bambini con problemi socio-economici. «A questo proposito – conclude don Sacco – chiediamo alle nostre famiglie, di donare giocattoli, anche usati, da regalare ai bambini di questa associazione. Sarà un regalo che parte dal cuore»

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Le “luci” naturali sono mistiche ed emozionanti e di gran lunga più belle delle loro brutte copie che sono le luminarie.

L’usanza delle luminarie è recente, risale ai primi anni del ‘900. Con il tempo sono diventate motivo di sfide tra città e cittadini, di lavoro sull’apparenza e sulla superficialità! Ma se il vero senso del Natale è tutta un’altra cosa, non sarebbe bello spegnere le luci e accendere il cuore?

Non sarebbe bello spegnere il consumismo e accendere la riflessione, l’altruismo? Partiamo da qui, il 3 dicembre, con il giusto tempo per riflettere ed arrivare al Natale in piena sostenibilità!

Approfondiremo come fare, nei prossimi giorni!

Fonti:

https://www.imperialbulldog.com/2018/12/10/natale-insostenibile/

https://www.lastampa.it/verbano-cusio-ossola/2018/12/06/news/il-paese-del-cusio-da-trent-anni-senza-luminarie-di-natale-noi-aiutiamo-i-bimbi-poveri-del-mondo-1.34065467

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La casa dei sogni…

…..esiste?

La casa ci rappresenta, parla di noi al mondo, riflette quello che siamo a scala più grande…

Ma è proprio vero?

Questo simulacro, tempio sacro della nostra persona, può essere messo in seria discussione quando inizia ad essere uno spazio condiviso!

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Se il vestito infatti è solo sopra di noi, la casa, è come un abito più grande, che ci protegge e ci rappresenta, ma che non indossiamo da soli!

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La nostra prima esperienza è la casa condivisa: con i genitori, i fratelli, con i nonni, ..! Da piccolissimi non subiamo le necessità altrui e tutt’al più le invadiamo!

Piano piano, crescendo impariamo a dare valore al nostro spazio privato, la famosa cameretta, che gestiamo a modo nostro, così tanto nostro che non capiamo perché i nostri genitori non la condividano! 😅

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Crescendo sentiamo sempre di più la necessità di mettere la nostra impronta agli spazi che abitiamo, scriviamo sui muri, sui mobili, li decoriamo con fogli e foglietti, li vogliamo fortemente nostri. Una creatività adolescenziale, estremamente spontanea, che non ritroveremo mai più!

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Il grande passo avviene quando ci si sente pronti a vivere da soli,…..il momento in cui sentiamo di poter tirare fuori tutto noi stessi e realizzare uno spazio a nostra completa immagine e somiglianza!

È un momento di grande energia, in cui ci impegniamo con serietà a fare gli interior design fai da te, visitiamo negozi di cui non conoscevamo neanche l’esistenza, ci riempiamo la testa di mille nuovi materiali, scegliamo, alla fine, convinti che il meglio sia nelle nostre mani!

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Ancora non siamo coscienti di quanto una casa sia uno spazio tutto meno che statico.

Una volta sistemata di tutto punto, soddisfatti del bel quadro realizzato, ci sediamo a rimirala! 🙂

Gli sposini fanno vedere la nuova casa a tutti i parenti, invitiamo gli amici più cari nella nostra dimora, diamo il meglio di noi nell’organizzazione di pranzi e pranzetti per i più svariati ospiti!

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Ma cosa succede quando la famiglia aumenta, la casa si riempie, la condivisione si riaccende?

Abbiamo perso l’ingenuità della fanciullezza, la flessibile fantasia adolescenziale, ci siamo irrigiditi su un’immagine che crediamo sia l’unica che dobbiamo al mondo su noi stessi!

e8d4e44f90f354a6f1b5c4ba4ee35d33Ecco che inizia la contesa sulla gestione dello spazio, chi ordinato, chi disordinato, chi preciso, chi distratto, chi frettoloso, chi meticoloso e pignolo, ecc….chi troppo piccolo per vivere lo spazio con consapevolezza ma bensì con strepitosa spontaneità!c918aca5c7474af68b83b44c392aacf3Ed è così, che se iniziamo a condividere la nostra casa, specchio di noi verso l’esterno, con dei piccolini, abbiamo finalmente l’opportunità di capirne la sua dinamicità; la stessa che abbiamo sperimentato da piccoli ma che abbiamo troppo presto dimenticato!

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Condividere la casa con i figli è una straordinaria opportunità per capire quanto sia un oggetto in continuo divenire, proprio come la nostra vita, la nostra crescita  personale e come famiglia!

