architettura sostenibile · Ascolto · Buona architettura · centri storici · Compagnia · Comunicazione · Esperienza · progettazione partecipata · Rigenerazione urbana

Comunque vadano le elezioni 2018 (Ops!…siano andate) l’unica soluzione è la rigenerazione dal basso

Cambiano i politici ma la città è sempre la stessa!

Non è solo un problema di gestione ma di cultura: un tempo lo spazio pubblico era solo una estensione di quello privato e così ci si sentiva responsabili della sua cura e del suo uso; questo ancora avviene in molti centri storici dove le viuzze sono sempre adorne di vasi e fiori, di nonnine che sferruzzano sulle sedie portate da casa, di panni stesi!

b2b7017b68f7e1a6743a3b3d376f1b24

b52fee5fa03d7907e574e73b8fc72945

Qual’è il limite, nei centri storici, tra spazio pubblico e spazio privato? È difficile definirlo perché il passaggio è molto graduale e la strada ne risente dell’influenza positiva dei suoi abitanti: a tratti è zeppa di fiori, a tratti ricoperta di ceramiche lungo le facciate, talvolta si trova un cuscino su una scaletta di accesso; i numeri civici non sono mai uguali mentre la strada è costantemente limpida! Avete mai visto le viuzze pedonali di un centro storico sporche? Io mai!

Quando ero piccola ho vissuto per un periodo nel più entusiasmante parco giochi di sempre: il piccolo borgo di Collepardo, in provincia di Frosinone. Per noi bimbi era come una gigantesca casa delle bambole: i genitori seduti sull’uscio di casa, i ragazzi sulle scalinate della chiesa; i bambini sempre in movimento! Le sbarre di ferro a borda strada ci permettevano di girare come gli acrobati al circo, le scalette degli ingressi erano un modo per sperimentare percorsi nuovi, le piantine che crescevano sui muri spaccati o tra i sampietrini erano la base per infiniti giochi di ruolo, ecc..

La vita si svolgeva in uno spazio condiviso che era responsabilità di tutti!

009a3b2d775b8e6adf31671ebebe634134bc39308946d10ce7c5903be21634ce0ac7e2e66db8683cbf49b9050f5910a269508b098bc7939b35c8e83f75e0fa4ee19939facbdd577cfab2513b853e4b4a

36260207fadacc3cd53219d48f5c7a7a

Poi la città funzionalista ha rimesso tutti a loro posto: quello che è privato te lo gestisci tu e quello che è pubblico il Comune!

Questa entità astratta ha rubato la libertà dello spazio pubblico e allo stesso tempo è diventato il capro espiatorio per ogni male della città! Qualsiasi problema è causa di una cattiva gestione della città, e mai ci si interroga su quelle che sono le nostre responsabilità su uno spazio che anche nostro!

f6f5ae68c8e716f7dd621e207e694eb4.jpg

Ancora oggi comunque non disdegnamo di sperimentare la città a modo proprio; pensiamo al caso in cui ci sediamo sulle scalinate, o sul bordo delle fontane, anche se non sonobstate pensate pervquesto scopo; ci sdraiamo a terra nei parchi pubblici come stessimo sul letto di casa, o partecipiamo a grandi eventi  accalcati a sconosciuti!

097a59235e6e00bd0ec1e7eea17b0cd45c5cf972c2c06484893adad201c143ce01fd91463d8a46c12ebbeced654e51c8f077323f15d006960fa217c30830907c

Il senso della città come il vivere in comunità fa ancora parte di noi; è arrivato il momento di fare un passo avanti eeprendere coscienza che se vogliamo davvero una città, un paese, migliore dobbiamo iniziare curando e migliorando il fazzoletto di terra di fronte alla nostra abitazione. Solo così, facendo ognuno il suo, si avranno città moderne, funzionali e belle come i nostri magnifici centri storici!

d3e294d788283cf454ddead673f65747

 

Volete essere anche voi i protagonisti della Rigenerazione e non solo tante anime in fila in attesa di verdetto?

