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Piove…ed è tutta una esplosione di colori!

Piove …..

Le gocce d’acqua riflettono la luce in tutte le direzioni, potenziano i colori, creano un’atmosfera da fiaba…

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Per un po’ la città si trasforma, i colori sono più accesi, più vividi e gli architetti studiano a fondo causa ed effetto per ricreare, nelle loro opere, questa bellissima atmosfera di magia..

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Impossibile!

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La

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Natura

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è

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Insuperabile!

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Impossibile eguagliare la natura, ma la soluzione c’è ed è portare la natura in ogni cosa, in ogni progetto, in ogni intervento!

E se le piante da sole non sono sufficienti a creare l’atmosfera pioggia, possiamo aiutarci inserendo laghetti naturali e, dove possibile, piccole cascate, nei parchi pubblici ma anche privati!

L’acqua è vita… Non può mancare mai!

Ph. da Pinterest

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Il bagno che non ti aspetti….ma che ti soddisfa!

Due, tre, quattro metri quadri…

Qual’è la misura minima per un bagno?

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Si fa a gara a farli sempre più stretti, sempre più compatti; rimpiccioliscono i sanitari, si compattano i lavandini…

Ma il bagno è un servizio che offre (o potrebbe offrire) molto di più!

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Una vera e propria stanza, alla stregua delle altre! Da progettare con la stessa cura e attenzione che si riserva alle aree più in vista come il soggiorno o il terrazzo/giardino!

La Sala da Bagno, dove rilassarsi grazie all’acqua, alla luce e alle piante; il luogo rigenerante dove prendersi cura della salute e del corpo.

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Molti metri quadri in più rispetto ai minimi di legge, molti metri quadri non per soli ricchi ma per scelta!

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La scelta di ridistribuire le funzioni in modo diverso, per avere spazi più belli e funzionali!

Chi non vorrebbe cambiarsi direttamente al bagno, piuttosto che fare avanti e dietro dalla camera?

Chi non vorrebbe riposare senza l’incombo del guardaroba straripante o rilassarsi sul divano senza sentire l’immane prenza della libreria stracolma?

La soluzione è semplice e sta nella rilocalizzazione delle stesse funzioni in punti differenti dell’abitazione!

Il guardaroba può liberare la camera da letto posizionandosi nel corridoio o in una camera a se, purché sia vicino al bagno; il bagno può essere più grande ed ospitare varie funzioni, le stesse che si finisce per fare in luoghi non idonei come la camera da letto o peggio nel soggiorno; la libreria, accumulatrice di polvere e di caos, sta meglio in uno spazio di passaggio come il corridoio o l’ingresso, in modo da offrire più aria e comfort al soggiorno, ecc…

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Qual’è la tua stanza del relax? Hai mai provato a distribuire le funzioni di casa sulla base dei tuoi bisogni?

Io sogno un bagno affascinato sul verde…

Ph. da Pinterest

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Quando volevamo essere bambini..

Non siamo più bambini, eppure pensiamo di poterlo essere a piacimento quando vogliamo, basta un po’ di spensieratezza e nessuna responsabilità!

Ma non è sufficiente! Per essere bambini, ci vuole energia allo stato puro, vera spensieratezza, ingenuità, curiosità all’ennesima potenza!

Non siamo bambini e non lo saremo mai più! Proprio per questo è importante che i bambini possano vivere liberamente la voglia di sperimentare e la necessità di conoscenza, seguendo, senza remore, i propri istinti!

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

Ecco che questo asilo soddisfa a pieno l’esigenza di movimento, curiosità e sperimentazione, tipica di ogni bambino eelo fa  stretto contatto con la natura, nostro bisogno primario!

