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Vi presento..la mia parola dell’anno

Quest’anno, per la prima volta, ho deciso di scegliere anche io una Parola guida che mi accompagni per tutto l’anno.

È una tendenza in atto da molti anni ma che ho sempre un po’ snobbato credendola limitante.

Dopo l’anno passato, sentito, ricco di riflessioni e conseguenti e inevitabili rivelazioni, ho deciso che la Parola dell’anno, sarebbe stato un monito per non dimenticare la consapevolezza raggiunta e portarla sempre con me nel mio percorso.

Ecco perché la parola dell’anno è EPIFANIA – RIVELAZIONE!

Un anno che ha canalato le mie attenzioni su scelte concrete, al netto di chiacchere e fronzoli; un anno in cui abbia dovuto fare out-out e scegliere velocemente ciò che era veramente importante per noi.

Ecco che ho pensato che il modo migliore e concreto in cui poteva dare il mio contributo era proprio parlarvi di me, delle scelte architettoniche fatte, dei fallimenti incontrati, delle vittorie ottenute.

Un intero anno di Rivelazioni, …da condividere!

Iniziamo con qualche chicca sull’ORGANIZZAZIONE e sulla SCELTA degli Arredi

  • Organizzazione

Quando dobbiamo organizzare e mettere a posto, innanzi tutto valutiamo se abbiamo veramente bisogno di tutto ciò che possediamo o se possiamo lasciare andare qualcosa. Questa valutazione ci permetterà di avere a portata di mano solo ciò di cui abbiamo veramente bisogno, evitando che le cose veramente importanti finiscano in fondo, soffocate e difficili da raggiungere ed utilizzare con comodità.

Scegliere le tre dimensioni del contenitore, altezza, larghezza e profondità, in base a ciò che andra a contenere: se per giacche e cappotti si ha bisongo di armadi alti non meno di 145 cm e profondi 60 cm, per riporre tazze e bicchieri possono andare bene armadietti anche più stretti di 20 cm. Posizionare oggetti piccoli e di uso quotidiano in mobili sporporzionati, sia in eccesso che in difetto, ne complica l’utilizzo e ci fa perdere tempo inutilmente.

  • Progettare gli spazi e quindi scegliere gli arredi

Prima di scegliere quali arredi inserire in un ambiente bisogna capire cosa andranno a contenere. Quindi il contenuto influenzerà il contenitore. Essere coscienti di questo ci permetterà di non eccedere con il mobili, né in eccesso e né in difetto, con evidente risparmio di tempo e denaro e la possibilità di godere della maggior parte dello spazio disposizione.

Riutilizzare prima di comprare nuovo. L’edilizia purtroppo è responsabile di una grande quantità di rifiuti ed inquinamento. Gli arredi economici hanno permesso a tutti di avere casa arredata completamente in fretta e con pochi soldi, ma a quale prezzo? Sono spesso infatti mobili che durano poco e che non possono essere riparati, a differenze di quelli tradizionali in legno massello o ferro battuto. Spesso un nuovo uso può portare a soluzioni originali, inaspettate e molto piacevoli. Piacevolezza amplificata da tutto il vissuto che il mobile porta con se e che inevitabilmente ci scalda sempre il cuore.

E voi l’avete scelta la vostra Parola dell’anno?

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L’Architettura ‘Fast&Furios’ che sta alienando il mestiere di Architetto

Quanti di noi vorrebbero metter su la propria casa o il proprio ufficio, proprio come Elsa fa per il suo Castello, nel cartone Disney ‘Frozen’?

Il passaggio dall’idea alla realizzazione viene sofferto un po’ da tutti, soprattutto dai non addetti ai lavori, che non hanno esperienza sulla tempistica, che può caratterizzare diversamente ogni intervento.

Eppure mi sembra così assurdo che un luogo dove si immagina di passare tutta la vita, possa e debba essere ‘cotto e magiato’ in quattro e quattrotto, come se sistemare il proprio nido, il proprio rifugio, lo spazio dove si proietta la nostra anima, sia solo un impegno gravoso da togliersi il prima possibile!

