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Qual’è la progettazione più bella e più difficile?

Qual’è la #progettazione più #bella e più #difficile?

#Progettare per i #bambini!!!

E’ #bello perchè nell’#immedesimarsi (#necessità di ogni #progettazione) si respira un pò della loro #spensieratezza;

E’ #difficile perchè per quanto siamo stati anche noi bambini, da adulti proprio non possiamo capirli!

L’unica #soluzione è #ASCOLTARLI, con un #ascolto #attivo e #COINVOLGERLI nelle #decisioni attraverso la #progettazione #partecipata!

Può sembrare tutto ovvio o scontato, ma già quando avete scelto la cameretta dei vostri figli avete mai pensato di interrogarli, di includerli, di capire di cosa avessero bisogno loro? O vi siete fatti coinvincere a incastrare qua e la scaffali chiusi e aperti come se le energie infinite dei bambini si potessero incasellare?

Di cosa hanno bisogno i bambini quindi? Vi svelo un primo segreto: I BAMBINI hanno bisogno di SPAZIO, spazio per giocare, spazio per sperimentare, spazio per vivere!!! Hanno bisogno di spazio per spostare le sedie e i tavoli e creare un castello, spazio dove fare le capriole, spazio dove costruire una torre con i giochi ma anche con altro… E allora perchè le camerette esco tutte già belle e composte latsciando ai bambini solo la libertà di sedersi o sdraiarsi! Ricordo che quando con i miei ci eravamo trasferiti nella casa nuova, e ancora non avevamo tutti i mobili, io e mio fratello, ogni sera, ci divertivamo a cambiare posto ai letti apribili!

Anche gli #spazi #pubblici non sono da meno nel rispetto del #diritto dei bambini alla #città: la progettazione è relegata a pochi “esperti” e tra questi mai figura neanche un bambino!

I bambini subiscono le scelte degli adulti:

“Come tutti sanno l’unico contributo della scuola al processo decisionale pubblico avviene periodicamente quando i locali scolastici vengono usati come seggi elettorali. I bambini hanno un giorno di vacanza. I riti di civismo non devono essere esposti ai loro occhi ironici e curiosi” (L.Moretti, V. Petrucci, Il gioco non si arresta; gangemi editore)

Mentre i centri storici ancora sono i luoghi del gioco diffuso e della sperimentazione, nelle città moderne, tra parcheggi e strade carrabili, sono stati occupati tutti gli spazi liberi per il gioco e i bambini sono costretti in aree delimitate e con giochi monotematici che stancano preso l’animo dinamico dei piu piccoli; questo perchè l acittà dei bambini è decisa dagli adulti; un pò come se venisse uno sconosciuto a decidere per noi come vestire o quale divano mettere in casa!

Per chi volesse saperne di più sulla progettazione partecipata con i bambini vi consiglio il libro “Il gioco non si arresta, pratiche di progettazione partecipata per il diritto alla città di bambini e di ragazzi” a cura dell’architetto Viviana Petrucci e dell’educatrice interculturale Laura Moretti

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Foto: illustrazione di Gemma Capdevila

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Chi ha paura dei colori scuri?

Chi ha paura dei colori scuri?

Io ne ho avuta per un po’, forse perché ho conosciuto solo ambienti interamente cupi, sia per la scelta dei toni che per la mancanza di luce naturale o di una cattiva gestione di quella artificiale

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Ho iniziato a familiarizzare con i colori scuri grazie ad un libro dal titolo “le conseguenze del colore” di Hans Blomquist, che mi ha fatto riflettere su come spesso possano contribuire a realizzare un ambiente rilassante e silenzioso, un po’ come quando scende la notte e ci ricorda che è arrivato il momento di riposare

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Anche per le camere da letto, come per le aree riservate al riposino pomeridiano dei bimbi nelle scuole, i colori scuri, simulano la notte e inducono più facilmente il sonno!

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I colori scuri inoltre sono ottimi per dare risalto solo ad alcuni elementi più chiari, facendone sparire altri sullo sfondo;

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Grazie ad una attenta gestione dei colori e dell’illuminazione possiamo decidere cosa porre in risalto e cosa no, un po’ come quando in una mostra d’arte s’impone una luce forte sull’opera in questione e tutto il resto è buoio

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Basta che un elemento sia chiaro, brillante come l’oro o illuminato, per poter risaltare su un contesto dai toni cupi!

