Quante volte avanti alle brutture del mondo ci verrebbe voglia di chiudere gli occhi?
Chiuderli e riaprirli in una favola, in un sogno, dove tutto funziona bene!
Questo vale ancora e tanto in Architettura dove anche un piccolo errore può lasciare traccia di se per sempre, dove scelte sbagliate diventano chilometri di angoscia e male di vivere!
Eppure il sogno è già realtà, basta saperlo riconoscere!
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La natura è la nostra favola!
Piante e fiori sono sempre belli, anche senza alcuna cura, ovviamente a patto che siano con le radici ben piantate a terra!
Avete mai visto qualcuno che cura i boschi?
Li dove non c’è la mano dell’uomo la natura è più bella e perfetta!
E non c’è quadro o carta da parati, scultura o installazione, ecc, che può eguagliare le emozioni che solo la natura, quella vera è autentica, può regalare!
Chiudete gli occhi e riapriteli nel sogno…
..grazie ad una serie di installazioni, a cui l’interior design non può rimanere indifferente, che mostrano come la favola può essere molto più reale di quanto sembra!
Ed ecco a voi….La natura dentro!
Ph. da Pinterest
Questo post è dedicato ad Elisa, mia amica e collega nonché co-amministratrice di questo blog, che oggi compie gli anni!
Elisa è regina nell’amore della natura e del decoro attraverso di essa; quale scritto migliore poteva rappresentarti?
La bellezza e la piacevolezza dei nostri centri storici, non è solo dovuta all’età ma ad una serie di regole e abitudini, più o meno spontanee, che hanno caratterizzato le costruzioni in quel periodo!
Il risultato è di una vivibilità sorprendente, i materiali scelti, più per necessità che per una precisa volontà, risultano piacevoli e confortevoli al tatto, i colori sono armonici e rilassanti!
La magia che hanno messo in atto gli antichi non si è più ripetuta ed anzi, una serie di interventi di ristrutturazione, concessi da una Pubblica Amministrazione scellerata, stanno seriamente minando le basi di questa millenaria certezza!
Intervento di modifica della facciata, non congruo al contesto. (Foto da archivio privato)
Per quanto ancora potremmo godere dei nostri centri storici?
Altro esempio di modifica non conforme al contesto (Immagine da Google Street View)
Quando si darà un freno a tutto questo scempio in nome del dio denaro?
Purtroppo più il centro è piccolo e più l’ignoranza in materia lascia libera la strada a modifiche più evidenti e violente; nel corso del Dottorato di Ricerca ho rilevato che queste terribili e ripetute incongruenze del tessuto storico si sono fatte, col tempo, sempre più numerose e sempre piu libere, spesso complice lo spopolamento del centro storico e il conseguente poco controllo!
Ma dato che per fare modiche di questo tipo c’è bisogno di un Permesso da parte della Pubblica Amministrazione è a lei che sento di dover dare tutte le colpe, perché se anche si è difronte a delle situazioni abusive, l’amore per il territorio e la piccolezza di quest’ultimo, dovrebbe assicurare un controllo e una verifica continua tale da evitare certe situazioni di degrado, tra l’altro, evidenti a tutti!
Intervento tendenzialmente piu rispettoso del contesto (Foto da Google Street View)
Le giornate si fanno più lunghe e più calde, il sole invita ad uscire, e le ore in ufficio sembrano non finire mai; con la testa si e già al mare, ma con il corpo non si può fare a meno di vivere tra luoghi di lavoro spesso poco confortevoli e città trascurate!
Come assaporare quindi un po’ di vacanza nel periodo più bello dell’anno? Come approfittare dell’aria più mite e del sole carico di vitamina D, per rigenerarsi dalle piu lunghe giornate primaverili?
È possibile grazie al Balcone di casa!
Il balcone o terrazzo, grande o piccolo che sia, può diventare il vostro piccolo Eden, grazie ad un piccolo accorgimento: farvi aiutare dalla natura!
