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“La casa si trova dove è il tuo cuore” (Ilse Crafort)

Ai miei clienti, presenti passati e futuri, e alle relative ditte che mi sopportano, agli amici e colleghi a cui dico sempre la mia, anche quando non me lo chiedono, alla mia famiglia, che vive da sempre con me questa mia storia d’amore con l’architettura, a mio marito che mi sostiene giorno e notte e ai miei figli che quando progettano con me rendono tutto più magico ed entusiasmante!

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Qualche riflessione sulla buona architettura, che a Natale deve essere ancora più buona!

Chi mi conosce sa quanto questi capisaldi facciano parte del modo di operare mio e della mia amica, prima ancora che collega, Elisa Fiorini, ma è bello ripercorrerli INSIEME, per avere sempre un piccolo vademecum come promemoria!

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1) Passiamo gran parte della nostra giornata in luoghi chiusi. La maggior parte dei lavori infatti si svolgono in luoghi confinati, e i periodi usuali di vacanza sono nei momenti in cui il clima è più estremo, troppo caldo in estate e troppo freddo in inverno, per poter passare tante ore all’aria aperta. Se è importante riuscire a trovare il giusto tempo per stare fuori, meglio se a contatto con la natura, è allo stesso modo importante che i luoghi in cui viviamo siano pensati e curati fin nel dettaglio perché il modo in cui sono fatti influenza la vostra quotidianità, proprio come le persone e l’ambiente intorno.

E, al di là di alcuni concetti di base, non esiste una formula magica risolutrice, ogni ambiente va confezionato su misura per l’anima che l’abiterà!

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E in questo non posso fare a meno di pensarvi tutti, tutti voi che ci avete dato fiducia e che continuate a darcela, tutti voi a cui abbiamo dato un pezzo di cuore nel cercare di progettare il vostro spazio.

Perché un bravo architetto quando progetta per un altro essere umano, non può fare a meno di metterci il cuore, e proprio come un attore quando passa di film in film, di spettacolo in spettacolo, si immedesima in ogni ambiente, in ogni persona, nei gusti a lui più lontani, per trovargli il giusto verso, la corretta combinazione, nell’assoluto rispetto ed esaltazione delle necessità e delle richieste della persona che ha davanti. Ed è così che piano piano ti innamori anche di quel nuovo stile, di quella nuova situazione, a cui prima non avevi dato tanta importanza e scopri che, come le persone sono uniche, anche l’architettura deve essere sempre unica! Non esiste una architettura in serie perché ogni progetto è pensato per una determinata situazione in un determinato tempo!

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2) Osserva gli spazi che ti circondano attraverso tutti e cinque i sensi. E così che noi li viviamo è così che viviamo  la nostra casa, il luogo di lavoro, la palestra come anche qualsiasi luogo di svago o di degenza,.. . Anche quando pensiamo di giudicare solo con la vista o solo con il gusto, e simili, in realtà i sensi hanno lavorato tutti insieme.

Tante volte quando entro dentro allo spazio di un nuovo progetto non posso fare a meno di suonare una canzoncina nella testa oppure immaginare quale sia la più adatta.

I suoni ci accompagnano in ogni attimo della giornata e sono convinta che anche nell’assoluto silenzio, c’è sempre un po’ di musica dentro di noi!

Se in queste vacanze natalizie avete modo di essere fuori casa, osservate il vostro intorno scandagliandolo nei cinque sensi; cosa stuzzica l’olfatto? E cosa colpisce la vista? Cosa stimola il tatto e cosa il gusto? Quale dolce melodia o quale fastidioso rumore, arriva all’orecchio? Scoprirai un mondo inaspettato di dettagli a cui non avevi mai pensato!

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3) Scegli senpre materiali naturali, sono sempre belli e mutano nel tempo senza stancare mai.