Diverso è il caso in cui su uno sfondo dai colori chiari e luminosi si posiziona un elemento scuro; quest’ultimo, malgrado il contrasto, non risulterà ma apparirà come un buco, un vuoto della composizione!

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Non abbiate paura quindi di giocare con i colori, sono degli strumenti potenti che possono cambiare le sorti di uno spazio! Fate solo attenzione a calibrare e scegliere con cura ogni dettaglio perché è lì che si dedice se il risultato di Ale sarà piacevole e vivibile o no!

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Allora, di chi voi dopo questo post ha voglia di ricolorare il mondo intorno a sé?

 

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La Modernità in Architettura

Che cos’è la #modernità?

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La vicenda del villino di via Ticino, nel quartiere #Coppedé a #Roma, e tutte le polemiche conseguenti, non riescono a lasciarmi indifferente!
Se qualche giorno fa mi sono interrogata sulla #bellezza e se fosse veramente #relativa, oggi preme forte una nuova questione:

Ma che cos’è la modernità?

Ce se ne riempie la bocca, chi usandola come termine dispregiativo e chi inneggiando al cambiamento e all’innovazione!

Innanzi tutto la modernità non è #innovazione, perché se quest’ultima presuppone un cambiamento in meglio, la modernità è un #cambiamento e basta!

La modernità è qualcosa di diverso dal passato e dal futuro e quello che oggi si intende come modernità, sarà tradizione nel futuro!

La modernità quindi non è un avanzamento rispetto al passato ma solo un cambiamento:
La storia ci insegna come sia insito nell’essere umano la necessità del cambiamento, della novità ed è particolarmente evidente nel succedersi delle mode!
Come dopo gli eccessi #barocchi si è avuta necessità di tornare ad una #sobrietà #rinascimentale, così dopo le architetture #razionaliste, propense alla sperimentazione della #forma, si auspica ora una maggior #cura nei #dettagli e con essa una maggior #attenzione alla #persona!

Se il #movimento #moderno si è imposto per il suo desiderio di staccarsi dalla tradizione, intesa non solo come tecnica architettonica e artistica ma anche come usi e costumi, le conseguenze non sono state sempre virtuose dato che molti seguaci, persa la motivazione originale, hanno prodotto edifici vuoti di estetica e di contenuto di cui il peggiore esempio sono le palazzine che hanno rapidamente invaso gran parte delle nostre città!
Ancora oggi, chi è nato negli anni in cui il movimento moderno ha preso piede, non riesce a cedere lo scettro ad un nuovo modo di fare architettura e arte perché sente forte ancora la voglia di rivalsa che simboleggiava il razionalismo verso la tradizione!
Io sono nata in un altro periodo, non ho subito le imposizioni di una cultura rigida che si basava sul patriarcato; ho sofferto invece queste architetture vuote, con poco valore e qualità e sento forte il bisogno del ritorno ad una architettura della persona e per la persona! Parlo di ritorno, anche se ritorno non è, perché è sempre un andare avanti, con nuove aspettative e nuovi valori, perché vedo nell’architettura storica, quella spontanea, una attenzione alle necessità primarie, che si sono perse nel progetto su carta, responsabile di una distanza a volte incolmabile!

Che cos’è per voi la modernità?

Ph. Pinterest

#francescaianniarchitetto
#mammarchitetto

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Il progetto esperienza

Il #progetto di #architettura è innanzi tutto una #esperienza!
Un’esperienza in cui confluisce ciò che hai accumulato nella vita fino a quel punto, ciò che puoi immaginare per il futuro, ciò che puoi imparare nel tuo rapporto di conoscenza dell’utente finale e del committente!
Il progetto è qualcosa che ti passa dentro e ti segna e te lo porterai con te nelle prossime avventure!
Il progetto è una esperienza sia che si tratti di una cantina che di un museo, di un giardino o di un piano urbanistico; il progetto è per le persone, parla di persone, è fatto dalle persone e non può prescindere da sentimenti, emozioni, riflessioni, perchè il viaggio attraverso la conoscenza degli utenti finali di un tuo qualsiasi gesto è qualcosa di cosi importante che non puoi fare a meno di metterci il cuore! Buon lavoro a tutti gli amici e colleghi architetti…

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Il Colore che fa Bene

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“Il #colore è un #bisogno,

Nessuno capisce ancora il potere che ha il colore di farti stare bene o male.