Un po’ come se dovessimo dedicare giusto una settimana della nostra vita a farci una cultura, per poi viverla; oppure dedicare comunque un tempo limitatissimo alla crescita personale per poi continuare a vivere, senza crescere più!

I prefabbricati in architettura e i negozi di arredamento non fanno altro che alimentare questa tendenza.

Una volta i mobili erano parte del corredo e spesso si tramandavano dai nonni ai figli e ai nipoti eppure le case erano molto eleganti e graziose.

Oggi, se entri in un mobilificio, puoi avere il progetto della tua cucina in 15-20 minuti; se è ancora troppo, sono disponibili, per ogni stanza, composizioni preconfezionate, a prezzo fisso, che stai sicuro che il 24-48 ore avrai un divano dove sprofondare davanti alla TV e un letto dove dormire.

Soluzioni chiavi in mano, composizioni preconfezionate e pronte solo per essere portate a casa Tua!

Si, casa tua, che di tuo non ha niente!

Perché non hai scelto niente se non la volontà di non scegliere, di non prenderti il giusto tempo per realizzarla e arredarla a tua immagine e somiglianza!

E si finisce per avere case tutte uguali, più o meno fredde o più o meno incasinate, terribilmente cloni dei cloni di noi stessi.

Siamo davvero tutti cloni, o in ognuno di noi vive un mondo unico e speciale e irripetibile?

E se la casa è la proiezione di noi bello spazio, se la casa è il nostro rifugio, l’ancora per ricrearsi e rigenerarsi, come possiamo davvero pensare che sia corretto decidere tutto davanti a una composizione preconfezionata?

Ho ordinato pochi giorni fa il mio primo mobile al falegname.

L’ho pensato, l’ho progettato; mi sono accordata in modo che sia sostenibile: niente colle, niente vernici. Ora inizia l’attesa…perché un oggetto fatto in mano a bisogno dei tempi umani per essere realizzato.

Quando questo elemento di arredo arriverà a casa mia, sarà già in amico, un compagno con cui ho iniziato ad avere relazione da un po’.

Non mi sono buttata nella frenesia del ‘preconfezionato’ e ho deciso di prendermi il giusto tempo per avere una casa che rispecchia la famiglia che siamo.

La mia casa crescerà e maturerà con me e sarà sempre più un luogo delle esperienze e dei ricordi, un luogo dove stare, e stare bene!

A cosa serve quindi un Architetto?

Per l’arredo e l’architettura Fast&Furios, a poco e niente…

Per una casa che parli di te, che sia unica come te e che sia viva e viva del tuo respiro, …ecco…per tutto questo c’è bisogno dell’architetto, che può guidarti in questi viaggio meraviglioso, calmo e profondo, alla scoperto del tuo Io esteriore!

Di seguito, immagini di interni particolari, con arredi spesso fatti a mano o di riuso.

Ph. da Pinterest

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Settembre….e il Tempo Lento

Settembre è generalmente il mese in cui tutti i doveri, i progetti, … tutto ciò che è rimasto in sospeso, si erge come un muro davanti a noi e ci guarda beffardo.

Un cumulo di impegni infiniti, che non abbiamo espletato in un anno intero, figuriamoci in un mese.

Il mese dell’agitazione insomma, o almeno così l’ho visto per tanto tempo!

Settembre invece è il magico mese della PREPARAZIONE! 🎁 Quando si prepara il terreno, si progetta, si studia, si elabora.

Visto finalmente nella sua giusta veste Settembre è davvero un mese meraviglioso!

Questo è il periodo migliore per progettare il giardino, piantare e seminare. Le piante potranno godere delle piogge invernali e rafforzarsi prima che torni il grande caldo. Il prato può avvantaggiarsi della mancanza di formiche, ghiotte di semi. Le ho viste caricarsi semi alla velocità della luce; ma con i primi freddi iniziano a rifugiarsi.

I lavori in giardino, fatti ora, con cura e dedizione, ci regaleranno uno splendido spazio verde da godere fin dall’inizio della primavera.