I materiali naturali come il legno, le pietre, ..colpiscono tutti i nostri sensi; quando li tocchi senti che ti entrano dentro con la loro profonda vitalità!

I materiali naturali sono sempre vivi, mutano proprio come noi mutiamo negli anni, si arricchiscono di vita e mai un pezzo nuovo sarà uguale a quello vissuto in uno spazio tanti anni!

Decora con la frutta e la verdura, usa solo materiali riciclabili o biodegradabili. Non c’è bisogno di altra immondizia, ne fisica ne psicologica!

Quando acquisti un nuovo prodotto chiediti sempre quale sarà la sua fine.

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4) Gli spazi che ci circondano sono fatti della storia che hanno passato, si, proprio come le persone. Solo che le persone nascono già piene di vita, mentre i nuovi luoghi, soprattutto quelli moderni caratterizzati dal cemento, sono spesso freddi e disumani. Anche in questo i materiali naturali vengono in aiuto, perché un oggetto o uno spazio realizzato con legno massello non trattato, come si fa facilmente con il legno di castagno, è già pieno di vita, appena fatto, grazie a tutte le emozioni che si porta il legno con se! Questo è anche il motivo per cui siamo così coinvolti da alcune architetture antiche dove possiamo vederci scorrere tanta storia così in fretta e allo stesso tempo siamo riluttanti verso spazi familiari che ci portano alla mente brutti ricordi. Il design, il progetto delle architetture e  degli spazi fa anche questo. Non sono solo forme e colori, materiali e dimensioni, ma sono evocatori di ricordi o promotori di nuove emozioni, sono mediatori di sentimenti, tra cosa vogliamo e cosa vorremmo, tra quanto la nostra memoria ancestrale richiede e quanto il nostro bisogno di novità brama!

Abbiate pazienza quindi se i nostri progetti non sono belli e confezionati in poche ore, perché il progetto è un vero e pripruo percorso di conoscenza, che si fa a braccetto con il cliente, capendo meglio gli altri e se stessi.

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A Voi tutti, vicini e lontani, amici, parenti, conoscenti, amori, …a Voi tutti l’augurio di un Buon Natale 2018 e di un anno nuovo pieno di emozioni belle, di infinito amore di tante cose buone! 💝

 

A seguire 25 idee décor…

Immagini da Pinterest

 

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Un lungo silenzio ..per ascoltare (…e riportare la bellezza a casa)

Le vacanze sono ufficialmente finite, ottobre è alle porte, ormai si può iniziare serenamente a pensare alla stagione fredda, e ai magici momenti che anche lei ci riserverà!

Un lungo silenzio per ascoltare, per ascoltarvi!

Un grande filosofo greco, Zenone di Cizio (ma di sicuro non solo lui) ha detto: “La ragione per cui abbiamo due orecchie ed una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno”

Il web è sempre più un fiume in piena, non riusciamo a stargli dietro, qualcuno ne fa quasi un lavoro a tempo pieno, altri, senza dare troppo peso alle conseguenze, si accontentano del titolo ma poi si dedicano con solerzia a commentare, dedicando il loro prezioso tempo ad una causa tutta sua perché manca la base del dialogo che è l’ascolto.

Senza farla troppo lunga, vi ho osservato ed ascoltato, seguendovi, con affetto, nei racconti, in prima persona, delle vostre belle vacanze, per capirvi ancora di più, ancora meglio! Per aiutarvi poi e seguirvi nelle scelte, per riportare la bellezza a casa!

Cosa ho capito quindi?

La bella stagione ci ha fatto presto riscoprire il nostro ancestrale rapporto con la natura, siamo corsi al mare ai primi caldi e in montagna quando il caldo era insostenibile!

In entrambi i casi la natura è venuta in nostro soccorso incantandoci con i suoi giochi di luce a contatto con il caldo sole o ammaliandoci con le melodie note, ma sempre inaspettate!

