Nata Architetto diventa MammArchitetto dopo l'arrivo dei due suoi pargoletti! "I bimbi cambiano la vita in meglio e, grazie alla loro irrefrenabile energia e la infinità curiosità riescono a dare un valore aggiunto anche al mio mestiere! Dopo tutto solo chi sa mettersi in un attento ascolto e un dialogo attivo può davvero realizzare della Buona Architettura!"
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Tra teschi e scheletri, ragni pendenti e zucche animate, non posso fare a meno di chiedermi come è possibile che attiri così tanto essere circondati di mostri e demoni spaventosi, che a me invece incutono ancora non poca paura!
Da piccola i mostri erano un nemico da fuggire, …i film dove c’erano demoni e vampiri non si vedevano,… Eravamo protetti da un mondo che non aveva niente a che fare con la vita!
Ma perché invece oggi si accoglie con così tanto entusiasmo i simboli della non vita, della paura e della violenza…e soprattutto cosa ha a che fare tutto questo con l’architettura e l’interior design?
Non mi attardo a spiegarvi il mistero….. Credo che il successo di Halloween sia dovuto al fatto che sia in fondo molto Hygge: con le candele, le luci soffuse, i toni scuri, … è tutto estremamente rilassante!
Halloween incarna ciò che è in atto nelnpassaggio alla stagione fredda: la natura si riempie di arancione, tra zucche, mandarini e foglie secche; le giornate si accorciano ed è tutto rapidamente più cupo; il sole sempre più basso regala atmosfere rosate; ecc…
I toni cupi poi, evocano il momento in cui si può andare a dormire, quando fa notte, motivo per cui spesso le camere da letto o gli ambienti dove si cerca un’atmosfera di relax, sono spesso sui toni che vanno dal blu notte all’azzurro!
In fondo quindi il festeggiare Halloween è solo un modo per esorcizzare questo passaggio verso l’inverno, cercando di prenderne il lato più piacevole e caldo;…se almeno ci fossero meno mostri e più calore umano … Più Hygge e meno Halloween…stessa iniziale nel nome ma finalità molto diverse!
La vicenda del villino di via Ticino, nel quartiere #Coppedé a #Roma, e tutte le polemiche conseguenti, non riescono a lasciarmi indifferente!
Se qualche giorno fa mi sono interrogata sulla #bellezza e se fosse veramente #relativa, oggi preme forte una nuova questione:
Ma che cos’è la modernità?
Ce se ne riempie la bocca, chi usandola come termine dispregiativo e chi inneggiando al cambiamento e all’innovazione!
Innanzi tutto la modernità non è #innovazione, perché se quest’ultima presuppone un cambiamento in meglio, la modernità è un #cambiamento e basta!
La modernità è qualcosa di diverso dal passato e dal futuro e quello che oggi si intende come modernità, sarà tradizione nel futuro!
La modernità quindi non è un avanzamento rispetto al passato ma solo un cambiamento:
La storia ci insegna come sia insito nell’essere umano la necessità del cambiamento, della novità ed è particolarmente evidente nel succedersi delle mode!
Come dopo gli eccessi #barocchi si è avuta necessità di tornare ad una #sobrietà #rinascimentale, così dopo le architetture #razionaliste, propense alla sperimentazione della #forma, si auspica ora una maggior #cura nei #dettagli e con essa una maggior #attenzione alla #persona!
Se il #movimento #moderno si è imposto per il suo desiderio di staccarsi dalla tradizione, intesa non solo come tecnica architettonica e artistica ma anche come usi e costumi, le conseguenze non sono state sempre virtuose dato che molti seguaci, persa la motivazione originale, hanno prodotto edifici vuoti di estetica e di contenuto di cui il peggiore esempio sono le palazzine che hanno rapidamente invaso gran parte delle nostre città!
Ancora oggi, chi è nato negli anni in cui il movimento moderno ha preso piede, non riesce a cedere lo scettro ad un nuovo modo di fare architettura e arte perché sente forte ancora la voglia di rivalsa che simboleggiava il razionalismo verso la tradizione!