Le temperature più miti sono favorevoli anche alla casa, dalle grandi pulizie fino a veri e propri lavori di ristrutturazione. Alcuni materiali infatti lavorano bene solo quando non è troppo caldo o troppo freddo. Pensiamo all’intonaco, che se stesso quando è troppo caldo rischia di asciugarsi troppo in fretta e creare crepe.

In sintesi le prime settimane di settembre, ancora “estive” sono di studio, progetto, ideazione, per poi iniziare da metà settembre fino ad almeno tutto ottobre, con i grandi lavori.

Ecco perché il Mese del Tempo Lento, perché se, invece di partire in quarta facendosi travolgere dagli impegni, ci si ferma a progettare, a riflettere, scopriamo come e quanto scaglionare gli interventi e le cose che vogliamo fare e abbiamo modo di fare tutto e soprattutto fare bene. Perché per fare bene ci vuole il Giusto Tempo.

Settembre è anche il mese di ripercorrere i bei ricordi delle vacanze e riportare la bellezza a casa.

Io adoro le vacanze, soprattutto quando danno l’occasione di scoprire luoghi nuovi o gli stessi luoghi con occhi nuovi. Posso fermarmi in 15 mq anche per mezz’ora, a rimirare dettagli, osservare, fare foto…facendo inalberare tutta la famiglia 😅!

Sono curiosa, cosa ci devo fare? C’è sempre così tanto da imparare se ci si ferma ad osservare, ad ascoltare.

Settembre è il mese delle marmellate, per conservare il più allungo possibile i doni dell’estate…come fanno molti animali

Settembre è il mese di non rimpiangere l’estate frenetica, ma di prendere un per respiro e rallentare, andando incontro all’inverno che ci regalerà, a sua volta, tante sorpendenti cose buone.

Per ora, iniziamo a progettare cosa vogliamo iniziare a ‘coltivare’ per quest’anno: una nuova passione, un piccolo orto, l’angolo lavoro/studio, il soggiorno per accogliere tutti i cari che non abbiamo potuto vedere durante la quarantena?

Qual’è il vostro progetto? Parliamone insieme!

Se vuoi scrivimi in privato a ianni.francesca82@gmail.com o parliamone insieme sul gruppo facebook La Buona Architettura.

Settempre…Tempo di Grandi Progetti…

Più bello se condivisi!

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Finalmente fuori….dal Computer!

“…Poi, ieri, sono uscita… Ed è stato come uscire improvvisamente fuori, dopo essere stati chiusi a lungo dentro una prigione!”

Eh sì… Ci conviviamo da molti anni con la tecnologia: accende la luce, è la sveglia della mattina e l’unica possibilità per essere in contatto continuamente, ma siamo talmente assuefatti da non farci più caso.

Eppure c’è stato un tempo in cui non avevamo il cellulare, non c’era il computer a casa, …la TV era un lusso..

C’era un tempo in cui più famiglie si dividevano un telefono….

Ops….forse sto andando troppo indietro!.

….C’era un tempo….

E poi ….la tecnologia è diventata tutto per noi e senza non avremmo potuto vivere… Il tempo della Quarantena!

Ci siamo incontrati sullo schermo, abbiamo fatto i compiti on line, gli ordini on line, la lista della spesa on line! Siamo stati davanti a computer, cellulari, tablet, talmente tanto tempo da sentirli quasi una parte del nostro corpo.

Poi, ieri, sono uscita… Ed è stato come uscire improvvisamente fuori, dopo essere stati chiusi a lungo dentro una prigione!

Ieri sono uscita dal computer dopo tanto tempo!

E la prima cosa che ho fatto, è stato osservare e apprezzare il bello e il valore di ciò che abbiamo… già!

Difficile non associare ad un architetto il termine stravolgimento! Tutti penso a noi come a quegli esseri pericolosi che ti mettono sottosopra casa.

Si, siamo noi, la categoria più temuta! E pur di fuggire alla nostra ‘furia ribaltatrice’ si sono inventati le peggio figure professionali, (e non me ne vogliano tutti quei bravi e seri professionisti) dai titoli più bizzarri, per spezzettare il più possibile quello che in generale fa una persona sola!