Molte ricerche hanno dimostrato come stare a contatto con la natura sia antistress, rigenerante e curativo. I giardini e orti terapeutici sono una realtà e il nostro bisogno ancestrale della natura è ormai dimostrato su più campi, dalla biofilia alla biourbanistica;
Varie società hanno installato orti sui terrazzi degli uffici per permettere ai dipendenti di svagarsi e ricaricare le batterie!
Prendersi cura della natura poi, aiuta a rilassarsi e a concentrarsi meglio!
In questa vita in cui l’imperativo è ”stress’ non si può perdere l’occasione di inverdire quei fazzoletti d’aria che abbiamo!
Come fare?
Intanto vi raccomando di affidarvi ad architetti professionisti perché nell’inserire piante sul balcone c’è bisogno di competenze di statica, di design, di storia dell’architettura (assolutamente in edifici storici) di illuminazione e insolazione, e non ultimo di piante!
Non c’è quindi vivaio o interior design che possa fare un progetto completo; un architetto si e vi può far risparmiare tempo e denaro!
La natura sul balcone può fare davvero la differenza; può schermare dalle viste meno allettanti, può proteggere da sguardi indiscreti regalandoci la sensazione di stare davvero in una isola tropicale sperduta, può, proteggere l’abitazione dai raggi solari che in estate la infuocherebbero!
Non è importante la dimensione del vostro spazio aperto quanto piuttosto l’orientamento e la struttura portante; se esposto a nord o a sud avrà bisogno di essere schermato in maniera diversa e anche le piante stesse saranno scelte per far filtrare più o meno luce, ecc!
Un piccolo orto sul balcone, poi, può regalarvi cibo sempre fresco e a km 0, con davvero poca fatica, ma di questo nel parleremo in un altro post!
Il legno poi è il materiale del comfort per eccellenza e se si ha un pavimento vecchio o poco piacevole si può pensare di coprirlo con una soluzione galleggiante in tavolati di legno da esterno; esistono ormai molte ditte che hanno realizzato prodotti dalla polvere di scarto della lavorazione del legno, resistenti e abbastanza economici!
Le piante devono essere poi scelte in base alle loro esigenze di luce e di acqua, ma anche per l’effetto estetico che comporranno una volta messe insieme: essenziale evitare la monotonia di piante tutte uguali, come per gli essere umani, infatti, hanno bisogno di tanta compagnia, buona e varia! Si Si progettano le piante come per un bel vestito, componendo colori e forme che più si abbiano e si valorizzano!
A seconda delle dimensioni poi si può osare con spazi dalle funzioni specifiche, o farsi aiutare da cuscini e amache nel caso di dimensioni più contenute!
L’imperativo è relax e la fonte di tutto è la natura e un buon architetto che vi aiuti a farli dialogare!
Quindi…cosa aspettate a preparare il vostro balcone per accogliervi al rientro dal vostro tram tram quotidiano?
Gli adolescenti, cioè i ragazzi che hanno una età compresa tra gli 11 e i 18-20 anni, hanno ancora bisogno di giocare, eppure non ci sono parchi pubblici pensati per loro!
Ci si lamenta perché vandalizzano, perché sono maleducati, perché utilizzano e rompono i giochi dei “fratelli” più piccoli; ma cos’altro dovrebbero fare?
Sedersi a fare la calza come una nonna?
Sono un fermento di idee, nel pieno della loro potenza fisica e psichica; poi escono e si vedono sfrecciare davanti bimbi alti mezzo metro che saltano, dondolano, si arrampicano…e loro?
Quando vado ai giardinetti, pur in veste di mamma, vorrei avere la bacchetta magica per rimpicciolirmi di molto e saltare su e giù; vorrei sperimentare tutte le avventure, salire sullo scivolo dal basso e fare l’altalena a testa in giù!
Non posso ma l’età che avanza e la bacchetta magica che non esiste (non lo sapevate?) mi aiuta a farmene una ragione!
Come può doversene fare una ragione un adolescente?
Come si può continuare a realizzare parchetti installando i soliti giochi preconfezionati, sempre al centro, sempre senza valutare percorsi, ombreggiature, e poi età e caratteristiche della popolazione che ne usufruirà?!
BASTA!