Io sono nata in un altro periodo, non ho subito le imposizioni di una cultura rigida che si basava sul patriarcato; ho sofferto invece queste architetture vuote, con poco valore e qualità e sento forte il bisogno del ritorno ad una architettura della persona e per la persona! Parlo di ritorno, anche se ritorno non è, perché è sempre un andare avanti, con nuove aspettative e nuovi valori, perché vedo nell’architettura storica, quella spontanea, una attenzione alle necessità primarie, che si sono perse nel progetto su carta, responsabile di una distanza a volte incolmabile!
Il #progetto di #architettura è innanzi tutto una #esperienza!
Un’esperienza in cui confluisce ciò che hai accumulato nella vita fino a quel punto, ciò che puoi immaginare per il futuro, ciò che puoi imparare nel tuo rapporto di conoscenza dell’utente finale e del committente!
Il progetto è qualcosa che ti passa dentro e ti segna e te lo porterai con te nelle prossime avventure!
Il progetto è una esperienza sia che si tratti di una cantina che di un museo, di un giardino o di un piano urbanistico; il progetto è per le persone, parla di persone, è fatto dalle persone e non può prescindere da sentimenti, emozioni, riflessioni, perchè il viaggio attraverso la conoscenza degli utenti finali di un tuo qualsiasi gesto è qualcosa di cosi importante che non puoi fare a meno di metterci il cuore! Buon lavoro a tutti gli amici e colleghi architetti…
Nessuno capisce ancora il potere che ha il colore di farti stare bene o male.
#Scegliere un colore è #facilissimo per un #bambino perché lo sceglie in modo #emozionale!
Per un adulto è più difficile perché vogliamo avere un spiegazione razionale per ogni cosa.”
Voi…siete coscienti di quale potente azione fate quando scegliete di utilizzare un colore piuttosto che un altro, o un dato abbinamento o ancora un non colore?!
Un interessante intervento della colour design #Francesca #Valan:
Qualche settimana fa un mio amico/collega mi chiedeva consigli su come vivere bene in un monolocale!
Più che si può, si deve! La vita si fa sempre più cara, il lavoro sempre più incerto e i monolocali, spesso ritagliati nei luoghi più impensabili, come mansarde o piani seminterrati, sono gli unici rifugi ancora accessibili!
La prima regola per vivere bene in un monolocale è non privarlo di ciò di cui ha più bisogno: lo spazio!
Non riempitelo di mobili e mobiletti, più o meno multiuso, nella speranza di ricavare il più possibile numero di elementi contenitori e accettatelo per quello che è!
Valutate con cura cosa far entrare e cosa no, evitate numerosi servizi di piatti, ne bastano uno o due; non eccedete con collezioni di oggetti o vestiti e al limite valutate di acquistare o affittare cantina o garage dove riporli! Per vivere bene il vostro monolocale non dovete soffocarlo!
Sfruttate in modo furbo lo spazio utilizzando un unico daybed in luogo di letto più divano
Posizionato al centro della stanza può essere anche molto scenografico
Preferite una bella penisola multifunzione al posto del classico tavolo; moltiplicate la luce e lo spazio grazie agli specchi, montati in posizione strategica
scegliete la doccia a filo pavimento cosi da avere un maggiore spazio di manovra quando non viene utilizzata
Una valida alternativa potrebbe essere il cohousing, cioè il vivere condiviso, dove a fronte di una spesa simile a quella di un monolocale si può, in aggiunta, usufruire di ampi spazi comuni!
Spesso vengono realizzati in edifici storici o con ampi spazi verdi tutto intorno
Un buon compromesso che permette di vivere spazi molto più grandi di quelli economicamente accessibile al singolo e con una compagnia che non sempre guasta!
Gli #ambienti #piacevoli spesso hanno una ottima #progettazione della #illuminazione!
Dove e come posizionare i punti luce quindi? Valutate come usate gli spazi; come sempre una attenta osservazione delle vostre abitudini è la base per qualsiasi azione!
Il tavolo da pranzo, la zona operativa della cucina, la scrivania e simili, hanno bisogno di una luce puntuale e intensa perché avete bisogno di vedere bene; quando siete rilassati sul divano o sul letto è sufficiente una luce d’ambiente, diffusa e delicata; ecc… Ancora non mi capacito dei punti luce al centro del soffitto della stanza!
Godetevi questo bellissimo video e buona luce a tutti!