Ne abbiamo approfittato per visitare le bellezze dell’architettura e dell’urbanistica, tutte concentrate nei centri storici, piccoli o grandi, l’attenzione ai dettagli sta solo lì!

Ci siamo inebriati di bellezza, guastandoci ogni dettaglio, dai decorati frontini, agli articolati capitelli, dai colori caldi e delicati, alla perfetta articolazione dei pieni vuoti, che possiamo trovare solo negli edifici tradizionali.

Le dimensioni contenute degli spazi storici hanno favorito il traffico pedonale a discapito di quello carrabile permettendoci di gustare un buon caffè e un dolcetto proprio fronte strada, così come ci piace, a contatto stretto con la vita!

Ci piace infatti farci travolgere dal traffico di persone e non di macchine!

Ci piace vedere sguardi e sorrisi, in un complesso articolato fatto di dettagli a scala umana.

Abbiamo apprezzato i colori dei centri storici e delle città turistiche, sempre caldi, corposi, e allo stesso tempo delicati ed eleganti.

I luoghi turistici sanno che l’individualità è importante, e che nella scelta di ogni dettagli si evince la cura per ogni persona.

Il fatto in serie ci avvilisce, l’originalità e l’unicità del fatto a mano ci onora e ci gratifica.

Ecco perché le più belle piazze hanno arredi particolari, studiati nel dettaglio e per quell’ambiente.

Ecco perché la bellezza, la comodità e la cura continua ne fanno una costante attrazione per i turisti.

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Siamo andati alla ricerca del bello e del curato, abbiamo scelto luoghi accuditi, in cui l’attenzione all’oggetto è anche attenzione alla persona e alla sua anima!

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Potendo, si è preferito soggiornare in case tradizionali, dove respirare tanta storia e tante esperienze uniche. I palazzi storici, le case tradizionali, fino alle masserie o fienili e monasteri ristrutturati, respirano vita, vita passata, ma esperienze sempre presenti! È il contributo corale, succedutosi negli anni,  che spesso rende un luogo davvero magico.

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Il sud d’Italia vi ha incantato con i suoi infiniti decori, il nord con le belle montagne e l’efficienza impeccabile.

Il grande assente?

Il cemento e le sue infinite distese senza soluzione di continuità;

La desolante architettura filo-razionalista, priva di decori e di dettagli e con essi spesso anche di attenzione

Il fatto in serie, troppe volte in maniera frettolosa e superficiale

Tornati a casa, le foto postate sui social sono crollate drasticamente, le nostre periferie grigie, piene di cemento ed asfalto, degradate ed anonime hanno presto spento i nostri sensi e il nostro entusiasmo e con essi la macchinetta fotografica!

Chi ha voglia di fotografare l’asfalto o il traffico delle macchine?

Almeno su internet risparmiamocelo!

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Non bisogna aspettare 12 mesi per ritrovare la serenità e i giusti stimoli perduti!

Si può imparare dai luoghi stupendi che hanno deliziato i nostri occhi e il nostro cuore e, consci delle scelte giuste, possiamo poi riapplicarle nelle case ma anche nelle piazze e negli spazi pubblici, fino alle facciate dei palazzi!

Molte teorie già esistono in merito, e l’esperienza diretta ce le può confermare!

L’attenzione al dettaglio è fondamentale, non bisogna avere paura di dedicare tempo ad un progetto di restauro o di progettazione, perché le più grandi opere hanno impiegato anni per essere realizzate. La fretta spesso si lega alla superficialità!

Bisogna scegliere con cura i materiali, preferendo quelli naturali e non tossici, e abbinarli con sapienza. I colori complementari si illuminano a vicenda, mentre le tonalità simili creano un’atmosfera più pacata.

Le sfumature sono migliaia e c’è una differenza infinita tra un colore pastoso, polveroso, corposo, luminoso, ecc… Questo si riflette sul risultato finale in maniera preponderante!