Cosa farebbe quindi un architetto, davanti ad un giardino abbandonato da mesi? (Molto più di quelli che ci ha imposto la quarantena)

Secondo la teoria, l’architetto, rade al suolo tutto per disegnare nuovi sentieri, inserire nuove piante, cespugli, profumi e colori, ….

Ma dato che io sono un architetto un po’ pazzo e un po’ curioso, molto mamma e sensibile assai…mi sono tuffata in un viaggio bellissimo dentro a un giardino, abbandonato, e l’ho sorvolato proprio come un’ape, soffermandomi con attenzione, nutrendomi di fiore in fiore, delle loro forme e dei loro colori!

Un giardino così va conservato proprio com’è.

È una esperienza unica e irripetibile, come irripetibile è l’opera che fa madre natura.

E così, anche l’architettura, il design, gli spazi interni ed i materiali, possono essere conservati, valorizzati, apprezzati per quello che sono.

In un periodo come questo, in cui siamo stati per molto tempo chiusi negli spazi confinati e ora usciamo, quasi volando, buttandoci per le strade, con voglia di sole e di vita, abbiamo avuto l’opportunità di osservare con molta attenzione sia lo spazio chiuso che quello esterno, che testeremo ancora meglio ora.

Ci siamo interrogati, indignati, difficilmente entusiasmati, …davanti agli spazi in cui viviamo, tanto da sentirci in dovete, appena possibile, di riempire tutti i più famosi negozi di arredamento sperando di portare un po’ di pace a casa nostra.

Ora le città ci aspettando a braccia aperte, con i loro prati un po’ più alti del solito, gli intonaci scrostati, le vetrine vecchio style…

Il SEGRETO non è cercare di CAMBIARE tutto, ma di VALORIZZARE ciò che già c’è, perché, ad osservare con attenzione, abbiamo tanto, ma tanto, per cui essere felici!

Ho deciso allora di associare le numerose immagini dei fiori e delle piante, che ho raccolto ieri, ad ambienti vintage o che hanno saputo valorizzare gli elementi storici presenti, ottenendo un ambiente nuovo, originale, ma unico e prezioso.

Quindi l’imperativo è…ripartiamo da quello che abbiamo…

Ripartiamo dalla valorizzazione di quello che abbiamo!

Ph. dei fiori – di Francesca Ianni architetto

Ph. di interni, esterni e modelle – da Pinterest

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Ripensare lo spazio dei nostri figli..

Inutile negarlo, i nostri figli sono a casa molto più tempo di prima, e con i loro modi di fare e di essere l’hanno invasa un po’ tutta!

Ci siamo trovati a condividere spazi e attività, abbiamo ripensato arredi e luoghi, siamo cresciuti scoprendo nuovi modi di vivere, spesso sorprendentemente piacevoli o sconvolgentemente difficili da gestire.

Per me non è la stata la prima volta che mi sono trovata a lavorare da casa con i bimbi sempre al mio fianco, avendo scelto da tempo di essere mammArchitetto e di fare della mia casa il mio studio, per poter essere il più possibile vicina ai miei figli; quindi questa quarantena non mi ha trovata impreparata…mentre un po’ di anni fa lo ero di sicuro!

Quindi forza e coraggio…sconvolgere le nor ali regole casalinghe, cosa in cui i bambini sono dei veri esperti, non è una esperienza facile per nessuno, ma presa dal giusto punto di vista può essere davvero stimolante e aprire nuovi interessanti orizzonti.

A paragonare la me prima e dopo i figli quasi quasi direi la nebbia e l’arcobaleno..

Malgrado dentro di me brillavano tutti i colori dell’arcobaleno, all’esterno, la voglia di controllare tutto, mi portava a creare ambienti statici, puliti, lineari, quasi un disegno, fermo, immobile.

Ma una casa non è un quadro o una vetrina ma uno spazio Vivo e come tale va progettato.

Lo spazio vivo è uno spazio in divenire, che prende la forma di chi lo abita, ed è morbido e flessibile abbastanza da permettere di fare stare bene anche più coinquilini.