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Il segreto per gestire l’apparente caos di cui si nutrono i nostri piccolino, è creare uno sfondo il più neutro e semplice possibile.

Una casa piena di gingilli, peggio se delicati, non è a misura di famiglia! I bambini giocano con tutto e toccheranno e manipoleranno, qualsiasi oggetto abbastanza leggero da poter essere sollevato da loro!

I bambini hanno bisogno di spazi liberi, dove poter mettere in pratica i più fantasiosi giochi; limitare quindi al necessario vasi e vasetti, alzatine e mobiletti un po’ ovunque.

Non abbiate paura se vogliono fare i cuochi proprio in cucina, se non si fanno problemi a spargere la loro fantasia su ogni superficie, se il divano non ospita con parsomonia solo cuscini in perfetto ordine, ma bambole e bamboline, costruzioni, e macchinine, libri, penne e briciole… Non nascondo che ogni sera mi tocca sgombrare il tutto e rimettere i cuscini in decoroso ordine!

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Se avete dei bambini in giro per casa, e volete che siano felici, non ostinatevi a lottare contro la loro voglia di invadere tutto e sperimentare ogni cosa. Ceste e cestini aiuteranno a gestire meglio le loro cose, a insegnargli le prime regole dell’ordine,…ma non bloccheranno il loro dinamismo, il loro bisogno di vivere gli spazi piuttosto che osservarli e basta!

Dobbiamo imparare quindi a realizzare spazi da vivere e non solo da guardare!

Per noi e per i nostri figli! ♥️

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La Natura: Compagnia gentile delle nostre giornate in città!

C’è una compagnia gentile che avvolge le nostre frenetiche giornate cittadine, con statica parsimonia ed ineguagliabile eleganza: la natura!

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Alberi e arbusti, foglie e fiori, frutti, bacche , terra, prato,…decorano la città di asfalto e cemento come orecchini e collane sul viso di una donna!

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Accarezza i vialetti, si spinge a volte fino all’asfalto,strade sulle carrabili, impavida; altre volte ricopre tutto, in grande fretta, prima che l’uomo arrivi a tranciare ogni cosa!

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Si erge alta e coraggiosa e si preoccupa come prima cosa di proteggere; ripara dal sole e dal vento e canta piacevoli melodie sotto l’azione della pioggia e dell’aria!

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Ma è in autunno che la nostra amica silenziosa dà il meglio di sé regalandoci emozioni per tutti i sensi!

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Le foglie quasi blu degli abeti diventano  brillanti, sotto l’effetto della rugiada; gli alberi caducifoglie, mostrano tutta la loro personalità, cambiando colore a seconda del tipo: rosse accese sono le foglie dell’acero, ma anche del cachi; gialle quelle del ginko biloba, screziate di vari colori quelle della quercia, ma anche di molti altri,…giallo oro quelle del noce americano, ecc .. (Grazie a Lori Bai che mi ha permesso di conoscerlo), ecc…

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Fanno parte delle nostre giornate, in maniera silenziosa, le illuminano senza chiedere niente in cambio, ma ci siamo mai chiesti quanto fanno per la nostra vita?

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Provate a guardare la vostra città e immaginare che spariscano tutte le piante, tutto il verde. Che le coperte di foglie che ora ricoprono prati e viottoli non ci siano mai state, che le cangianti trasformazioni del paesaggio urbano, al passare delle stagioni non siano mai esistite, che sia tutto asfalto e cemento…

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Il paesaggio che diamo per scontato non è così scontato:

C’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa” ….diceva Warren Buffet

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Allo stesso tempo la natura che ci circonda e che coccola il nostro spirito e le nostre emozioni, grazie alla sua sempre nuova bellezza, non è un oggetto che si può vendere o comprare, non si può far crescere in un battito di ciglia, non si può comandare…

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La natura è un progetto che cresce con noi, che fa parte della nostra vita per scelta, nostra e di chi prima di noi!

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Quando decidiamo di pavimentare per pigrizia, perché non abbiamo tempo di curare il prato; quando tagliamo un albero per fare spazio a nuova edificazione; quando diciamo “ma no, io ho il pollice nero”, ecc …rinneghiamo tutto quello che fa parte della nostra vita di tutti i giorni, silenziosamente! Rinneghiamo tutto ciò che ci rende felice, perché è lí e dà contorno! Un contorno così bello e naturale che sembra scontato, …ma senza il riconoscimento del suo valore da parte nostra è un contorno che viene messo a rischio ogni giorno!

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Alberi vengono capitozzati, ampi prati, cementificati, cespugli tagliati (per dare spazio, magari, a tavolinetti di attività commerciali all’aperto 😏), l’orto viene dimenticato, ecc..