Così spiegano infatti i progettisti e coniugi Takaharu e Yui Tezuka: “Siamo stati determinati nel voler condurre il giardino esterno anche all’interno dell’edificio, attraverso i tre alberi di Zelkova, nei limiti del possibile; ed abbiamo voluto creare un edificio con spazi fluidi e continui, aperti verso l’interno grazie alla pianta circolare”

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

Il cerchio è una forma accogliente, simula il grembo materno e ci fa sentire tutti più sicuri.

Il rapporto costante con la natura è assicurato dalle grandi e continue vetrate, che permettono di godere della luce naturale per gran parte della giornata; la copertura, con pavimento in legno, è un grande spazio di gioco, che parte dal piano terra e sale idealmente verso il cielo. Non c’è separazione fisica come non c’è separazione nella mente dei bambini, che così sono sempre liberi di scegliere e sperimentare!

 

 

La presenza costante della natura raggiunge il massimo livello grazie al contatto giornaliero con sequoie centenarie che crescono proprio dentro gli spazi scolastici

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

 

I bambini sono liberi di salire e scendere dall’albero per puro gioco o per salire sul tetto o…..quello che la fantasia gli consiglia!

Ogni giorno crescono insieme alla natura che li li circonda imparando vicendevolmente che cosa è la vita!

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Fuji Kindergarten, Tachikaw, Tokyo – Studio Tezuka

Approfondimenti

https://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/progetti/nel-mondo/albero-asilo-fuji-kindergarten-403/

-https://it.tiny.ted.com/talks/takaharu_tezuka_the_best_kindergarten_you_ve_ever_seen

Ph. da Pinterest

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Comunque vadano le elezioni 2018 (Ops!…siano andate) l’unica soluzione è la rigenerazione dal basso

Cambiano i politici ma la città è sempre la stessa!

Non è solo un problema di gestione ma di cultura: un tempo lo spazio pubblico era solo una estensione di quello privato e così ci si sentiva responsabili della sua cura e del suo uso; questo ancora avviene in molti centri storici dove le viuzze sono sempre adorne di vasi e fiori, di nonnine che sferruzzano sulle sedie portate da casa, di panni stesi!

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Qual’è il limite, nei centri storici, tra spazio pubblico e spazio privato? È difficile definirlo perché il passaggio è molto graduale e la strada ne risente dell’influenza positiva dei suoi abitanti: a tratti è zeppa di fiori, a tratti ricoperta di ceramiche lungo le facciate, talvolta si trova un cuscino su una scaletta di accesso; i numeri civici non sono mai uguali mentre la strada è costantemente limpida! Avete mai visto le viuzze pedonali di un centro storico sporche? Io mai!

Quando ero piccola ho vissuto per un periodo nel più entusiasmante parco giochi di sempre: il piccolo borgo di Collepardo, in provincia di Frosinone. Per noi bimbi era come una gigantesca casa delle bambole: i genitori seduti sull’uscio di casa, i ragazzi sulle scalinate della chiesa; i bambini sempre in movimento! Le sbarre di ferro a borda strada ci permettevano di girare come gli acrobati al circo, le scalette degli ingressi erano un modo per sperimentare percorsi nuovi, le piantine che crescevano sui muri spaccati o tra i sampietrini erano la base per infiniti giochi di ruolo, ecc..

La vita si svolgeva in uno spazio condiviso che era responsabilità di tutti!

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Poi la città funzionalista ha rimesso tutti a loro posto: quello che è privato te lo gestisci tu e quello che è pubblico il Comune!

Questa entità astratta ha rubato la libertà dello spazio pubblico e allo stesso tempo è diventato il capro espiatorio per ogni male della città! Qualsiasi problema è causa di una cattiva gestione della città, e mai ci si interroga su quelle che sono le nostre responsabilità su uno spazio che anche nostro!

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Ancora oggi comunque non disdegnamo di sperimentare la città a modo proprio; pensiamo al caso in cui ci sediamo sulle scalinate, o sul bordo delle fontane, anche se non sonobstate pensate pervquesto scopo; ci sdraiamo a terra nei parchi pubblici come stessimo sul letto di casa, o partecipiamo a grandi eventi  accalcati a sconosciuti!