La mia prima riflessione la ho avuta quando fresca sposina non facevo altro che rimettere a posto le cose che mio marito amava e ama lasciare sparse. Non capivo come non fosse più semplice rimettere direttamente a posto!

Poi un giorno ero sola in casa e le sue cose sparse mi facevano compagnia…erano una traccia del suo passaggio.

Così è stato sempre più anche per i miei figli.

Quando erano piccolissimi ho cercato di ‘controllare’ anche il loro ordine, dividendo con rigore i giochi per tipologia, materiale, colore,…e chi più ne ha più ne metta. Un lavoro enorme a creare contenitori e contenuto per poi ritrovare i giochi sparsi in modo casuale per i vari cesti!

E allora è arrivata l’illuminazione…

I giochi comunque li avevano rimessi a posto, ma erano troppo piccoli per fare divisioni di genere e soprattutto quei raggruppamenti non erano stati una idea loro ma una imposizione dall’alto.

La soluzione è stata, innanzi tutto, preferire a librerie e cassetti, tanti cesti. Meglio se con i manici, così che postevano portare i loro giochi preferiti dove volevano.

Mettere i cesti in ogni luogo di casa molto vissuto. Nel salone ci sono più cesti per le cose dei bimbi che quelle mie e di mio marito.

Creare anche in salone uno spazio per loro, dove saranno più propensi a rintanarsi sentendolo il loro ‘posto speciale’, lasciando un po’ più libero il resto. Meglio se lo scegliete e realizzate insieme.

Lasciate che casa sia permeata tutta dalla loro magia. Non abbiate paura di scomporre il set di sedie della sala da pranzo, decorando la sua con magiche ali o orpelli di vari colori.

Rendetelo protagonista facendo dei suoi disegni delle esposizioni degne di un museo

La regola è utilizzare materiali che si possano rimuovere facilmente e/o lavare.

Decorare quindi sedie e mobili con nastri di stoffa colorata o con peluche appesi.

Appendere i loro disegni con un piccolo pezzetto di scotch di carta decorato, così che si possa rimuovere e riporre quando arriveranno nuovi disegni, senza creare danni né al supporto e né al disegno, ecc.

E poi lasciatevi travolgere dal loro allegro e decorativo disordine che non è un vero disordine se poi ogni cosa ha il suo posto e concluderanno i giochi, ‘giocando’ a mettere a posto, con l’aiuto di mamma e papà 💪🥰…

Saranno ogni giorno più autonomi e finiranno per rimettere a posto anche da soli e scegliendo loro i luoghi più adatti.

Lasciate che la casa si colori del loro entusiasmo 🌈

Immagini da Pinterst

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Casa, lavoro, figli… Multitasking e Smartworking! Di questi tempi …si può?

Molti erano già abituati allo smartworking, avevano già un angolo ben organizzato, tempo e spazi definiti!

Altri lo hanno dovuto improntare in fretta e furia, ma con tanta dedizione e buona volontà, visto anche il nobile scopo!

Certo nessuno era pronto a condividerlo con partner e figli!

Il concetto stesso di lavoro stride con il dinamismo e la libertà dei bambini.

Ho provato in prima persona, in tempi non sospetti, a lavorare da casa, con i bambini, costatando quanto sia difficile se non impossibile:

Il lavoro ha bisogno di attenzione e dedizione e allo stesso modo, se non di più, ne hanno bisogno i figli!

Che cosa sta succedendo quindi in quest giorni, in cui si mischiano i ruoli,  tutti insieme, chiusi sotto lo stesso tetto?

Come si fa ad ad essere mamma, moglie, lavoratrice, donna, … contemporaneamente?

Non si sta chiedendo troppo forse a queste famiglie? Nessuno deve fermarsi… Tutti chiusi a casa, ma sempre attivi, con lo smartworking, con la scuola digitale, …

Tutti insieme, a condividere spazi e doveri, e tanti, tanti gigabyte..