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Tutto ciò che di bello abbiamo oggi ha impiegato decenni per crescere, per esserci; potremmo distruggerlo in un secondo se non prendiamo coscienza del suo valore!

La magia dell’autunno, che stiamo sperimentando in questi giorni, con le foglie che si accendono di mille colori per riscaldare le giornate più corte e più fredde, i prati rumorosi e scricchiolanti sotto le scarpe, la danza emozionate delle foglie che prendono il volo verso il basso e passandoci vicino si lanciano in una sfacciata carezza, potrebbe svanire per sempre sotto una coltre di seghe e ignoranza!

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Riscoprite il valore di questa compagnia gentile, e ricambiatela con gentilezza!

Oggi è la giornata mondiale della gentilezza, un’occasione in più per rifletterci sopra!

Cosa è la natura per voi? Quanta felicità porta nelle vostre vite? Cosa sarebbe una vita senza natura?

Avete mai pensato di fare un selfie con la vostra gentile amica? Potrebbe essere arrivato il momento!

C’è chi abbraccia gli alberi, chi sceglie di non raccogliere fiori per lasciarli lì per tutti, chi….

Tu cosa fai con e per la natura? Quanto valore ha nella tua vita?

(Questo articolo è dedicato a Sansone, cane gentile!)

Ph. Francesca Ianni architetto

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La magia del legno sotto la pioggia

Quando al parco di piazza Gauccia, a Colleferro, abbiamo deciso di inserire arredi in legno massello di castagno, progettati e realizzati in esclusiva per il parco, non potevamo immaginare quante emozioni ci avrebbero dato con il passare del tempo, grazie alla loro incredibile vitalità!

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Gli arredi da esterno sono mobili ‘immobili’, perché per evitare di subire furti o gravi danneggiamenti, devono essere ben saldati a terra; e così abbiamo fatto. Ogni panchina, ogni tavolo, ogni gioco, sono stati inseriti per decine di centimetri nel terreno e dal suo peso bloccate. Un abbondante strato di ghiaia tra legno e terra ha permesso il costante e preferibile drenaggio. Il castagno infatti è un legno che resiste molto bene all’umidità, ma assicurare un buon drenaggio evitando il ristagno d’acqua è un principio che si deve tenere sempre a mente in qualsiasi progetto, anche il più piccolo, il più umile.

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Il legno non ha subito alcun trattamento se non quello della pioggia e del vento, del sole e del freddo…

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Col tempo ha iniziato ad evolversi, con un fascino paragonabile solo alle foglie cangianti dell’autunno.

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Il sole lo ha reso caldo, morbido e luminoso, il vento lo ha levigato, la neve lo ha protetto, per un po’, poi lo ha lavato e rinfrescato! È stata la pioggia, però, la più benefica, perché unendosi con lui sono diventati una cosa sola, regalandogli la vita eterna che gli era stata tolta al momento del taglio.

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L’acqua lo ha modellato, lo ha pulito, lo ha levigato; l’ha pitturato, lo ha sfumato, l’ha reso unico in ogni suo punto.

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Ogni oggetto che subisce il passare del tempo si arricchisce di una storia, una storia che lo rende unico ed emozionante!

Gli arredi in materiale naturale più invecchiano e più diventano affascinanti, divenendo il teatro di amori e amicizie, di confronti e scontri.

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Gli arredi cittadini, le piazze, i parchi, sono tutto meno che immobili. Fremono sotto l’azione della vita che gli gira intorno, l’accolgono e la facilitano, o almeno ci provano.

E così, anche gli arredi di piazza Gaucci sono diventati presto l’occasione per molti giovani o meno giovani di ritrovarsi intorno ad un tavolo, per fare merenda, per parlare, per una pausa pranzo come si deve; la panchina delle casette, nata come panchina/gioco per i bimbi, oltre che seduta per gli adulti, con lo sfondo di un paesaggio di casette, dove giocare e inventare storie su un paeselli fantastici, è oggi anche un continuo e piacevole affaccio privilegiato su tutto il parco; e ancora, la tenda degli indiani, le arrampicate in legno, i tronchi per l’equilibrio, a volte originali sedute per gruppi di adolescenti, a volte, impervie montagne per bimbi piccolissimi, altre volte ancora, adeguati supporti ginnici, ecc..

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Lavorare per gli spazi pubblici è una emozione senza fine, perché significa lavorare con la vita. Presto l’uomo ha messo la sua impronta sul legno che abbiamo ‘piantato’, ha iniziato a relazionarcisi, ad apprezzare il suo calore e la sua costante morbidezza. La relazione più vitale, tra due esseri in continua evoluzione che si stimolano e si influenzano a vicenda!