Il dettaglio e il decoro sono la nostra vita, non scegliamoli in base alla praticita ma alla bellezza.

Spesso gli elementi naturali hanno bisogno di molta meno manutenzione e invecchiano rimanendo sempre belli!

Abbandoniamo definitivamente il cemento, il razionalismo e il fatto in serie e torniamo a progettare a scala umana e con attenzione alla persona!

Ph. da Pinterest

 

 

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Per quanto tempo saranno ancora ‘belli’ i nostri Centri Storici?

La bellezza e la piacevolezza dei nostri centri storici, non è solo dovuta all’età ma ad una serie di regole e abitudini, più o meno spontanee, che hanno caratterizzato le costruzioni in quel periodo!

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Il risultato è di una vivibilità sorprendente, i materiali scelti, più per necessità che per una precisa volontà, risultano piacevoli e confortevoli al tatto, i colori sono armonici e rilassanti!

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La magia che hanno messo in atto gli antichi non si è più ripetuta ed anzi, una serie di interventi di ristrutturazione, concessi da una Pubblica Amministrazione scellerata, stanno seriamente minando le basi di questa millenaria certezza!

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Intervento di modifica della facciata, non congruo al contesto. (Foto da archivio privato)

Per quanto ancora potremmo godere dei nostri centri storici?

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Altro esempio di modifica non conforme al contesto (Immagine da Google Street View)

Quando si darà un freno a tutto questo scempio in nome del dio denaro?

Purtroppo più il centro è piccolo e più l’ignoranza in materia lascia libera la strada a modifiche più evidenti e violente; nel corso del Dottorato di Ricerca ho rilevato che queste terribili e ripetute incongruenze del tessuto storico si sono fatte, col tempo, sempre più numerose e sempre piu libere, spesso complice lo spopolamento del centro storico e il conseguente poco controllo!

Ma dato che per fare modiche di questo tipo c’è bisogno di un Permesso da parte della Pubblica Amministrazione è a lei che sento di dover dare tutte le colpe, perché se anche si è difronte a delle situazioni abusive, l’amore per il territorio e la piccolezza di quest’ultimo, dovrebbe assicurare un controllo e una verifica continua tale da evitare certe situazioni di degrado, tra l’altro, evidenti a tutti!

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Intervento tendenzialmente piu rispettoso del contesto (Foto da Google Street View)

Ph. da Pinterest (tutte quelle senza didascalia)

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Piove…ed è tutta una esplosione di colori!

Piove …..

Le gocce d’acqua riflettono la luce in tutte le direzioni, potenziano i colori, creano un’atmosfera da fiaba…

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Per un po’ la città si trasforma, i colori sono più accesi, più vividi e gli architetti studiano a fondo causa ed effetto per ricreare, nelle loro opere, questa bellissima atmosfera di magia..

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Impossibile!

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La

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Natura

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è

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Insuperabile!

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Impossibile eguagliare la natura, ma la soluzione c’è ed è portare la natura in ogni cosa, in ogni progetto, in ogni intervento!

E se le piante da sole non sono sufficienti a creare l’atmosfera pioggia, possiamo aiutarci inserendo laghetti naturali e, dove possibile, piccole cascate, nei parchi pubblici ma anche privati!

L’acqua è vita… Non può mancare mai!

Ph. da Pinterest

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Le città, musei a cielo aperto….grazie alle cortecce degli alberi!

Le città nascondono inaspettati tesori, opere d’arte quotidiane, talmente usuali che non ci facciamo quasi caso!

Uno di queste sono le cortecce degli alberi, sempre particolari, sempre diverse, creano pattern originalissimi e di grande effetto!

Le cortecce sono opere d’arte a tre dimensioni, dalla nobile funzione e dalla bellezza sorprendente!

Basta avere un po’ di tempo per guardarsi intorno e poi avvicinarsi agli alberi e studiare nel dettaglio ogni linea, ogni curva!

