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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 5) Diébédo Francis Kéré Architetto

Calendario dell’avvento de La Buona Architettura

#calendarioavventolabuonaarchitettura

7 dicembre 2017

5 – Diébédo Francis Kéré Architetto2a9aa7c9b7d70ba474fc494b22e6625b--adobe-architecture-vernacular-architecture

“Ritorno a casa per aiutare il mio popolo”

Una storia emozionante quella dell’architetto Kéré, costretto a lasciare il suo paese, #Gando, in Burkina Faso, all’età di 7 anni per poter #studiare!

Grazie ad una borsa di studio vola in Germania dove studia fino a diventare #architetto e la prima cosa che fa è tornare nel suo paese per costruire una #scuola!

Quando Kéré, dopo le vacanze, lasciava il suo villaggio per tornare a studiare, ogni donna gli donava tutti i soldi che gli erano rimasti; Kéré stupito chiese alla mamma il motivo di tanto affetto; la mamma gli rispose che loro stavano contribuendo alla sua istruzione sperando che poi sarebbe tornato nel suo paese per aiutarli a vivere meglio!

Così fece! Nel corso degli studi cercó di raccimolare fondi e poi voló a casa per iniziare la realizzazione di una scuola in #terra #cruda, istruendo la popolazione del luogo e donando loro tutte le informazioni affinché potessero continuare a costruire altri edifici anche da soli!

«Se dai un pesce a un uomo, si nutrirà una volta. Se gli insegni a pescare, mangerà tutta la vita».

Godetevi il suo emozionante intervento in questo video:

Foto di James Morris, Moschea Kossa, Niger

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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 4) Non c’è innovazione senza tradizione

Calendario dell’avvento de La Buona Architettura

6 dicembre 2017

4 – Non c’è #innovazione senza #tradizione

(Andare indietro per poter andare avanti!)

#calendarioavventolabuonaarchitettura

Ieri è successo un fatto che non mi ha potuto lasciare indifferente ed ha condizionato anche il nostro calendario dell’avvento…
Il giovane Sindaco della mia città #Collefero, Pierluigi Sanna, si è sdraiato a terra davanti ai camion che stavano portando materiale per riaccendere gli inceneritori… Erano le 19 circa e faceva un freddo terribile …

Una lotta per la giustizia, per la salute, …che ha origini lontane, che viene dalla ingente mole di #rifiuti che non siamo capaci di non produrre!
Basterebbe tornare alla vita dei nostri nonni per vedere svanire in un attimo la parola #inceneritore… Basterebbe non produrne di rifiuti…sarebbe un vantaggio per l’#ambiente, per la €salute ma anche per l’#economia #familiare…e non è difficile… Ci riesce molto bene Linda Maggiori con suo marito e i suoi quattro figli…e cercheremo di scoprire insieme come fare anche nel corso del calendario dell’avvento de La #Buona #Architettura!

Se è vero che non si può #pensare il #futuro senza #conoscere il #passato, questo è ancora più vero nel caso del problema della gestione dei #rifiuti! Nel passato questo problema non esisteva perché lo stile di #vita più povero era anche più #sano!
Lo sapete che i primi #alberi di #Natale venivano #decorati con la #frutta, come esempio le #mele e le #arance? Si acquistava un bene di prima necessità, lo si utilizzava per rendere la casa più festosa ed accogliente e poi veniva mangiata…senza produrre alcun rifiuto..anche perché la buccia, se non viene consumata, è utile per concimare la terra!
Chi non ha voglia di cimentarsi col fai da te ma vuole un Natale davvero Sano, può sbizzarrirsi usando mele, arance, #melagrane, #limoni, ecc..alternandoli o usandoli singolarmente, a seconda dell’effetto desiderato..e se volete più condividete con noi le vostre creazioni!

Un #Natale più #Sano a tutti!9e40fcb51094d12f446f60577a92860d.jpg

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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 3) Decorare con frutta e verdura

Vi siete mai resi conto di quanto sono belli e decorativi la frutta e la verdura di stagione?

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La natura ci viene incontro riscaldando i nostri sensi con frutta e verdura dai colori caldi e intensi!