Partiamo insieme per questo progetto condiviso!!!

bafa05c9cfa9cd23e7cbd2d77ff80f1b

Ph.da Pinterest

Buona architettura · Colore · Colore salutare · Compagnia · Comunicazione · Creatività · Interior design · legno · Ospedale · pillole di architettura · Salute

Chi progetta gli ospedali…

…poi ha mai passato li un periodo di degenza?

Generalmente si entra in ospedale per motivi di salute fisici e si finisce per ammalare il cuore, schiacciato dalla vista continua di un luogo asettico, spesso bianco o dai colori pallidi (quasi a ricordare quanto si è malati!), corridoi infiniti, un labirinto di stanze tutte uguali, riconoscibili solo dai numeri marchiati in fila sulle porte proprio come si fa per le mucche nelle stalle!

Come si può essere architetti, progettare un ospedale, scegliere le misure giuste, i materiali più igienici, i percorsi più sicuri e dimenticarsi poi dell’animo delle persone?

Non sarà che tutto questo pallidume influenzi anche l’animo di dottori e infermieri, allo stesso tempo spesso cupi e spenti?

A differenza della maggior parte degli ospedali italiani, nel resto del mondo, molti istituti hanno scelto di progettare gli spazi di degenza, ma anche le sale operatorie, i corridoi, ecc, riempiendoli di energia e di positività grazie a colori e decori ma anche all’uso sapiente del legno, materiale del benessere per eccellenza e la ridefinizione dei concetti legati agli spazi.

Per esempio, in Spagna il centro diurno per l’infanzia Vall d’Hebron didi Barcello è stato rinominato  “Parc d’Atencions” (parco delle attenzioni, nel senso di prendersi cura) rimandando al gioco di parole dovuto alla somiglianza con il termine catalano “diversió”, che sta per parco divertimenti (termine sicuramente più familiare a bambini e bambine). È un luogo dove i più piccoli e i loro familiari vengono accolti e assistiti da un punto di vista medico, personale ed emotivo oltre che per merito dello staff, anche per la cura con cui gli spazi sono stati gestiti e allestiti. Il progetto è stato realizzato da Fundación Small insieme allo studio di architettura  Plasencia  Arquitectura.

E ancora, il London Children’s Hospital, ha scelto di coinvolgere degli artisti, attraverso l’associazione Vital Arts, per dare animo agli spazi dell’ospedale!

E ancora…

Cari Dottori, dato che i pazienti non possono fare niente, almeno voi ribellatevi a queste scelte e chiedete a gran voce di riportare la vita anche negli ospedali!

Buona architettura · Calendario avvento · Calendario avvento la buona Architettura · Christmas · Compagnia · Esperienza · progettazione partecipata

Il calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 7) l’importanza della buona #compagnia

Il calendario dell’avvento de La Buona Architettura

10 dicembre 2017

7 – l’importanza della buona #compagnia

Ci può essere una #buona #architettura senza #buona #compagnia?
È più importante il contenuto o il contenitore?

Non è la riflessione filosofica della sera, ma un monito a pretendere meno dai nostri spazi in termini di perfezione effetto vetrina e invece fare in modo che siano idonei a #contenere la #parte più #importante della nostra #vita che è quella che #condividiamo con gli altri!

I momenti più belli li passiamo in compagnia…e così anche per il momento degli addobbi Natalizi…
Questi giorni guardavo i miei bimbi adoperarsi per montare e addobbare l’albero, a modo loro, ma con infinito entusiasmo; io, irrigidita nel mio “progettare” anche gli addobbi, non riuscivo ad essere così spensierata… Li ho lasciati fare e il risultato è un albero già pieno di bei ricordi e per questo bello come nessuno!!!

Come può essere quindi uno spazio adatto alla convivialità? Di sicuro non deve essere rigido, ma flessibile; non deve essere fragile nelle sue suppellettili delicate, non deve essere carente di arredi comodi ed accoglienti, …deve avere la luce perfetta e al punto giusto…deve contemplare che ogni individuo mette la sua firma ovunque passi, anche solo per come sceglie di poggiare borse e cappotti e spesso lo sfondo migliore per accogliere tante opere diverse è neutro ed uniforme!

Dobbiamo solo scegliere a questo punto se preferiamo la casa o le persone…o forse tutte e due??

Foto da Pinterest58ff6a24deb53bc11097f1381046438d.jpg