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Il senso della città come il vivere in comunità fa ancora parte di noi; è arrivato il momento di fare un passo avanti eeprendere coscienza che se vogliamo davvero una città, un paese, migliore dobbiamo iniziare curando e migliorando il fazzoletto di terra di fronte alla nostra abitazione. Solo così, facendo ognuno il suo, si avranno città moderne, funzionali e belle come i nostri magnifici centri storici!

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Volete essere anche voi i protagonisti della Rigenerazione e non solo tante anime in fila in attesa di verdetto?

Partiamo insieme per questo progetto condiviso!!!

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Ph.da Pinterest

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Elezioni 2018…e l’architettura partecipata!

Che c’entra l’architettura con la politica?

 

Molti pensano agli architetti come l’angelo nero del politico di turno, ma se così fosse non ci sarebbero tanti architetti a spasso!

Purtroppo non ci ascolta nessuno, anche li dove è di nostra competenza!

Ma arriviamo al dunque: cosa c’entrano le elezioni 2018?

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C’entrano nel momento in cui le scuole diventano la sede per questo importante evento!

E dove altro farlo altrimenti?

Molti ragazzi staranno gioendo per questi giorni di vacanza, senza pensare che quello che non impareranno in quei due giorni di scuola non lo impareranno più, perché la vita non da tempo di recuperare, mai!

Quindi nel momento in cui i giovani cedono un po’ della loro cultura per gli affari degli adulti, è giusto anche ricordarci quanto sia importante ascoltare la loro voce, attraverso PROGETTAZIONE PARTECIPATA con i BAMBINI?

Ecco che l’architettura inizia ad avere a che fare con la politica!

Gli edifici, dove i nostri ragazzi studiano oggi, sono ben lontani dalle Scuole Innovative di cui si e largamente dibattuto negli ultimi anni: sono spesso edifici destinati a usi differenti o pensati, molto tempo fa, come contenitori vuoti!

Ma qualcuno si è mai posto la domanda di chiedere agli studenti, bambini e ragazzi, come vorrebbero che sia la loro scuola?

C’è una strada percorribile ed e quella della Progettazione Partecipata con i bambini:

Il riconoscimento dei diritti dell’Infanzia attraverso la convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, stipulata a New York nel 1989, (ratificata in Italia dalla legge 27 maggio 1991,  n. 1761) riconosce i bambini come cittadini a cui spetta il diritto di esprimere liberamente la propria opinione su ogni questione che lo interessa, nonché l’accessibilità ad occasioni di partecipazione ed opportunità di
autodeterminazione.

Inoltre afferma che “Il soddisfacimento delle esigenze dei bambini e dei giovani
presuppone, per quanto dipende dall’amministrazione comunale, che si offrano loro, così come a tutti i cittadini, spazi, attrezzature e servizi adeguati per il loro sviluppo sociale, morale e culturale”.
La Carta riconosce quindi il ruolo formativo dell’ambiente urbano e la corresponsabilità
che esso ha nello sviluppo socio‐culturale di tutti i cittadini, a partire dai bambini,
demandando altresì il compito di salvaguardare questo ruolo alle amministrazioni locali delle città che la hanno sottoscritta.

Da quest’anno, quando tornate tutti a scuola, per vostre, ringraziare i nostri ragazzi e ricordatevi che non hanno voce in capitolo per quanto riguarda la città che abitano ed è ora che qualcosa cambi!

 

Quando già ne parlavo…di progettazione partecipata: https://iannifioriniarchitetti.wordpress.com/2017/11/21/quale-la-progettazione-piu-bella-e-piu-difficile/

Qui qualche info in più!

Ph. Pinterest

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La neve è bella…dal calduccio di casa!

La neve è neve un pò ovunque, è silenziosa, è rilassante; a tratti somiglia allo zucchero a velo, a tratti ad una calda coperta!