L’esperienza più bella, è progettare con materiali sempre vivi!

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Ph. di Francesca Ianni architetto

Per il progetto di piazza Gaucci ringrazio Elisa Fiorini, mia amica e collega che ha collaborato al progetto, Nando Bianchi che, in quanto capo del Comitato di Quartiere ci ha permesso di realizzarlo e la ditta di Gianluca Savo che ci ha sopportato ed assecondato nella nostra personale ricerca.

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Dal fallimento di un Architetto al Successo di una MammArchitetto!

“Prego, prego! Scusa il disordine….” parole a cui  seguono una infinità di scuse quando qualcuno entra nella nostra abitazione; perchè la nostra casa non ci rappresenta mai abbastanza, agli occhi degli altri!

La casa perfetta, la casa vetrina, è parte di una cultura tutta italiana!

Mia mamma dice sempre che far trovare una casa ordinata e a posto è segno di rispetto verso l’ospite!

Ma quanto ci pesa questa casa sempre ordinata!?

È davvero questo una casa? Una vetrina?

E cosa succede quando questa vetrina ospita  due persone e più ? Quando inizia a popolarsi di bambini, di nipotini, …?

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Accade che anche un architetto può trovarsi impreparato! Perché la vetrina spesso è il luogo dove non si fanno mai avvicinare i bambini, è il luogo dove con le loro manine lasciano le impronte, dove con un attimo sanno fare crollare manichini e tendoni!

Ed è così che la casa, come immagine di noi stessi verso l’esterno, diventa l’incubo di qualsiasi genitore, intento a destreggiarsi tra la sua volontà e la libera sperimentazione dei più piccoli, ma anche l’incubo tra chi, condividendo gli spazi, li usa a modo proprio, invadendo i desideri dell’altro!

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Ricordo bene quando ero piccola e condividevo la camera con i miei fratelli e la gioia, quando cambiando casa, ho avuto la cameretta tutta per me, sempre perfetta, sempre ordinata,..ma a lungo andare anche sempre vuota!

Condividere gli spazi è una scelta non di immagine ma di piacere!

Condividere gli spazi significa anche condividere le esigenze: scegliersi, rispettarsi, liberarsi a vicenda!

Ed è così che se un Architetto può concepire una casa come una semplice immagine, una MammArchitetto deve fare i conti con l’infinita energia creativa dei bambini… esperienza stupenda, che costringe a mettersi in discussione, a concepire gli ambienti non più come immagini di bellezza, ma come luoghi del vivere, spazi come contenitori di vita, di esperienza! Ed è così che la casa da immagine di se stesso verso l’esterno, diventa contenitore della vita all’interno della famiglia! Un contenitore che deve innanzitutto far stare bene chi lo vive! Gli spazi quindi vengono gestiti in base alla funzione che andranno a soddisfare, in base alle persone che li andranno ad abitare!

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La comodità è l’imperativo di ogni ambiente; qualsiasi cosa troppo macchinosa alla fine viene abbandonata: le chiavi vengono lanciate sul primo comò disponibile, il cappotto su una sedia o un divano e così anche la borsa. Il tutto se non si crea uno spazio comodo, vicino all’ingresso, ad accogliere tutto questo. E vale ancora di più per i bambini ! Un attaccapanni vicino all’ingresso, altezza bambini, gli permetterà di imparare presto questo rito senza dover andare a cercare scarpe e cappotti in giro per casa al momento dell’uscita!

I bambini si divertono ad aiutare a riordinare, ma più sono piccoli e meno sono selettivi. Da piccolissimi delle grandi ceste in soggiorno gli permetteranno di giocare vicino agli altri membri della famiglia e di imparare a mettere tutto a posto con facilità! Da più grandi, dividendo i giochi per categorie, ma sempre in cestoni, potranno scegliere e selezionare e imparare a mettere a posto con più attenzione. Non si potrà mai pretendere che mettano le Barbie esposte come in una vetrina o che smontino tutte le costruzioni per rimetterle a posto, però possiamo innamorarci del loro modo personale di posizionare le cose, del loro modo di decorare lo spazio, della vita che ci mettono dentro! Ed ecco che un progetto diventa di colpo incredibilmente vivo ed il controllo sempre più effimero!

E fu così che un architetto diventato mamma,  si  trasformò in MammArchitetto, grazie alla consulenza e all’ispirazione costante che viene dai suoi figli!

Da una mamma per tutte le mamme! 💖

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