Un gruppo disomogeneo pronto ad affrontare ogni cosa…

I bimbi spiano i lavori dei più grandi, tenendosi stretti alla loro testa o girando di continuo tra le ginocchia e la sedia. Non ne vogliono sapere di finire quel disegno che la mamma o papà gli avevano preparato con cura, sperando di poter guadagnare un po’ di tempo tutto per se!

Gli adulti si fanno coinvolgere dai giochi dei più piccoli e scoprono pause pranzo o piccole pause caffè, di una bellezza mai provata prima!

Tante emozione si sommano, anch’esse, diverse ma tutte insieme nello stesso corpo!

Cosa succederà?

Chi accetta tutto questo come un momento di sorprendente e piacevole follia, in cui non bisogna chiedere troppo a se stessi, ne uscirà vincitore.  …..

Non è vero che tutto deve continuare, come prima, come niente fosse; perché niente è come prima e tante cose sono in ballo.

Per voi, mamme e papà, nonne e nonni, che cercate, un po’ come delle simpatiche parodie della dea Kali, di tenere tutto faticosamente in piedi,…

State facendo già tanto… Non chiedete di più a voi stessi…

E se mai questa idea dello smartworking vi iniziasse a piacere…

Ecco qualche esempio di Home Office con stile!

La parola d’ordine, quando si lavora da casa, è organizzazione e  stile…. perché l’estetica vuole la sua parte e la bellezza migliora l’umore e le prestazioni! 💪😅💖

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E non è detto che anche in quest’altro modo…in fondo…sia così male…

La collaborazione tra diverse competenze.. dà sempre interessanti frutti…

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Ph. da Pinterest

 

 

 

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L’arcobaleno della speranza… Fuori e dentro di noi! 🌈

“Mamma voglio raggiungere l’arcobaleno! Andiamo!?”

Non so quante volte l’ho sentito dire ai miei figli!

E come spiegargli che più ti avvicini e più lui si allontana?

Deve essere un gran timidone! 🥰

Questi giorni però, per un evento di una umanità eccezionale, le città si stanno riempiendo di arcobaleni, da guardare ma anche da toccare!

Arcobaleni che non scappano, e da cui traspare tutta la paura e la speranza, la gratitudine, la confusa gioia, di sentirsi tutti uniti, straordinariamente vicini!

Perché il cuore vola ovunque, oltre il tempo e lo spazio, e se fai attenzione, puoi sentire battere quello di chiunque, anche se è distante…

Con l’occasione…ho sospeso per qualche giorno il progetto della cameretta con i bimbi per dare spazio a e partecipare attivamente a questo bellissimo evento degli “arcobaleni ai balconi e alle finestre, per dare gioia e speranza”…

Ma…per non perdere il filo…

Ho raccolto un po’ di esempi di camerette, da Pinterest, in cui l’arcobaleno è un magico decoro…

E vi dirò…per dirla alla Montalbano “.i sto facendo persuaso” che forse un arcobaleno andrà a finire anche nella cameretta di Ale&Ari! 🌈💖

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Umani… Uniti… 🌈💖

 

Ph. da Pinterest

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I Cangianti ….Colori Pastello!

I colori pastello fanno subito primavera, ….ma non solo!

I colori pastello vengono associati ai bambini appena nati, alle camerette dei più piccolini, alle prime luci calde di marzo e aprile.

Pastello sono i decori Pasquali, le bomboniere del battesimo, i dolci più zuccherosi delle fiere.

Dopo tutto il colore pastello da una sensazione di rilassamento e spensieratezza ed è utile per i genitori con figli molto piccoli perché aiuta a rilassarli in un momento molto intenso della loro vita. I dolci celeste e rosa, ma anche verde, violetto, non sono per i bimbi piccoli, che per molti mesi dalla nascita non distinguono che pochi colori, ma per i loro genitori e per sostenere il loro stato d’animo.

Lo sapevate?

Ma i colori pastello, molto luminosi se associati al bianco o al nero, associati a colori scuri e polverosi, o forti e fosforescenti, riescono a regalare atmosfere inaspettate, riuscendo a diventare i compagni ideali per decorare tutti i momenti e gli eventi dell’anno!