Chi oggi in Italia si è goduta questa bellissima giornata di neve deve dire un pò grazie anche agli architetti e agli ingegneri!

Chi, invece, si è congelato al freddo e al gelo, sa cosa intendo!

Se oggi abbiamo potuto ammirare il paesaggio imbiancato e godere dei suoi effetti rilassanti è perché, tanto tempo fa, qualcuno ha studiato il modo di riscaldare i nostri spazi con il gas e i termosifoni!

Non voglio con queste mie parole interrompere la magia, anzi, vi posto subito un pò di foto scattate oggi a Colleferro (RM)

 

E’ fantastica!

Quindi se oggi non ci sono caduti tetti in testa, non siamo congelati dal freddo e via dicendo è perché il mondo dell’edilizia ha messo in atto una serie di studi che hanno permesso di realizzare edifici forti per reggere il peso della neve e saggi per tenere il freddo a distanza!

Non avrebbe senso qui solo una celebrazione della categoria se non si sfruttasse l’occasione per sensibilizzare sul tema e in particolar modo sull’importanza di fare progetti in regola e sull’efficientamento energetico degli edifici!

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In questi ambiti il fai da te spesso non porta a risultati soddisfacenti, per questo è importante affidarsi ai professionisti quando si decide di intervenire sulle strutture della propria abitazione e allo stesso tempo è importante non sottovalutare lo spreco di energie di un edifico non isolato a dovere: l’isolante infatti è un pò come la nostra pelle, fa respirare il corpo ma allo stesso tempo lo protegge; lì dove si crea una ferita nella pelle si ha una perdita di materiale dal corpo. Lo stesso vale per la casa: l’isolante, se non ben dimensionato e distribuito rimane solo un ornamento! Come fare? Agire solo se si è preparati o contattare un esperto (architetto o ingegnere)!

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Come l’adeguamento strutturale vale non solo per le nuove costruzioni ma anche quelle esistenti e si può fare tranquillamente con il legno, allo stesso modo si può migliorare l’efficienza energetica di un edificio antico. La normativa ormai impone alle nuove costruzioni il raggiungimento di un certo livello di isolamento termico che, posso assicurare, è notevole! A seconda delle dimensioni dell’edificio e del tipo di riscaldamento, i consumi possono arrivare vicini allo zero!

Per gli edifici esistenti l’isolamento può essere fatto esternamente, internamente (anche se meno efficiente) o all’interno delle murature grazie all’isufflaggio di materia liquida.

Come per le strutture mi sento di consigliare vivamente il legno, anche per l’isolante bisogna cercare tra i tanti disponibili di origine naturale!

La scelta del materiale, infatti, oltre alla posa e alla corretta realizzazione, può influenzare il risultato finale in termini di salubrità e qualità degli ambienti!

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Non me ne vogliano gli architetti per questa super sintesi del problema, ma lo scopo era innanzi tutto sensibilizzare sul tema e non spiegarne tutte le soluzioni.

Ph. archivio privato Francesca Ianni architetto

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L’architettura deve essere Corretta o Scenografica?

Il dilemma senza fine tra l’essere giusti, corretti ed essere appariscenti, scenografici!

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In uno dei miei primi lunghi viaggi di ritorno dall’università, mentre ricaricavo le energie spalmata su uno dei tanti sedili sfasciati del treno, vedo passare una ragazza senza tempo, bellissima ed elegante, fisico perfetto appena accennato in un tailleur classico e gonna fin sotto il ginocchio! Non era appariscente ma era perfetta!

Tra le altre donne con cosce all’aria, pellicce e colori vistosi, la sua bellezza non era chiassosa eppure era indiscutibilmente superiore!!!

Allo stesso modo c’è una architettura elegante, perfetta nell’assolvere le funzioni richieste, di una bellezza appurata, nelle sue linee universalmente apprezzate; corretta nel ricercare come prima cosa la soddisfazione dell’utente finale!