Si progetta con la testa e non con la mano in tasca (pensando solo a chi sarà l’amico “più caro” a cui affidare l’appalto)!
Quando si progetta ricordiamoci delle persone!
Per chi non avesse idea di ciò di cui sto parlando…
Esempi di parchi pensati per tutti ce ne sono….
Questi sono solo alcuni, accessibili anche agli adolescenti:
Ph. da Pinterest
Foto di copertina dell’archivio privato di Francesca Ianni architetto
Le nonne le chiamano le “pulizie di Pasqua”, oggi sei cool solo se parli di ‘decluttering’; in sostanza si tratta di riordinare, mettere a posto, sistemare!
Tutto facile quando si tratta di buttar via vecchie carte o risistemare cassetti ed armadi; diverso è quando devi mettere mano ai giochi dei bimbi che stanno crescendo e che, aimé, non usano più!
Ho fatto la vaga per ben sei anni dalla nascita del primo figlio, ho permesso che nuovi giochi si sommassero ai vecchi …fino a che i limiti delle pareti di casa mi hanno imposto di affrontare la cosa!
Ed ecco che scopri che l’architettura e il design sono un enorme calderone di sentimenti e ricordi!
Sembra tutto solo un fattore di decori e colori, scelti con scientifica decisione e fredda teoria!
Non è così!
Mentre pulivo e riponevo (o peggio, buttavo), giochi ormai inutilizzati perché non più adatti alla loro età, rivedevo le loro manine piccole mentre li esploravano per la prima volta, i loro volti curiosi e sorpresi nel gestirli e usarli, vedevo momenti di vita correre davanti a me e scomparire in una scatola di cartone!
Quanti ricordi ci sono nelle vostre case, che non stanno lì a fare design ma a fare storia?
Quanto quello che abbiamo vissuto può influenzare il nostro stato d’animo più della perfezione della composizione?
L’architettura e il design è un brano a quattro mani, suonato dall’architetto insieme agli utenti finali, e la sinfonia è tanto più bella quanto più ci ascolta e rispetta!
Nella speranza che il prossimo decluttering dei miei bimbi se lo fanno loro, ormai diventati grandicelli, cosi mi evito lo strazio di veder sparire in un secondo le loro cose, cosi tanto preziose per me, vi lascio con qualche indicazione per la gestione dei giochi in uso!
I bimbi non sono bravi a mettere a posto, anzi, sono molto bravi, ma dobbiamo semplificargli l’impegno!
Quindi evitiamo cassetti o cassettini, armadi e armadietti e forniamogli tanti bei cesti, di varie grandezze e decorati in diverso modo, che loro potranno trasportare dove voglio e giocare dove preferiscono! Poi dovranno solo raccogliere tutto e rimettere nei cesti, e la difficoltà di separare i giochi in base alle categorie, sarà data dal progredire dell’età!
All’inizio ci si potrà accontentare se raccolgono tutto e mettono dentro; poi piano sapranno anche dividere ogni oggetto nel cesto dedicato!
I miei figli, oltre a vari cesti, hanno un grande baule di vimini in cui ho messo tutti i Lego: un vero contenitore di sogni, da cui attingere per creare sempre cose nuove!
Anche i libri da leggere è bene che siano in vista e usati, anche, come elementi decor!
Archivio privato Francesca Ianni architetto
E voi, avete mai contato tutti i sentimenti che hanno raccolto le sedie, i tavoli, le pareti e i gingilli vari che girano per casa?
È una domanda che vorrei poter fare a tutti gli architetti!
Riscoprire la genesi di ogni tipo di esperienza, infatti, può aiutare a riprendere le fila di una strada che sembrava smarrita!
L’architettura, come dice anche Stefano Serafini (filosofo e psicologo) nel convegno “Una città sostenibile da una prospettiva biofilica” sta passando una fase di ‘schizofrenia’!!
In un momento così debole per l’architettura italiana, questo termine è stato per me illuminante: non c’è nessuna forza oscura dietro a tanto susseguirsi di esempi fallimentari ma solo una vera e concreta incapacità!