Come sono belle le mele rosse raccolte in una cesta? O ancora le melagrane, magari alternati con frutta secca?

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Per chi dunque non ha tempo per cimentarsi in lavoretti fai da te o dolcetti tradizionali, può farsi aiutare dalla natura decorando casa (ma anche l’ufficio, il negozio, lo studio, ecc) con ceste che contengono frutta e verdura di stagione, alternando elementi tutti uguali, come può essere dei cesti con mele rosse, ad elementi misti, quindi accostando frutta e/o verdura in maniera decorativa!

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L’effetto è assicurato anche con poca fatica, e, come facevano le nonne, a fine pranzo si può sempre usufruire di qualche decorazione mettendo al centro tavola questi festosi cestino della frutta!

E per la tavola di Natale?

Non disperate… c’è molto da sbizzarrirsi anche lì e spesso i prodotti della natura sono molto più belli e originali

Un semplice ma elegante  centrotavola..

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Un dessert light…

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Un ottimo modo per far profumare la casa a festa…

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Provate anche voi a rivalutare i prodotti commestibili come semplici elementi decorativi per una casa più accogliente e Natalizia e, se volete, condivide idee e immagini con noi!

Foto: da Pinterest

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Calendario dell’avvento de La Buona Architettura – 2) Arte in città

Calendario dell’avvento de La buona Architettura

#calendarioavventolabuonaarchitettura

4 dicembre 2017

2 – #Arte in #città

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“A Legnano ogni sera una casella si apre e lascia un piccolo dono fantasioso ai bambini e un proposito di riflessione all’adulto.”

Il progetto del Calendario dell’Avvento a Legnano è pensato come momento di avvicinamento non più del pubblico all’arte, custodita negli spazi consueti, viceversa dell’arte a tutti coloro che animano la nostra città, perché “siamo fortemente convinti che le proposte culturali debbano «muoversi» verso i cittadini e, non come troppo spesso accade, che siano i cittadini verso la cultura”.

Con questa iniziativa, che vede coinvolto un artista importante e un bravo disegnatore come Velasco Vitali, si intende affermare che la bellezza è di tutti e può far parte delle normali vicende quotidiane e non una parentesi museale

A Bolzano, a pochi passi dalla famosa Piazza Walther nella quale nel periodo natalizo vengono allestiti i mercatini di Natale, è possibile ammirare la facciata di un palazzo alle cui finestre si trovano i giorni che mancano ad arrivare alla Vigilia!

E’ il celebre calendario dell’avvento di palazzo Max Valier che si trova proprio di fronte al Duomo di Bolzano, più esattamente in Via della Posta.

La facciata del palazzo conta esattamente 24 finestre che nel periodo dell’avvento si tingono di tende color porpora ciascuna con un numero dall’1 al 24. I numeri sono disposti senza ordine, come nei classici calendari dell’avvento che si appendono ai muri di casa a Natale.

Foto: calendario dell’avvento di Bolzano

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Calendario dell’avvento della Buona Architettura – 1) Rosso Natale

Il #calendario dell’ #avvento de La Buona Architettura

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I calendari tradizionali iniziano il conto alla rovescia la prima domenica dell’avvento, e così anche noi vogliamo iniziare oggi con il calendario dell’avvento della buona architettura, occasione per parlare e riflettere su quanto di buono c’è e di cosa ancora si può fare! Ogni giorno, fino a #Natale, cercheremo di affrontare un tema diverso che ci sia di ispirazione per buone pratiche.

Siete tutti invitati a partecipare a questo grande calendario dell’avvento di #gruppo, postando esempi, racconti, ecc…con l’ashtag #calendarioavventolabuonaarchitettura !!!

Iniziamo….

3 dicembre 2017

1 #Rosso #Natale

Natale è rosso, malgrado la canzone canti “Bianco Natal”, non c’è nessuno che non associ al Natale questo colore!