Provare per credere…

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Tanti esempi da cui prendere ispirazione!

E voi…avete delle colori pastello in casa! Dove?

 

 

 

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Rosso… Architettura

Sono sempre rimasta affascinata dal Rosso Valentino!

D’altronde Valentino e il SUO ROSSO, è da sempre una icona!

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Questo magico giorno un cui si festeggia l’AMORE mi ha riportato alla mente una questione troppo spesso sorvolata con un “ma no, è troppo!”

Eh sì, perché se un vestito ‘Rosso Valentino’, è un sogno, un po’ per tutte le donne, architetto o meno,…uno spazio ‘Rosso SAN VALENTINO’ inizia a diventare un po’ più azzardato!

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La stessa sfilata di Valentino all’ara pacia mostra il forte contrasto tra questo famoso colore e la classicità, da sempre simbolo di perfezione!

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Un po’ di anni fa, ancora non avevo iniziato a studiare Architettura, (quindi…almeno più di 15 anni fa) il rosso è entrato prepotentemente nelle case di tutti: cucine, divano, intere pareti, armadi… C’è stato un vero ‘red addict’!

Tutto questo eccesso mi aveva fatto davvero creare una certa antipatia per il rosso in architettura! Il rosso infatti è un colore molto energetico, e se è vero che aiuta la convivialità, è anche fin troppo eccitante, mentre io ho sempre sognato una architettura confortevole, rilassante,…mai come in questa era ne abbiamo bisogno!

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E allora ho preso l’occasione, ispirata da tutto questo Rosso SAN VALENTINO, per riprendere in mano il colore rosso e vedere come e quando è possibile usarlo in architettura!

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Nei centri storici, nelle piccole case di campagna, soprattutto fuori dall’Italia, di esempi di edifici Total Red ce ne sono tanti…molto più di quello che immaginavo!

Se confinato al colore di una porta, di una casetta di campagna, è davvero molto dolce e affascinante. Diverso è il caso in cui è astato usato per ricoprire interi edifici moderni, dove risulta veramente eccessivo e stanca presto!

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Le vernici scrostate mostrano come nel tempo anche il colore rosso ha avuto la sua importanza.

È un colore deciso, che colpisce ma che stanca presto! Può essere usato per i dettagli, per dei vezzosi decori,…e, preferibilmente di uno tono spento, che lo rende più simile al rosso terra di Siena piuttosto che il rosso brillante!

Gli interni era la parte che mi preoccupava di più, ancora scottata da quel periodo in cui ho visto ogni ambiente ricoprirsi di questo Rosso eccessivo, lucido e ingombrante!

Oggi giorno è bastato, tristemente soppiantato dal grigio. Il grigio ormai è un po’ in tutte le case nuove. Anche questo è un colore che verrà presto soppiantato perché davvero TROPPO triste e poco confortevole!

Ma d’altronde dopo tutto quel rosso, eccessivo, ci voleva un forte ‘turn round’!!!

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Ho scoperto con piacere che il rosso, negli interni, si può utilizzare con OTTIMI RISULTATI!

Già in antichità è stato utilizzato con grande sapienza espressiva in ritratti ma anche negli interni!

Il segreto sta nel dosare la giusta tonalità e i dettagli dove metterlo.

Non è mai un totale Red, soprattutto quando si usa il rosso ciliegia!

Il massimo del comfort si ottiene con un tono su tono con il rosa carne, o con il colore oro.

Difficile gestirlo invece con colori contrastanti come il bianco o il blu, che lo rendono troppo ‘presente’ e poco elegante. E alla lunga, stanca presto!

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E il vostro rosso… com’è?!

BUON SAN VALENTINO a Tutti! ❤️

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Brrr…che freddo…fuori!!! E dentro casa?

Il nostro clima non è mai troppo rigido, ed è solo per pochi giorni all’anno, quando il termometro scende sotto lo zero, con tanto di raffiche di vento gelido, che la protezione della nostra casa viene messa a dura prova!

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Quando fa freddo ci compriamo di più, i maglioni sono più spessi, i cappotti più pesanti!