L’architettura della banalità e del cemento ha fatto credere a chiunque di poter fare l’architetto e la mediocrità si è sparsa a macchia d’olio, accelerando per favorire la speculazione, ed espandendosi così tanto da far credere che è tutto ciò a cui si può aspirare!
Tutto questo mi ha obbligato a fare un passo indietro sulle mie origini e confrontarmi con il senso di smarrimento di fronte a tutto questo entusiasmo per il piatto cemento!
PERCHÉ ho DECISO di DIVENTARE Architetto, quindi?
Per il brivido provato nel percorre le navate infinite, per le colonne fredde al tatto ma calde nell’aspetto; per i dettagli curati e sempre nuovi! L’edilizia tradizionale è una gioia per gli occhi e per il cuore!
Mi sono entusiasmata studiando i greci e i romani, poi ho perso la testa per il romanico e il gotico per rimanere senza parole davanti alla maestosità dell’arte e dell’architettura/scultura rinascimentale e barocca!
I nostri bei centri storici mi hanno poi regalato l’opportunità di poter sperimentare dal vivo i benefici di cotanta arte e sapienza!
Una danza tra le cose belle, che più belle non si può!
Ho scelto di fare l’architetto, come una missione, come un privilegio! Ho scelto di fare l’architetto per moltiplicare queste bellezze e portarle fin dentro le case!
Poi diventi architetto e ti accorgi che tutto quel grigiume che circonda città nuove e periferie non è stato uno sbaglio ma bensì una scelta precisa, concepita ed acclamata! Scopri che, per quanto ti batti, la massa acclama il cemento considerandolo l’unica scelta!
Cosa è successo? Sognavo la Bella e Buona Architettura e mi ritrovo con le mani legate!
L’architettura tradizionale non è un esempio fine a se stesso, è replicabile; nell’attenzione ai dettagli, al decoro, alla scala umana e soprattutto ai bisogni dell’uomo!
L’architettura tradizionale era concepita a scala umana e per questo è tanto bella e piacevole!
Lo sviluppo dell’informatica ci ha fatto credere che si potesse progettare in maniera astratta; ma una architettura per le persone non potrà mai astrarre da loro!
E voi perché siete diventati architetti?
Vi segnalo l’interessantissimo intervento dell’architetto e professore Ettore Maria Mazzola per lo stesso convegno “Una città sostenibile da una prospettiva biofilica”, di cui vi allego il link:
Un passaggio a vita nuova, sotto tanti punti di vista, non solo religiosi!
Il design, nel suo piccolo, non può esserne indifferente e oltre a “bello”, deve pretendere di essere anche “bravo e buono”!
Per questo ho scelto, per questa Pasqua 2018, decori incredibilmente sostenibili!
Vediamoli nel dettaglio
Archivio privato
In questi giorni spuntano margherite e fiori di campo un po’ ovunque, ricoprono i prati di una luce nuova, si insinuano con forza tra i mattoni di laterizio, decorano con eleganza il triste cemento!
La natura lotta per mostrare la sua supremazia e noi non possiamo che rimanere incantati davanti a tanta perseveranza!
I prescelti per i decori di Pasqua2018, quindi, sono i fiori e le foglie raccolte tra le fughe dei marciapiedi, lungo i bordi dell’asfalto, o sopra i prati fiori della città!
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(Vi raccomando di indossare guanti per il giardinaggio e di portare con voi due buste così, mentre in una raccogliete i fiori e le foglie che saranno la base per i decori Pasquali, nell’altra busta, quella per l’organico, potrete riunire le infestanti che non amate e contribuire alla pulizia e decoro del vostro quartiere!)
Una Pasqua più buona e brava di così!!!?
Ma anche bella come non mai!
Guardate di seguito un po’ di esempi da Pinterest su come utilizzare piante e fiori spontanei ma anche vegetali che usiamo ogni giorno e che ci vengono in aiuto anche per i decori dell’ultimo minuto!
Appena smette di piovere, fate una passeggiata e fate incetta di fiori e piante; oppure riunite i vegetali in frigo che si stanno rovinando e reinventateli per una tavola di Pasqua completamente Green!