Negli anni, man mano che le crescenti abilità pubblicitarie hanno cambiato le sorti del commercio, si è fatta largo una architettura appariscente, scenografica, frivola e veloce, proprio come uno spot! L’architettura dello show, l’architettura più nota appunto per la sua natura vistosa!

Quanti sono andati a vedere, incuriositi, l’acqua della Fontana di Trevi a Roma tinta di rosso e quanti ancora invece si sono soffermati sulla bellezza di quel bene culturale, sugli infiniti decori e dettagli, ecc? Pochi e forse erano turisti!

La bellezza usuale non ci colpisce e quindi non fa notizia!

Ma l’architettura non può limitarsi a fare notizia!

E’ giusto quindi fare una architettura scenografica, che fa notizia o una architettura duratura, comoda, corretta, per le persone?

L’architettura dello show può andare bene per eventi temporanei, per le pubblicità, per le feste; ben diverso è il quotidiano dove l’architettura deve pensare a molteplici fattori che vanno dalla luce ai materiali, dalla salute ai colori, dalle temperature ai rumori, ecc…e molto dipende dal fine che un determinato edificio deve avere!

L’edificio della copertina è la Fondazione Prada a Milano, ad opera dell’architetto Rem Koolhaas che ha trasformato una distilleria risalente agli anni Dieci del Novecento nella nuova sede permanente della Maison Prada a Milano.

Sulla stessa linea anche l’intervento per la Boutique Chanel ad Amsterdam ad opera dello studio MVRDV.

Si è preso un edificio, si è stravolta completamente la sua vocazione ottenendo qualcosa di completamente diverso, nuovo! Non un recupero ma una vera e propria sostituzione: malgrado sia stata mantenuta la dimensione e l’alternanza delle bucature, la parete interamente vetrata e la conseguente diversa luminosità passante, ha segnato l’unità delle facciate del complesso architettonico. Un intervento vistoso che ha cancellato ogni traccia delle preesistenze e con esse i loro valori!

Eppure Coco Chanel rivoluzionò si il concetto di eleganza femminile, sostituendo i poco comodi e opulenti abiti dell’epoca, con abiti più lineari e funzionali, ma il suo stile è rimasto indiscusso nel tempo perchè era carico di armonia e bellezza!

Quindi non è la novità in assoluto ad essere vincente ma la vera innovazione!

Gli interventi di Milano e di Amsterdam sono più vicini ai pantaloni strappati, che tra l’altro non mi sono mai piaciuti!

 

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Boutique Chanel, Amsterdam
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Boutique Chanel, Amsterdam

 

 

Contemporaneamente, sempre a Milano, altri interventi, sicuramente meno chiassosi, hanno deciso di riqualificare degli edifici industriali mantenendo intatta la vocazione ma consentendo il riuso!

Dopo tutto non è sempre necessario laccare gli edifici per metterli a nuovo!

Il fascino di queste strutture sta proprio nei muri sgretolati, nelle travi decorate dalla ruggine, nell’atmosfera comoda e rilassata!

 

Cascina Cuccagna Milano

“Progetto Cuccagna recupera all’uso pubblico dei cittadini i preziosi e grandi spazi della settecentesca omonima cascina urbana, fin qui cadente e abbandonata, per farne un luogo di incontro e aggregazione, un laboratorio attivo di cultura, un punto di riferimento per la ricerca comune di benessere sociale e di qualità della vita. Un’impresa esemplare sostenuta e finanziata da chi ha a cuore il futuro della città. “

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Fonderie Milanesi, Milano

“Per trovare le Fonderie Milanesi, bisogna addentrarsi in un cortile ricoperto di ghiaia, su cui si affacciano garage e officine. È come fare una passeggiata indietro nel tempo, nella Milano di un secolo fa. In fondo, quasi nascosta, una ex fonderia artistica trasformata nel 2013 in un locale dall’aria magica, frutto di un lavoro di recupero che ha salvaguardato anziché stravolgere”

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Questi progetti hanno regalato atmosfere davvero originali pur mantenendosi intatti!