Il perché è presto detto: il rosso è il colore dell’amore e della passione; nell’arredamento il rosso spesso viene usato nel soggiorno perché riscalda l’ambiente, stimola l’energia e la socialità e restringendo visivamente lo spazio, crea ambiente più intimi;
Riuscireste a immaginare il Natale giallo, oppure blu, o rosa?
Per quanto ogni anno ho provato a sbizzarrirmi con colori diversi come il turchese e il verde, il rosa, il giallo oro, …li ho sempre accostato al rosso, tema trainante di ogni anno, di ogni percorso di rinascita attraverso il Natale!

Quest’anno il mio Natale sarà #rosso e #bianco, in particolar modo #velluto rosso e #lino bianco; il velluto come materiale caldo e accogliente, accostato al lino, fresco e puro, come la neve!

ATTENZIONE che il rosso è un colore con una forte presenza, quindi, per un risultato fresco, luminoso ed elegante, soprattutto se come me scegliete di usare il velluto, riservatelo solo per i dettagli e i decori, e non per tutto lo spazio!

Qual’è il vostro tema natalizio per questo 2017?

Foto da Pinterest

#white #linen #red #velvet #christmas

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Natale a rifiuti zero

Natale a rifiuti zero è possibile?

Affrontiamo oggi la sfida dei decori natalizi!

Chi, in questi giorni, non ha avuto il “piacere” di andare a fare la spesa trovandosi poi sommerso da decori e dolci natalizi di tutte le forme e materiali, stesi per tutto il negozio, compreso il banco della frutta?!!

Subito dopo la famosa domanda “che fine ha fatto il senso vero del Natale”, mi sorge un’altra domanda “dove andranno a finire tutti quegli oggetti, quegli incarti (tecnicamente imballaggi), quei dolciumi con tutto il loro carico eccessivo di zuccheri, ecc.. Cosa succederà agli addobbi una volta smontato l’albero e chiuso il periodo festivo?

Dato che tutti vogliamo una casa che respiri aria di festa, e quindi calda e decorata e allo stesso tempo amiamo cambiare ogni anno dando un tocco originale (io stessa non resisto a pensare, ogni volta, un decoro a tema diverso per le feste di Natale), allora ho pensato di darvi qualche consiglio su come decorare la vostra casa per le feste senza produrre rifiuti:

1) Rami e rametti, foglie secche

Passeggiando in un parco o in un bosco, raccogliete rami e rametti caduti per terra, legateli con lana, cotone, spago, creando diverse forme, come questo a stella; oppure riunite tutti i rami in un vaso e decorateli!

Fate ATTENZIONE ad comporre tutto a secco, senza colla, così che una volta stanchindinquesti decori possiamo smontarlo e riusarli per altre decorazioni o restituire i rami alla natura e riporre i fili per utilizzi futuri

2) Avanzi da potature

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Intrecciando rami freschi, appena potati, si possono ottenere delle sinuose composizioni; a seconda della pianta, le foglie si mantengono verdi per molto tempo;

3) Pigne

Le pigne possono essere raccolte in un cesto, con delle lucine, oppure legate con una corda; mai usare la colla, perché poi saremmo costretti a buttare il tutto come rifiuto non riciclabile;

4) Bucce della frutta

La frutta e la sua buccia, essiccata, oltre ad essere bella e originale, è un decoro profumatissimo!!!

5) Pasta di sale

Ma quanto possiamo sbizzarrirci con la pasta di sale? Acqua, sale e farina e il gioco è fatto: non è pericolosa per i bambini perché completamente commestibile e non è dannosa per l’ambiente perché fatta con ingredienti naturali;

6) decori con carta e cartoncino

Decorare con la carta, sempre tagliata e ricomposta a secco, è un gioco per tutte le età; e una volta smontata, la si può sempre riciclare o riutilizzare per nuovi progetti;

7) Dolci fatti in casa

I dolci fatti in casa sono salutari, buoni e pieni d’amore; sbizzarrirsi nella realizzazione e composizione vi permetterà di avere elementi di decor non solo belli ma anche buoni!!!

8) centrotavola piante perenni

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Ma perché per il centro tavola spesso si usano fiori recisi, necessariamente usa e getta?

Qualche Natale fa ho deciso di realizzare un centrotavola con piantine di agrifoglio, che a fine pranzo ho regalato ai miei commensali mentre una l’ho lasciata per me, l’ho piantata in vaso e ancora è lì che cresce bella e rigogliosa!