E le piante che ho raccolto io tra strade e giardini di Colleferro…
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E come semplicemente hanno illuminato la festa di mio figlio!
Il 21 marzo 2018 è stata la giornata internazionale della Foreste Urbane, con il tema dell’anno “Foreste e città sostenibili” !
Noi architetti non possiamo non sentirci chiamati in causa su un tema così importante! Piena di curiosità ho cercato su Google “Urban forest” e “foreste urbane” e cosa è apparso? Il bosco verticale di Boeri ed esempi simili!!
MA COSA C’ENTRA un grattacielo di cemento con il concetto di foresta o bosco urbano?
Come è possibile che un tema così importante si riduca a mera campagna pubblicitaria?
Persino il video ufficiale dell’evento non ha disdegnato un esempio così Insostenibile per l’architettura
Definizione proposta dalla FAO e utilizzata nell’ultimo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi di Carbonio (INFC, 2005):
“Il bosco è un territorio con copertura arbo-
rea superiore al 10%, su un’estensione maggiore di 0,5 ettari e con alberi alti, a maturità, almeno 5 metri e una larghezza minima della tessera di 20 metri ”
Quali sono allora alcuni esempi noti che avrebbe dovuto mostrare Google in testa alle ricerche?
Central Park, New York, USA
High Line, New York, USA – Piet Oufolf
(Trasformazione di una vecchia linea ferroviaria in parco pubblico)
Jardin de Turia, Valencia, Spagna
Bois de Boulogne, Parigi, Francia
Villa Borghese, Roma, Italia
Le foreste urbane sostenibili sono quelle con i piedi per terra, anzi, con le radici…!!
Ma anche…..
Le Foreste commestibili (Food Forest), …per combattere l’insicurezza alimentare!
All’Università un professore ci spiegò un giorno: “le tavole di un architetto non dovrebbero mai avere testi perché dobbiamo essere bravi a comunicare anche solo con le immagini”
L’architettura infatti ha poco a che fare con le chiacchere e molto con i fatti e se è vero che della cultura non bisogna mai averne abbastanza è anche vero che l’architettura è cultura che si fa materia, che si fa funzione, che è custode di sentimenti e sensazioni!
Succede poi che a forza di parlare ci si scordi del fare e si finisce per interpretare le parole ognuno a modo suo, col rischio di incorrere in errori irrimediabili!
Questo è quello che sta avvenendo per l’architettura sostenibile, o green, o verde, o come preferite definirla!
Dolce e Gabbana, 2014-2015
Non c’è progetto che non si vanti di essere sostenibile, verde, ma poi nella sostanza sono pochi gli esempi meritevoli di questo titolo e poche quindi le occasioni da cui imparare!
Birgit Kos by Mario Testino for Vouge US August 2017
Difficile infatti spiegare a parole le diverse sensazioni che si provano a stare in uno scantinato o sopra una collina! Lo sappiamo tutti cosa si prova eppure se dovessimo raccontarlo a qualcuno che non lo ha mai vissuto dovremmo appellarci a sinonimi, improvvisare stati d’animo, fare esempi che si avvicinano, ma non sarebbe mai come sperimentarlo dal vivo!
Succede così che a forza di raccontare che basta un po’ di verde per cambiare le sorti di un edificio o di una città, ci ritroviamo invasi da improbabili pareti verdi, che durano il tempo della fiera, piante e fiori che sbucano dal pavimento pur non avendo le giuste condizioni per fiorire, …grattacieli di cemento appellati come “biofilici” solo perché nel progetto sono stati inseriti tanti begli alberi, che sopravviveranno solo a patto di una INsostenibile e continua manutenzione!
Per godere degli effetti benefici della natura, bisogna viverla, starci a stretto contatto, ma con quella vera, quella che affonda le radici nella terra e da essa si nutre!
Non c’è wallpaper a tema o lampada-vaso che tenga che possano uguagliare la vista di un bel viale alberato o una passeggiata in un parco; non c’è vasca o piscina che regalino i benefici di un bagno nel mare d’agosto!