Quanto ci sarebbe bisogno di arte nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, negli uffici?!

Quell’arte che sa far dialogare i cuori, che emoziona, che parla e insegna sempre!

La natura è la nostra esperienza d’arte quotidiana, non perdete occasione di godervela!

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Foto da Pinterest

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Dettaglio della corteccia di un albero di prugno a piazza Gaucci a Colleferro

 

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Chi progetta gli ospedali…

…poi ha mai passato li un periodo di degenza?

Generalmente si entra in ospedale per motivi di salute fisici e si finisce per ammalare il cuore, schiacciato dalla vista continua di un luogo asettico, spesso bianco o dai colori pallidi (quasi a ricordare quanto si è malati!), corridoi infiniti, un labirinto di stanze tutte uguali, riconoscibili solo dai numeri marchiati in fila sulle porte proprio come si fa per le mucche nelle stalle!

Come si può essere architetti, progettare un ospedale, scegliere le misure giuste, i materiali più igienici, i percorsi più sicuri e dimenticarsi poi dell’animo delle persone?

Non sarà che tutto questo pallidume influenzi anche l’animo di dottori e infermieri, allo stesso tempo spesso cupi e spenti?

A differenza della maggior parte degli ospedali italiani, nel resto del mondo, molti istituti hanno scelto di progettare gli spazi di degenza, ma anche le sale operatorie, i corridoi, ecc, riempiendoli di energia e di positività grazie a colori e decori ma anche all’uso sapiente del legno, materiale del benessere per eccellenza e la ridefinizione dei concetti legati agli spazi.

Per esempio, in Spagna il centro diurno per l’infanzia Vall d’Hebron didi Barcello è stato rinominato  “Parc d’Atencions” (parco delle attenzioni, nel senso di prendersi cura) rimandando al gioco di parole dovuto alla somiglianza con il termine catalano “diversió”, che sta per parco divertimenti (termine sicuramente più familiare a bambini e bambine). È un luogo dove i più piccoli e i loro familiari vengono accolti e assistiti da un punto di vista medico, personale ed emotivo oltre che per merito dello staff, anche per la cura con cui gli spazi sono stati gestiti e allestiti. Il progetto è stato realizzato da Fundación Small insieme allo studio di architettura  Plasencia  Arquitectura.

E ancora, il London Children’s Hospital, ha scelto di coinvolgere degli artisti, attraverso l’associazione Vital Arts, per dare animo agli spazi dell’ospedale!

E ancora…

Cari Dottori, dato che i pazienti non possono fare niente, almeno voi ribellatevi a queste scelte e chiedete a gran voce di riportare la vita anche negli ospedali!

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La Comunicazione del Design

Chi conosce il linguaggio del design?

L’ambiente che ci circonda parla di noi ma non solo, parla con noi! Ci ricorda ogni giorno chi siamo e come ci sentiamo! Per questo è importante saper padroneggiare il linguaggio del design per non rischiare di cadere in problemi di comunicazione!

Sembra tutto semplice: metto un quadro li, una lampada qui, le sedie le prendo bianche, le tende gialle, ecc…

Il risultato spesso però è simile allo scarabocchio di un bambino perché manca la maturità di linguaggio che trasforma un insieme di elementi in un ambiente che “parla”!

C’e differenza infatti tra quello che sentiamo e desideriamo e la sua realizzazione, come quando si rappresenta su un quadro un paesaggio o si ferma un momento su una foto!

Non basta mettere la carta da parati con disegnate piante e fiori per respirare un clima tropicale o colorare tutto di blu, celeste e bianco per sentire il rumore del mare! Il velluto é elegante, i materiali concreti e naturali caratterizzano spesso le abitazioni tradizionali mentre gli arredi moderni stridono in una casa di campagna, ecc..

Non per mettere limitazioni alla fantasia o alla voglia di osare, ma come Carnevale dura un tempo limitato anche per gli azzardi c’è il giusto tempo e il giusto luogo.