Questo è un sunto di quanto si può fare di bello senza sprecare o inquinare…nelle prossime settimane, come per un nostro calendario dell’avvento delle buone pratiche, scopriremo nel dettaglio qualcosa di più su queste idee decor e su come realizzarle!

E voi avete altre idee rifiuti zero da proporre?

Foto tutte da Pinterest, tranne l’ultima che è del mio archivio privato

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Perché sostenibilità e cementificazione non andranno mai d’accordo

#Sostenibilità e #cementificazione non andranno mai d’accordo!

Perché se si parla di #architettura #sostenibile è assurdo citare il #cemento?
Niente contro a tutti gli sforzi che le aziende produttive stanno facendo per renderlo meno deleterio di quello che è, ma dove c’è la colata di cemento, anche se è drenante, anche se è antismog, non cresce più il prato,…e dove manca il prato, manca la possibilità di far crescere una #rigogliosa #vegetazione che è l’unica strada per avere città veramente belle, vivibili e pulite dallo smog!

Se è vero che esiste il cemento autopulente che sfrutta la luce del sole per abbattere gli inquinanti, trasformandoli in sostanze meno nocive, è anche vero che rimarrà sempre grigio, non sarà bello e colorato come gli alberi e , per contribuire a ridurre lo smog, ne occorre una grande quantità: 1000 mq di cemento infatti assorbono gli stessi inquinanti di 80 piante sempreverdi, eliminando l’inquinamento provocato da 30 veicoli a benzina.

Non sarà più semplice aumentare la dotazione di #spazi #verdi, magari anche facendo #parcheggi a #prato, come si spiega nell’articolo e #favorendo #parchi piuttosto che #fredde #piazze cittadine?

Foto da Pinterest: dettaglio della serra dei reali del #Belgio a #Laeken

Un interessante articolo che parla di come realizzare un parcheggio a prato:

http://www.lastampa.it/2015/09/14/italia/cronache/un-semplice-ed-economico-prato-cos-si-eliminano-asfalto-e-cemento-jC1MUBtVMx7HAcsZzmiqoO/premium.html

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Qual’è la progettazione più bella e più difficile?

Qual’è la #progettazione più #bella e più #difficile?

#Progettare per i #bambini!!!

E’ #bello perchè nell’#immedesimarsi (#necessità di ogni #progettazione) si respira un pò della loro #spensieratezza;

E’ #difficile perchè per quanto siamo stati anche noi bambini, da adulti proprio non possiamo capirli!

L’unica #soluzione è #ASCOLTARLI, con un #ascolto #attivo e #COINVOLGERLI nelle #decisioni attraverso la #progettazione #partecipata!

Può sembrare tutto ovvio o scontato, ma già quando avete scelto la cameretta dei vostri figli avete mai pensato di interrogarli, di includerli, di capire di cosa avessero bisogno loro? O vi siete fatti coinvincere a incastrare qua e la scaffali chiusi e aperti come se le energie infinite dei bambini si potessero incasellare?

Di cosa hanno bisogno i bambini quindi? Vi svelo un primo segreto: I BAMBINI hanno bisogno di SPAZIO, spazio per giocare, spazio per sperimentare, spazio per vivere!!! Hanno bisogno di spazio per spostare le sedie e i tavoli e creare un castello, spazio dove fare le capriole, spazio dove costruire una torre con i giochi ma anche con altro… E allora perchè le camerette esco tutte già belle e composte latsciando ai bambini solo la libertà di sedersi o sdraiarsi! Ricordo che quando con i miei ci eravamo trasferiti nella casa nuova, e ancora non avevamo tutti i mobili, io e mio fratello, ogni sera, ci divertivamo a cambiare posto ai letti apribili!

Anche gli #spazi #pubblici non sono da meno nel rispetto del #diritto dei bambini alla #città: la progettazione è relegata a pochi “esperti” e tra questi mai figura neanche un bambino!