C’è una moda bella e sostenibile … (vedi approfondimento:   https://wordpress.com/post/iannifioriniarchitetti.wordpress.com/1202 )

..ma è scomoda e laboriosa: la moda dei popoli dell’Oceania, che ancora sanno vestirsi di foglie e fiori, regalandoci scenografie spettacolari, ma sono legati a lunghe ore di lavoro per preparali e spesso sono pesanti da indossare!

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Come per la moda, anche l’architettura non è sufficiente che sia bella e ancora meno appariscente!

L’architettura deve essere buona!

Ph. da Pinterest

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L’architetto secondo Vitruvio…ma anche secondo me!

“Vitruvio, già nel 15 sec. a.C dà all’architettura il titolo di scienza, ma non si limita a questo: anzi, la eleva al primato, in quanto contiene praticamente tutte le altre forme di conoscenza. Nella fattispecie, l’architetto deve avere nozioni di:

  • geometria: deve conoscere le forme con cui lavora
  • matematica: l’edificio deve stare in piedi, per questo vanno fatti dei calcoli specifici
  • anatomia e medicina: costruisce luoghi per la vita dell’uomo, per questo deve conoscere le proporzioni umane, deve fare attenzione a illuminazione, arieggiamento e salubrità di città ed edifici
  • ottica ed acustica: basti pensare ai teatri
  • legge: chiaramente, la costruzione deve seguire norme ben precise
  • teologia: nel caso di edificazione di templi, questi dovevano essere graditi agli Dei
  • astronomia: particolari tipologie di edifici, soprattutto luoghi di culto, dovevano tenere conto della posizione degli astri
  • meteorologia: il microclima del luogo di costruzione dell’edificio è fondamentale per le caratteristiche che deve avere.

L’architettura è imitazione della natura, l’edificio deve inserirsi armoniosamente nell’ambiente naturale. L’architetto deve possedere una vasta cultura generale, anche filosofica (il modello del De oratore di Cicerone è presente in Vitruvio), oltre alla conoscenza dell’acustica per la costruzione di teatri ed edifici simili, dell’ottica per l’illuminazione degli edifici, della medicina per l’igiene delle aree edificabili.

Vitruvio, nei proemi, mira anche a conferire all’architetto prestigio culturale e sociale solitamente negato ai tecnici antichi.” (Cit. Wikipedia)

Ecco perché non ci si improvvisa architetti, ecco perché un buon architetto non smette mai di studiare e di avere sete di conoscenza, ecco perché un coscienzioso architetto non può non farsi domande, sempre, ovunque, ecc.

L’architetto è il tuttologo che si occupa del bene delle persone e per fare questo deve conoscerne a fondo tutti gli aspetti!

Bisogna pretendere da un architetto preparazione e sensibilità e allo stesso tempo essere grati e riconoscenti per il suo lavoro che è innanzi tutto Amore!

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Il verde terapeutico

Non bisogna essere malati per ricevere gli effetti benefici derivanti dalla vicinanza della natura!

Numerosi studi hanno dimostrato che passeggiare nel bosco o in un parco, curare l’orto, ammirare i fiori e le piante, ha smisurate ripercussioni positive sulla nostra salute fisica e mentale!

La natura è un bisogno, di tutti!

Si fa un gran parlare di giardini terapeutici, orti didattici, orti d’ufficio, orti sociali, come se la natura si potesse scandagliare in scatolette e dividerla per funzione! La natura non è un oggetto che si può rigirare a nostro piacimento!

Si può invece riconoscerle il suo valore e l’importanza che riveste per la nostra esistenza e fare in modo che possa far parte della vita di tutti, e ancora più di chi è costretto per molto tempo tra quattro mura!