“Back to School”…l’inizio della scuola è l’inizio formale di quasi tutto.. Come una macchina appena messa in moto, intorno ai nostri giovani si avvia tutto un motore di attività ed eventi che ci accompagnano poi per tutto l’anno!
Ma come devono essere gli spazi per i bambini?
Innanzi tutto ai bimbi non interessa tutto ciò che è al di sopra del loro naso e posizionare oggetti troppo in alto significa farli sparire alla loro vista oppure obbligarli a pericolose arrampicate per raggiungerli; in questo sono più forti e determinati di noi adulti!!
Libri, giocattoli, ma anche bottiglie e bicchieri, fazzoletti e altre cose simili, devono essere a portata di mano, in modo che possano gestirli in autonomia e con facilità!
Dopo tutto anche noi posizioniamo gli oggetti di uso comune, ma anche elementi d’arredo come vasi e quadri, ad una altezza che ci permette di usarli in tutta comodità, ma ci dimentichiamo spesso che la comodità dei bambini viaggia su dimensioni diverse dalle nostre!
Come sempre un progetto ben fatto è preceduto da una attenta osservazione, un accurato ascolto ed un efficace dialogo; con i bambini il tutto è apparentemente più difficile ma sicuramente più divertente e pieno di interessanti spunti e sorprese!
La #cantina di mio #nonno era grande quanto il soggiorno, che poi in realtà più che soggiorno era una grande cucina!
La cantina era un luogo #multifunzione dove riporre il vino appena imbottigliato, stilare la legna per il camino, conservare il cibo, fresco o nei barattoli, aggiustare le cose, poggiare momentaneamente i vuoti a rendere, ecc!
Era un luogo davvero prezioso che oggi abbiamo dimenticato e con esso il fai da te, il #riuso e la #vita #sostenibile in generale!
Come si fa ad immaginare una #vita #senza #rifiuti, senza #imballaggi, se poi non abbiamo un luogo comodo dove riporre i contenitori o i vuoti a rendere; come si può pensare ad una vita salutare se non c’è spazio per sistemare conserve e dolci fatti in casa; come possiamo sbizzarrirci nell’aggiustare o innovare oggetti personali se non abbiamo un luogo da dedicare al fai da te e al bricolage!?
Si ricade subito preda del cibo pronto, dei contenitori usa e getta, e del disfarsi facile del vecchio in favore del nuovo!
Riscopriamo quindi la #cantina, il #ripostiglio, la #dispensa, il #laboratorio, ecc…luoghi a cui i nostri avi, campioni di riciclo e ignari del concetto di rifiuto, erano avvezzi!
Ho due bimbi piccoli, non è più una novità!
Li #osservo da sempre, da quando erano nella pancia, per capire i loro #bisogni, le loro #necessità, anche dal punto di vista #architettonico!
Potrebbe sembrare scontato ed inutile dato che lo sono stata anche io bambina, ho percorso i loro stessi passi in anticipo, ho già vissuto le loro esperienze ed emozioni! Ed invece è doveroso perché ci si scorda presto come è essere bambini ed ancora più velocemente si cancellano i ricordi quando nascono nuove responsabilità! Paradossalmente crescere ci rende meno liberi sia fisicamente che mentalmente!
Quello che ho capito però, ed è il motivo per cui sono qui a scrivere, è che non basta osservare bisogna #dialogare, bisogna #confrontarsi, se si vuole davvero soddisfare i loro bisogni!
Non si può dare per #scontato che, in quanto #adulti, possiamo #scegliere per loro!
Lo stesso accade in #architettura: quante amministrazioni credono di poter agire senza parlare, senza confrontarsi con i cittadini; quanti architetti vogliono ipotizzare i bisogni di una società modificando arbitrariamente l’urbanistica di un luogo, per non parlare poi dei non addetti ai lavori che fanno senza ascoltare e senza sapere!
La #buona #architettura quindi deve avere come base a qualsiasi progetto l’#ascolto, l’#osservazione, il #dialogo!!!
Il #tempo che si usa per la #conoscenza non è mai tempo perso!
Il caldo non da tregua ma forse la soluzione esiste!
Al di là di condizionatori o altri elementi di sfruttamento insensato delle risorse terrestri, se il luogo dove vi trovate non soddisfa le vostre esigenze di raffrescamento, rifugiatevi in una chiesa medievale, dove gli enormi spessori murali e le piccole aperture sono un ottimo schermo alla calura estiva, oppure in una casa di terra cruda!!!