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Il corpo non ce la fa da solo a combattere la differenza di temperatura e ha bisogno quindi di ISOLARSI dall’esterno!

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Cosa succede invece alla nostra casa?

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Non gli si può certo mettere il maglioncino!

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E allora carichiamo con il riscaldamento, accendiamo i termosifoni alla massima potenza, consumiamo energia come non ci fosse un domani…senza pensare che il petrolio non è eterno e la scelta del consumo indiscriminato, tanto della caldaia in inverno quanto dei condizionatori in estate, non è una scelta sostenibile!

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La SOLUZIONE c’è e passa dalle scelte tecniche costruttive!

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È sufficiente infatti che casa sia correttamente isolata per poter evitare di riscaldare e raffrescare per gran parte dell’anno e limitare il suo impiego al minimo indispensabile.

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Pensiamo alle chiese romaniche e gotiche e alla loro introvabile frescura estiva. Il segreto è presto svelato: murature molto profonde e finestre piccole.

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L’isolamento termico infatti è tanto più efficace quanto più è profonda la parete perimetrale.

Inutile cercare il materiale miracoloso che in pochi millimetri risolve il problema, come impossibile è trovare un cappotto dallo spessore millimetrico che protegga dalla neve!

Quindi innanzi tutto puntare ad avere pareti perimetrali molto profonde, come succede negli edifici in muratura o in terra cruda.

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Quando siamo nel caso di edifici esistenti moderni, dagli spessori quasi sempre contenuti, si deve ripiegare su gli isolanti termici, da porre possibilmente all’esterno (eccezione fanno, per esempio, gli edifici dalle facciate pregiate che non possono essere modificate). Tra gli isolanti migliori c’è la fibra di cellulosa, naturale, economica ed ignifuga. I materiali naturali, come succede con i vestiti,  permettono di fare respirare la casa proprio come la stoffa giusta fa respirare la pelle! Immaginiamo la nostra casa come fosse un cappotto, un maglione. Se fossero di plastica non riusciremmo a respirare! E lo stesso succede con i materiali sintetici! Chiudono tutti i pori dell’abitazione con conseguenti fenomi di condensa e umidità!

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Se in questi giorni le vostre case sono fredde, la colpa non è del clima avverso, ma del fatto che non ci siamo coperti bene!

Usciremmo in costume a febbraio? Sì, solo se vivessimo in Australia!

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Perché la stessa attenzione non la riserviamo alle nostre abitazioni? È come se usciamo in costume quando fuori c’è la neve e beviamo tante camomille calde cercando di scaldarci! Impossibile…la nostra pelle farà continuamente uscire il calore verso l’esterno.

La soluzione è un bel cappotto pesante, con tanto di sciarpa e cappello di lana!

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E che sia integro… perché se il cappotto ha dei grossi buchi, il freddo passerà lo stesso.

Questi, per gli edifici, sono i famosi ponti termici. Delle vere e proprie vie preferenziali per far entrare il freddo invernale e il caldo estivo!

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Per capire come funzionano i ponti termici, immaginiamo che la casa sia un palloncino pieno d’acqua. Se ben isolata l’acqua rimane tutta all’interno.

Basta però anche un solo piccolo buchetto e l’acqua uscirà tutta fuori in pochissimo tempo.

Lo stesso succede se l’isolamento, il cappotto, il maglioncino di lana, non gira e copre ogni angolo di casa. Isolarla ovunque meno che una parte, anche una piccola parte, rende inutile tutto il resto dell’isolamento.

Proprio come per il palloncino, possiamo continuare a riempirlo d’acqua all’infinito, ma continuerà ad uscire da quel piccolo buchino.

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Per evitare di continuare a riempire casa di calore senza mai riscaldarla veramente, proprio come il palloncino bucato, valutate di affidarvi ad un tecnico, ingegnere, architetto, che possano indicarvi il cappotto più idoneo per la vostra casa e per le vostre tasche. Perché chiudere finalmente quel rubinetto senza paura che il palloncino si svuoti rapidamente, è l’unico e vero risparmio a cui si può auspicare!

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