Se si vuole godere di ambienti piacevoli bisogna lavorare sull’armonia!

Tutto ciò che è universalmente bello si basa sull’armonia, l’armonia dei colori, delle dimensioni, delle proporzioni, delle simmetrie. Noterete che anche la composizione più bizzarra non apparirà confusa e disordinata se è basata su una elaborata armonia!

Ho scelto questo bellissimo video di Laura Pausini per farvi notare come certe scenografie, attentamente scelte, sanno parlare più di mille parole:

Gli specchi, posizionati sorprendente mente in mezzo alla natura, comunicano alla perfezione ciò che sentiamo quando c’è una persona nelle vicinanze, la percepiamo ma non la vediamo se non con il riflesso della mente! Un oggetto apparentemente fuori luogo quindi aiuta a rendere bene una situazione meglio di qualsiasi altra cosa. Quindi se volete un ambiente tropicale, riempitevi di piante, ma soprattutto scegliete una casa con ampi balconi e ancora meglio giardini e piscina; godetevi ciò che c’è di vero, di reale: il sole caldo e la fresca vegetazione! Se volete un ambiente elegante ed impostato non potete fare a meno del velluto; se sognate la casa al mare, trovate l’occasione di andarci davvero al mare: come è bella l’immagine della Pausini sdraiata sul tavolo mentre le onde fanno avanti e indietro?! Il nero è elegante ma non può essere imposto ad ogni situazione formale; l’illuminazione soffusa è ideale per atmosfere rilassanti, molto meno per feste dinamiche; osare con i colori o con i decori va bene solo se va fatto dentro uno schema controllato; ecc…

La grammatica del design è un mondo tutto da scoprire insieme all’aiuto di un architetto sensibile ed esperto!

Cosa aspettate a fare domande per saperne di più?

Intanto godetevi il video di Laura Pausini e di seguito una carrellata di esempi sul tema, da Pinterest

 

 

 

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Carnevale e Sicurezza

Carnevale e Sicurezza sono due termini che  non hanno niente a che fare e mi rimandano alla medesima controversia tra fantasia e architettura!

Il Carnevale è il simbolo per eccellenza della libertà: grazie alla maschera possiamo desiderare di essere chiunque altro; il colore ci fa assaporare il divertimento e lo svago ed entrambi, insieme, ci accompagnano attraverso quel processo di rigenerazione che ci permetterà di  affrontare, con energie rinnovate, il nuovo anno.

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L’ombra della Sicurezza pero è caduta anche su questa millenaria kermesse: quest’anno il limite di visitatori del volo dell’Angelo in piazza San Marco é stato ridotto ulteriormente a 20mila persone. La misura é stata presa in ottemperanza al cosiddetto decreto Minniti sulla sicurezza delle manifestazioni all’aperto, per assicurare ordine e facilitare la gestione e il controllo.

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Difficile immaginare Venezia, stretta tra le barricate, difficile vedere il suo eco mondiale di  arte e cultura diventare appannaggio di quei pochi che potranno goderla dal vivo. Questo spettacolare evento, nato circa mille anni fa dal desiderio di donare al popolo un periodo di  libertà e svago, livellando le differenze sociali grazie all’uso delle maschere, è stato piegato e sottomesso dal terrore. La stessa cosa è successa alla fantasia dell’architetto!

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Quante volte la fantasia e la creatività degli  architetti è stata violentata e maltrattata con la scusa della crisi, del tanto non si può fare? Nasciamo creativi e ci trasformano in disillusi.

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E invece la creatività, l’arte, è una caratteristica dell’essere umano che ci nutre, ci aiuta a trovare soluzioni, ci realizza!