Casa di terra cruda a Baratti, Piombino (LI)
Provare per credere!
Dato che più volte mi sono sentita ripetere “non ti fidare di quello che leggi su internet; non è vero niente!”, atteggiamenti distruttivi contro tutto e tutte le iniziative di innovazione, ho deciso di visitare di persona una casa di nuova costruzione in terra cruda!
Con l’occasione delle ferie ho organizzato una gita di famiglia a Baratti (vicino a Piombino in Toscana) dove la proprietaria olandese, Frida, già cultrice degli Etruschi, ha deciso di realizzare un edificio sperimentale in terra cruda utilizzando materiale a km 0, architetti preparati e l’aiuto di amici e studenti!
Dettaglio camino in terra cruda della casa a Baratti
La visita ha di gran lunga superato le mie aspettative:
Siamo arrivati verso le 17:00 di un caldo pomeriggio di fine luglio, era sabato e l’aria era leggermente afosa; Frida ci ha accolto sulla porta invitandoci ad entrare! Pochi passi e il clima era completamente cambiato: fuori caldo e aria ferma, dentro fresco e leggero venticello!
Dettaglio dell’ingresso e dello scampolo di stoffa di canapa dei primi del ‘900
Le pareti di terra cruda sono belle e piene di carattere, l’assenza di spigoli dell’edificio a pianta circolare è confortevole, la gentilezza e l’entusiasmo della proprietaria chiude il cerchio realizzando un ambiente che non vorresti mai lasciare!
Frida spiega come si ricavano i semi di lino dalla pianta essiccata
Una gran quantità di particolari preziosi adornano questo tempio del comfort: i tappeti e i cuscini di canapa, tende di lino bianche, utensili di vario tipo realizzati in terra cruda, legno ovunque, dal tavolo al pavimento, e una gran quantità di oggetti fatti a mano: Frida, appassionata della cultura etrusca, pianta, raccoglie e fila il lino e la canapa, produce tisane e vini, ecc..
Dettaglio parete ed oggetto in terra crudaLino in essiccamento e pannello informativo sulle tecniche di filatura e tessituraSulla destra dettaglio stoffa di canapa dei primi del ‘900Dettaglio infissiStrumenti per la filaturaLa cura di Frida è per ogni particolare: rivestimento all’uncinetto per il divanoDettaglio del tetto in legnoDettaglio della parete
Se arrivando si rimane subito incantati dall’edificio di terra, la vista, uscendo dalla casa, non è da meno:
Sullo sfondo il mare di Follonica
Prati coltivati a canapa e lino in maniera biologica e sullo sfondo il mare di Follonica!
Tutto parla di pace e natura!
Dettagli delle tegole che proteggono le pareti dall’umidità di risalitaParete di terra cruda vista dall’esterno
Lo stile di vita sostenibile della proprietaria non si limita alla coltivazione biologica e alla casa di terra cruda; già tempo prima aveva realizzato varie costruzioni con il bambù, sapientemente tagliato tra gennaio e febbraio per renderlo più durevole! Non per niente è lì da 20 anni!
Dettaglio parete in bambùDettaglio copertura in bambùDecorativi mazzetti di lino messi li ad essiccareCancello di ingresso in bambù
Cara Frida conoscere te e la tua stupenda filosofia di vita è stata una esperienza emozionante che rimane dentro per sempre! Grazie per la tua gentile accoglienza e per aver contribuito alla diffusione della terra cruda in edifici di nuova costruzione, evidenziandone tutti i suoi benefici!
Per chi ne volesse sapere di più sull’esperienza della casa di terra cruda a Baratti:
http://www.barattibay.org/
Oppure contattate la proprietaria Frida van der Horst o gli architetti che hanno contribuito alla realizzazione Cristina Guerrieri e Antonio Carmilla
Per chi volesse visitarla, Frida riceve il sabato pomeriggio; sul post si organizzano inoltre anche workshop e seminari su vari aspetti del vivere e costruire sostenibile dai prodotti del lino e della canapa fino al bambù e alla terra cruda! Per non perderli rimanete collegati al sito internet che vi ho sopra segnalato!