#Scegliere un colore è #facilissimo per un #bambino perché lo sceglie in modo #emozionale!

Per un adulto è più difficile perché vogliamo avere un spiegazione razionale per ogni cosa.”

Voi…siete coscienti di quale potente azione fate quando scegliete di utilizzare un colore piuttosto che un altro, o un dato abbinamento o ancora un non colore?!

Un interessante intervento della colour design #Francesca #Valan:

Foto: da Pinterest

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Pillole di Architettura: la Cantina di una volta (come può l’architettura influenzare uno stile di vita sostenibile)

#Architect Ando: # Focus la #cantina di una volta

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La #cantina di mio #nonno era grande quanto il soggiorno, che poi in realtà più che soggiorno era una grande cucina!

La cantina era un luogo #multifunzione dove riporre il vino appena imbottigliato, stilare la legna per il camino, conservare il cibo, fresco o nei barattoli, aggiustare le cose, poggiare momentaneamente i vuoti a rendere, ecc!
Era un luogo davvero prezioso che oggi abbiamo dimenticato e con esso il fai da te, il #riuso e la #vita #sostenibile in generale!

Come si fa ad immaginare una #vita #senza #rifiuti, senza #imballaggi, se poi non abbiamo un luogo comodo dove riporre i contenitori o i vuoti a rendere; come si può pensare ad una vita salutare se non c’è spazio per sistemare conserve e dolci fatti in casa; come possiamo sbizzarrirci nell’aggiustare o innovare oggetti personali se non abbiamo un luogo da dedicare al fai da te e al bricolage!?
Si ricade subito preda del cibo pronto, dei contenitori usa e getta, e del disfarsi facile del vecchio in favore del nuovo!

Riscopriamo quindi la #cantina, il #ripostiglio, la #dispensa, il #laboratorio, ecc…luoghi a cui i nostri avi, campioni di riciclo e ignari del concetto di rifiuto, erano avvezzi!

#francescaianniarchitetto
#mammarchitetto

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Pillole di Architettura: l’Ascolto

Architect Ando: Focus ascolto

Ho due bimbi piccoli, non è più una novità!
Li #osservo da sempre, da quando erano nella pancia, per capire i loro #bisogni, le loro #necessità, anche dal punto di vista #architettonico!

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Potrebbe sembrare scontato ed inutile dato che lo sono stata anche io bambina, ho percorso i loro stessi passi in anticipo, ho già vissuto le loro esperienze ed emozioni! Ed invece è doveroso perché ci si scorda presto come è essere bambini ed ancora più velocemente si cancellano i ricordi quando nascono nuove responsabilità! Paradossalmente crescere ci rende meno liberi sia fisicamente che mentalmente!
Quello che ho capito però, ed è il motivo per cui sono qui a scrivere, è che non basta osservare bisogna #dialogare, bisogna #confrontarsi, se si vuole davvero soddisfare i loro bisogni!
Non si può dare per #scontato che, in quanto #adulti, possiamo #scegliere per loro!
Lo stesso accade in #architettura: quante amministrazioni credono di poter agire senza parlare, senza confrontarsi con i cittadini; quanti architetti vogliono ipotizzare i bisogni di una società modificando arbitrariamente l’urbanistica di un luogo, per non parlare poi dei non addetti ai lavori che fanno senza ascoltare e senza sapere!
La #buona #architettura quindi deve avere come base a qualsiasi progetto l’#ascolto, l’#osservazione, il #dialogo!!!
Il #tempo che si usa per la #conoscenza non è mai tempo perso!

#francescaianniarchitetto
#mammarchitetto
http://www.francescaianni.it
iannifioriniarchitetti.wordpress.com