I bambini subiscono le scelte degli adulti:

“Come tutti sanno l’unico contributo della scuola al processo decisionale pubblico avviene periodicamente quando i locali scolastici vengono usati come seggi elettorali. I bambini hanno un giorno di vacanza. I riti di civismo non devono essere esposti ai loro occhi ironici e curiosi” (L.Moretti, V. Petrucci, Il gioco non si arresta; gangemi editore)

Mentre i centri storici ancora sono i luoghi del gioco diffuso e della sperimentazione, nelle città moderne, tra parcheggi e strade carrabili, sono stati occupati tutti gli spazi liberi per il gioco e i bambini sono costretti in aree delimitate e con giochi monotematici che stancano preso l’animo dinamico dei piu piccoli; questo perchè l acittà dei bambini è decisa dagli adulti; un pò come se venisse uno sconosciuto a decidere per noi come vestire o quale divano mettere in casa!

Per chi volesse saperne di più sulla progettazione partecipata con i bambini vi consiglio il libro “Il gioco non si arresta, pratiche di progettazione partecipata per il diritto alla città di bambini e di ragazzi” a cura dell’architetto Viviana Petrucci e dell’educatrice interculturale Laura Moretti

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Foto: illustrazione di Gemma Capdevila

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Chi ha paura dei colori scuri?

Chi ha paura dei colori scuri?

Io ne ho avuta per un po’, forse perché ho conosciuto solo ambienti interamente cupi, sia per la scelta dei toni che per la mancanza di luce naturale o di una cattiva gestione di quella artificiale

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Ho iniziato a familiarizzare con i colori scuri grazie ad un libro dal titolo “le conseguenze del colore” di Hans Blomquist, che mi ha fatto riflettere su come spesso possano contribuire a realizzare un ambiente rilassante e silenzioso, un po’ come quando scende la notte e ci ricorda che è arrivato il momento di riposare

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Anche per le camere da letto, come per le aree riservate al riposino pomeridiano dei bimbi nelle scuole, i colori scuri, simulano la notte e inducono più facilmente il sonno!

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I colori scuri inoltre sono ottimi per dare risalto solo ad alcuni elementi più chiari, facendone sparire altri sullo sfondo;

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Grazie ad una attenta gestione dei colori e dell’illuminazione possiamo decidere cosa porre in risalto e cosa no, un po’ come quando in una mostra d’arte s’impone una luce forte sull’opera in questione e tutto il resto è buoio

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Basta che un elemento sia chiaro, brillante come l’oro o illuminato, per poter risaltare su un contesto dai toni cupi!

Diverso è il caso in cui su uno sfondo dai colori chiari e luminosi si posiziona un elemento scuro; quest’ultimo, malgrado il contrasto, non risulterà ma apparirà come un buco, un vuoto della composizione!

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Non abbiate paura quindi di giocare con i colori, sono degli strumenti potenti che possono cambiare le sorti di uno spazio! Fate solo attenzione a calibrare e scegliere con cura ogni dettaglio perché è lì che si dedice se il risultato di Ale sarà piacevole e vivibile o no!

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Allora, di chi voi dopo questo post ha voglia di ricolorare il mondo intorno a sé?

 

Senza categoria

Un architetto dovrebbe…

 

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Un #architetto dovrebbe essere #timido, quasi #insicuro; dovrebbe muoversi in punta di piedi in ogni nuovo ambito; dovrebbe aver paura di fare ed interrogarsi cento volte prima di agire, prima di fare un segno indelebile; dovrebbe avere la coscienza di chi si sente l’ultimo arrivato perché in fondo al mondo ci siamo da così poco tempo rispetto a quello che solo il succedersi della storia è riuscito a comporre! Diffido da chi si chiude nelle sue certezze e se ne fa un vanto, di chi proclama spavaldo senza indugiare mai; se la sicurezza può apparentemente dare un senso di fiducia e di stima, può celare una mancanza di capacità di ascolto e di confronto! Un architetto deve affrontare curioso e dubbioso ogni nuovo lavoro, ogni nuova sfida perché solo questo gli darà gli stimoli giusti per mettersi in ascolto e capire prima di agire!

Ph Pinterest: dalla mostra di Damien Hirst a Palazzo Grassi #DamienHirstTreasures