Quale architetto non si incanta davanti al Carnevale di Venezia, per i suoi colori, gli infiniti decori, la compresenza di materiali solidi e millenari dei magnifici palazzi storici, la scenografia magia della laguna, i pizzi e merletti, gli infiniti decori e dettagli che si ritrovano tanto sulle maschere quanto sugli edifici

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A Venezia la magia è di casa e nei giorni del Carnevale trova la sua massima espressione!

Speriamo che la paura non privi mai Venezia di questo momento sociale dal forte potere terapeutico e rigenerante e che l’architetto, seguendo l’esempio, non faccia barricare la sua più potente arma che è la fantasia e non abbandoni mai la sua propensione ad elaborare nuove soluzioni per il bene della comunità.

Ph. da Pinterest

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Benvenuto 2018!… A tutto #colore!

Benvenuto 2018!… A tutto #colore!

Davvero pensavate che il nuovo anno inizia il primo gennaio? Per me si volta pagina davvero il primo giorno feriale dopo la Befana, quando si riparte con il solito tram tram, scuola, ufficio, famiglia, ma con tanta voglia di fare, di porsi e raggiungere nuove sfide e nuove obiettivi, di cambiare…in meglio, sempre!
Chi oggi non sente dentro quel fremito di essere di fronte ad una nuova sfida? Chi non prova quella sensazione di poter ricominciare, riprovare?

Quest’anno abbiamo a disposizione una infinità di #colori di cui poter godere, usandoli nell’arredamento, nel vestiario, nella grafica, …nelle città! L’unica condizione è che siano #vivaci, #grintosi, pieni di #energia da #condividere!

Il primo della lista però deve essere il #verde, il verde delle piante, della #natura, dei #prati #freschi, dei #boschi, della #sostenibilità, della #riduzione dei rifiuti (vi segnalo il sito zero waste Italia http://www.zerowasteitaly.org/ dove si possono trovare tante informazioni utili)!

I colori non sono solo moda, sono nutrimento per l’anima, hanno un grande potere di comunicare e di far stare bene, ma anche male!

Saper usare i colori è come saper comporre una frase; non è scontato e bisogna studiare per farlo bene; altrimenti avremmo sempre ambienti monotoni, privi di personalità e insoddisfacenti!

Quindi iniziamo un 2018 più verde e poi scorpiamo insieme, giorno dopo giorno, quanti bei colori ci offre la natura e cosa possono fare per noi!

Che sia per tutti voi un 2018 a tutto colore!!!

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Foto (da Pinterest) Villa Torrigiani a Lucca

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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 3) Decorare con frutta e verdura

Vi siete mai resi conto di quanto sono belli e decorativi la frutta e la verdura di stagione?

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La natura ci viene incontro riscaldando i nostri sensi con frutta e verdura dai colori caldi e intensi!

Come sono belle le mele rosse raccolte in una cesta? O ancora le melagrane, magari alternati con frutta secca?

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Per chi dunque non ha tempo per cimentarsi in lavoretti fai da te o dolcetti tradizionali, può farsi aiutare dalla natura decorando casa (ma anche l’ufficio, il negozio, lo studio, ecc) con ceste che contengono frutta e verdura di stagione, alternando elementi tutti uguali, come può essere dei cesti con mele rosse, ad elementi misti, quindi accostando frutta e/o verdura in maniera decorativa!

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L’effetto è assicurato anche con poca fatica, e, come facevano le nonne, a fine pranzo si può sempre usufruire di qualche decorazione mettendo al centro tavola questi festosi cestino della frutta!

E per la tavola di Natale?

Non disperate… c’è molto da sbizzarrirsi anche lì e spesso i prodotti della natura sono molto più belli e originali

Un semplice ma elegante  centrotavola..

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Un dessert light…

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Un ottimo modo per far profumare la casa a festa…

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Provate anche voi a rivalutare i prodotti commestibili come semplici elementi decorativi per una casa più accogliente e Natalizia e, se volete, condivide idee e immagini con noi!

Foto: da Pinterest