Ho invoca l’aiuto del mondo della moda, e delle sue capacità di comunicazione, per farvi capire, immedesimandovi nelle modelle, la differenza tra lo stare a contatto con la natura e illudersi di farlo!
Queste immagini, quasi al limite della realtà, rendono bene la sensazione fresca e selvaggia della foresta, del bosco o di un folto giardino!
Vouge Brazil, May 2017, Josephine Scrivere by Giampaolo Sgura
Scorrendo oltre potete invece vedere esempi in cui la natura c’è, ma sotto forma di rappresentazione o ispirazione e anche se i colori e le forme sono molto simili, l’ambiente, e di conseguenza le sensazioni, cambiano completamente!
Vogue China August 2016 Vanessa Moody by Camilla AkransFoto di Annie LeibovitzAlessandro Michele per GucciGucci, Spring 2016
Gucci, Spring 2016
Vouge Germano, october 2013, Codie Young by Giampaolo Sgura
Tutto è più statico, rigido e monotono!
Mancano le sfumature e l’imprevedibilità, l’aria umida e sana, ..manca la vita!
Non c’è la facciamo ad essere più bravi della natura, inutile intestardirsi! E allo stesso tempo non ne possiamo fare a meno, è un bisogno primario e ancestrale!
Quindi non fatevi intontare da chiacchere senza sostanza e fate di tutto per tutelare la natura, quella vera!
Non pavimentate un giardino solo perché il prato sporca e ha bisogno di manutenzione; non rinunciate ad un balcone o terrazzo pieno di verde, non accette che vengano abbattuti alberi senza poi piantarne di nuovi e a quantità!
Le sorti della città sono in mano a ogni singolo cittadino!
Come ci si sente quando la porta di casa sbatte dietro alle spalle e, mentre pensi al lavoro che ti aspetta, già senti la mancanza della tua famiglia?
Chiesa di San Giuseppe, Taormina, Sicilia
È scontato che siano i papà che debbano uscire di casa, la società difficilmente lascia scelta! Le donne vengono incentivate, aiutate e accudite, nel caso decidano di trovare un impiego fuori casa, per l’uomo no, è un dovere, punto!
Chiesa di San Giuseppe, Ragusa, Sicilia
Eppure tanti papà magari vorrebbero passare ore a giocare con i figli; vorrebbero avere piu tempo da trascorrere insieme, essere più riposati, con la mente piu libera!
Cattedrale di San Giuseppe, San Jose, California
“La casa è della donna”…”I figli sono della mamma”… Ma quante cose fanno i papà, nell’ombra, per sostenere la mamma e la famiglia?
Basilica di San Giuseppe, Montreal, Canada
Quando tornano a casa, si spogliano di pensieri e responsabilità lavorative per sostenere la moglie in quelle familiari, che non lascia mai davvero, perché sono un pensiero fisso della giornata! Ascoltano in silenzio il delirio della donna quando la casa è in disordine, quando bisogna fare la spesa, quando bisogna organizzare partenze o inviti, intrattengono i figli quando serve e si mettono da parte quando loro reclamano le coccole della mamma…..tengono dentro, per tutta la vita, il dolore e la gioia di aver visto la madre dei suoi figli darli alla luce e lo fanno in silenzio…perché è quello che si pretende e ci si aspetta dagli uomini (ancora più dai papà), che siano eroi di tutti i giorni, e che, come San Giorgio, arrivino all’occorrenza per sconfiggere i nostri personali draghi!
St. Joseph Università, Philadelphia, PA, USA
Io il mio San Giorgio lo ho come padre e a lui dedico queste righe perché ogni volta che si è trovato davanti ad un bivio lui ha scelto sempre di fare il padre!
Cattedrale di San Giuseppe, Antigua, Guatemala
Auguri a tutti i papà che scelgono di fare i papà oltre ad esserlo!
Chiesa di San Giuseppe, Podgorze, Krakow, Polonia
Per voi questi esempi dal mondo di chiese ed edifici dedicati al vostro santo protettore, San Giuseppe!
Santuario di San Giuseppe, st. Luis, Missouri, USA