La natura quindi ci viene incontro li dove l’abbiamo dimenticata: negli uffici, nelle scuole, negli ospedali!

Per via del gran clamore che si sta facendo in questi mesi per il nuovo e attesissimo giardino terapeutico a firma Boeri voglio dedicare due righe al concetto di giardino terapeutico!

Giardino terapeutico è quasi un pleonasmo: la natura infatti è la cura per ogni cosa ed estenderla anche ai degenti negli ospedali non è un surplus ma un dovere! L’errore è a monte quando si è pensato di poter ammucchiare persone dentro a scatoloni vuoti, come si fa con le mucche dentro le stalle! Oggi si parla di giardini terapeutici come si fosse fatta una incredibile scoperta e ancora non si riconosce quanto sia invece importante per tutti i pazienti poter sopportare la malattia sentendosi a casa, o almeno in un luogo che sappia di casa!

A quel punto sarebbe naturale che affacciandosi da una finestra, preferibilmente di legno massello, materiale terapeutico per eccellenza, possano vedere prati fioriti, alberi, uccellini e bambini correre; che possano scegliere di indossare la tuta e uscire a godere di quel bel paesaggio!

Qualsiasi altro progetto, seppur super propagandato, che non si ponga come primo obiettivo di dare ai malati una casa piuttosto che una stalla, non ha motivo di esistere!

Di seguito una serie di esempi di ospedali ed ospizi presi da Pinterest dove si vede come il vero giardino terapeutico è quello quotidiano, che si può osservare dalle finestre, che borda le entrate, che decora e colora tutto!

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Chi progetta gli ospedali…

…poi ha mai passato li un periodo di degenza?

Generalmente si entra in ospedale per motivi di salute fisici e si finisce per ammalare il cuore, schiacciato dalla vista continua di un luogo asettico, spesso bianco o dai colori pallidi (quasi a ricordare quanto si è malati!), corridoi infiniti, un labirinto di stanze tutte uguali, riconoscibili solo dai numeri marchiati in fila sulle porte proprio come si fa per le mucche nelle stalle!

Come si può essere architetti, progettare un ospedale, scegliere le misure giuste, i materiali più igienici, i percorsi più sicuri e dimenticarsi poi dell’animo delle persone?

Non sarà che tutto questo pallidume influenzi anche l’animo di dottori e infermieri, allo stesso tempo spesso cupi e spenti?

A differenza della maggior parte degli ospedali italiani, nel resto del mondo, molti istituti hanno scelto di progettare gli spazi di degenza, ma anche le sale operatorie, i corridoi, ecc, riempiendoli di energia e di positività grazie a colori e decori ma anche all’uso sapiente del legno, materiale del benessere per eccellenza e la ridefinizione dei concetti legati agli spazi.

Per esempio, in Spagna il centro diurno per l’infanzia Vall d’Hebron didi Barcello è stato rinominato  “Parc d’Atencions” (parco delle attenzioni, nel senso di prendersi cura) rimandando al gioco di parole dovuto alla somiglianza con il termine catalano “diversió”, che sta per parco divertimenti (termine sicuramente più familiare a bambini e bambine). È un luogo dove i più piccoli e i loro familiari vengono accolti e assistiti da un punto di vista medico, personale ed emotivo oltre che per merito dello staff, anche per la cura con cui gli spazi sono stati gestiti e allestiti. Il progetto è stato realizzato da Fundación Small insieme allo studio di architettura  Plasencia  Arquitectura.

E ancora, il London Children’s Hospital, ha scelto di coinvolgere degli artisti, attraverso l’associazione Vital Arts, per dare animo agli spazi dell’ospedale!

E ancora…

Cari Dottori, dato che i pazienti non possono fare niente, almeno voi ribellatevi a queste scelte e chiedete a gran voce di riportare la vita anche negli ospedali!